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Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Nettuno

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Quando nel tema radix Nettuno tocca Venere, il mondo dei sentimenti si tinge di sogni, idealizzazioni che facilmente si nutrono di illusioni e necessariamente ci traghettano verso dilaganti delusioni. Eppure si tratta di una scelta ben precisa che un’anima compie prima di incarnarsi, quella di imparare ad evolvere e rendere vibrazionalmente  più sottile il modo di amare, spiritualizzando l’Albero Genealogico, anche attraverso una forte espressione creativa.

Qual è l’esigenza interiore che utilizza come strumento di progresso i temi smossi dai rapporti Venere/Nettuno?

Similarmente ad una dipendenza da sostanze, la dipendenza da un sogno d’amore è un meccanismo interiore di fuga dalla realtà, una realtà che in quel momento vive un vuoto di senso: è infatti necessario l’intervento del falcetto saturnino per mostrare i fatti e ricondurci nel qui e ora, congelando la situazione idealizzata in un fermo immagine che ci consenta di vedere con chiarezza ciò che avevamo voluto nascondere anche a noi stessi, in preda alla sbornia emozionale.

C’è però l’esigenza interiore della spiritualizzazione dell’amore, dell’elevazione dello stesso ad una vibrazione più sottile, l’Amore Incondizionato. E’ importante considerare la nostra compartecipazione energetica agli eventi relazionali che viviamo, in modo da non sentirsi vittime.

Cambiando il paradigma espressivo dal semplice e più comodo “mi hai deluso” alla consapevolezza del  “ho scelto di illudermi per deludermi“, molte domande iniziano ad affollare la nostra interiorità, soprattutto se il meccanismo illusione/delusione costella le nostre relazioni creando un fil rouge tra di esse.

La nostra anima intesse trame di evoluzione molto insolite e, anche se razionalmente risulta difficile accogliere questa visione, questi sono meccanismi scelti per evolvere. Ma sono anche meccanismi che a volte vengono ripetuti all’interno del Sistema famiglia perché configurano in noi un senso di appartenenza e temiamo inconsciamente che, se ci permettessimo di andare oltre, verremmo emarginati ed isolati.

E’ la nostalgia di Casa, di essere fusi nel Tutto, la nostalgia di quelle sensazioni di assenza di separazione che abbiamo vissuto nel grembo materno (Nettuno è anche il liquido amniotico), di dissolversi nel mare dell’indifferenziato. E’ il percepirsi come incompleti e in perenne ricerca esterna di chi possa completarci, colmando quella solitudine inspiegabile, quella del viaggiatore in terra straniera. E, in una certa misura, tutti lo siamo.

Solo in un mondo ideale può esistere  questa immagine di pienezza e fusione ed è per questo che i sogni d’amore tingono le nostre giornate di una gioia apparente. Ciò non ha a che vedere con una relazione concreta che, nel suo manifestarsi nella forma, donerebbe alla stessa dei confini che ne limiterebbero l’espansione idealizzativa

Ecco perché i modelli Venere/Nettuno nel tema, dal punto di vista affettivo, sono degli strumenti animici di evoluzione che utilizzano la delusione come trampolino di lancio per testare la propria capacità di rialzarsi sviluppando Amore Incondizionato; dissolvendo (termine caro a Nettuno) tutte le cariche emozionali di  tristezza che conseguono al crollo delle aspettative e accettando la reale natura delle cose.

Nel momento in cui Saturno falcia le illusioni e toglie il prosciutto che golosamente farciva i nostri occhi, l’atteggiamento interiore di autocritica potrebbe prendere il sopravvento. Il dito del giudice interiore si erge a dirci “ci sei cascato nuovamente, non sono servite a nulla tutte le esperienze precedenti“.

Sentirsi vittime, al pari dello strenuo auto-lesionismo giudicante, non consente di fare passi in avanti. Ciò che consente il progresso e la trasfigurazione dello schema nettuniano è un principio di sana presa di responsabilità, quella di lavorare interiormente per sentirsi completi e non mancanti in nulla. Non si dipende in tal modo da una ricerca di agognata completezza esteriore, pur potendo rimanere in una posizione di accoglienza di Amore.

Non sempre i rapporti tra Venere e Nettuno sono evidenti attraverso un aspetto, nondimeno possono essere presenti in maniera più velata. Per fare l’esempio del mio tema, Nettuno è il pianeta dispositore della VII casa, Venere è in Leone ma in cuspide della casa XII, disposta quindi dal pianeta dispositore della XII, il Sole. Venere è dispositrice della III casa, Nettuno si trova in III. I miei genitori, entrambi, portavano nel tema una Venere pescina. 

Si attraggono allora persone la cui Venere entra in aspetto di sinastria col nostro Nettuno (o viceversa), o ricchi di sfumature pescine, in stimolazione alla nostra parte nettuniana interiore, ciò può avvenire in maniera più significativa negli anni del transito di Nettuno nella nostra VII casa o in aspetto ai Luminari.

E la domanda che spesso affiora è:

Sei disposto a metterti in gioco davvero in una relazione concreta, abbandonando la necessità di illuderti per deluderti?

Un bacio!

Ross

 

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Astrogenealogia, Luna Piena, visioni astrologiche

Plenilunio in Aquario: la dignità dei propri valori

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La Luna piena in Aquario avrà luogo alle 14:31 del 15 agosto, ai 22°24′ sull’Asse Leone/Aquario. L’Asse Ascendente/Discendente cade a 26° tra Scorpione e Toro, c’è dunque una fortissima sollecitazione nel territorio eclittico dei Segni Fissi, soprattutto incisiva per chi ha pianeti o punti importanti in terza decade di Toro, Leone, Scorpione e Aquario.

Dato il periodo estivo ero incerta se scrivere o no questa newsletter, e poi mi sono decisa a farlo, nelle quieta calura di una domenica d’agosto con l’intento di portare una folata di freschezza, almeno interiore se non meteoreologica.

Mercurio esce proprio il 15 dalla zona d’ombra di retrogradazione e si aggiunge, con rinnovata chiarezza mentale, lievemente distante a livello di gradi, al trittico Sole/Venere e Marte che stanno opponendo la Luna in Aquario sull’Asse III/IX casa del grafico di Plenilunio.

Si necessita di respirare aria nuova all’interno dei nostri rapporti e di aprirsi alla possibilità di introdurre nei nostri cassetti interiori nuovi stimoli. Quando siamo pronti per un rinnovamento, sulla nostra strada appaiono persone che ci svelano un diverso racconto delle vicende che viviamo nel quotidiano, una lettura diversa da ciò che appare ma connessa alla magia delle sincronicità. Il mondo si colora e quella persona introduce nuove tinte alla tavolozza con cui dipingiamo le nostre giornate.

Le nostre convinzioni iniziano a traballare smosse irrimediabilmente dal diverso che irrompe nelle nostre vite. Improvvisamente e spesso inconsapevolmente ci sentiamo catapultare in un viaggio temporale all’indietro, quando noi, piccoli viaggiatori verso l’incarnazione, siamo stati ospiti dell’utero materno.

Ci siamo sentiti bene accolti? Il grembo ci è parso un luogo ostile? Come ci sentiamo nella nostra vita quando siamo ospiti di qualcuno?

In molti abbiamo scelto di lavorare sul principio dell’integrazione e dell’accoglienza per sanare ancestrali memorie genealogiche inerenti la ghettizzazione della diversità. Se questa è una delle sfide più pressanti da lavorare per la nostra anima, sin dai tempi della vita intrauterina, in momenti precocissimi nel mondo indifferenziato dell’utero materno, possiamo esserci sentiti stranieri indesiderati e aver deciso di portare con noi questo imprinting di rifiuto della nostra natura autentica. Queste tematiche sono assolutamente affrontabili e trasformabili all’interno ad esempio di un percorso di Rebirthing, esplorando le memorie di nascita, lavoro che ho sperimentato personalmente e che suggerirei con gioia.

Spesso da qui origina il congelamento ad un nucleo saturnino di giudizio e critica verso sé stessi e il contemporaneo innalzamento di barriere nei confronti del diverso, originatesi dal rifiuto della nostra diversità interiore. E, rifiutando la nostra diversità, veniamo anche messi a confronto con la spinosa questione del confine, di saturnino e nettuniano insegnamento. Se rifiuto la mia diversità mi uniformo all’altro e se mi uniformo all’altro perdo la cognizione di dove finisco io e dove inizia lui, porto quindi avanti rapporti fondati sulla dipendenza, quasi come fossero rapporti uterini, dove io mi sento al sicuro solo se divento l’altro e mi con-fondo con lui, dove io ancora non ho una mia identità.

