Astrogenealogia, eclisse, Luna Piena

Luna Piena in Cancro: la rinascita del cuore

Dummy

La Luna piena in Cancro avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 20:22 del 10 gennaio 2020, ai 20° sull’Asse Cancro/Capricorno, coinvolgendo le case V/XI. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda quindi tra Vergine e Pesci. Sarà un Plenilunio accompagnato da un’eclisse penumbrale di Luna, che porta a manifestazione dei semi piantati con il Novilunio in Capricorno del 26 dicembre. Sole, Mercurio, Saturno e Plutone sono strettamente congiunti rispettivamente a 20° e 22° del Capricorno, mentre Giove si sta avvicinando a 9°. Venere in Aquario, agendo attraverso il suo dispositore Urano (che si appresterà a ridiventare diretto il giorno 11), sembra un’apparente voce fuori dal coro. Urano poi sfida a duello Marte in Sagittario, intrecciando con lui una relazione di quinconce (150°) che si snoda tra IV e IX casa.

Si tratta di un momento di grande cambiamento all’interno dei Sistemi Familiari, grazie alla possibilità di trasformazione a disposizione dei singoli componenti. Soprattutto per chi, in modalità pionieristica si è assunto l’incarico di rompere degli schemi obsoleti che limitavano l’espansione e la crescita dell’intero Sistema, pur consentendone il mantenimento di un equilibrio fittizio.

Parlo degli anelli trasmutatori dell’albero genealogico. Proprio per dare una svolta e totale scardinamento a certe tematiche urgenti, è stato spesso necessario concentrare moltissime energie in quel settore, mentre ora ci si può rendere conto che si ha voglia di vivere in una maniera più equilibrata e serena anche altri parti delle nostre vite

Proprio ieri, durante una consulenza, mi ritrovavo ad esporre questo concetto, che ritengo utile anche per me: la necessità di ridefinire delle nuove abitudini per strutturare nuovi piccoli porti sicuri. Ora ci si può sentire liberi di ammettere anche il proprio “bisogno” d’amore, perché non si tratta più di una necessità che emerge da una mancanza ma dal desiderio di condivisione.

Sono talmente ricolmo di amore che, per poterlo espandere, ora sento il bisogno di donarlo a piene mani

E’ la rinascita del cuore, un capovolgimento completo dei paradigmi di relazione che possiamo aver vissuto finora. Ma non siamo abituati e bisogna darsi il permesso di creare l’abitudine al sentire di meritare amore, quello con la A maiuscola, senza domande, richieste o pretese, senza aspettative né illusioni. 

Ognuno di noi a suo modo in questi anni è stato sottoposto al crollo di alcune strutture, lavorative o relazionali, che hanno senza dubbio destabilizzato un certo equilibrio. Ma se da un lato dentro di noi si è resa necessaria la creazione di soluzioni alternative, dall’altro ciò che poteva sembrare privativo alla lunga è diventato un portale di evoluzione e un’occasione di rimettersi in gioco con autenticità e rinnovata motivazione, scoprendo e mettendo in campo nuove risorse.

Fondamentalmente potremmo riassumere il messaggio di queste energie come una necessità di maggiore riconnessione alla nostra natura autenticasmantellando consapevolmente gli ultimi residui di ferite, paure, rimpianti, rammarichi o vuoti di esperienza che sentiamo di aver vissuto.

Se avessi compreso prima…Se ti avessi incontrato prima…Se mi fossi informato meglio…Se non avessi riposto la fiducia nelle persone sbagliate…Se l’avessi saputo subito…Se ti avessi ascoltato subito…Se non fossi stato tradito…Se non avessi tradito…Se fossi stato più accorto…Più attento…Più lungimirante…Meno ingenuo…Se avessi avuto meno aspettative…se…se…se…

Quante volte abbiamo pronunciato queste e altre frasi, eppure se ci volgiamo indietro, tutto ciò che abbiamo vissuto (e spesso rivissuto in modalità “fotocopia”) ha avuto un senso preciso, nessun attimo e nessun gesto è stato tempo sprecato, tutto ha contribuito a darci la forma che oggi abbiamo e che…è necessario ora lasciar andare e cambiare, quale sorpresa! 

Qualcuno potrebbe obiettare

“Ma con tutta la fatica che ho fatto per raggiungere un mini equilibrio, ora dovrei rimetterlo in discussione?”

