Astrogenealogia, eclisse, Luna Piena, visioni astrologiche

Plenilunio in Leone: la nascita di una nuova identità

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La Luna piena in Leone  avrà luogo il 21 gennaio 2019 alle 6:16, coinvolgendo l’asse Leone/Aquario a 0°53′, tra la I e la VII casa. Si tratta di un’ Eclisse totale di Luna che avviene al grado 1 del Leone, grado particolarmente importante ed energeticamente carico che simbolicamente scandisce un momento di nascita e di emersione alla luce dal mondo ovattato intrauterino legato alla gravidanza cancerina. Eppure la Luna in questo Cielo è il Pianeta Singleton di emisfero destro (vedi grafico), cioè l’unico Pianeta sistemato alla destra del meridiano Fondo Cielo/Medio Cielo, è il Pianeta dispositore della VII casa e, nel suo emergere a nuova luce, ci mette a contatto con le nostre fragilità inconsce, avviandosi a separarsi dall’incontro col Nodo Nord in Cancro.

L’asse Ascendente/Discendente tra Capricorno e Cancro suona le melodie delle dinamiche familiari che in questo momento possono evolvere a maggior consapevolezza nello scioglimento di quelli che sono meccanismi di difesa automatici o forme di attaccamento che sono state funzionali a farci sentire un senso di appartenenza al Sistema familiare.

Saturno, Pianeta dispositore dell’Ascendente, è il primo incontro che facciamo in questo grafico, è infatti sistemato in I casa e forma una quadratura precisa a Marte nel suo domicilio arietino e in III casa ed un sestile a Nettuno in casa II, nel segno dei Pesci. Venere e Giove posizionati in prossimità della cuspide della casa XII si congiungono in Sagittario, formando la quadratura con Nettuno ed il trigono con MarteMercurio in Capricorno si congiunge al Nodo lunare Sud mentre l’opposizione soli/lunare forma una quadratura a T  (sebbene mista) con Urano, ridiventato diretto al precedente Novilunio con Sole parzialmente eclissato in Capricorno del 6 gennaio. 

Siamo all’interno di un Viaggio iniziato con la precedente Eclisse del 6 gennaio, stiamo percorrendo le giornate del corridoio di Eclissi ed è un periodo fortemente popolato da contenuti inconsci che possono riemergere alla consapevolezza perché chiedono attenzione e risoluzione definitiva. Il territorio relazionale può smuovere alcune irrequietudini legate alle percezioni che abbiamo avuto rispetto alla relazione genitoriale durante la nostra infanzia.

Ognuno di noi nasce scegliendo un particolare momento della fase di lunazione (una certa distanza tra Sole e Luna) iniziata con il Novilunio (congiunzione soli/lunare) prenatale, come ci insegna Dane Rudhyar nel suo “Ciclo di Lunazione“. Portiamo nell’incarnazione un particolare “matrimonio parentale” ben descritto da Howard Sasportas e Liz Greene nel loro “Lo sviluppo della personalità“.

Cosa ci indica tutto ciò concretamente nella nostra famiglia?

Indica che ciò che noi viviamo all’interno della triade mamma-papà-figlio (tematica ben trattata da Jodorowsky nella sua Metagenealogia) è esattamente ciò che abbiamo scelto e selezionato di vivere all’interno del nostro percorso di evoluzione. I nostri genitori incarnano esattamente le caratteristiche che noi scegliamo di vedere per la nostra maturazione personale e se, come in questo Cielo, la tematica che si esprime è quella di un vissuto di responsabilizzazione eccessiva come figli all’interno della triade, il lavoro che si può fare è chiedersi in che modo abbiamo poi trasportato questo meccanismo all’interno delle relazioni.

Cosa cerchiamo quando sentiamo l’imperioso impulso interiore a renderci utili agli altri? Forse cerchiamo quella stessa visibilità, il riconoscimento di noi figli come identità separate dai genitori e, allo stesso tempo, dipendenti dalla loro approvazione e riconoscimento. Figli genitorializzati che a volte hanno sentito di dover fungere da genitori dei propri genitori, in un percepito di inadeguatezza nella loro coppia, da cui però dipendeva al tempo la nostra sopravvivenza.