Torna in te!

Quale allora la chiave di accettazione di sé? E’ la consapevolezza di esistere, di essere vivo, che spesso ci deriva proprio dalle relazioni dove ci sentiamo abbandonati. Quando ci perdiamo negli altri, e qualcuno ci dice “torna in te!”, ci sta in realtà dicendo di riprendere contatto con la nostra luce, la nostra energia e tutto il potere personale di cui tutti siamo dotati. Quando qualcuno ci abbandona ci rispedisce a noi stessi.

E’ possibile nel tempo raggiungere un equilibrio tra la consapevolezza di sé e dei propri valori ed il mantenimento di una posizione aperta all’ingresso di valori nuovi, che ampliano o divergono dai nostri.

Siamo in un’Era ambivalente da questo punto di vista e vaghiamo assonnati e senza chiara direzione di opinione. Da un lato ci sono gli sbandieratori della tolleranza ai più estremi livelli e dall’altro lato taluni altri vedono il diverso come un minaccioso elemento di contaminazione. In entrambi i casi il fil rouge è costituito dallo strenuo arroccamento sulle proprie posizioni che spesso sfocia nel fanatismo, ma perché viviamo scenari così polarizzati?

Tanto più tratteniamo scissioni interiori e polarizzazioni estremizzate, anche spesso familiarmente introiettate e perciò prive di qualsivoglia filtro razionale discriminatorio, quanto più la nostra vita sarà costellata da contraddizioni e proiezioni.

La chiave è comunque plutonian-saturnina e si distingue per il tracciare la propria direzione personale anche lasciando andare gli attaccamenti alle opinioni o ai volutamente frammentari racconti di famiglia. I nostri valori sono la nostra bussola unica ed irripetibile ed il nascere in un determinato Sistema familiare non comporta assolutamente il dover sottostare ad un irretimento ideologico.

Si può uscire dalla famiglia in tanti modi, a volte il primo passaggio non è subito l’andare fisicamente a vivere da soli ma è l’allontanamento energetico/ideologico e la propria indipendenza dalla lealtà ideologica e valoriale familiare, che ne attrae poi all’esterno anche l’affrancamento fisico. Per qualcuno la distanza geografica è un toccasana.

Nulla è come appare, ci sono persone che vivono in casa e sono più indipendenti di altre che vivono fuori, l’indipendenza si fonda su un insieme di passaggi temporali che ne avvalorano la stabilità, non dimentichiamo infatti che il segno dell’Aquario è anche governato da Saturno.

Buon viaggio allora attraverso le diverse dimensioni del nostro essere.

Un abbraccio!

Ross

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Plenilunio in Capricorno: la connessione col Bambino Interiore

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La Luna piena in Capricorno avrà luogo alle 23:39 del 16 luglio, ai 24°4′ dell’Asse Cancro/Capricorno. E’ un Plenilunio con Eclisse parziale di Luna, visibile dall’ Italia, in richiamo allo scorso Plenilunio del 21 gennaio scorso con Eclisse totale di Luna al grado 0°52 del Leone (seguito al Novilunio in Capricorno con Sole parzialmente eclissato del 6 gennaio).

Si tratta di un grande Viaggio nella nostra interiorità, inserito nel delicato contesto di retrogradazione di Mercurio, a 1° del Leone (in encadrement tra Sole e Marte), e nell’ ancor presente stretto abbraccio tra Saturno in retrogradazione a 16° del Capricorno e Nodo Lunare Sud a 17° del Capricorno. Sul fronte opposto troviamo l’ abbraccio disorientante tra Luna e Plutone; e ancora, energeticamente diverso, il propulsivo contatto tra Venere in Cancro, la Stella Sirio ed il Nodo Nord in Cancro, quale trittico di Luce!

L’ Asse Ascendente/Discendente si focalizza tra Ariete e Bilancia, con Chirone retrogrado proprio fuso all’ Ascendente del grafico di Plenilunio. L’ Asse Fondo Cielo/Medio Cielo invece tra Cancro e Capricorno, rinforza energeticamente il Plenilunio.

E’ un momento di grande delicatezza interiore, dove emergono alla luce della consapevolezza ombre inconsce del nostro passato, di questa o altre vite. Poco o niente importa chi siamo stati o da quale cantina interiore emergono questi scheletri, una delle chiavi di fertile utilizzo di questa energia può essere la gentilezza con noi stessi. Siamo esseri luminosi e ombrosi allo stesso tempo, ma giudicare la nostra ombra come inaccettabile, in nome di un’ eccessiva identificazione con la nostra parte luminosa rinfocola la ferita del rifiuto nei confronti di noi stessi ed attrae all’ esterno giudizio e rifiuto.

Di certo non intendo con questo appoggiare un’ autoindulgente pigrizia interiore, tutt’altro! Tuttavia possono essere giornate che ci connettono ad un conflitto antico per l’ essere umano: quello tra innocenza e colpevolezza, semplice manifestazione di un movimento diverso della nostra interiorità che cerca di sganciarsi dalle antiche forme di lealtà agli schemi familiari.

In questa era di profondo cambiamento, molti di noi ri-cor-dano, si riconnettono all’energia del cuore, a quella profonda e antica scelta che ha motivato la nostra discesa nell’incarnazione attuale. E’ fondamentalmente e sempre una scelta d’ Amore, quell’ Amore che è sconfinato e non soggetto alle leggi spazio-temporali; una scelta che per molti di noi comporta la rottura con l’ Omeostasi familiare, la trasformazione profonda di antichi schemi di lealtà costrittiva e l’ apertura ad una nuova forma di lealtà realizzativa, anche e soprattutto in onore della Vita che i nostri Antenati ci hanno donato.

Abbiamo così paura di guardare fino in fondo a noi stessi che spesso è solo attraverso il mondo relazionale che riusciamo a scendere fino in profondità ed esplorare le nostre paure più profonde, se permettiamo agli altri di avvicinarsi a noi abbassando il ponte levatoio interiore che abbiamo costruito per proteggere le mura della nostra confortevole quanto solitaria fortezza.

Quando rompiamo schemi e smuoviamo le fondamenta del nostro Sistema familiare, la prima conseguenza è il sentire un senso di tradimento interiore e di solitudine che altro non è se non un affermare a gran voce:

ringrazio e mi distanzio da questa forma di lealtà, mi permetto una forma di autenticità e autorealizzazione diversa, riprendo contatto con la lealtà verso me stesso, lo faccio anche con le mie paure. Lo faccio anche in vostro onore, per la Vita che mi è arrivata attraverso di voi

Allo stesso tempo la relazione ci connette ai bisogni del nostro cuore, Venere è in Cancro, in IV casa di questo Cielo, congiunta al Nodo Nord e alla Stella Sirio, opposta seccamente a Saturno in Capricorno e X casa e quinconce a Giove in Sagittario e IX casa, più largamente opposta a Plutone in Capricorno in X e Luna in Capricorno e XI.

Da soli, nel nostro intimo, utilizziamo l’ energia di questi giorni così delicati, per stare nella presenza delle emozioni senza sforzo, senza resistenza a ciò che emerge e soprattutto senza giudizio. Comprendiamo cosa si muove dentro di noi, quali corde interiori vibrano al livello delle nostre paure profonde, certo può essere un processo tutt’ altro che semplice, ma ci viene richiesta una certa dose di coraggio per imparare a stare, a fermarci anche in quei territori interiori che non ci piacciono e nei quali si attiva l’intensità della carica emozionale.

Questa è la parte che riguarda il lavoro interiore individuale, la palestra di questi giorni. Esistono palestre interiori al pari di quelle per assestare il fisico. Poi ci sono palestre relazionali all’ interno delle quali comunque si attiva la palestra interiore del singolo.

E’ un ottimo momento di consapevolezza su ciò che si attiva in noi quando entriamo in una relazione. Alcuni antichi schemi di fame affettiva, dovuti a disistime o inadeguatezze vanno trasformati: tutta l’ energia che utilizziamo in aspettative, proiezioni di responsabilità e richieste di nutrimento dei nostri vuoti possono essere reimpiegate all’ interno di un lavoro interiore consapevole di guarigione.

Se proviamo a pensare ad un fil rouge che può aver costellato le nostre relazioni, potrebbe emergere uno scenario di bisogno e di vuoto, una mancanza che ha attratto mancanza, prima tra tutte una mancanza di consapevolezza e quindi l’ aver riposto nell’ altro delle speranze e aspettative impossibili per chiunque, con conseguenti risentimenti o delusioni.