Proprio così, ma con la consapevolezza che nessuna struttura è fissa, nemmeno noi lo siamo e ad un certo punto attraverseremo il portale della morte fisica. Il Cielo ci invita ad accogliere ciò che viviamo nelle nostre vite senza attaccarci al risultato di come le cose “dovrebbero andare o essere” , integrando il principio del movimento e della nostra capacità di adattarci ad esso. Rendendoci conto che siamo parte di un Universo in eterno divenire, nella metamorfosi continua che richiede un adattamento continuo a diverse forme e richiede che impariamo a vivere senza attaccarci ad un forma, ad una identificazione in primis rispetto a noi stessi poiché siamo esseri multisfaccettati. Tanto più rimarremo liberi nel non smettere mai di definirci in maniere diverse, tanto più ci ritroveremo ricchi, imparando ad accogliere sempre ingredienti nuovi dentro di noi. Quasi come fossimo una torta alla quale possiamo sempre aggiungere nuovi ingredienti ed aromi.

Esplorando le varie vicissitudini individuali, per chi si è identificato molto nella creazione di una solidità lavorativa questo è il tempo di riequilibrare le esigenze del cuore; per chi ha investito tante energie in una relazione questo è il tempo di definire sé stesso anche attraverso una nuova opportunità di lavoro. Per chi è solo da anni questo è il momento di costruire una nuova relazione, per chi ha interrotto una relazione da poco invece è il tempo di riscoprirsi come identità singola. Per tutti può essere un momento adatto a cercare di dare amore a quella parte del nostro cuore che è stata lasciata in disparte.

Spolverare il cuore. 

Ed è certo importante, nel definire delle rinnovate priorità, tenere presente il principio dell’impermanenza e dell’importanza di vivere il momento con tutto ciò che possiamo apprendere, con tutto ciò che ci può offrire senza pretese di alcun tipo.

Quante volte alcune relazioni si sono deteriorate perché siamo partiti da un principio egoistico di mancato soddisfacimento di ciò che ci aspettavamo? Ma siamo davvero sicuri che ciò che ci aspettiamo sia ciò di cui abbiamo bisogno? E poi, ci chiediamo mai cosa possiamo offrire ed apportare noi invece che chiederci solo cosa può darci l’altro?

Nella ricerca dei nuovi porti sicuri teniamo quindi conto di questo, ciò non significa che non possiamo dirigerci verso la costruzione ma significa solo che possiamo ora imparare a mutare continuamente forma a ciò che costruiamo, senza attaccarci all’idea originale. Se scendiamo nel profondo del nostro cuore possiamo infatti scoprire di aver perseguito spesso degli obiettivi al cui raggiungimento non eravamo soddisfatti. Allora siamo stati considerati ingrati, lunatici, mai contenti di nulla, pretenziosi e queste etichette si sono fissate in noi. Ma siamo davvero capricciosi? Ovviamente no. Perché allora dopo aver tanto atteso quel momento, quella promozione, quella relazione, quelle parole, alla fine siamo rimasti con l’amaro in bocca? Spesso perché non si trattava di un desiderio autentico sgorgato dal cuore, ma dell’agito di un bisogno condizionato, per soddisfare le aspettative di qualcun altro o per raggiungere un obiettivo impossibile per altri. Molte volte ciò avviene nella vita dei figli per accontentare un genitore o arrivare dove lui avrebbe voluto arrivare senza riuscire. Ecco perché è così fondamentale conoscere il proprio tema natale, lì troviamo la nostra trama personale, tutta da scoprire ed esplorare, la realizzazione consapevole del nostro progetto ci dona un senso di apertura e un senso di pieno respiro.

Cari Amici, sapete che accompagno le persone a scoprire ciò che si nasconde ad un primo approccio, a guardare il proprio vissuto familiare da una prospettiva diversa. Molto di ciò che stiamo per vivere in questo tempo può partire da nuove abitudini, ed il cambiamento che avviene interiormente è graduale e può manifestarsi attraverso curiosità e disagio allo stesso tempo. Qualcosa come “ho paura ma anche non ce l’ho”. Uno stato dell’essere molto interessante, da cui emerge la consapevolezza che il viaggio tra gli opposti è un’illusione e che siamo un contenitore ancora da riempire, una lavagna da riscrivere. Vi rimango vicina mentre anch’io vivo continui passaggi che sento poi di condividere con voi tutti, che affettuosamente leggete queste righe. 

Le mie amate Stelle disvelano un racconto fatto di pacificazione e scardinamento insieme; di tutte le possibilità aperte, di una sostenibile fiducia nei passaggi di vita che stiamo vivendo, nell’agito di un grande Disegno che tutti raccoglie. Del far pace con la propria natura ed incarnarla in pieno finalmente, accogliendo l’evidenza che ciò che pensavamo di volere non vogliamo e che vogliamo ciò che non sapevamo di volere. Scoprire con meraviglia di non aver cercato mai consapevolmente ciò che ora desideriamo più di tutto. Vedere il bello fuori a partire dal bello che siamo. Riconoscere la nostra ombra come parte di noi, accoglierla per non proiettarla senza consapevolezza. Voler far amicizia con noi stessi per poter vivere amicizie sincere. Donare e scambiare. Aprire il proprio cuore a ricevere, essere grati ogni giorno per vivere in questa realtà, e allo stesso tempo così in connessione con tutti i livelli e tutte le dimensioni, così fertile e ricca di tutte le possibilità di manifestazione del nostro essere. Sono grata di poter umilmente trasmettere il messaggio dell’Universo, sono grata di sentirmi parte delle Stelle, di guardarle ogni giorno con stupore e meraviglia, di permettere a loro di guidare il mio cammino, e di poter e voler lasciare delle nuove impronte per chi verrà.