C’è bisogno di ascolto interiore , di osserv-azione che, lungi dall’essere una passiva attesa è il pre-supposto della comprensione profonda di meccanismi che finora possono averci condotto su pericolosi ed instabili territori relazionali, fertilizzando dolorose dipendenze affettive. Se deleghiamo agli altri il potere di rimandarci una percezione di noi stessi che acquisisce il valore della sopravvivenza, pur di non perdere quella relazione saremo disposti a scendere a compromessi eccessivi.

La cosa più matura che possiamo fare in questo momento è saper stare assieme alle nostre paure, alle fragilità, sentendoci quasi come bambini che si scoprono per la prima volta e imparano ad affermare cosa è davvero importante, portando attenzione ai sentimenti ed alle emozioni che le altre persone contribuiscono a smuovere in noi e non mi riferisco solo alle relazioni affettive, ma anche lavorative o amicali.

E’ un bellissimo momento per imparare ad allenarsi al rispetto del proprio sentire: se all’interno della coppia parentale non abbiamo sentito esserci un posto per noi, se ci siamo sentiti invisibili e non riconosciuti perché i genitori possono essere stati troppo impegnati a relazionarsi tra loro, poi sentiamo attaccamento per chiunque ci manifesti la sua attenzione o voglia riconoscerci un posto all’interno dei propri rapporti.

E’ un periodo davvero intenso per una guarigione definitiva, per scegliere un’aderenza ai valori che sono importanti per noi, per scegliere un’identità allineata con una rinnovata maturità, pre-supposto alla libertà di essere sé stessi. 

Bisogna essere disposti anche a lasciar andare definitivamente tutte le amicizie o frequentazioni con cui abbiamo fatto un tratto di vita funzionali al trattenerci in uno schema infantile, come pure invece si potrebbero recuperare dei rapporti interrotti anche molti anni fa dopo che si è fatto un percorso reciproco ed indipendente di maturazione.

Nessuna aspettativa, nessuna pressione, attiva osservazione, in questi giorni potrebbe concludersi anche qualche percorso, pur in maniera destabilizzante e, se facciamo attenzione a ciò che si esaurisce in questi giorni e ci ascoltiamo davvero, sentiremo di aver compartecipato alla rottura di relazioni che rappresentavano in qualche modo dinamiche di dipendenza da riconoscimento o approvazione esteriore.

Se prendiamo la nostra parte di responsabilità sarà più semplice comprendere cosa avevamo da imparare anche da queste rotture. La Libertà di essere sé stessi esplode in maniera tanto più vulcanica tanto più abbiamo sentito lo schiacciamento interiore nel doverci adeguare a regole o situazioni che non esprimevano la nostra autenticità per paura di rimanere da soli e non essere visti da nessuno, diventiamo insomma delle pentole a pressione ambulanti.

Il momento è propizissimo (non so se sia un termine corretto ma mi piace) per fare pulizia totale lasciando, chiudendo, facendo un decluttering interiore per far spazio a nuovi progetti, nuove relazioni, nuovi bisogni, nuove modalità di essere, una nuova identità costruita in questi anni di lavoro interiore ed ora sbocciata in maniera definitiva ed irrimandabile.

Vi condivido questo importantissimo passaggio di un film spettacolare, “La ricerca della felicità“, perché nessuno si permetta mai di dirci che non sappiamo fare qualcosa, ognuno ha il proprio tempo ed il proprio modo, unico ed originale e, se abbiamo il fuoco nel cuore rispetto ad un Progetto, lo dobbiamo difendere, con piena stima di noi stessi. Se abbiamo attraversato delle sofferenze per arrivare ad oggi, siamo il prodotto anche di quei momenti e ciò che a volte gli altri vedono come fragilità può essere il nostro più grande punto di forza.

Vi/mi auguro un importante inventario personale ed una rimessa a fuoco rispetto alle proprie esigenze personali, in totale libertà di espressione e nel rispetto di bisogni ed esigenze altrui.

Un abbraccio 

Rossana Strika

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Rossana Strika – Counselor Olistico specializzata in Astrologia Familiare

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