Eppure, alla luce di ciò che siamo oggi, è totalmente impossibile essere uguali a ieri; ciò che intendo è che, anche se i nostri schemi tentano di affacciarsi a livello automatico, ora siamo in grado di riconoscerli e, con un po’ di allenamento, di lasciarli andare.

Possiamo darci il permesso di vivere le nostre relazioni con maggior rilassatezza, ben sapendo che nessuno mai potrà nutrire quella parte di noi fragile e indifesa di cui solo in autonomia ci possiamo occupare. L’ attenzione a noi stessi è qualcosa di prioritario, è labile il confine interiore che ci segnala il momento in cui stiamo cadendo nei soliti schemi, è qualcosa che si sente nettamente però. Ed è un allenamento continuo ascoltarsi, da soli o in due.

Anche quando fragilmente ricadiamo, c’è solo un modo di procedere: rialzarsi e riprendere con maggior impegno, quello verso il nostro percorso di evoluzione che non è lineare né scevro da intoppi. Possibilmente il tutto criticandosi il meno ferocemente possibile, e questo è un gran lavoro per me che, quando mi rendo conto di aver sbagliato, mi rimetto sempre molto in discussione.

In questi giorni possiamo purificare il nostro cuore da tutte quelle sovrastrutture che finora non ci hanno permesso di avanzare nella Gioia ma, che pur confinandoci in una gabbia, erano ben conosciute da noi attraverso il vissuto dei nostri Antenati. Forte in questo tempo la connessione con la tematica della distribuzione dei ruoli all’ interno delle coppie nelle linee genealogiche, in particolar modo per quanto riguarda la linea paterna.

Come veniva vissuta la maternità? In che modo i figli assumevano un ruolo di partner o genitori delle loro madri? Quale allora il peso energetico del maschile in casa? Era ben visto il fatto che la donna fosse indipendente attraverso un lavoro?

Alcune credenze dei nostri Antenati sono state accolte in noi per essere consapevolmente trasformate, non certo per responsabilizzare gli Antenati per i nostri vissuti attuali, ricordo infatti che il Tema Natale è una scelta così come l’ ingresso in un determinato Sistema Familiare.

Questa sola consapevolezza basta ad attivare un senso di responsabilità diversa che sancisce l’ inizio di una consapevolezza e un salto interiore del tutto nuovi.

Anche se il quotidiano non si ferma e tutti noi abbiamo impegni a cui far fronte, cerchiamo nei prossimi giorni dei ritagli di tempo attraverso cui creare una sospensione del nostro tempo interiore da quello esteriore. Un collegamento con una dimensione senza tempo dove riconoscerci a Casa, stiamo in silenzioso ascolto, o meditazione, o lettura. Basta trovare uno spazio di solitudine e introspezione dove attingere ad un’ energia rinnovata da rimettere in circolo consapevolmente.

Il Nuovo Collettivo si crea solo attraverso Nuovi Individui.

Abbracci a tutti, buon Percorso.

Rossana

Luna, Luna Piena, Movimenti celesti

Plenilunio in Sagittario: nuovi movimenti nel cuore

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La Luna piena in Sagittario avrà luogo il 17 giugno 2019 alle 10:31, coinvolgendo l’asse Gemelli/Sagittario a 25°53′, tra le case V e XI. Si richiama quindi la musica dell’Asse Ascendente/Discendente del tema di Plenilunio (vedi grafico), tra Leone e Aquario.

La lealtà inconscia al Sistema Famiglia spesso è un’arma a doppio taglio che, se da una parte ci garantisce un senso di appartenenza, dall’altra può allontanarci dalla nostra natura autentica. Questo Cielo ci esorta a riconnetterci con tale natura, forse scoprendo la nostra indole, i nostri desideri e le nostre speranze per la prima volta.

L’accento energetico dei cardini di questo Cielo è posto sui Segni di modalità fissa (Toro/Scorpione/Leone/Aquario), mentre la sfida solilunare si svolgerà sull’Asse mobile Gemelli/Sagittario, all’ingresso delle cuspidi di V e XI casa. Due compatte fazioni contrapposte popolano poi l’Asse V/XI: da una parte Marte/Mercurio e Nodo Nord in XI casa in Cancro e dall’altra i due big Saturno e Plutone, e il Nodo Sud in Capricorno e V casa. 

La vera indipendenza deriva dal conseguimento di un senso di libertà, strettamente connesso a quello di responsabilità. Proprio in questi giorni mi sono trovata nella condizione di dire ad una persona che non tutto dipende solo da noi ma anche da noi. In ogni situazione è necessario integrare un senso del limite, negli eventi che viviamo compartecipiamo energeticamente ed è sempre importante riconoscere la nostra quota di responsabilità. Ciò è necessario a trovare un orizzonte di senso anche dove sembra non ci sia e ad uscire dal senso di impotenza, trovando al contempo soluzioni per cambiare alcuni schemi automatici, gli stessi attraverso cui viviamo eventi simili più volte seppur con facce ed in contesti apparentemente diversi.

Allo stesso tempo i silenzi e i non detti vissuti ed introiettati all’interno del Sistema, il bagaglio di convinzioni educativo che abbiamo fatto entrare senza ragionevoli filtri discriminatori, ancora appesantiscono il nostro mondo comunicativo, troppo ricco di parole che ci arrecano solo un senso di disistima e dietro la disistima si nasconde la colpa.

In cosa ci sentiamo carenti? Chi non siamo riusciti a proteggere? Quali misteriose credenze autosabotanti si annidano in noi, frutto di un senso di colpa antico? 

Forse non abbiamo saputo rispettare il nostro ruolo di figli e ci siamo caricati delle responsabilità che non ci competevano, per alleviare ciò che veniva da noi percepito come una parte sacrificale, fragile e bisognosa dei nostri genitori. A nostra volta poi ripetiamo per lealtà questo schema con i nostri figli, in tal modo nel Sistema la memoria è relativa al disorientamento, non sappiamo qual è il nostro posto nella vita e, di conseguenza, continuiamo a vagare occupando posti che non ci competono alla ricerca di un’identità che non conosciamo

Spesso i non detti caricano le persone di sospetti e offrono spazio a fraintendimenti e pensieri proiettivi, questo deriva dall’aver vissuto in un Sistema Famiglia in cui c’erano ambivalenze nei messaggi, le parole dicevano una cosa diversa dai fatti e gli eventuali silenzi lasciavano lo spiraglio aperto ad ogni sorta di interpretazione. 

C’è qualcosa che non va in me, si sono zittiti per colpa mia

Se il silenzio dominava i presenti quando entravamo nelle stanze la memoria si è raggelata in una credenza come “C’è qualcosa che non va in me, si sono zittiti per colpa mia”. Adulti che trattano i bambini come se non avessero un’ anima, un sentire, un cuore, la giovane età non è  sintomo di stupidità, tutt’al più di purezza ed ingenuità. E’ pur vero che tutto questo può aver rappresentato la palestra che avevamo scelto per affinare l’intuizione e la ricettività, la sopravvivenza infatti dipendeva da quanto si riusciva a “leggere tra le righe” dei non detti e da quanto si riusciva a prevedere e “respirare gli ambienti” in modo da attuare la miglior strategia inconscia per difendersi. 

Ma l’abitudine a difendersi, l’aspettarsi sempre qualcosa dietro l’angolo che permea il sentire di molte persone attrae proprio questo. Dietro al bisogno di difendersi si cela la necessità di essere attaccati e spesso di contrattaccare attraverso la propria reazione.  Così, lungi dall’essere risolti, i conflitti tra le persone si accendono, nutriti da avventate incursioni alternate a rinunce nel muoversi, simulando un’eterna trincea.

C’è poi l’importante questione contemplata estesamente nelle Costellazioni Familiari del “movimento interrotto” verso i genitori, qualcosa che ha bloccato il naturale fluire dell’amore verso il genitoriale e ci ha congelato in una fase dove ci aspettiamo che sia sempre il genitore a dover venire verso di noi, mentre è esattamente il contrario. Ne ho sperimentato personalmente la potenza durante una giornata di Costellazione dedicata al lavoro, quando la Costellatrice prima di ogni cosa ci ha fatto lavorare a coppie sul movimento interrotto e, naturalmente, lo spostamento partiva dal figlio, non dal genitore.

