Astrogenealogia, Luna Piena, modelli astrogenealogici, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Luna piena in Aquario: la nutriente insicurezza

Luna piena in Aquario: la nutriente insicurezza

La Luna piena in Aquario avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 17:59 del 3 agosto 2020, ai 11°45′ sull’Asse Aquario/Leone, coinvolgendo le case 2/8. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Sagittario e Gemelli, l’Ascendente cade a 29°54′ del Sagittario, Giove rappresenta il pianeta dispositore del grafico.  Il Plenilunio si inserisce all’interno del movimento in zona d’ombra di retrogradazione di Marte, ormai giunto a 19° dell’Ariete. Ed è proprio a partire da questo momento che, durante il mese, Marte si scontrerà con Giove, Plutone e Saturno in Capricorno, passandoli in rassegna ad uno ad uno. Sono scontri che attraverseranno altre due fasi, durante il movimento di retrogradazione di Marte e la ripresa del moto diretto, anche se solo Plutone avrà l’onore di confrontarsi con Marte sempre dall’Ariete. Giove e Saturno infatti si riscontreranno al moto diretto di Marte quando saranno già in Aquario e Marte sarà in Toro. Questa calorosa atmosfera ci accompagnerà dunque nella fase autunnale, il mese di agosto rappresenta l’avvio.

Si tratta di un Cielo altamente dinamico, in particolare per quanto riguarda la configurazione che l’opposizione Solilunare forma con Urano in Toro e casa IV (T-Square o Quadrato a T). Urano è il pianeta dispositore della Luna e della casa 2, mentre Venere, Signora di Urano, si appresta a completare l’anello di sosta in Gemelli, in un confronto diretto con Saturno ed una congiunzione al Nodo evolutivo.

Intanto un baldanzoso Mercurio in Cancro, disposto dalla originale Luna aquariana, si permette di sfidare dalla casa VII e come suo pianeta dispositore, tutti i big in Capricorno, alleandosi con Nettuno.

“Ragazzi, le cose devono cambiare”, sembra dire loro.

Abbiamo bisogno di una comunicazione più autentica, alleata con l’ascolto interiore dei nostri bisogni ma anche con l’imprescindibile sviluppo dell’empatia, il sapersi mettere nei panni degli altri. E per evolvere dobbiamo mettere da parte le congetture e le idealizzazioni che possono creare fraintendimento e fidarci del nostro cuore e di ciò che sentiamo.

Possiamo anche esplorare la possibilità di prenderci delle responsabilità diverse, ponendoci le giuste domande.

Quale bisogno muove il mio avvicinarmi alle persone? Quale parte di me utilizza la frustrazione di un bisogno insoddisfatto come meccanismo di difesa?In che modo l’illusione e la delusione rappresentano per me un alibi per non mettermi in gioco davvero?Come posso tagliare il cordone ombelicale dei bisogni condizionati dalla famiglia?

Quanti interrogativi, direte voi. Il Cielo in questo momento spinge l’acceleratore sul bisogno di autenticità e di far luce sulle ombre che per noi hanno avuto un ruolo difensivo automatico.

Paradossalmente a volte ci lamentiamo del fatto che viviamo alcune situazioni in fotocopia ma non ci rendiamo conto di quanto siamo noi stessi ad innescarne la miccia, tanto per utilizzare una comunicazione marziale. Siamo immersi nei nostri incantesimi personali e nelle nostre profezie autorealizzanti.

Ora il Cielo dice basta! 

Basta con le tortuosità, è Tempo di estrema semplificazione. E di tagliare il cordone ombelicale con ciò che non ha più motivo di rappresentare l’autenticità dell’Essere profondo. Liberiamo tutte le catene, i limiti autoimposti, prendendocene totale responsabilità perché finché continuiamo con attribuzioni esterne nessuna “guarigione” avviene.

In realtà la parola guarigione mi si relaziona con la malattia e nessuno di noi è malato, ma possiamo tutti avere delle fragilità, delle vulnerabilità e bisogno di un risanamento interiore, una bonifica.

Finché ci muoviamo a partire dal senso di cuore spezzato o di bisogno insoddisfatto, cerchiamo negli altri consolazione e panacea, quell’unguento risanatore che magicamente cancelli ciò che in passato ci ha tanto ferito. Ma ciò attrae solo altra mancanza, e quando abbiamo nel cuore delle ferite possiamo solo accettarle come parte del nostro percorso. Rimangono delle cicatrici e sarà nostra cura amarci a tal punto da renderle fertili per noi stessi e per gli altri, anche mettendo dei sani confini in modo da non riaprirle e farci del male gratuito.

Perché “Gli altri siamo noi“, recitava una canzone.

Avremo evidenza del nostro percorso verso la libertà quando non sentiremo in noi smuovere una ricerca compulsiva di relazioni, imparando a stare anche in ascolto di noi stessi. E in quel momento, a partire dalla prigionia determinata dalla ricerca esteriore, comprenderemo che solo il restare in nostra serena compagnia potrà attrarre all’esterno altre persone autenticamente libere.

Solo la consapevole rinuncia alla ricerca della sicurezza ci porterà persone che, con grande spontaneità e senza aspettative, vorranno fermarsi con noi. 

La nutriente insicurezza è questo, la capacità di stare nel momento attuale, proprio per quello che è, senza idealizzare un passato ormai trascorso e senza bisogno di illusioni basate su aspettative inesistenti. 

Insieme a Saturno, per responsabilizzarci nel presente, in base ai fatti e sapendo che siamo parte dei nostri e altrui processi di bonifica interiore. 

Insieme a Giove, per permetterci di creare una nuova finestra di percezione nel mondo e guadagnare una prospettiva diversa, tesaurizzando le nostre esperienze come fonte di profonda realizzazione dell’Essere.

Insieme a Plutone, per bonificare, attraverso una profonda catarsi e rigenerazione le emozioni derivanti dalle antiche sofferenze. Evitando di ricreare le nostre antiche strategie di sopravvivenza, accettando di smascherarci. Vederci per ciò che siamo.

Insieme al baldo Urano, che da tempo ci aiuta a scardinare tutto ciò che per noi ha rappresentato sicurezza. Urano spazza, taglia, rivoluziona, come un uragano ci spettina e rivoluziona le nostre vite. In questo Plenilunio utilizza la ribellione allo status quo, molti di noi sono in una veloce fase di liberazione da dettami, tradizioni, senso di appartenenza, vecchie usanze, e sentono bisogno di leggerezza e luce. 

Alcuni si ribellano, perché ormai l’urgenza è troppa e siamo giunti alla frutta. E si liberano come il tarocco della Torre, con una carica esplosiva. Altri invece come il tarocco del Matto, imparano a mettersi in prima linea, incuranti di ciò che dicono o fanno gli altri. 

E’ una scelta del nostro Essere infinito, in questi accelerati Tempi di risveglio, in cui essere svegli è ormai fondamentale e tutto si dis-vela. Cadono i veli, cadono le maschere.

Bene così, Nettuno ci mette davanti alle nostre illusioni, invitandoci ad avere compassione di noi stessi, a cercare ora un’alleanza con la nostra Fonte spirituale, con la nostra Essenza divina. Vediamo dunque la perfezione in ogni cosa, anche nella caduta c’è del bene, il tarocco dell’Appeso ci può aiutare a vederci in un processo di evoluzione che si svolge secondo un tempo unico ed irripetibile per ciascuno di noi.

Quel che conta è il risultato, che non è mai un risultato ultimo, finché abbiamo respiro. E anche dopo. E’ tempo di unire le parti disgregate della nostra interiorità, tempo di inclusione, di comprensione espansa, di integrazione. Sempre meno potremo sentire la necessità di andare “contro” qualcosa o qualcuno, sempre più “verso” noi stessi.

Dallo s-contro all’in-contro dunque. E’ la scelta di questo Tempo, vuoi s-contrarti con o in-contrare te stesso? Perché il vero in-contro con gli altri avviene dopo aver accettato di in-contrare completamente noi stessi.

Questo Cielo ci porta a questo in-contro, buone originali scoperte allora!

Un abbraccio forte a tutti voi, insieme a voi nel mio Viaggio.

Ross

Luna, Luna Piena, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Luna piena in Sagittario: il Viaggio verso l’Autenticità

Luna Piena in Sagittario

La Luna piena in Sagittario, in Eclisse penumbrale, avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 21:14 del 5 giugno 2020, ai 15°34′ sull’Asse Gemelli/Sagittario, coinvolgendo le case 6/XII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Sagittario e Gemelli.  Il Plenilunio si inserisce all’interno del movimento di retrogradazione di Venere a 12°18′ dei Gemelli in tensione a Marte in Pesci a 15°52′. Marte forma così una configurazione precisa con l’opposizione solilunare che in Astrologia prende il nome di T-Square (Quadrato a T). Marte, pianeta dispositore del Fondo Cielo. Marte, pianeta dispositore di Lilith e Chirone in Ariete.

E’ un Cielo dinamico, soprattutto per chi porta nel Tema Pianeti o Ascendente nella seconda decade dei Segni Mobili (Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci).

Nel dinamismo prende vita il movimento, posso quindi definirlo un Cielo di liberazione e di rottura rispetto a tutto ciò che nelle nostre Vite ha rappresentato eccessiva adattabilità. Rispetto al silenzio di chi si ammutolisce per paura di essere rifiutato, per paura della perdita.

Ognuno di noi prenderà confidenza con l’insegnamento di questo Cielo con diverse modalità, ma fondamentalmente il nostro Essere Infinito ormai scalpita come un cavallo impaziente per segare delle sbarre interiori che ormai rappresentano prigionie.

Il processo non è indolore ma è inarrestabile e passa per lo scardinamento di antiche paure, di matrice infantile o adolescenziale. O passa per la distruzione di ciò che abbiamo visto e introiettato come modello genitoriale di relazione e che abbiamo fatto nostro.