A brevissimo poi, per chi vorrà, sono stati organizzati in partnership con Stellarium dei meeting di Astrogenealogia e sta per vedere la luce la mia prima creatura editoriale, sono felice di questo grande movimento creativo. Vi aspetto come sempre per le consulenze, tenendo come d’abitudine dei posti sempre riservati alle emergenze da pronto soccorso astrogenealogico.

Meeting Stellarium

Vi amo tutti e abbraccio ad uno ad uno, buon Plenilunio di ascolto del cuore.

Rossana

Astrogenealogia, eclisse, Luna Piena, visioni astrologiche

Plenilunio in Leone: la nascita di una nuova identità

astro_2at_plenilunio_in_leone_hp.32844.429599

La Luna piena in Leone  avrà luogo il 21 gennaio 2019 alle 6:16, coinvolgendo l’asse Leone/Aquario a 0°53′, tra la I e la VII casa. Si tratta di un’ Eclisse totale di Luna che avviene al grado 1 del Leone, grado particolarmente importante ed energeticamente carico che simbolicamente scandisce un momento di nascita e di emersione alla luce dal mondo ovattato intrauterino legato alla gravidanza cancerina. Eppure la Luna in questo Cielo è il Pianeta Singleton di emisfero destro (vedi grafico), cioè l’unico Pianeta sistemato alla destra del meridiano Fondo Cielo/Medio Cielo, è il Pianeta dispositore della VII casa e, nel suo emergere a nuova luce, ci mette a contatto con le nostre fragilità inconsce, avviandosi a separarsi dall’incontro col Nodo Nord in Cancro.

L’asse Ascendente/Discendente tra Capricorno e Cancro suona le melodie delle dinamiche familiari che in questo momento possono evolvere a maggior consapevolezza nello scioglimento di quelli che sono meccanismi di difesa automatici o forme di attaccamento che sono state funzionali a farci sentire un senso di appartenenza al Sistema familiare.

Saturno, Pianeta dispositore dell’Ascendente, è il primo incontro che facciamo in questo grafico, è infatti sistemato in I casa e forma una quadratura precisa a Marte nel suo domicilio arietino e in III casa ed un sestile a Nettuno in casa II, nel segno dei Pesci. Venere e Giove posizionati in prossimità della cuspide della casa XII si congiungono in Sagittario, formando la quadratura con Nettuno ed il trigono con MarteMercurio in Capricorno si congiunge al Nodo lunare Sud mentre l’opposizione soli/lunare forma una quadratura a T  (sebbene mista) con Urano, ridiventato diretto al precedente Novilunio con Sole parzialmente eclissato in Capricorno del 6 gennaio. 

Siamo all’interno di un Viaggio iniziato con la precedente Eclisse del 6 gennaio, stiamo percorrendo le giornate del corridoio di Eclissi ed è un periodo fortemente popolato da contenuti inconsci che possono riemergere alla consapevolezza perché chiedono attenzione e risoluzione definitiva. Il territorio relazionale può smuovere alcune irrequietudini legate alle percezioni che abbiamo avuto rispetto alla relazione genitoriale durante la nostra infanzia.

Ognuno di noi nasce scegliendo un particolare momento della fase di lunazione (una certa distanza tra Sole e Luna) iniziata con il Novilunio (congiunzione soli/lunare) prenatale, come ci insegna Dane Rudhyar nel suo “Ciclo di Lunazione“. Portiamo nell’incarnazione un particolare “matrimonio parentale” ben descritto da Howard Sasportas e Liz Greene nel loro “Lo sviluppo della personalità“.

Cosa ci indica tutto ciò concretamente nella nostra famiglia?

Indica che ciò che noi viviamo all’interno della triade mamma-papà-figlio (tematica ben trattata da Jodorowsky nella sua Metagenealogia) è esattamente ciò che abbiamo scelto e selezionato di vivere all’interno del nostro percorso di evoluzione. I nostri genitori incarnano esattamente le caratteristiche che noi scegliamo di vedere per la nostra maturazione personale e se, come in questo Cielo, la tematica che si esprime è quella di un vissuto di responsabilizzazione eccessiva come figli all’interno della triade, il lavoro che si può fare è chiedersi in che modo abbiamo poi trasportato questo meccanismo all’interno delle relazioni.