Ho impiegato molti anni a rendermi conto che, se volevo aprirmi ad una vita diversa, dovevo lavorare interiormente per lasciar andare le aspettative, i giudizi, i crediti interiori che sentivo nei confronti dei miei genitori, questo lavoro ha caratterizzato molto tempo del mio vivere e continua a farlo quotidianamente. Cari Amici, il senso di irrequietudine interiore che proviamo in questi anni di intensi movimenti celesti ci invita a muoverci in un modo diverso all’interno di noi stessi, per creare un movimento diverso all’esterno nelle relazioni con gli altri.

Perché tutta questa arroganza? Tutto il pretendere dagli altri ciò che nemmeno noi sappiamo dare a noi stessi? Perché tanti giudizi e critiche sull’altrui operato e non siamo in grado di vedere ciò che si annida in noi? 

Muoversi nell’accoglienza delle emozioni non significa rimanere ibernati in uno stadio di vittimismo per manipolare gli altri, ma accettare di sciogliere i propri dolori interiori prendendosene la responsabilità, uscendo una volta per tutte dalla sterile energia del lamento o del rimpianto.

Al contempo potremmo sentire che dentro di noi vive qualcuno che ancora non conosciamo cui per molti anni non abbiamo dato voce, una parte di noi così desiderosa di pulizia e trasparenza da sembrare ingenua. Diamole calore e abbracciamola, non spaventiamocene reprimendola di nuovo, nutriamola di verità, la nostra finalmente. Iniziamo un viaggio di scoperta nelle nostre profondità dell’Essere, potremmo trovare delle risorse inaspettate che attendevano solo il tempo giusto per emergere.

Forse tutto questo ci allontanerà in parte dalla nostra famiglia, forse è ora di avventurarsi e salutare consapevolmente tutto ciò che finora ci ha trattenuto perché ne avevamo bisogno, per paura della nostra grandezza. Ora il tempo della rinascita è giunto ed è il momento di diventare finalmente quella meravigliosa, leggera ed avventurosa farfalla che tutti siamo…se solo lo vogliamo e siamo disposti a lasciar andare il bisogno di sicurezza, disposti a vivere fiutando ogni giorno quello che la vita ci offre.

Grandi abbracci a tutti e buon Viaggio!

Ross

Astrogenealogia, Luna Nuova, Mercurio

Luna Nuova in Gemelli: il valore delle parole

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La Luna Nuova in Gemelli avrà luogo il 3 giugno 2019 alle 12:02 a 12°33′ dei Gemelli, all’interno dell’asse intercettato IV/X casa, ricettacolo delle memorie familiari. Mercurio, pianeta dispositore dell’Ascendente di Novilunio (vedi grafico), è anche il pianeta dispositore del matrimonio solilunare di questo mese, principe di questo Cielo, in opposizione separante a Giove in Sagittario. Anche la congiunzione solilunare forma un aspetto di opposizione applicativa a Giove, attivando così un T-Square (quadrato a T, figura composta da un’opposizione e due quadrature) con Nettuno in Pesci.

Tempo fa scrissi un articolo dal titolo “Il valore del silenzio” e, iniziando le righe di oggi lo ricondivido per onorare l’argomento fondamentale di questo Cielo: la nostra capacità di comunicare.  Tantissimi operatori ed innumerevoli tecniche promuovono corsi che hanno come tematica la comunicazione, sono tuttavia personalmente convinta che saper ben comunicare è qualcosa che si impara con l’esperienza, qualcosa che proviene dall’interno e che quindi nessuno ci può in-segnare fino in fondo senza “metterci in bocca” parole che non sono nostre, stereotipi verbali di facciata che non rispettano la nostra spontaneità. Questa è solo la mia visione ovviamente.

Cosa si muove in noi quando ci esprimiamo con qualcuno, mettendolo a parte di speranze, problemi o responsabilità? Perché è così difficile per l’essere umano imparare a dialogare con un’altra persona?

Ci sentiamo insicuri rispetto alla re-azione che le nostre parole provocheranno nell’altro e temiamo di venir fraintesi, oppure dentro di noi alberga una muta rassegnazione rispetto al fatto di non venir compresi o un senso di inadeguatezza personale nel sentirci incapaci di trovare le giuste parole. Qualsivoglia sia l’argomento di conversazione, rischiamo di rimandare, oppure tacere per paura di un rifiuto e di un abbandono, così il tempo passa e non di rado ci rendiamo conto di aver anche perso occasioni importanti per non aver trovato il coraggio di parlare, spesso ciò accade a chi nel cuore custodisce un sentimento segreto e teme di mostrarlo in totale trasparenza. Uno dei requisiti fondamentali di una buona comunic-azione è la chiarezza e troppo spesso è sufficiente una parola detta al momento sbagliato per minare la fiducia o far perdere le speranze, così pure sono sufficienti poche parole a portare una vibrazione diversa, perché il valore delle parole è immenso.

Qualcosa di profondo viene toccato in noi, una paura quasi ancestrale che può derivare anche da memorie di emigrazione del Sistema Famiglia, Antenati che hanno avuto difficoltà di integrazione nella nuova realtà sociale locale a causa della lingua diversa. Possono aver sofferto di una profonda svalutazione intellettuale nel non aver potuto completare un ciclo di studi e aver dovuto congelare la propria conoscenza ad un livello inferiore a quanto sperato, anche per mancanza di risorse economiche. Ci possono essere memorie di matrimoni per procura, contratti all’estero, per cercare di strutturare un po’ di sicurezza finanziaria in famiglia, unioni che assicuravano il danaro ma non l’amore, in cerca di un po’ di riconoscimento. 

Chi porta nel DNA una memoria di umiliazione intellettuale, sente di non aver diritto a errori o sconti, perseguendo un ideale di perfezione completamente irrealizzabile e sentendosi ancor più frustrato. La comunicazione crea un movimento imprevedibile, non controllabile, quando ci apprestiamo al confronto con un’altra persona non sappiamo mai come andrà a finire e capita a volte che, piuttosto di rischiare di creare un movimento indesiderato che ci porterebbe ad un inevitabile cambiamento, preferiamo zittirci. 

Questo Novilunio ci porterà necessariamente ad esplorare la nostra modalità di comunicazione che potrebbe anche non essere verbale, quante volte infatti non diciamo nulla nella convinzione che l’altro debba per forza capire ciò che si agita nel nostro cuore? 

Alcune imperiose domande tuoneranno vorticosamente nella nostra mente.

Sono attento alle parole che uso oppure le utilizzo come un’arma affilata per toccare le parti fragili dell’altro e farlo sentire umiliato? Sono davvero capace di coniugare parola e ascolto oppure invado le orecchie dell’altro con un incessante chiacchiericcio inutile, omettendo però di comunicare le cose importanti? Sono impaziente, cerco di pilotare la conversazione a mio vantaggio? 

Il silenzio è altrettanto prezioso che le parole ma non deve diventare una chiusura, saper stare in silenzio vuol dire leggere profondamente dentro di sé prima di parlare, è importante focalizzare bene le parole da usare che devono essere adeguate alla situazione. Le parole creano ed esprimere pensieri di gratitudine per ogni piccolo dettaglio delle nostre vite, per le piccole cose che viviamo ogni giorno, rende la nostra energia più fertile e stabile. 

Questo Cielo parla anche di lavoro, di ciò che significa saper ben esporre il proprio pensiero e condividere la propria visione, soprattutto quando lavoriamo con altre persone. In un team di persone, le risorse condivise funzionano meglio rispetto alla somma delle forze dei singoli. Da molto tempo sostengo la necessità della presenza di un astrologo qualificato all’interno dell’ufficio risorse umane delle aziende, per creare team di persone compatibili tra loro visualizzandone il tema natale al momento dell’assunzione. Per far funzionare una realtà lavorativa di gruppo a lungo termine, ogni singolo componente si deve sentire libero di esprimersi e a suo agio nel rendere visibili le proprie idee, anche esponendosi al rischio della non completa approvazione da parte degli altri. La paura di non essere approvati e  le nostre insicurezze personali, qualora condivise, possono beneficiare della ricchezza delle visioni degli altri grazie ad un ampliamento di prospettiva e ad un ridimensionamento di importanza e quindi ad un condizionamento meno incisivo.

Si parte comunque da un’ altra forma di comunicazione, forse la più importante, quella nei riguardi di noi stessi, siamo gentili o ci maltrattiamo? Quanta disistima si sente a volte verso sé stessi, c’è da sviluppare la capacità di riconoscere il valore delle nostre risorse interiori per poter riconoscere anche il valore di quelle altrui. 