Liberando la nostra parte interiore più delicata e autentica temiamo allora di esporre il fianco, temiamo di renderci feribili e vulnerabili. Eppure è terminato il tempo di nascondersi, ed è pure terminato il tempo della paurosa incoerenza.

Basta dire sì quando è no, basta dire no quando è sì, chi ci ama lo fa spontaneamente e sostenendo il nostro Essere verso la manifestazione del suo Progetto di incarnazione.

Vi è una differenza tra struttura e rigidità. Tra incoerenza e flusso nella mutevolezza, tra giudizio e opinione. E’ il tempo di recuperare la libertà espressiva. In un momento sociale delicato, in cui stiamo rinascendo come pulcini e non sappiamo ancora riconoscerci nella nuova identità, la mente non ha criteri di riferimento e potremmo sentirci disorientati.

Vaghiamo nella nebbia rendendoci conto di essere immersi in un processo irreversibile dove niente è, né sarà più, come prima. Dal ricordo può s-prigionarsi una sensazione di diffusa e soffusa malinconia, nelle improvvise tristezze che ci possono assalire c’è la pulizia del vecchio che stiamo salutando.

Il dis-orientamento attuale è il necessario rilascio degli orientamenti precedenti che, in automatico, ci hanno portato in passato a ricercare sicurezze esterne attraverso un grande bisogno di riconoscimento ed approvazione.

E molti di noi potrebbero interrogarsi interiormente rispetto alla direzione da prendere in questa fase di incertezza dove tutto è in preparazione e nulla è ancora manifesto chiaramente. E’ la fase che precede tutte le grandi trasformazioni, il recupero di sé e della propria Autenticità dell’Essere è prioritario al fine di cocreare tutti insieme un Collettivo sveglio e responsabile.

Ecco allora lo s-velarsi graduale di molte cose, il senso profondo dei nostri passati vissuti può rivelarsi attraverso una porticina che si apre sul passato, giusto il tempo di darci una sbirciatina e verificarne il significato ad un livello ancor più interiorizzato. Uno spiraglio di rivisitazione di schemi, scelte, atteggiamenti automatici, intenzioni e obiettivi che hanno smosso il nostro agire specie in ambito relazionale.

Questa Luna Piena è una manifestazione di consapevolezze interiori, anche accettando di vivere in una fase un po’ indefinita e fidandosi dello spontaneo delinearsi della nuova forma in divenire.

Nel riconoscimento della sacralità del giusto Tempo. Nel ricordo che, in altri tempi, il Tempo è sempre stato perfetto. Ciò che abbiamo voluto abbiamo richiamato a noi. Accogliendo che anche la volontà agisce a vari livelli, che spesso sono lontani dall’umano e limitato capire e dalla volontà di razionalizzazione.

Ecco da dove originano le proiezioni. Dalla necessità di immergerci nella comprensione profonda al posto che fermarci al voler solo capire. Quando viviamo qualcosa di poco gradevole si tratta comunque di una scelta che compiamo a livelli diversi e sconosciuti. E più facilmente, almeno in una fase iniziale, proiettiamo la responsabilità sugli altri.

Ci sentiamo prigionieri delle altrui azioni eppure non ci rendiamo conto che anche noi abbiamo compartecipato in qualche misura. Più tardi, nel Tempo della comprensione, portiamo Luce reale, ne enucleiamo l’insegnamento e solo allora non riproponiamo più eventi simili nelle nostre vite.

Ora è il momento della velocizzazione dell’esperienza. Il momento del veloce apprendimento, l’e-learning spirituale. Magari possiamo superare lo schema di attraversare impantanamenti energetici, in situazioni di stagnazione o prigionia dell’Essere cocreate al fine di riuscire a liberarsi, per metterci alla prova continuamente, non ne abbiamo più bisogno.

Siamo capaci di essere liberi, anche con altre persone.

Scopriamo che Libertà non è solitudine. E scopriamo che la coppia evoluta rappresenta il potenziamento della Libertà di due individualità, in espansione.

Liberi di esprimere le nostre emozioni, i nostri bisogni. Di dire “Ti Amo”, con amore, in amore vero, amando tutto negli altri. Operando scelte più libere e proprio per questo più coerenti, riservandoci il diritto di cambiare idea se lo sentiamo.

Oggi è il primo giorno che nella mia regione si può uscire senza obbligo di mascherina all’aperto. Si può sorridere, respirare, parlare più liberamente eppure ho visto tante, troppe persone indossare ancora le mascherine. E mi sono interrogata. Ho liberato alcuni, sorridendo e dicendo a qualcuno che da oggi si poteva togliere la museruola e altri non hanno voluto toglierla.

Libero arbitrio

Ma in tutto ciò, nella comunicazione avvenuta solo attraverso gli sguardi in questo periodo, ci siamo anche resi conto dell’importanza delle parole. Perché Autenticità non è mancanza di tatto e dire tutto quello che ci passa per la testa senza riguardi. Ma è anche e soprattutto rispetto nel comunicare. A tutti i livelli comunicativi, anche nei Social.

Le parole hanno un valore, un peso, e sono energia in movimento dall’interno all’esterno. Rispettiamo i valori, Saturno sulla cuspide della casa 2 di questo grafico ce lo ricorda, in primis il valore del Tempo e  della nostra esperienza acquisita.

Ognuno nel suo campo, nella molteplicità delle esperienze si cela poi la ricchezza della condivisione. Poiché unendo i vissuti ci si sostiene l’un l’altro senza però cocreare più dipendenze. Ma interdipendenze. Connessioni e collegamenti, come Venere in Gemelli caldeggia. Superando paure perché c’è qualcuno che ha superato la stessa paura prima di noi. Perché ciò che per qualcuno di noi è una sciocchezza per un altro è un grosso salto nel buio. Perché nessuno ha percorso le stesse strade ma tutte le strade portano all’evoluzione umana.

Rendere sacra la propria Vita è tanto semplice, se ci pensiamo. Non è necessario meditare in Tibet, basta liberare quella parte di noi che abbiamo abbandonato e rinnegato perché avevamo paura di essere rifiutati  cocreando proprio quel rifiuto per imparare ad accettarci e amarci proprio così come siamo. Era semplice eppure abbiamo attraversato strade tortuose e spesso dolorose per prendere in noi questo apprendimento.

Attraverso morti e separazioni di vario tipo, relazionali, lavorative, amicali. Prima di sentire la voce imperiosa di Plutone, comprendendo che in ogni morte si rappresenta già il concepire di una nuova manifestazione. Che la morte non esiste, ma esistono passaggi continui, ponti da attraversare, da soli o in compagnia. Che nessuna compagnia è dovuta né scontata, che l’Ombra viaggia al medesimo ritmo della Luce, indissolubilmente.

Forte vi abbraccio, grata a voi per il nutriente affetto di sempre, attraverso il quale le righe che scrivo acquisiscono un senso profondo.

Grazie, ad ognuno ispirazione e senso di direzione in questo Plenilunio.

Un abbraccio!

Ross

Counseling astrologico, Mercurio, modelli astrogenealogici, visioni astrologiche

Messaggeri e messaggi: saper cogliere la differenza

Angel, Ala, Mistico, Metallo, Arte

Nasco con un’opposizione tra Mercurio e Saturno nel mio tema radix, attraverso la quale ho vissuto molte sfide, sviluppando preziose risorse che ora fanno parte integrante del mio essere. Chi mi conosce sa che lo studio dell’Arte astrologica per me è stato in gran parte autodidatta, quasi una sapienza antica recuperata che piano piano è rifluita in me, rappresentando Amore puro.

Attraverso la mappa natale, preziosa bussola di autoconoscenza, conosciamo e riconosciamo parti di noi, tesori nascosti ma disponibili in potenziale. E poi, nel momento del bisogno, è come se potessimo abbeverarci alla fonte delle nostre risorse, che in quel momento zampillano fuori inaspettate, emergono.

E dietro ogni aspetto di sfida si nasconde una risorsa; l’altro giorno lessi un illuminante post di Andrea Panatta nel gruppo Facebook “Istruzioni per maghi erranti“, sull’importanza di imparare a sganciare il messaggio dal Messaggero per poi congedarlo.

E iniziai a riflettere sul mio aspetto di sfida Mercurio/Saturno. Sebbene si tratti di una opposizione separante coinvolge Mercurio, fuso al mio Ascendente. Sono un messaggero. Porto un messaggio profondamente innovativo, quello astrogenealogico. Mercurio, domiciliato in Vergine, forma anche una congiunzione con Urano, con Plutone e un trigono con la Luna.

Saturno rallenta il passo mercuriale ma allo stesso tempo lo approfondisce e oggi, a distanza di molti anni, posso riconoscere i doni di questo aspetto. Uno fra questi è senz’altro la capacità che ho acquisito di trarre utilità dai messaggi interessanti, da qualsiasi fonte provengano. Non escludo a priori nessun tipo di ascolto perché proprio nel posto più remoto può nascondersi un messaggio prezioso ed utile.

Ho imparato per esperienza che un Maestro Messaggero può nascondersi ovunque, anche in un bambino di cinque anni. Onoro i Maestri Messaggeri traendo insegnamento dal messaggio di cui sono portatori. Sapete cosa bisogna sviluppare per riuscire a scindere il messaggio dal Messaggero e non cadere nel tranello della sola ricerca delle “fonti autorevoli” pre-cludendosi preziosi ascolti? La capacità di astrazione dal giudizio e dalla critica fine a sé stessa.

Ricordo molto bene che Neale Donald Walsch lo disse nel film “Conversazioni con Dio“, del quale consiglio la visione.