Cosa cerchiamo quando sentiamo l’imperioso impulso interiore a renderci utili agli altri? Forse cerchiamo quella stessa visibilità, il riconoscimento di noi figli come identità separate dai genitori e, allo stesso tempo, dipendenti dalla loro approvazione e riconoscimento. Figli genitorializzati che a volte hanno sentito di dover fungere da genitori dei propri genitori, in un percepito di inadeguatezza nella loro coppia, da cui però dipendeva al tempo la nostra sopravvivenza.

C’è bisogno di ascolto interiore , di osserv-azione che, lungi dall’essere una passiva attesa è il pre-supposto della comprensione profonda di meccanismi che finora possono averci condotto su pericolosi ed instabili territori relazionali, fertilizzando dolorose dipendenze affettive. Se deleghiamo agli altri il potere di rimandarci una percezione di noi stessi che acquisisce il valore della sopravvivenza, pur di non perdere quella relazione saremo disposti a scendere a compromessi eccessivi.

La cosa più matura che possiamo fare in questo momento è saper stare assieme alle nostre paure, alle fragilità, sentendoci quasi come bambini che si scoprono per la prima volta e imparano ad affermare cosa è davvero importante, portando attenzione ai sentimenti ed alle emozioni che le altre persone contribuiscono a smuovere in noi e non mi riferisco solo alle relazioni affettive, ma anche lavorative o amicali.

E’ un bellissimo momento per imparare ad allenarsi al rispetto del proprio sentire: se all’interno della coppia parentale non abbiamo sentito esserci un posto per noi, se ci siamo sentiti invisibili e non riconosciuti perché i genitori possono essere stati troppo impegnati a relazionarsi tra loro, poi sentiamo attaccamento per chiunque ci manifesti la sua attenzione o voglia riconoscerci un posto all’interno dei propri rapporti.

E’ un periodo davvero intenso per una guarigione definitiva, per scegliere un’aderenza ai valori che sono importanti per noi, per scegliere un’identità allineata con una rinnovata maturità, pre-supposto alla libertà di essere sé stessi. 

Bisogna essere disposti anche a lasciar andare definitivamente tutte le amicizie o frequentazioni con cui abbiamo fatto un tratto di vita funzionali al trattenerci in uno schema infantile, come pure invece si potrebbero recuperare dei rapporti interrotti anche molti anni fa dopo che si è fatto un percorso reciproco ed indipendente di maturazione.

Nessuna aspettativa, nessuna pressione, attiva osservazione, in questi giorni potrebbe concludersi anche qualche percorso, pur in maniera destabilizzante e, se facciamo attenzione a ciò che si esaurisce in questi giorni e ci ascoltiamo davvero, sentiremo di aver compartecipato alla rottura di relazioni che rappresentavano in qualche modo dinamiche di dipendenza da riconoscimento o approvazione esteriore.

Se prendiamo la nostra parte di responsabilità sarà più semplice comprendere cosa avevamo da imparare anche da queste rotture. La Libertà di essere sé stessi esplode in maniera tanto più vulcanica tanto più abbiamo sentito lo schiacciamento interiore nel doverci adeguare a regole o situazioni che non esprimevano la nostra autenticità per paura di rimanere da soli e non essere visti da nessuno, diventiamo insomma delle pentole a pressione ambulanti.

Il momento è propizissimo (non so se sia un termine corretto ma mi piace) per fare pulizia totale lasciando, chiudendo, facendo un decluttering interiore per far spazio a nuovi progetti, nuove relazioni, nuovi bisogni, nuove modalità di essere, una nuova identità costruita in questi anni di lavoro interiore ed ora sbocciata in maniera definitiva ed irrimandabile.

Vi condivido questo importantissimo passaggio di un film spettacolare, “La ricerca della felicità“, perché nessuno si permetta mai di dirci che non sappiamo fare qualcosa, ognuno ha il proprio tempo ed il proprio modo, unico ed originale e, se abbiamo il fuoco nel cuore rispetto ad un Progetto, lo dobbiamo difendere, con piena stima di noi stessi. Se abbiamo attraversato delle sofferenze per arrivare ad oggi, siamo il prodotto anche di quei momenti e ciò che a volte gli altri vedono come fragilità può essere il nostro più grande punto di forza.

Vi/mi auguro un importante inventario personale ed una rimessa a fuoco rispetto alle proprie esigenze personali, in totale libertà di espressione e nel rispetto di bisogni ed esigenze altrui.

Un abbraccio 

Rossana Strika

Pagine Facebook:

Rossana Strika – Counselor Olistico specializzata in Astrologia Familiare

 Cuori in volo 

Gruppo Fb:  

Astrogenealogia della Nuova Era

Puoi seguire gli articoli che scrivo sulle fasi lunari e aspetti astrogenealogici sul sito della Scuola di Astrologia Immaginale di Torino