E’ facile cadere nel tranello dell’autosabotaggio comunicativo interiore, è facile proiettare delle responsabilità sugli altri quando noi stessi non usiamo gentilezza verso le nostre fragilità e temiamo di mostrarci nella nostra umana crudità, in tutto il groviglio di vulnerabilità che nascondiamo così abilmente anche a noi stessi.

La paura non sia giustificazione alla rinuncia, l’aggressività verbale non diventi un attacco messo in atto come strategia di difesa. Cerchiamo di cogliere questa energia per essere obiettivi ed incanalare la forza comunicativa dei Gemelli per raccogliere quante più informazioni possiamo su noi stessi attraverso lo scambio comunicativo, imparando a partecipare ad un dialogo soprattutto se abbiamo la tendenza a non ascoltare e quindi a fare degli interminabili monologhi, magari anche incentrati sul lamento. Rendiamo fertile questo momento così frizzante per poter inserire anche una battuta leggera all’interno delle nostre giornate, ciò può rendere più leggera la giornata di qualcuno e, credetemi, a volte basta veramente poco, un sorriso è già sufficiente.

Esploriamo la nostra interiorità, ri-cor-dando come ci siamo sentiti quando qualcuno ci ha detto di no, la prima volta che un compagnetto ci ha preso in giro, al primo brutto voto per errori di scrittura, le prime volte che ci siamo cimentati in una conversazione in lingua straniera, sono per caso contesti in cui ci siamo vergognati di noi stessi? Saturno direbbe di sì e quella vergogna si è insediata in noi creando dei blocchi congelati che ad oggi non sappiamo come sciogliere e così stiamo in silenzio per paura di sentirci ancora  piccoli ed impacciati.

Che cosa ancora ci blocca nel muoverci verso gli altri? Perché proviamo a volte questo senso di solitudine ed isolamento, razionalmente incomprensibile? Il nostro cuore è rimasto a lungo in silenzio e ora desidera parlare, condividere, sentire che esistono persone capaci di ascolto gentile e trasformative rispetto alle nostre preoccupazioni per la loro semplice presenza. 

C’è un grillo saggio in ognuno di noi, tutti possiamo contribuire a migliorare lo stato d’animo di una persona anche col semplice ascolto scevro da giudizi; cerchiamo di imparare a comunicare con empatia, che non significa certo accollarsi i problemi degli altri ma sapersi mettere anche nei panni dell’altro pur senza starci perché sarebbe impossibile. Allo stesso tempo cerchiamo di valutare bene le parole che diciamo, ricordando che una parola può ferire come una lama al pari di una spada, e che certe parole rimangono impresse a fuoco come un marchio dentro di noi che neanche il tempo può riparare. Facciamo attenzione alla chiarezza ma poniamo delicatezza in modo che non si trasformi in qualcosa di troppo diretto e quindi offensivo.

Il linguaggio è una conquista dell’essere umano, è qualcosa che impariamo in tenera età ma non subito, legato all’attivazione di una facoltà di discernimento che non è spontanea ma si impara nel tempo. Una parola di troppo può creare una situazione disagevole, come pure una parola in meno, la sfida complessa dell’essere umano è quella di creare un equilibrio tra parola e ascolto, scegliendo le parole adatte in ogni situazione e sapendo quando è opportuno tacere.

Le parole fanno un effetto in bocca e un altro negli orecchi.
(Alessandro Manzoni)

Un caro abbraccio di buon Novilunio mercuriale.

Rossana

visioni astrologiche

Approfondimenti sui transiti

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Propongo oggi una riflessione ed una relativa verifica personale, l’argomento principe è il manifestarsi dei transiti nelle nostre vite.

Astra inclinant sed non necessitant“, disse Tommaso d’Aquino, la mia visione è che un transito importante può manifestarsi nella nostra quotidianità in svariate maniere: dipendentemente dal nostro grado di consapevolezza e di evoluzione possiamo scegliere se trarre un insegnamento o sentirci vittime degli eventi.

I transiti descrivono un contatto tra l’energia veicolata dal pianeta transitante e la nostra vibrazione interiore rispetto a quel pianeta; esaminando un transito importante infatti non possiamo prescindere dal rapporto che la persona ha con quello stesso pianeta nel suo tema radix. Il tipo di aspetto in transito che si va a formare descrive molto semplicemente se, rispetto all’impronta cosmica originaria che vibra nel nostro tema, siamo disposti ad integrare la sfida del transito oppure se vi opponiamo resistenza, aggrappandoci alla nostra presunta zona di comfort. Un transito ci porta ad integrare delle vibrazioni nuove, dato e considerato che l’obiettivo di tutti noi è realizzare il nostro Sole di nascita che, essendo particella spirituale incarnata, è spontaneamente portato a diventare sempre qualcosa in più, migliorandosi incessantemente. Opponendo vigorosa resistenza anche ad un transito sfidante (quadratura/opposizione) è un po’ come se volessimo rimanere bloccati dove siamo, attivando quindi la nostra parte lunare che tenderebbe a farci stazionare nelle nostre presunte e conosciute sicurezze.

Prendiamo ad esempio un transito impegnativo, Saturno  in aspetto sfidante al Sole. Si è messi a contatto con i propri limiti personali e, laddove non li si riconosce, qualcun altro esteriormente ce li mostra, come pure possono essere chiaramente visibili i limiti che ci siamo auto-imposti, assieme a tutte le auto-castrazioni personali (incarnate esteriormente in figure che risuonino con queste energie).

Può trattarsi di un momento in cui è necessario separarsi da comportamenti, persone, abitudini, ormai  superati, ma che fisicamente ed emotivamente continuiamo a portarci dietro; la tristezza che si sente è associata alla sensazione di morte interiore relativamente a queste necessarie “pulizie”.

Peraltro, laddove alberghi in noi un desiderio di disciplina in qualche campo, ad esempio fare una dieta o smettere di fumare, questo è un ottimo momento per iniziare, sebbene l’aspetto sfidante ci mostri la nostra reticenza o scoraggiamento nella costanza che un lavoro del genere richiede. La fine delle dipendenze è particolarmente cara a Saturno nella sua funzione di confine svolta nei confronti di Nettuno, e l’inizio di una dieta pure, nella sua funzione di polarità a Giove, nella limitazione di tutte le smodatezze, non ultime appunto quelle alimentari.

Ma sarà sufficiente? Come mai allora ci sembra anche che venga toccato qualcosa di antico e profondo? E’ così! Nel caso di Saturno è buona cosa andare a vedere, per coerenza (cara a Saturno) all’esempio, il primissimo passaggio di Saturno in aspetto al Sole, che può essere anche avvenuto in tenerissima età.

E qui porto la mia storia personale, introducendo anche un altro particolare significato dei transiti in generale. Al momento del trapasso di mia madre, il transito principe nel mio radix è stata la congiunzione precisa di Saturno al mio Sole di nascita; trattandosi della prima congiunzione di Saturno rispetto al Sole, ciò ha dato avvio al mio ciclo personale di relazione tra Saturno e il Sole. Qualcuno potrebbe pensare che, trattandosi del decesso della mamma, sarebbe stato naturale aspettarsi un transito rispetto alla mia Luna in Capricorno, invece si è trattato del transito del pianeta dispositore della mia Luna rispetto al Sole, pianeta dispositore della mia Venere in Leone. Sono cioè entrati in relazione i pianeti dispositori del mio quinconce radix tra Luna in Capricorno e Venere in Leone, tra le case V e cuspide di XII.

E’ importante comprendere i giochi che si svolgono tra pianeti dispositori perché ciò che i transiti descrivono spesso non è l’evento in sé ma le conseguenze energetiche di un certo evento. Nel caso personale sopracitato, mio padre da quel momento è diventato il mio unico punto di riferimento, essendo l’unico genitore che mi rimaneva; Saturno poi formò il sestile esatto al Sole quando anche mio padre trapassò. Per riassumere quindi, dietro l’evidente e subito visibile congiunzione di Saturno sul Sole radix, si nascondeva comunque l’attivazione del quinconce Luna/Venere, ma ad una prima superficiale disamina ciò non era evidente senza considerare il ruolo dei governatori. 

Ecco perché alle persone che muovono i primi passi nel territorio astrologico spiego subito di non fermarsi all’apparenza del visibile ma di imparare un po’ alla volta a “vedere oltre” l’apparenza. I transiti esprimono movimenti energetici e tempi interiori che non necessariamente sono legati al tempo fisico dell’avvenimento, ad esempio nel caso di una separazione, il transito esprimerà il momento reale della chiusura energetica interiore, e magari al momento legale della firma non notiamo transiti direttamente riconducibili o particolarmente parlanti. Si tratta quindi di avere un “occhio lungo” e un’ apertura di prospettiva.