Quando fu accusato durante una conferenza di diffondere messaggi incoerenti col suo vissuto personale…lui disse questo: “Prendete il messaggio e non il messaggero“. E spesso mi trovo anch’io nella situazione in cui, con alcuni clienti, vado ora ad affrontare temi e a sostenere delle trasformazioni che io stessa ho fatto a fatica e a partire da contesti per me ancor oggi emotivamente difficili. E lo dico anch’io alle mie amate persone, quelle che attraversano e toccano il mio cuore con vissuti che sono stati i miei.

Dico loro di prendere il mio messaggio, anch’io sono stata lì e non ho agito con equilibrio, ma oggi sono qui a portare la mia esperienza.

Comprendo il senso e la profondità degli oceani di dolore che ho attraversato, al fine di comprendere empaticamente ciò che l’essere umano vive, andando oltre al bene e male, giusto o sbagliato, nell’Amore infinito per l’Umanità.

Ho imparato a farlo anch’io, a scomporre, sminuzzare i messaggi che mi arrivano e ri-assemblarli al fine di una utilità collettiva. La ricerca delle parole, il senso di ogni parola con il suo peso sono compiti di un Messaggero. Allo stesso tempo ogni vissuto mi consegna un messaggio da archiviare nel mio libretto di esperienza. E spetta a noi decidere con responsabilità quando congedare alcuni Messaggeri, integrandone quanto prima i messaggi, come diceva lo stimato Andrea Panatta.

Ho vissuto distacchi precoci e Saturno mi ha insegnato presto cosa significa accettare il fatto che le persone ci lasciano, me lo ha insegnato attraverso la morte dei miei genitori in giovane età e successive esperienze di separazione e di ricongiungimento, anche e soprattutto con uno dei miei figli. Me lo ha insegnato attraverso il rapporto difficile con i fratelli e distacchi con amici.

Eppure ho imparato a lasciare andare, a decidere con responsabilità il momento di andarmene dalle cose che per me rappresentano un messaggio integrato. E congedare i Messaggeri con Gratitudine. Ho imparato a rendere onore alla mia esperienza di vita e a quella delle persone più che a pezzi di carta che, se non sono corredati da un profondo lavoro su di sé, non servono a nulla.

Ho imparato a rispettare il dolore degli altri senza sminuirlo, ogni paura che nasconde una risorsa, ho imparato a prendere quello che di buono per me si cela in ogni messaggio che mi arriva. E, preziosamente ho imparato ad ascoltare i messaggi delle persone che urlano fuori dai cori, i fuori-legge, i non riconosciuti, gli inascoltati, grazie a ciò che ho vissuto in prima persona.

Prendete allora i messaggi, uscendo dalle catalogazioni, dagli incasellamenti e dai pre-giudizi verso i Messaggeri.

Vi abbraccio ❤

Ross

Movimenti celesti, Senza categoria, Venere, visioni astrologiche

Venere in Gemelli: la primavera del cuore

Coccinelle, Bug, Insetti, Coppia, Amore
Cari, domani sera alle 19.12 Venere entra nel segno dei Gemelli, disposta da Mercurio, dove formerà un lungo stazionamento che in Astrologia prende il nome di Anello di Sosta.
Venere in Gemelli: la lunga vacanza all’insegna della leggerezza.
La permanenza in Gemelli durerà dal 3 aprile al 7 agosto e, nel suo incedere nel segno, Venere farà dei passaggi relazionali importanti incontrando altri pianeti, ce ne occuperemo passo per passo con dei post dedicati.
Dedico queste righe in primis per segnalarvi le sue tappe di percorso (con virginiana tabellina) e poi per condividere alcune riflessioni a riguardo.
Iniziamo con alcune date:
 
3 aprile 2020 – ore 19.12 Venere entra in Gemelli
10 aprile 2020 – Venere entra in zona d’ombra di retrogradazione al grado 5 dei Gemelli. Questo è il grado da cui poi Venere riprenderà il moto diretto.
13 maggio 2020 – ore 8.46 Venere inizia il moto retrogrado al grado 21 dei Gemelli.
25 giugno 2020 – ore 8.49 Venere riprende il moto diretto dal grado 5 dei Gemelli. Ripercorre da qui in poi il percorso già effettuato dal 10 aprile al 13 maggio, nel percorso dal grado 5 al grado 21. Stavolta quindi sarà in zona d’ombra di retrogradazione diretta.
29 luglio 2020 – Venere raggiunge il grado 21 del Gemelli ed esce dalla zona d’ombra di retrogradazione.
07 agosto 2020 – ore 17.22 Venere entra nel segno del Cancro.
 
Questo transito rappresenta secondo me un’ulteriore alleggerimento, l’Elemento Aria irrompe sempre più sostenendo in questo momento la presenza del Sole in Ariete.
Il primo incontro di Venere avviene con Saturno in Aquario e, immediatamente dopo, si perfeziona anche l’aspetto del trigono con Marte in Aquario. Ci avviamo inoltre verso la Superluna Piena in Bilancia, il giorno 8 aprile, alla quale darò spazio a parte.
Nei prossimi mesi Venere in Gemelli potrà favorire anche la capacità di scegliere (verbo carissimo a Venere) una corretta informazione, nel turbinio delle fonti. Alla ripresa timida delle attività saremo tutti a confronto con un radicale cambiamento sia dei nostri ritmi e sia con una necessità di scegliere come e in che termini relazionarci con le altre persone.
Sulla base di quali valori? Venere è la regina dei valori e, tra tutti, quello che diamo a noi stessi, l’auto-stima.
Questo transito potrà costituire una fase di transizione, lo spartiacque tra un prima e un dopo, invitandoci alla ripresa secondo modalità nuove e molto più in sintonia con la nostra natura.
Il mondo che troveremo all’uscita sarà diverso perché noi saremo diversi e cocreeremo realtà diverse che in una prima fase potrebbero lasciarci smarriti. Mi piace la possibilità di questa Venere di supportarci nella condivisione dei nostri pensieri e delle opinioni che sono emerse in questo periodo di apparente separazione sociale.
Disquisizione e capacità di argomentazione, potranno aprirsi relazioni nuove basate su affinità di tipo intellettuale in cui scambiare ascoltandosi reciprocamente. Venere in Gemelli apre alla possibilità di nuovo respiro e scambio relazionale ed è proprio durante questo transito che torneremo alla graduale ripresa del movimento e del commercio.
Non è ancora un momento per le grandi progettualità ma può invece essere un’opportunità di cogliere il bello dell’immediato e di ciò che ci circonda. In questa primavera si inserisce ovviamente anche una rinnovata primavera del cuore che, secondo me, va presa per quello che è, una primavera, brillante, birichina, seduttiva.
Le nuove relazioni possono prendere avvio per lo più attraverso forme di comunicazioni virtuali, via libera ai messaggi come territorio fertile al flirt. Potrà essere qualcosa di più sentimentale? Lo vedremo quando Venere in agosto entrerà nel segno del Cancro e sarà quello il momento in cui probabilmente ci lasceremo andare di più anche agli abbracci teneri.
Per il momento può trattarsi di qualcosa di leggero, piacevole, divertente, una battuta, uno scherzo, si inizia così, in leggerezza e senza aspettative.
Per qualcuno in questo periodo si delinea la necessità di scegliere tra due persone diverse e tale scelta sarà più chiara quando il pianeta uscirà dalla zona d’ombra di retrogradazione, a fine luglio, sebbene un momento di criticità può essere ipotizzabile dopo la metà di maggio. Infatti quella sarà la fase in cui inizierà la retrogradazione e contemporaneamente Marte farà ingresso in Pesci, creando un aspetto tensivo, ma avremo occasione di riparlarne. Per ora invece potrà esserci la necessità di frequentare queste persone senza prendere impegni particolari, solo per conoscerle in amicizia.
Primi piccoli spostamenti fuori porta, piccole prudenti passeggiate, possono favorire le conoscenze basate su stimolanti dialoghi, su messaggi carini, su un caffè preso assieme, ognuno col proprio tempo perché le primavere del cuore non hanno età e tutti potranno riscoprirsi un po’ adolescenti o, comunque, scegliere di entrare in contatto con quella parte di sé che ora vuole solo respirare aria nuova nel campo delle relazioni.
E’ un momento di qualche mese dedicato alla cura del proprio tempo e all’apertura a nuove visioni, Venere è legata alla scelta basata sul principio del “questo mi piace e questo no” e la ricerca del piacere potrà essere un obiettivo per tutti noi.
Questo potrà rimettere in discussione e riesame tutto ciò che prima di questo tempo portavamo avanti su un principio repressivo basato sul solo dovere, senza gioia né stimoli. Saremo curiosi come pulcini e desiderosi di crearci un modo di vivere basato su nuovi ritmi, più in sintonia con la dimensione del piacere.
Anche le attività piano piano potranno riaprire e guadagnare nuovamente, alcuni in questo tempo hanno ampliato le licenze commerciali per poter svolgere anche altre mansioni.
Voglia di luce, di leggerezza, di brillantezza, di stimoli nuovi, di movimento, di confronto, di divertimento, di gioco. E’ uno stimolo per le persone identificate solo con il lato “serio” delle cose per imparare a lasciar andare le rigidità e aprirsi ad una dimensione più leggera della vita, nella consapevolezza che tutto può mutare ad una velocità estrema.
E solo chi ha compreso veramente il peso di ogni parola può definirsi anche una persona leggermente rispettosa.
Scegliere la leggerezza non significa essere superficiali ma aver conseguito una rinnovata maturità.
Evviva i Gemelli e la loro brillante ironia, anche il Sole della nostra amata Italia si trova nel segno dei Gemelli e ciò secondo me rappresenterà l’inizio di una grande guarigione.
Il transito, a livello individuale, non interessa ovviamente solo le persone con il Sole in Gemelli, ma anche con Ascendente o pianeti nei Gemelli. E interesserà il settore/casa che nel Tema è dedicato ai Gemelli.
Vi abbraccio!
Immagine: RonBerg Pixabay
Luna Piena, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Luna Piena in Leone: l’ascolto del Maestro Interiore

Dummy

La Luna piena in Leone avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 8:34 del 9 febbraio 2020, ai 20° sull’Asse Leone/Aquario, coinvolgendo le case VI/XII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda quindi tra Pesci e Vergine, aprendo una prospettiva speculare rispetto al Plenilunio in Cancro del 10 gennaio. La Luna in Leone, disposta dal Sole, governa il quinto settore del grafico di Plenilunio e sfida a singolar tenzone il suo dispositore, sito in casa XII, in Aquario. Nettuno guida le danze come pianeta dispositore dell’Ascendente, formando con la Luna un aspetto di quinconce tra Pesci e Leone. Al Medio Cielo, armonizzato con Luna e Urano, si mostra Marte in passaggio agli ultimi gradi del Sagittario. Mercurio, a 8° dei Pesci e casa XII, apparentemente privo di aspetti maggiori con altri pianeti, si sintonizza però con l’asse nodale tra Cancro e Capricorno, IV/X casa. Lilith, Venere e Chirone svettano in I casa in Ariete.