Porto un ulteriore esempio, di cui ha scritto Erin Sullivan nel suo “The Astrology of Family Dinamycs“: dai due anni e mezzo ai quattro anni circa il Sole inizia ad irradiare la sua parte spiritualmente autentica nell’ambiente circostante,ed è proprio  a questa età che spesso appaiono le figure fraterne in famiglia e le domande esistenziali che tanto mettono in difficoltà noi genitori.

Al di là delle parole, quando una persona a quell’età comincia ad esprimere sé stessa, è importante ciò che traspare attraverso la comunicazione non verbale, direttamente e profondamente percepita come reazione dall’ambiente. Il transito di Saturno in sfida al Sole, a due anni ad esempio, può far sentire il bimbo rifiutato nella sua natura o farlo sentire responsabile di percepiti conflitti familiari, anche se non espressi liberamente davanti a lui. Oppure, posso collegare questa età al momento in cui si inizia a controllare le funzioni fisiologiche e, capitando di farsi la pipì addosso, possiamo essere stati sgridati e ci siamo vergognati. Ciò può essere accaduto anche alla scuola materna (di cui questi anni sanciscono l’inizio) da parte di una maestra, e potremmo esserci  sentiti ridicoli di fronte ai compagnetti.

Può allora venir introiettato un sentimento di auto-svalutazione che, in maniera misteriosa, ogni sfida saturnina al Sole riproporrà. E’ utile allora andare a vedere nella storia della persona cosa stava accadendo e come si sentiva nella sua vita, ogni volta che Saturno è ritornato sul Sole. I cicli di Saturno sono cicli di maturazione ma, indubbiamente, emotivamente impegnativi.

Inoltre, come precedentemente descritto, ci sono quelli che io chiamo “riecheggiamenti” nel tema natale: da un transito, ad esempio, di Saturno al Sole possono essere coinvolti altri punti importanti nella carta natale, a partire dai settori governati da Saturno e dal Sole, coinvolgendo i pianeti contenuti in tali settori e la loro posizione nel tema natale. Ho notato, ad esempio, la necessità di lavorare su dinamiche familiari, quando da questo transito è riattivato un quinconce (aspetto angolare di 150°) o uno degli angoli di uno Yod, figura geometrica triangolare formata da due quinconce ed un sestile (soprattutto il punto focale, vertice del triangolo).

Da quanto detto si evince che il discorso sui transiti è molto più ampio del semplice “Ho Saturno sul Sole, chissà cosa mi accadrà…”, la visione del transito importante va vista in modalità più ampia, partendo anche dalla situazione del pianeta nel tema natale.

Ho portato l’esempio di Saturno e Sole perché è un transito che interessa tutti più volte nella vita, ma il discorso si estende anche ad altri transiti importanti, non solo di pianeti lentissimi, un anello di sosta di Marte può essere foriero di grandi lavori personali, se interessa pianeti o punti strategici del radix.

I transiti ci coinvolgono dunque da svariate angolazioni, mettendoci in relazione a dinamiche più ampie, nell’ambito della nostra funzione all’interno del Sistema Familiare.

Rossana

Riferimenti bibliografici:

Dane Rudhyar: “Il Ciclo di Lunazione”

Stephen Arroyo: “Astrologia, karma e trasformazione”

Astrogenealogia, Luna Piena, Movimenti celesti

Plenilunio in Scorpione: s-prigionare l’Amore

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La Luna piena in Scorpione avrà luogo il 18 maggio 2019 alle 23:12, coinvolgendo l’asse Toro/Scorpione a 27°38′, tra le case V e XI.

Ancora una volta si parla della necessità di confrontarsi interiormente sia con i valori che guidano il nostro ingresso nelle relazioni e sia con le sicurezze che cerchiamo negli altri. Sole e Luna si guarderanno dritti negli occhi, invitandoci ad un’ indagine interiore onesta e scevra da giudizi. Nelle retrovie in realtà si sta muovendo il confronto tra i due pianeti dispositori di Sole e Luna, Venere (dispositrice del Sole in Toro) e Plutone (dispositore della Luna in Scorpione), Maestri dell’asse Fondo Cielo/Medio Cielo.

Tale asse, aprendo le case IV/X, ci riconduce ad esplorare i modelli di attaccamento affettivi che abbiamo mantenuto in vita per lealtà alle nostre linee genealogiche. Alcune domande atte a favorire un processo introspettivo potrebbero esserci d’aiuto in questo intenso momento energetico in cui abbiamo occasione di svoltare definitivamente, complice la congiunzione tra Venere e Urano nella IV casa del grafico di Luna Piena.

In che modo il nostro modo di amare fino ad ora è stato legato alla sofferenza? Alla menzogna o alla necessità di tradire o essere traditi? La necessità di abbandonare o essere abbandonati ha costellato le nostre relazioni? Abbiamo confuso spesso amore e possesso? Amore e controllo? Ogni volta che abbiamo dato spazio a qualcuno nella nostra vita ci siamo annullati per paura dell’abbandono, abbandonando quindi noi stessi e i nostri bisogni?

Cari affettuosi lettori, spesso nutriamo un bisogno inconscio di appartenenza perché l’Essere Umano nasce essenzialmente per sentirsi parte di qualcosa, tuttavia antiche memorie genealogiche legate alla solitudine o al senso di isolamento sociale possono agire in noi co-creando con gli altri relazioni che portano a rivivere proprio ciò che ancestralmente abbiamo scelto di trasformare.

Come sapete, amo trasmettere la possibilità di agire in nome di una profonda trasmutazione esperienziale nelle nostre vite, in modo da riconoscere in noi i potenziali per poter scegliere in totale libertà la vita che desideriamo vivere, senza ripetere copioni in fotocopia e sterili riproposizioni del passato familiare.

Qual è la chiave? La consapevolezza e il potere dell’intenzione di volersi liberare dai pesi e fardelli, per poter viaggiare in leggerezza, proprio come una mongolfiera. Quando ci prepariamo per un viaggio cerchiamo di portare in valigia l’essenziale per i giorni lontano da casa, così la nostra vita può essere un viaggio il cui obiettivo è alleggerirsi il più possibile. Comprendiamo che si può attuare una rivoluzione nei valori che guidano le nostre relazioni spostando il focus per quanto riguarda gli obiettivi

A volte basta una parola di troppo e ci sentiamo immediatamente toccati interiormente, offesi dalle nostre stesse proiezioni attraverso cui filtriamo la nostra percezione dell’altro. Le relazioni smuovono territori interiori delicati e soggettivi, prova ne sia che ci si sente a proprio agio con alcune persone e non con altre; noi spesso descriviamo tutto ciò con frasi tipo “a pelle quella persona mi piace molto” o viceversa se sentiamo un’immediata avversione per qualcuno. Il luogo comune “la prima impressione è quella che conta” può essere invece molto fuorviante perché la prima impressione smuove l’istintualità viscerale, non si relaziona ad una ponderata conoscenza dell’altro e di noi stessi attraverso quella particolare relazione.

Per poter addivenire alla creazione di relazioni più libere, basate su un’affinità elettiva, bisogna innanzitutto lavorare per strutturare una miglior relazione con noi stessi, nell’accoglienza di tutte le parti che sentiamo manifestarsi in noi, anche quelle meno edificanti ma che ci descrivono molto su come siamo davvero e quindi ci s-velano con quali occhiali stiamo guardando il mondo.

E come quando liberiamo l’armadio dai vestiti ancora buoni ma che non indossiamo più, così possiamo fare spazio interiormente scegliendo di lasciar andare tutti i sentimenti, atteggiamenti, proiezioni automatiche che hanno fatto parte del nostro vissuto, con una funzionalità che ora si è conclusa. Prendere coscienza che qualsiasi frammento di vita ha avuto una precisa funzione per noi è la prima necessità per rendersi responsabili anche nel liberare un bagaglio interiore che ci pesa.

Non ci sono errori in ciò che viviamo e renderci consapevoli anche del fatto che abbiamo trattenuto a lungo una sofferenza, vivendo tanta solitudine per paura di esporci nelle nostre vulnerabilità può essere il trampolino di lancio per il cambiamento. Chiediamoci con tutta onestà a cosa ci sono state funzionali alcune emozioni di risentimento, ad esempio, che irretiscono ed imprigionano creando lacci energetici con l’altra persona al posto che liberare. 

Questa è la Luna che può portarci ad attraversare con consapevolezza il nostro vissuto relazionale, a partire dalla relazione con gli Archetipi genitoriali. Possiamo rapidamente ripercorrere le tappe delle relazioni importanti trovando un fil rouge comune, e scegliere consapevolmente di trasformare queste energie, liberando il nostro potenziale di amare dalla prigionia in cui lo abbiamo ibernato.

Lasciamo andare definitivamente le mancate aspettative verso i genitori, e così ci liberiamo dal sentirci in credito nei confronti degli altri per ciò che apparentemente non abbiamo ricevuto, quando invece abbiamo ricevuto perfettamente ciò che la nostra anima necessitava. Cerchiamo di armonizzare mente e cuore per perseguire relazioni gratificanti nel qui e ora, senza bisogno di imprigionarci in stereotipi su quello che una relazione dovrebbe o non dovrebbe essere.

E non cercando protezione la troveremo spontaneamente in noi stessi e la manifesteremo esteriormente in relazioni che ci faranno sentire al sicuro, proprio perché avremo lasciato andare il bisogno di sicurezza. Secondo le Leggi che regolano il funzionamento dell’Universo infatti quando diventiamo ostinati e testardi carichiamo ciò che desideriamo di aspettative e ci attacchiamo al risultato, vedendo solo alcune vie di realizzazione dalla nostra prospettiva limitata. E’ il caso che si crea ogni volta che ci fissiamo nei confronti di una persona che “pensiamo” debba comportarsi nel modo che secondo noi è giusto o che possa cambiare secondo ciò che noi, come bambini capricciosi davanti un negozio di giocattoli, vorremmo. 

Quando accettiamo di liberarci dalle aspettative, e accogliamo la possibilità di fluire con l’energia del momento avendo consapevolezza che qualsiasi cosa si crei è un bene per noi e per la nostra evoluzione, comprendiamo anche che il tempo di maturazione degli eventi è fondamentale e che l’obiettivo non è quello di cambiare l’altro ma di s-cambiare con l’altro.

Come dice la parola stessa, lo s-cambio può avvenire solo rinunciando a voler cambiare l’altro.

C’è una bella differenza di energia, ci stiamo allora dirigendo verso un modo di amare libero perché adulto, finché ci sentiamo in credito di amore perché congelati ad una fase infantile irrisolta questo passaggio non può avvenire perché ci avvicineremo all’altro in modo manipolativo per ottenere quello che vogliamo, senza considerare i bisogni dell’altra persona.

Che cosa può sentire una persona ancora ferma a quella fase? Può sentirsi in diritto di avere ciò che sente esserle mancato e responsabilizzare l’altro di non esaudire le aspettative. O, dall’altra parte della medaglia, può sentire un tale senso di immeritatezza da temere di avvicinarsi agli altri per paura del rifiuto, co-creandolo. 

Questo è un tempo di crescita e trasformazione consapevole, un tempo di grande risveglio e alcuni nodi relazionali antichi possono venire al pettine. E’ un tempo in cui portare consapevolezza al fatto che trasformando ed elevando la propria Coscienza individuale liberandosi dagli irretimenti familiari possiamo davvero co-creare un nuovo paradigma sociale, maturo e consapevole, il famoso e agognato Mondo Migliore che tutti desideriamo preparare per i nostri figli e per le generazioni a venire. 

Una trasformazione consapevole per l’Albero genealogico che attraverso di noi può nutrirsi di linfa rinnovata dal fiorire di nuovi rami di luce e consapevolezza. Il passaggio è misterioso e avviene all’interno di noi stessi, Plutone dispone di questa Luna e le trasform-azioni catalizzate dal potere dell’intenzione sono radicali e profonde, smuovendo tanto della nostra interiorità. E’ un ottimo momento per lavorare attraverso una Costellazione Familiare e sono grata in questa vita di poter disporre di così tanti strumenti di crescita e consapevolezza.

Questa Luna Piena interesserà tutti noi ma in modo particolarmente sentito soprattutto le persone che hanno il Sole, l’Ascendente o altri pianeti agli ultimi gradi dei segni fissi (Toro/Leone/Scorpione/Aquario).

Auguro a tutti noi un felice alleggerimento attraverso un processo di liberazione, un vero e proprio decluttering interiore.

Un grandissimo, grato abbraccio

Rossana

emozioni, visioni astrologiche

Plutone e il decesso: una scelta di rinascita

Farfalla, Natura, Insetto, Ala, Estate

Qualche giorno fa, grazie anche all’attuale transito di Plutone in trigono al mio Sole di nascita (già plutonianizzato da una congiunzione radix con Plutone stesso), mi trovavo a portare attenzione interiore alle dinamiche che caratterizzano il decesso. Ho allora iniziato un’indagine sul momento del decesso della mia mamma, avvenuto in giovane età a 45 anni e, come ho scritto in un recentissimo post, desidero condividere con voi le consapevolezze tratte da questa delicata e personale ricerca, per essere utile a qualcuno e proporre una visione alternativa delle cose.

Innanzitutto, come il tema natale rappresenta l’istantanea del Cielo al momento del nostro primo respiro autonomo, così pure il tema del decesso rappresenta l’istantanea del Cielo al momento del nostro ultimo respiro. In buona sostanza sono i due momenti fondamentali che scandiscono il Viaggio dell’incarnazione: l’arrivo e la partenza. E, se il tema natale o radix rappresenta l’inizio del Viaggio, il tema del decesso ne rappresenta la fine, anche se in realtà lo potremmo anche considerare come il portale d’ingresso ad una nuova nascita, nelle dimensioni dello spirito

Entrambi i momenti rappresentano scelte di percorso dell’anima, anche il momento del decesso è infatti una scelta ben precisa di un’anima che ritorna a Casa perché sa che ciò che può apprendere attraverso quel veicolo fisico si è esaurito. Nella nostra cultura il decesso è visto e celebrato come qualcosa di doloroso perché associato alla perdita che vivono i familiari e perché l’Inconscio Collettivo occidentale ha memorizzato il decesso come la fine di tutte le cose

Io stessa, avendo vissuto il lutto per la perdita dei miei genitori ad un’età giovanilissima, non ero assolutamente pronta a vivere e cavarmela da sola e, inconsapevolmente, avrei voluto seguirli nutrendo contemporaneamente nel mio cuore ambivalenti sentimenti di stizza per la loro partenza, che al tempo vissi come un rinnovato abbandono. Per molti anni sono rimasta agganciata a questo dolore come unica forma di contatto tra me, figlia incarnata, e loro, amati genitori trapassati. Ero costantemente rivolta a loro e contemporaneamente reprimevo il mio amore per non sentirne la mancanza fisica, mi sentivo vittima di un fato avverso e, da quella prospettiva, non riuscivo a creare relazioni armoniose nel mondo degli Esseri Umani: faccio questa premessa perché l’elaborazione di questi lutti ha preso molti anni della mia vita e la conoscenza con questa sensazione di morte interiore è stata la base di cocreazione con altre persone di relazioni dolorose, seguite da altrettanto dolorose morti relazionali.

Erano infatti relazioni basate sul dolore e sull’inconscia volontà di morte interiore come memoria di appartenenza alla famiglia; ciò aveva anche creato in me la convinzione che le relazioni nel mondo degli uomini dovessero essere destinate a morte certa e il solo pensiero di espormi nuovamente a cotanta sofferenza mi ha portato a circondare la mia Luna in Capricorno di mura ben resistenti, ma si sa che prima o dopo i muri crollano.

Tornando quindi al discorso astrologico, potremmo leggere il tema del decesso come un qualunque tema di transito e sovrapporlo al tema radix del deceduto per scoprire cosa ha rappresentato l’uscita dal corpo fisico per questa persona. Altresì, ad esempio per un figlio, andare a confrontarsi col tema del decesso del genitore significa esaminare l’esperienza che quel momento ha rappresentato per lui a livello di evoluzione, considerando il tema del decesso come l’istantanea del transito di quel preciso momento.

Che cosa impariamo dal decesso di un nostro caro? 

Tanto più precocemente veniamo esposti durante l’incarnazione alla perdita determinata da un decesso, fosse anche quello del nostro animaletto domestico del cuore, oppure quella di un nonno o di un genitore, tanto più è importante per quell’anima il lavoro sull’attaccamento e sull’imparare a lasciar andare.