E’ un momento in cui diventa importante la comprensione e l’espressione di ciò che ci rappresenta davvero. Mercurio ci invita ad una compassionevole osservazione di ciò che si muove nel mondo emotivo a partire dall’essere stimolati in campo relazionale. Comprendiamo quindi che possono crollare in questa fase tutte le identificazioni interiori, soprattutto quelle che tengono conto solo della parte luminosa di noi stessi. 

L’ accoglienza dell’imperfezione dell’Essere Umano rappresenta un importante step dello sviluppo delle nostre coscienze, qualcosa che ci accomuna e mantiene in una sana umiltà. Ma umiltà non è disistima ed è proprio Venere, dispositrice della II casa, in alleanza a Lilith e Chirone, a farci incontrare quelle ombre che abbiamo utilizzato per sostare nella nostra piccola zona di comfort. Perché il non valorizzarsi è molte volte un’ombra della paura di mostrare la nostra grandezza.

Ed è quasi paradossale l’insegnamento e la sfida di questo Cielo: si può essere grandi solo se accettiamo anche di essere piccoli, possiamo tutto solo se accettiamo anche la nostra impotenza, per esporci come persone di valore dobbiamo anche affrontare le paure attraverso le quali ci siamo svalorizzati. L’esteriorità di questo tempo è solo uno strumento di integrazione dell’altra faccia della medaglia della nostra interiorità, qualcosa da recuperare per essere completi. 

Allo stesso tempo i nostri potenziali escono, i processi di crescita che abbiamo avviato prendono il loro corso, nulla è più procrastinabile, e comprendiamo anche che è necessario un passaggio evidente ed intraprendente verso l’allargamento delle nostre comfort zone.

Cosa posso rendere talmente comodo per me da aprire la mia porta interiore? Quale parte della mia interiorità può conseguentemente arricchirsi modulandosi in accordo con questa esperienza? 

Ognuno di noi porta un grande contributo nel mondo, a causa della nostra unica irripetibilità, siamo tutti gemme di una preziosa collana. Spesso si legge che “siamo tutti Uno”, eppure questo Cielo sprona anche a donarci in base alle nostre caratteristiche individuali. Senza cadere nella trappola della separazione umana, senza sentirsi isolati e nostalgici rispetto ad una dimensione non terrena da cui tutti proveniamo.

Nessuno di noi è detentore della verità ma tutti arricchiamo il mondo portando la nostra esperienza, unica testimonianza attiva che possiamo diffondere. E’ interessante in questo tempo ascoltare i nostri pensieri, i nostri modi di esprimerci con gli altri e con noi stessi. E’ importante muoversi secondo un principio di coerenza interiore, permettendosi di esplorare anche le nostre personali incoerenze con compassione ed un pizzico di ironia.

Spesso siamo più offesi con noi stessi che con gli altri. Ci innervosiamo rispetto al fatto che avremmo dovuto dire, fare, pensare in modo diverso. Ci mangiamo la lingua dopo aver pronunciato alcune parole o dopo aver reagito secondo modalità infantili. Abbiamo un critico interiore molto forte che, col dito puntato, ci ricorda di continuo che siamo imperfetti. Non per questo però manchiamo di qualcosa. Siamo proprio al punto in cui dobbiamo essere.

Non possiamo giudicarci oggi per le scelte di ieri. Altrimenti è una lotta continua con noi stessi senza mai poter raggiungere una pace interiore, perché domani potremo giudicare sciocche le scelte di oggi.

Ho sbagliato…Sono stato/stata un’idiota…Mi sono fidato/fidata delle persone sbagliate…La paura ha guidato le mie scelte…

Chi di noi non ha usato questa eccessiva critica nei confronti di sé stesso? E così abbiamo ritenuto la nostra imperfezione come qualcosa che ci ha causato solo guai. Qualcuno dalle esperienze del passato ha tratto l’insegnamento dell’accoglienza e del perdono di sé, qualcuno ha creato rigide strutture di rifiuto e vittimismo.

In questo momento energetico il termometro emozionale ci segnala in quale punto della nostra evoluzione ci troviamo e quali parti del nostro sviluppo spirituale stiamo esplorando. Il percorso che stiamo attraversando si dirige verso il coraggio di essere ciò che siamo e, ancor prima, di darci il permesso di scoprirlo distruggendo quello che credevamo di essere. Possiamo scoprire una volontà inaspettata, qualcosa che improvvisamente arriva chiaro come un fulmine a ciel sereno, ed emergono desideri che non sapevamo di desiderare, permettiamoci di desiderare ancora nonostante le delusioni del passato, permettiamoci in tal modo di dire ancora Sì alla vita con fiducia attiva e non con passiva speranza.

Il Cielo di questo momento apre alla dimensione della curiosità interiore, per portare ad emersione ciò che non sapevo di cercare, è l’esploratore che scopre un territorio sconosciuto, una landa tutta da integrare. Non da convertire alle vecchie credenze, ma un luogo nuovo dove far prosperare la nostra autenticità. Mano a mano che finalmente ci diamo il permesso di fare amicizia con la nostra realtà, man mano che saremo a nostro agio con la nostra diversità finora sconosciuta, ci renderemo conto che stiamo vivendo in un mondo amico e che tutto inizierà a fluire diversamente nelle nostre vite.

Chi sono ordunque?

Forse un senso di smarrimento e di disorientamento iniziale potrà costellare le nostre giornate, un vagare a mosca cieca con curiosità, lasciandosi guidare in fluidità, imparando a lasciar andare il nostro piccolo voler controllare le cose, sapendo che le cose procedono nella buona direzione.

In questa vita, sono grata di aver incontrato alcune anime preziose, amiche di quotidianità. Una di queste preziose perle mi ha detto solo queste due parole…Andrà bene.

Quante volte abbiamo bisogno che qualcuno ci dica che andrà bene in ogni caso. Riconoscere il bene in tutto è una capacità dell’Essere Umano che si dà il permesso di vedere la benevola azione dell’Universo e di lasciare il giusto tempo di comprensione ed interiorizzazione delle esperienze.

C’è una stagione per ogni cosa e certamente non possiamo aprire forzatamente a gennaio un fiore che sboccia naturalmente in primavera. Non possiamo forzare i nostri tempi né quelli degli altri, non possiamo indossare le scarpe di altri ma solo le nostre, eppure i nostri percorsi sono anche quelli degli altri e sui nostri sentieri incontriamo chi incrocia il nostro cammino per un tempo che non ci è dato conoscere.

E se poi al momento della nostra nascita abbiamo trovato un ambiente diverso da come ce lo aspettavamo, se i nostri bisogni non sono subito stati compresi e soddisfatti dai nostri genitori in erba, subito abbiamo contattato l’emozione della delusione rispetto alle aspettative e la consapevolezza che finché siamo stati nel ventre materno tutto era più sicuro per noi. Ti segnalo questo bellissimo libro in cui puoi trovare molti spunti interessanti “Lo Zodiaco nella storia familiare“.

C’è ancora bisogno di questo sentimento? Abbiamo ancora bisogno di contattare la delusione?L’idealizzazione e l’illusione?Cosa impariamo ogni volta che ci illudiamo e deludiamo, ad ogni nostra caduta?

Per esperienza personale, ho utilizzato la delusione come trampolino di consapevolezza della realtà. Un collegamento per attivare Saturno ed imparare ad accettare la realtà così come è. Passando per la ricerca di quei contatti fusionali che mi facevano sentire al sicuro come nel ventre materno ma attraverso i quali non sarei mai realmente nata e nemmeno incarnata veramente. E per me, ricchissima di valori Terra, è stata la molla per contattare l’energia di Nettuno, governatore del mio dirimpettaio, il segno dei Pesci. Oggi so che posso contattare qualsiasi punto del mio Tema Natale, qualsiasi aspetto o energia con un intento di scoperta attiva, non più attraverso la sensazione di subirne solo la parte ombra. Posso essere ricettiva ma attiva. Possiamo scoprire i nostri meccanismi interiori e decidere di lasciarne andare la tortuosità, scegliere delle vie più semplici ed è quello che cerco di trasmettere alle persone all’interno degli spazi di consulto individuale. Perché è importante dare lustro e riconoscimento ad ogni parte del nostro Tema, per non creare rimozioni e la necessità interiore di contattare quell’energia solo in modo disarmonico. Comprendiamo anche che la nostra modalità di approccio a certe energie deriva anche dal bisogno condizionato di esplorare il modo in cui il Sistema familiare le ha vissute. 

Cercare quell’appartenenza al Sistema non ci consente però di evolvere, invece noi abbiamo tutte le possibilità di scelta, diamoci allora il permesso di battere sentieri diversi, pur onorando le nostre radici.

Un abbraccio, con Amore!

Rossana

Giove, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Il viaggio di Giove:chi siamo diventati?

Sfocatura, Pendolari, Pendolarismo

Domani sera, 2 dicembre, alle 19:21 Giove si sposterà nel Capricorno, sotto l’egida di Saturno e vi rimarrà fino al 19 dicembre del 2020. 

Molti stimatissimi colleghi hanno già scritto molto in proposito, io desidero focalizzare la nostra attenzione sul viaggio che Giove sta compiendo in questi giorni, viaggio che vivremo interiormente secondo alcuni possibili scenari, ci stiamo infatti dirigendo dall’energia focosa del Sagittario a quella di terra del Capricorno.

Lo sbarco di Giove in Capricorno assume un po’ le tinte essenziali del suo pianeta dispositore, Saturno. Per esprimere le valenze capricorniche in modo equilibrato è necessario accogliere in noi la connessione profonda con le nostre radici, con il vissuto familiare e pacificarsi con le memorie che alcuni accadimenti hanno impresso in noi. Chi si sente realizzato ed indipendente senza ricordare da dove viene con gratitudine e senza averne assimilato l’esperienza è simile ad una bellissima casa che si regge su fragili palafitte. Non è sufficiente e nemmeno possibile, a mia visione, realizzarsi sul lavoro o nella vita in generale senza avere un cuore aperto alle emozioni e all’amore. 

Parallelamente, se vogliamo pensare a Giove come un viaggiatore e comprendiamo che sta per arrivare ad una nuova fermata del suo treno, è importante considerarne la provenienza.

Da dove veniamo quindi? Da un misterioso tragitto.

Nel corso della permanenza nel suo domicilio sagittariano, Giove ha in più occasioni intessuto un dialogo silenzioso di sfida con Nettuno in Pesci, un aspetto astrologico di quadratura. Entrambi i pianeti governano sia il Sagittario che i Pesci, ma la sfida si è svolta dal domicilio primario di entrambi. A livello collettivo e individuale, durante quest’anno 2019 siamo stati messi alla prova da circostanze a tinte poco chiare, la sfida era quella di imparare a fidarsi ed affidarsi al flusso della vita, e a sviluppare la consapevolezza che tutto nelle nostre vite accade per un motivo ed ha un senso profondo. Il tema della fiducia quindi e della direzione da trovare nelle nostre vite. I contesti in cui abbiamo vissuto queste tematiche possono essere stati di vario tipo, ma poco importa perché la lezione è stata la stessa. Ora possiamo stilare un bilancio di consapevolezza rispetto ai nostri vissuti, siamo stati tremanti, paurosi, dubbiosi, e ci è stato richiesto di fare un passo in più verso noi stessi, accettando di ampliare la nostra solita zona di comfort nonostante il profondo senso di insicurezza interiore.

Per molti di noi può essere stato un anno all’insegna delle delusioni veicolate da aspettative distorte o esagerate riposte in qualcuno o qualcosa. A volte un delirio di onnipotenza può averci pervaso nell’aspettativa di poter “salvare” qualcuno o qualcosa e poter continuare alcuni progetti o relazioni, ma così non è stato e abbiamo dovuto confrontarci con la nostra tendenza ad illuderci, idealizzando alcuni percorsi o persone, a volte per paura di prendere delle decisioni più responsabili. Molte volte abbiamo negato davanti ad alcune evidenze, nutrendo false speranze interiori per paura di riconoscere il crollo di alcune strutture in cui avevamo riposto il nostro cuore.

Ora, alla fine di questo percorso alla ricerca dell’essenziale, scopriamo che tutta questa preparazione non ha fatto altro che mostrarci i percorsi non più praticabili e le nostre rinnovate capacità conseguite, evidenziando in maniera netta la voragine di vuoto che si è creato dalla necessaria eliminazione dei percorsi illusori. Il vuoto è però sempre l’inizio del pieno, se non facciamo il giusto spazio nelle nostre vite non può entrare nulla di nuovo, se non impariamo una diversa modalità di approccio al nostro quotidiano non possiamo costruire nuove cose utilizzando vecchi strumenti. Necessariamente, essendoci confrontati con situazioni imprevedibili, abbiamo dovuto attingere a nuove risorse di cui non sapevamo di disporre, dal nostro cilindro interiore abbiamo dovuto estrarre qualcosa che ci permette ora un salto quantico importante: la Gratitudine. Senza quelle esperienze non avremmo scoperto le nostre potenzialità.

Ora, avendo alleggerito il suo bagaglio dall’inutile, Giove in viaggio in Capricorno ci chiederà di portare nella Terra queste nuove acquisizioni, le nuove capacità, una importantissima sarà quella di saper distinguere i percorsi praticabili, le relazioni autentiche senza bisogno di illudersi per deludersi e trovare la forza di risalire. E’ l’essenziale percorso verso la responsabilità di Saturno, verso la consapevolezza di un impegno che prendiamo prima di tutto verso noi stessi e in seconda battuta con le persone che ci circonderanno. 

Il territorio di applicazione può essere molteplice ma ora, fiduciosi nelle nostre risorse e portando con noi lo stretto indispensabile, possiamo viaggiare curiosi e leggeri verso un rinnovamento importante, pur con saturnino impegno. Nel suo viaggio Giove incontrerà fiducioso Urano e sarà come immaginarsi giocoliere, tante possibilità, grappoli di nuove proposte soprattutto di lavoro potranno renderci ancora più consapevoli del tragitto percorso. Dalla nebulosità alla chiarezza, a Trieste tutti lo proviamo quando saliamo nella nebbia verso l’altopiano carsico e ad un certo punto, dalle nebbie spunta un Sole meraviglioso. Sarà così per tutti i nuovi vissuti, ci sarà chi si rende indipendente dalla famiglia, chi sta per intraprendere nuovi percorsi di lavoro o si sta per impegnare in una nuova relazione.

Sarà in ogni caso qualcosa che ci condurrà ad importanti realizzazioni, a impegni e prese di coscienza, a realizzarci nel nostro percorso di evoluzione personale anche grazie a questi vissuti. Allora la nuova sfida potrà essere a non essere avidi rispetto alle nostre risorse interiori o materiali, rendiamoci conto che l’ Universo è abbondanza ed allinearci a questa consapevolezza significa visualizzarci in un flusso continuo in cui diamo e riceviamo. Doniamo allora, amiamo senza riserve, senza condizioni né aspettative perché il circolo virtuoso è in azione. 

Giove in Capricorno ci insegnerà a strutturare, incanalare le nostre energie verso le giuste direzioni, i giusti lavori, le giuste relazioni, avendo imparato anche a lasciar andare gli attaccamenti ai risultati e nella consapevolezza che tutto inizia e tutto finisce in questa dimensione. Senza pretesa di eternità. Senza pretesa di immobilità. Nella misura in cui daremo riceveremo, nella misura in cui saremo avidi potremmo trovarci a confrontarci con delle perdite. Il confine non è barriera invalicabile. Il rispetto della propria energia, del proprio spazio sarà un tema importante, come pure la propria privacy , la nostra capacità di essere riservati, il desiderio di scegliere con chi condividere il proprio spazio prima di tutto interiore.

Tutto parte comunque dall’interno e ciò che realizzeremo quest’anno si renderà poi anche più manifesto quando Giove raggiungerà Saturno e Plutone, in avvicinamento sempre in Capricorno.

Per ora possiamo concederci di viaggiare insieme a Giove, con Fede e Capacità al servizio di una nuova struttura interiore.

Baci!

Ross

 

Astrogenealogia, Plutone, visioni astrologiche

Quando il Sole incontra Plutone: la Luce nell’Ombra

sun-2445459__340

È veramente una sfida importante scegliere di far incontrare il Sole con Plutone nel tema natale, soprattutto se Plutone si trova in IV-VIII o XII casa oppure ne è il pianeta dispositore. 

Stamattina, mentre passeggiavo col mio assistente canino Jack, come spesso accade, attraverso il guinzaglio mi sono arrivate da lui alcune consapevolezze che condivido con l’intento di stimolare delle riflessioni.

La tematica che si snoda tra Sole e Plutone è quella tra Luce e Ombra, due facce della medesima medaglia  ancestralmente imprintate in noi fin dalla nascita, nel confronto giornaliero tra ore di luminosità e ore di buio. Il buio è legato a paure profonde, partendo dal fatto che tutti temiamo ciò che non vediamo o non conosciamo, l’ignoto spaventa l’Essere Umano da sempre. 

Alla Luce del Sole tutto è visibile, chiaro e paradossalmente più controllabile nel suo divenire o almeno così ci illudiamo che sia. Eppure l’abbaglio del Sole può accecare se è troppo diretto e forte, a tal punto da offuscare la nostra vista e, credendo illusoriamente di stare nella Luce, in realtà siamo già nell’inconsapevolezza dell’Ombra. L’identificazione troppo forte con la propria facciata luminosa porta inevitabilmente alla conseguenza che l’Ombra non riconosciuta in sé emerge attraverso gli altri.

I rapporti Sole/Plutone, anche quelli armoniosi, predispongono spesso all’irretirsi in relazioni che diventano lotte di potere, e perché?

Questo è quello che mi ha rivelato Jack in qualità di autorevole e profondo conoscitore delle dinamiche di Plutone, pianeta dispositore del suo Sole in Scorpione, all’interno del nostro quotidiano e silenzioso dialogo:

le lotte di potere nelle relazioni sorgono dalla necessità di far predominare la propria Luce su quella dell’altro, facendo così necessariamente emergere la reciproca Ombra rimossa. Ognuno di noi è Luce e Ombra insieme, le due parti sono indissolubili ma, solo dopo un profondo lavoro di consapevolezza, si può vedere anche l’Ombra e, gradualmente, si impara a non cadere nelle depressioni colpevoli di identificazione con l’Ombra come forma di ipercompensazione alla Luce.

Calimero è un personaggio che ha accompagnato la mia prima infanzia ed io ho versato molte lacrime di tenerezza per questo pulcino che si sentiva brutto e nero. Ero sempre felice quando poi la mamma lo lavava e lui ridiventava bianco ma, al tempo stesso, sapevo che per uniformarsi agli altri aveva rinunciato alla sua energia pura.

Tutti sappiamo brillare di Luce propria eppure spesso la Luce degli altri è vista come un pericoloso strumento di offuscamento della nostra. Ciò che avviene nelle relazioni solar-plutoniane è che l’altro è lo strumento attraverso cui riportare parità interiore tra le sopracitate polarità. Come?

Il partner potrebbe tentare di spegnere parzialmente la nostra Luce, perché per lui diventa accecante e potenzialmente sentita come pericolosa. Ciò avviene a livello inconscio se l’altro sente che la sua Luce dipende dal nutrirsi della Luce altrui, in altre parole se sente di non saper/poter brillare di Luce propria.

E, in tema tipicamente plutoniano, potremmo invece sentire che se noi splendiamo troppo, l’altro potrebbe esserne intimorito e scappare, abbandonandoci. Pur di non rimanere soli allora, siamo noi stessi a spegnere parzialmente la nostra Luce, vibrando quindi ad una frequenza più bassa, per accontentarci di quelle poche briciole in cambio del nostro potenziale. È ciò che si dice “vendere l’anima al diavolo”.

Si ha bisogno di un lungo e doloroso processo di lavoro interiore anche solo per vedere questi meccanismi automatici che sono essenzialmente maschere adottate per nascondersi. Possono esserci anche memorie familiari o di precedenti incarnazioni in cui è stato necessario occultare la propria vera identità, perché era pericoloso mostrarsi, possiamo ad esempio pensare alle spie o a qualche memoria di persecuzione. Ciò può ancora manifestarsi in determinate situazioni dove ci si porta appresso un senso di colpa ancestrale, antico, e si vivono situazioni in cui si tradisce o si è traditi o situazioni in cui qualcuno ci perseguita o ci rifiuta per le nostre idee. In quel momento si risveglia Plutone e tutto il carico di rimozioni e repressioni inconsce.

Eppure Plutone è il ricettacolo di tutte le più grandi risorse creative e, un lavoro di profonda consapevolezza può portare la persona solar-plutoniana a viaggiare nella propria Ombra per svelare a sé stesso ciò che di più importante vuole davvero scoprire: chi è davvero.

Può anche trattarsi di un traghettatore di anime perché è colui che può insegnare alle altre persone a fare il suo stesso viaggio, accompagnandole per avvisarle dei passaggi interiori più sconnessi e laboriosi e facilitandone il percorso. Senz’altro si tratta di una scoperta che dura tutta la vita e che porta poi la persona ad avere una sensibilità particolare nei confronti di Plutone e a cogliere solo da un tono di voce o da una parola il suo marchio.

Evolvere l’energia di Plutone significa scendere in profondità e sporcarsi le mani ma anche accedere al magma vulcanico interiore, il prezioso tesoro che se ne trae è imparare ad amarsi proprio perché ci si accoglie in tutto e con tutto; Luci e Ombre non sono più a confronto come in un duello dove l’una vuole predominare sull’altra, ma si incontrano per fondersi in una persona di rara profondità e magnetismo.

L’incontro con una persona solar-plutoniana lascia un segno, quello dell’esperienza della persona stessa che, per sua natura incontrastabile e ineluttabile, riforma e trasforma tutto ciò che tocca. Anche in anonimato, anche senza dire una parola, l’esplosione avviene ed il torbido stagnante nel sottofondo delle acque interiori di chi vi si relaziona, emerge con prepotenza.

La persona solar-plutoniana smuove i contenuti inconsci, le Ombre dell’ambiente, rende visibile il nascosto esterno e attraverso ciò che vive esteriormente si smuove anche ciò che è nascosto a lei stessa in lei stessa. Una volta visto, compreso ed incanalato Plutone, che rimane sempre e comunque un animale in-addomesticabile, il potenziale istintuale animalesco primordiale, si impara ad accogliere la propria energia di anima riformatrice e catalizzatrice di trasformazione.

Qualcuno la potrà amare profondamente, altri detestarla con tutto il loro essere eppure la persona solar-plutoniana non passa mai inosservata e difficilmente suscita indifferenza. E come si potrebbe passare inosservati quando per natura si smuovono i fondali ed emerge ciò che era rimasto sul fondo per anni, si aprono gli armadi ed escono tutti gli scheletri? Le persone solar-plutoniane lavorano nelle miniere interiori, scardinano porte e distruggono le maschere degli altri non prima di averlo fatto per sé stessi. Nulla viene regalato ma il premio è l’esplosione del proprio potenziale profondo, creatività allo stato puro e la realizzazione profonda di sé, accompagnata ad un fiuto eccezionale, quel fiuto che sostiene gli altri nel riconoscere e trasformare le proprie Ombre interiori.

Riconoscendo la propria Ombra, si evita di proiettarla ed in questo senso Plutone contribuisce sostanzialmente ad una trasformazione del Collettivo, solo a partire da un’elevazione della Coscienza individuale.

Ringrazio il mio Jack, per tutte le intuizioni che stimola silenziosamente e che spetta a me tradurre in parole utili.

Baci!

Ross & Jack

 

 

Astrogenealogia, Luna Piena, visioni astrologiche

Plenilunio in Aquario: la dignità dei propri valori

Dummy

La Luna piena in Aquario avrà luogo alle 14:31 del 15 agosto, ai 22°24′ sull’Asse Leone/Aquario. L’Asse Ascendente/Discendente cade a 26° tra Scorpione e Toro, c’è dunque una fortissima sollecitazione nel territorio eclittico dei Segni Fissi, soprattutto incisiva per chi ha pianeti o punti importanti in terza decade di Toro, Leone, Scorpione e Aquario.

Dato il periodo estivo ero incerta se scrivere o no questa newsletter, e poi mi sono decisa a farlo, nelle quieta calura di una domenica d’agosto con l’intento di portare una folata di freschezza, almeno interiore se non meteoreologica.

Mercurio esce proprio il 15 dalla zona d’ombra di retrogradazione e si aggiunge, con rinnovata chiarezza mentale, lievemente distante a livello di gradi, al trittico Sole/Venere e Marte che stanno opponendo la Luna in Aquario sull’Asse III/IX casa del grafico di Plenilunio.

Si necessita di respirare aria nuova all’interno dei nostri rapporti e di aprirsi alla possibilità di introdurre nei nostri cassetti interiori nuovi stimoli. Quando siamo pronti per un rinnovamento, sulla nostra strada appaiono persone che ci svelano un diverso racconto delle vicende che viviamo nel quotidiano, una lettura diversa da ciò che appare ma connessa alla magia delle sincronicità. Il mondo si colora e quella persona introduce nuove tinte alla tavolozza con cui dipingiamo le nostre giornate.

Le nostre convinzioni iniziano a traballare smosse irrimediabilmente dal diverso che irrompe nelle nostre vite. Improvvisamente e spesso inconsapevolmente ci sentiamo catapultare in un viaggio temporale all’indietro, quando noi, piccoli viaggiatori verso l’incarnazione, siamo stati ospiti dell’utero materno.

Ci siamo sentiti bene accolti? Il grembo ci è parso un luogo ostile? Come ci sentiamo nella nostra vita quando siamo ospiti di qualcuno?

In molti abbiamo scelto di lavorare sul principio dell’integrazione e dell’accoglienza per sanare ancestrali memorie genealogiche inerenti la ghettizzazione della diversità. Se questa è una delle sfide più pressanti da lavorare per la nostra anima, sin dai tempi della vita intrauterina, in momenti precocissimi nel mondo indifferenziato dell’utero materno, possiamo esserci sentiti stranieri indesiderati e aver deciso di portare con noi questo imprinting di rifiuto della nostra natura autentica. Queste tematiche sono assolutamente affrontabili e trasformabili all’interno ad esempio di un percorso di Rebirthing, esplorando le memorie di nascita, lavoro che ho sperimentato personalmente e che suggerirei con gioia.

Spesso da qui origina il congelamento ad un nucleo saturnino di giudizio e critica verso sé stessi e il contemporaneo innalzamento di barriere nei confronti del diverso, originatesi dal rifiuto della nostra diversità interiore. E, rifiutando la nostra diversità, veniamo anche messi a confronto con la spinosa questione del confine, di saturnino e nettuniano insegnamento. Se rifiuto la mia diversità mi uniformo all’altro e se mi uniformo all’altro perdo la cognizione di dove finisco io e dove inizia lui, porto quindi avanti rapporti fondati sulla dipendenza, quasi come fossero rapporti uterini, dove io mi sento al sicuro solo se divento l’altro e mi con-fondo con lui, dove io ancora non ho una mia identità.

Torna in te!

Quale allora la chiave di accettazione di sé? E’ la consapevolezza di esistere, di essere vivo, che spesso ci deriva proprio dalle relazioni dove ci sentiamo abbandonati. Quando ci perdiamo negli altri, e qualcuno ci dice “torna in te!”, ci sta in realtà dicendo di riprendere contatto con la nostra luce, la nostra energia e tutto il potere personale di cui tutti siamo dotati. Quando qualcuno ci abbandona ci rispedisce a noi stessi.

E’ possibile nel tempo raggiungere un equilibrio tra la consapevolezza di sé e dei propri valori ed il mantenimento di una posizione aperta all’ingresso di valori nuovi, che ampliano o divergono dai nostri.

Siamo in un’Era ambivalente da questo punto di vista e vaghiamo assonnati e senza chiara direzione di opinione. Da un lato ci sono gli sbandieratori della tolleranza ai più estremi livelli e dall’altro lato taluni altri vedono il diverso come un minaccioso elemento di contaminazione. In entrambi i casi il fil rouge è costituito dallo strenuo arroccamento sulle proprie posizioni che spesso sfocia nel fanatismo, ma perché viviamo scenari così polarizzati?

Tanto più tratteniamo scissioni interiori e polarizzazioni estremizzate, anche spesso familiarmente introiettate e perciò prive di qualsivoglia filtro razionale discriminatorio, quanto più la nostra vita sarà costellata da contraddizioni e proiezioni.

La chiave è comunque plutonian-saturnina e si distingue per il tracciare la propria direzione personale anche lasciando andare gli attaccamenti alle opinioni o ai volutamente frammentari racconti di famiglia. I nostri valori sono la nostra bussola unica ed irripetibile ed il nascere in un determinato Sistema familiare non comporta assolutamente il dover sottostare ad un irretimento ideologico.

Si può uscire dalla famiglia in tanti modi, a volte il primo passaggio non è subito l’andare fisicamente a vivere da soli ma è l’allontanamento energetico/ideologico e la propria indipendenza dalla lealtà ideologica e valoriale familiare, che ne attrae poi all’esterno anche l’affrancamento fisico. Per qualcuno la distanza geografica è un toccasana.

Nulla è come appare, ci sono persone che vivono in casa e sono più indipendenti di altre che vivono fuori, l’indipendenza si fonda su un insieme di passaggi temporali che ne avvalorano la stabilità, non dimentichiamo infatti che il segno dell’Aquario è anche governato da Saturno.

Buon viaggio allora attraverso le diverse dimensioni del nostro essere.

Un abbraccio!

Ross

visioni astrologiche

Approfondimenti sui transiti

blue-1896491_960_720

Propongo oggi una riflessione ed una relativa verifica personale, l’argomento principe è il manifestarsi dei transiti nelle nostre vite.

Astra inclinant sed non necessitant“, disse Tommaso d’Aquino, la mia visione è che un transito importante può manifestarsi nella nostra quotidianità in svariate maniere: dipendentemente dal nostro grado di consapevolezza e di evoluzione possiamo scegliere se trarre un insegnamento o sentirci vittime degli eventi.

I transiti descrivono un contatto tra l’energia veicolata dal pianeta transitante e la nostra vibrazione interiore rispetto a quel pianeta; esaminando un transito importante infatti non possiamo prescindere dal rapporto che la persona ha con quello stesso pianeta nel suo tema radix. Il tipo di aspetto in transito che si va a formare descrive molto semplicemente se, rispetto all’impronta cosmica originaria che vibra nel nostro tema, siamo disposti ad integrare la sfida del transito oppure se vi opponiamo resistenza, aggrappandoci alla nostra presunta zona di comfort. Un transito ci porta ad integrare delle vibrazioni nuove, dato e considerato che l’obiettivo di tutti noi è realizzare il nostro Sole di nascita che, essendo particella spirituale incarnata, è spontaneamente portato a diventare sempre qualcosa in più, migliorandosi incessantemente. Opponendo vigorosa resistenza anche ad un transito sfidante (quadratura/opposizione) è un po’ come se volessimo rimanere bloccati dove siamo, attivando quindi la nostra parte lunare che tenderebbe a farci stazionare nelle nostre presunte e conosciute sicurezze.

Prendiamo ad esempio un transito impegnativo, Saturno  in aspetto sfidante al Sole. Si è messi a contatto con i propri limiti personali e, laddove non li si riconosce, qualcun altro esteriormente ce li mostra, come pure possono essere chiaramente visibili i limiti che ci siamo auto-imposti, assieme a tutte le auto-castrazioni personali (incarnate esteriormente in figure che risuonino con queste energie).

Può trattarsi di un momento in cui è necessario separarsi da comportamenti, persone, abitudini, ormai  superati, ma che fisicamente ed emotivamente continuiamo a portarci dietro; la tristezza che si sente è associata alla sensazione di morte interiore relativamente a queste necessarie “pulizie”.

Peraltro, laddove alberghi in noi un desiderio di disciplina in qualche campo, ad esempio fare una dieta o smettere di fumare, questo è un ottimo momento per iniziare, sebbene l’aspetto sfidante ci mostri la nostra reticenza o scoraggiamento nella costanza che un lavoro del genere richiede. La fine delle dipendenze è particolarmente cara a Saturno nella sua funzione di confine svolta nei confronti di Nettuno, e l’inizio di una dieta pure, nella sua funzione di polarità a Giove, nella limitazione di tutte le smodatezze, non ultime appunto quelle alimentari.

Ma sarà sufficiente? Come mai allora ci sembra anche che venga toccato qualcosa di antico e profondo? E’ così! Nel caso di Saturno è buona cosa andare a vedere, per coerenza (cara a Saturno) all’esempio, il primissimo passaggio di Saturno in aspetto al Sole, che può essere anche avvenuto in tenerissima età.

E qui porto la mia storia personale, introducendo anche un altro particolare significato dei transiti in generale. Al momento del trapasso di mia madre, il transito principe nel mio radix è stata la congiunzione precisa di Saturno al mio Sole di nascita; trattandosi della prima congiunzione di Saturno rispetto al Sole, ciò ha dato avvio al mio ciclo personale di relazione tra Saturno e il Sole. Qualcuno potrebbe pensare che, trattandosi del decesso della mamma, sarebbe stato naturale aspettarsi un transito rispetto alla mia Luna in Capricorno, invece si è trattato del transito del pianeta dispositore della mia Luna rispetto al Sole, pianeta dispositore della mia Venere in Leone. Sono cioè entrati in relazione i pianeti dispositori del mio quinconce radix tra Luna in Capricorno e Venere in Leone, tra le case V e cuspide di XII.

E’ importante comprendere i giochi che si svolgono tra pianeti dispositori perché ciò che i transiti descrivono spesso non è l’evento in sé ma le conseguenze energetiche di un certo evento. Nel caso personale sopracitato, mio padre da quel momento è diventato il mio unico punto di riferimento, essendo l’unico genitore che mi rimaneva; Saturno poi formò il sestile esatto al Sole quando anche mio padre trapassò. Per riassumere quindi, dietro l’evidente e subito visibile congiunzione di Saturno sul Sole radix, si nascondeva comunque l’attivazione del quinconce Luna/Venere, ma ad una prima superficiale disamina ciò non era evidente senza considerare il ruolo dei governatori. 

Ecco perché alle persone che muovono i primi passi nel territorio astrologico spiego subito di non fermarsi all’apparenza del visibile ma di imparare un po’ alla volta a “vedere oltre” l’apparenza. I transiti esprimono movimenti energetici e tempi interiori che non necessariamente sono legati al tempo fisico dell’avvenimento, ad esempio nel caso di una separazione, il transito esprimerà il momento reale della chiusura energetica interiore, e magari al momento legale della firma non notiamo transiti direttamente riconducibili o particolarmente parlanti. Si tratta quindi di avere un “occhio lungo” e un’ apertura di prospettiva.

Porto un ulteriore esempio, di cui ha scritto Erin Sullivan nel suo “The Astrology of Family Dinamycs“: dai due anni e mezzo ai quattro anni circa il Sole inizia ad irradiare la sua parte spiritualmente autentica nell’ambiente circostante,ed è proprio  a questa età che spesso appaiono le figure fraterne in famiglia e le domande esistenziali che tanto mettono in difficoltà noi genitori.

Al di là delle parole, quando una persona a quell’età comincia ad esprimere sé stessa, è importante ciò che traspare attraverso la comunicazione non verbale, direttamente e profondamente percepita come reazione dall’ambiente. Il transito di Saturno in sfida al Sole, a due anni ad esempio, può far sentire il bimbo rifiutato nella sua natura o farlo sentire responsabile di percepiti conflitti familiari, anche se non espressi liberamente davanti a lui. Oppure, posso collegare questa età al momento in cui si inizia a controllare le funzioni fisiologiche e, capitando di farsi la pipì addosso, possiamo essere stati sgridati e ci siamo vergognati. Ciò può essere accaduto anche alla scuola materna (di cui questi anni sanciscono l’inizio) da parte di una maestra, e potremmo esserci  sentiti ridicoli di fronte ai compagnetti.

Può allora venir introiettato un sentimento di auto-svalutazione che, in maniera misteriosa, ogni sfida saturnina al Sole riproporrà. E’ utile allora andare a vedere nella storia della persona cosa stava accadendo e come si sentiva nella sua vita, ogni volta che Saturno è ritornato sul Sole. I cicli di Saturno sono cicli di maturazione ma, indubbiamente, emotivamente impegnativi.

Inoltre, come precedentemente descritto, ci sono quelli che io chiamo “riecheggiamenti” nel tema natale: da un transito, ad esempio, di Saturno al Sole possono essere coinvolti altri punti importanti nella carta natale, a partire dai settori governati da Saturno e dal Sole, coinvolgendo i pianeti contenuti in tali settori e la loro posizione nel tema natale. Ho notato, ad esempio, la necessità di lavorare su dinamiche familiari, quando da questo transito è riattivato un quinconce (aspetto angolare di 150°) o uno degli angoli di uno Yod, figura geometrica triangolare formata da due quinconce ed un sestile (soprattutto il punto focale, vertice del triangolo).

Da quanto detto si evince che il discorso sui transiti è molto più ampio del semplice “Ho Saturno sul Sole, chissà cosa mi accadrà…”, la visione del transito importante va vista in modalità più ampia, partendo anche dalla situazione del pianeta nel tema natale.

Ho portato l’esempio di Saturno e Sole perché è un transito che interessa tutti più volte nella vita, ma il discorso si estende anche ad altri transiti importanti, non solo di pianeti lentissimi, un anello di sosta di Marte può essere foriero di grandi lavori personali, se interessa pianeti o punti strategici del radix.

I transiti ci coinvolgono dunque da svariate angolazioni, mettendoci in relazione a dinamiche più ampie, nell’ambito della nostra funzione all’interno del Sistema Familiare.

Rossana

Riferimenti bibliografici:

Dane Rudhyar: “Il Ciclo di Lunazione”

Stephen Arroyo: “Astrologia, karma e trasformazione”

emozioni, visioni astrologiche

Plutone e il decesso: una scelta di rinascita

Farfalla, Natura, Insetto, Ala, Estate

In questo periodo, grazie all’attuale transito di Plutone in trigono al mio Sole di nascita (già plutonianizzato da una congiunzione radix con Plutone stesso), mi trovavo a portare attenzione interiore alle dinamiche che caratterizzano il decesso.

La trattazione dell’argomento morte rappresenta sempre un territorio delicato, dove muoversi con estrema lucidità e prudenza, eppure è intimamente legato alla vita stessa e alla capacità di rigenerazione insita nell’Essere Umano. Morti e rinascite si ripetono ciclicamente nelle nostre vite e parte fondamentale del nostro percorso è anche saper accettare l’inizio e la fine delle cose. Senza attaccarsi all’idea di ciò che ancora poteva essere ma che in realtà è solo frutto di un’immagine idealizzata. Senza voler trattenere ciò che vuole andarsene, aprendosi al nuovo inizio cui ogni fine prelude.

Ho allora iniziato un’indagine sul momento del decesso della mia mamma, avvenuto in giovane età a 45 anni e desidero condividere con voi le consapevolezze tratte da questa delicata e personale ricerca, per essere utile a qualcuno e proporre una visione alternativa delle cose.

Innanzitutto, come il tema natale rappresenta l’istantanea del Cielo al momento del nostro primo respiro autonomo, così pure il tema del decesso rappresenta l’istantanea del Cielo al momento del nostro ultimo respiro. In buona sostanza sono i due momenti fondamentali che scandiscono il Viaggio dell’incarnazione: l’arrivo e la partenza. E, se il tema natale o radix rappresenta l’inizio del Viaggio, il tema del decesso ne rappresenta la fine, anche se in realtà lo potremmo anche considerare come il portale d’ingresso interdimensionale ad una nuova nascita, nelle dimensioni dello spirito

Entrambi i momenti rappresentano scelte di percorso dell’anima, anche il momento del decesso è infatti una scelta ben precisa di un’anima che ritorna a Casa perché sa che ciò che può apprendere attraverso quel veicolo fisico si è esaurito. Nella nostra cultura il decesso è visto e celebrato come qualcosa di doloroso perché associato alla perdita che vivono i familiari e perché l’Inconscio Collettivo occidentale ha memorizzato il decesso come la fine di tutte le cose

Io stessa, avendo vissuto il lutto per la perdita dei miei genitori ad un’età giovanilissima, non ero assolutamente pronta a vivere e cavarmela da sola e, inconsapevolmente, avrei voluto seguirli nutrendo contemporaneamente nel mio cuore ambivalenti sentimenti di stizza per la loro partenza, che al tempo vissi come un rinnovato abbandono. Per molti anni sono rimasta agganciata a questo dolore come unica forma di contatto tra me, figlia incarnata, e loro, amati genitori trapassati. Ero costantemente rivolta a loro e contemporaneamente reprimevo il mio amore per non sentirne la mancanza fisica, mi sentivo vittima di un fato avverso e, da quella prospettiva, non riuscivo a creare relazioni armoniose nel mondo degli Esseri Umani: faccio questa premessa perché l’elaborazione di questi lutti ha preso molti anni della mia vita e la conoscenza con questa sensazione di morte interiore è stata la base di cocreazione con altre persone di relazioni dolorose, seguite da altrettanto dolorose morti relazionali.

Erano infatti relazioni basate sul dolore e sull’inconscia volontà di morte interiore come memoria di appartenenza alla famiglia; ciò aveva anche creato in me la convinzione che le relazioni nel mondo degli uomini dovessero essere destinate a morte certa e il solo pensiero di espormi nuovamente a cotanta sofferenza mi ha portato a circondare la mia Luna in Capricorno di mura ben resistenti, ma si sa che prima o dopo i muri crollano.

Tornando quindi al discorso astrologico, potremmo leggere il tema del decesso come un qualunque tema di transito e sovrapporlo al tema radix del deceduto per scoprire cosa ha rappresentato l’uscita dal corpo fisico per questa persona. Altresì, ad esempio per un figlio, andare a confrontarsi col tema del decesso del genitore significa esaminare l’esperienza che quel momento ha rappresentato per lui a livello di evoluzione, considerando il tema del decesso come l’istantanea del transito di quel preciso momento.

Che cosa impariamo dal decesso di un nostro caro? 

Tanto più precocemente veniamo esposti durante l’incarnazione alla perdita determinata da un decesso, fosse anche quello del nostro animaletto domestico del cuore, oppure quella di un nonno o di un genitore, tanto più è importante per quell’anima il lavoro sull’attaccamento e sull’imparare a lasciar andare.

Ho studiato a fondo il tema natale della mia mamma, sia il radix che il tema di decesso. Il transito che per me è stato più forte da osservare rispetto al momento della sua dipartita era la perfetta congiunzione di Plutone alla sua Luna radix in Bilancia e al suo Fondo Cielo.

A mia volta, anch’io, proprio all’età del decesso di mia madre, a 45 anni, ho vissuto il transito di Plutone in congiunzione alla mia Luna radix, a 5° del Capricorno, ed è stata l’occasione per me di avviare un profondo lavoro interiore di consapevolezza, trasformazione ed elaborazione definitiva degli antichi lutti

La Psicogenealogia ci rimanda agli studi onorevoli di Anne Ancelin Schutzenberger (sull’onda di quelli di Josephine Hilgard) sulla Sindrome di Anniversario, cioè di quelle misteriose ripetizioni di avvenimenti o decessi che si ripetono alle medesime età rispetto ai nostri Predecessori portando agli stessi fotocopiati esiti, riferite a lutti non elaborati all’interno della memoria sistemica. 

Non è completamente così e l’ho sperimentato personalmente. Nella mia esperienza di vita ho vissuto il medesimo transito di Plutone (in questo articolo mi sono concentrata su questo aspetto) in congiunzione alla Luna che mia madre aveva vissuto come portale del decesso e anche alla medesima età. Ho vissuto una morte e rigenerazione interiore, scegliendo di rimanere nella fisicità e sentendomi smarrita tra le Ombre che emergevano, temendo di non riuscire a superare quella dolorosa ma necessaria purificazione.

Da questa angolazione è più che possibile e auspicabile liberarsi dal meccanismo delle Sindromi di Anniversario, se entriamo nella consapevolezza che non viviamo un destino ineluttabile di ripetizione fotocopiata rispetto ai nostri Antenati. Attraverso questa consapevolezza è possibile liberarsi dagli irretimenti del passato familiare e dalle inconsapevoli ripetizioni, condite da proiezioni di responsabilità rispetto agli Antenati.

La morte interiore veicolata dal transito di Plutone sulla mia Luna radix ha rappresentato il portale di apertura ad una nuova vita al pari di come il medesimo transito era stato scelto dalla mia mamma per iniziare una nuova vita sul piano invisibile.

Non vi è alcuna differenza, sono scelte determinate dal Libero Arbitrio d’anima di cui ogni Essere Umano dispone e per cui assolutamente da rispettare. Si può morire e rinascere più volte sul piano fisico senza necessità di lasciare il corpo fisico, farlo è per l’appunto una scelta al pari di quella di rimanere. Io ho scelto di rimanere, mamma ha scelto di tornare a Casa e papà l’ha seguita pochissimi anni dopo; entrambi con la loro dipartita mi hanno lasciata libera di portare avanti ciò che avevo deciso a livello di anima e sento che parte integrante del mio compito terreno è aiutare le persone a destrutturare a livello individuale il vittimismo che deriva dall’essere nati in una famiglia piuttosto che in un’altra. 

Solo comprendendo che ognuno di noi può rendersi responsabile rispetto alla propria vita e solo rispetto a quella, possiamo un po’ alla volta sganciare gli insani attaccamenti attraverso cui ci si sacrifica per gli altri e in tal modo si evita di vivere appieno e consapevolmente. Finte disistime, inadeguatezze per le quali si responsabilizza la famiglia d’origine, i genitori in primis, possono lasciare spazio al desiderio di miglioramento personale costante e della piena realizzazione di sé, in onore alla vita che gli Antenati stessi ci hanno tramandato.

C’è la possibilità di ribaltare il concetto di Lealtà, onorando gli Antenati attraverso il lavoro su noi stessi per fare della nostra vita un successo quotidiano.

Cerco quindi di accompagnare le persone a uscire dall’impotenza e dal vittimismo che agganciano, costringono e non consentono di raggiungere la libertà personale. E alla fine, in ultima istanza, mi sento un anello di trasmutazione sociale perché se ognuno diventa individualmente un anello trasformatore delle dinamiche del proprio Albero Genealogico, lavorando nel profondo per non stazionare nella ripetizione pedissequa di antichi schemi, allora si potrà creare davvero un paradigma sociale nuovo.

Perché il Collettivo è formato di tante individualità ed è a partire dall’elevazione delle Coscienze individuali che può nascere un Collettivo rinnovato.

Un abbraccio

Rossana