Ho studiato a fondo il tema natale della mia mamma, sia il radix che il tema di decesso. Il transito che per me è stato più forte da osservare rispetto al momento della sua dipartita era la perfetta congiunzione di Plutone alla sua Luna radix in Bilancia e al suo Fondo Cielo.

A mia volta, anch’io, proprio all’età del decesso di mia madre, a 45 anni, ho vissuto il transito di Plutone in congiunzione alla mia Luna radix, a 5° del Capricorno, ed è stata l’occasione per me di avviare un profondo lavoro interiore di consapevolezza, trasformazione ed elaborazione definitiva degli antichi lutti

La Psicogenealogia ci rimanda agli studi onorevoli di Anne Ancelin Schutzenberger (sull’onda di quelli di Josephine Hilgard) sulla Sindrome di Anniversario, cioè di quelle misteriose ripetizioni di avvenimenti o decessi che si ripetono alle medesime età rispetto ai nostri Predecessori portando agli stessi fotocopiati esiti, riferite a lutti non elaborati all’interno della memoria sistemica. 

Sento che non è completamente così e l’ho sperimentato personalmente. Nella mia esperienza di vita ho vissuto il medesimo transito di Plutone (in questo articolo mi sono concentrata su questo aspetto) in congiunzione alla Luna che mia madre aveva vissuto come portale del decesso e anche alla medesima età. Ho vissuto una morte e rigenerazione interiore, scegliendo di rimanere nella fisicità e sentendomi smarrita tra le Ombre che emergevano, temendo di non riuscire a superare quella dolorosa ma necessaria purificazione.

Da questa angolazione è più che possibile e auspicabile liberarsi dal meccanismo delle Sindromi di Anniversario, se entriamo nella consapevolezza che non viviamo un destino ineluttabile di ripetizione fotocopiata rispetto ai nostri Antenati. Attraverso questa consapevolezza è possibile liberarsi dagli irretimenti del passato familiare e dalle inconsapevoli ripetizioni, condite da proiezioni di responsabilità rispetto agli Antenati.

La morte interiore veicolata dal transito di Plutone sulla mia Luna radix ha rappresentato il portale di apertura ad una nuova vita al pari di come il medesimo transito era stato scelto dalla mia mamma per iniziare una nuova vita sul piano invisibile.

Non vi è alcuna differenza, sono scelte determinate dal Libero Arbitrio d’anima di cui ogni Essere Umano dispone e per cui assolutamente da rispettare. Si può morire e rinascere più volte sul piano fisico senza necessità di lasciare il corpo fisico, farlo è per l’appunto una scelta al pari di quella di rimanere. Io ho scelto di rimanere, mamma ha scelto di tornare a Casa e papà l’ha seguita pochissimi anni dopo; entrambi con la loro dipartita mi hanno lasciata libera di portare avanti ciò che avevo deciso a livello di anima e sento che parte integrante del mio compito terreno è aiutare le persone a destrutturare a livello individuale il vittimismo che deriva dall’essere nati in una famiglia piuttosto che in un’altra. 

Solo comprendendo che ognuno di noi può rendersi responsabile rispetto alla propria vita e solo rispetto a quella, possiamo un po’ alla volta sganciare gli insani attaccamenti attraverso cui ci si sacrifica per gli altri e in tal modo si evita di vivere appieno e consapevolmente. Finte disistime, inadeguatezze per le quali si responsabilizza la famiglia d’origine, i genitori in primis, possono lasciare spazio al desiderio di miglioramento personale costante e della piena realizzazione di sé, in onore alla vita che gli Antenati stessi ci hanno tramandato.

C’è la possibilità di ribaltare il concetto di Lealtà, onorando gli Antenati attraverso il lavoro su noi stessi per fare della nostra vita un successo quotidiano.

Cerco quindi di accompagnare le persone a uscire dall’impotenza e dal vittimismo che agganciano, costringono e non consentono di raggiungere la libertà personale. E alla fine, in ultima istanza, mi sento un anello di trasmutazione sociale perché se ognuno diventa individualmente un anello trasformatore delle dinamiche del proprio Albero Genealogico, lavorando nel profondo per non stazionare nella ripetizione pedissequa di antichi schemi, allora si potrà creare davvero un paradigma sociale nuovo.

Perché il Collettivo è formato di tante individualità ed è a partire dall’elevazione delle Coscienze individuali che può nascere un Collettivo rinnovato.

Un abbraccio

Rossana

 

Astrogenealogia, Luna, Movimenti celesti

Luna Nuova in Toro: il radicamento delle nuove sicurezze

La Luna Nuova di questo mese si formerà il giorno 5 maggio 2019 alle 0:45, a 14°10′ del segno del Toro, attivando l’asse astrogenealogico patrimoniale Toro/Scorpione. Saturno troneggia nel ruolo di Pianeta dispositore dell’Ascendente del tema di Luna Nuova (vedi grafico), l’asse relazionale si trova tra Capricorno e Cancro. La Luna quindi è Signora del Discendente, portale d’ingresso alla VII casa e al tema della relazione.

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Uno dei più grandi dilemmi dell’Essere Umano risiede nella ricerca di sicurezza, tutti abbiamo necessità di avere un punto fermo, almeno in un settore della nostra vita.

Da dove origina il bisogno di sicurezza?

Per i nostri Antenati i bisogni primari di sopravvivenza erano nell’occhio del ciclone tutti i giorni: dormire, mangiare, per noi sono ormai divenuti automatismi eppure poche volte ci soffermiamo sulla Gratitudine per il fatto di disporre di così tante opportunità. Nel momento in cui la caldaia si rompe o la lavatrice ci abbandona ci rendiamo conto di quanto è meraviglioso il comfort che possiamo utilizzare. Dentro di noi, tuttavia, si muovono le memorie che, viaggiando transgenerazionalmente  (in maniera tacita tra le generazioni), insinuano in noi la paura della perdita, e ci attacchiamo con le unghie e con i denti a ciò che possediamo, spesso identificandoci con esso.

Ci valutiamo allora per il nostro avere e non per il nostro essere, questo è un grande tranello del nostro tempo

Quando scegliamo una vita in cui lavorare la questione profonda dell’attaccamento, significa che faremo un lavoro trasform-attivo che coinvolgerà l’intero Sistema familiare. Potremmo allora nascere in una famiglia dove nell’immediato non siamo allattati in modo adeguato e ciò rievoca in noi le memorie di fame, sia materialmente intesa come assenza o carenza di cibo sostanzioso, sia di fame emotiva nel sentirsi trascurati ed abbandonati proprio nel momento in cui avevamo bisogno.

Ciò che viviamo in una fase precoce della nostra esistenza rimane segnato profondamente nelle nostre memorie cellulari, pronto a risvegliarsi al momento opportuno, quando età e strumenti a disposizione sono adatti alla trasformazione di questo importante ed inconscio ricordo.

Gli eventi della nostra vita si snodano allora in modo tale da condurci al nostro nodo gordiano, nodo da noi scelto in tempi remotamente anteriori e nascosto nei recessi della nostra cantina interiore, un’Ombra che risorge improvvisamente, un mostro che non ci aspettavamo di dover affrontare perché inconsapevoli di averlo chiuso a doppia mandata nell’armadio. 

Potremmo trovarci nella situazione in cui perdiamo contemporaneamente sia il lavoro che una relazione importante, e ci ritroviamo ad essere piccoli, indifesi e smarriti.

Urge allora un moto introspettivo, veniamo infatti bruscamente rispediti a noi stessi:

Quali sono le motivazioni reali che mi hanno spinto ad entrare in questa relazione? Reale interesse per l’altra persona o mera ricerca di accudimento e conforto per la paura della solitudine? Curiosità infantile o reale desiderio di conoscere e partecipare alla vita dell’Altro? Genuino interesse o finto compiacimento per paura di perdere l’altra persona e sprofondare nel buco nero della solitudine?

E anche per quanto riguarda il lavoro i quesiti interiori non mancano:

Mi sentivo soddisfatto facendo questo lavoro oppure lavoravo 10 ore al giorno elemosinando attenzione? Ci tenevo davvero a quella promozione oppure dovevo dimostrare al capo (genitore) quanto ero migliore del mio collega (fratello)? In che modo la mia presenza sul luogo di lavoro mi arricchiva interiormente? Forse che per sopravvivere dovevo indossare una maschera con cui mi ero eccessivamente identificato dimenticando chi sono davvero?

Il Novilunio in Toro avviene nella IV casa del grafico astrologico dedicato a questo momento, nel territorio più profondo del Tema quindi, dove ci riconnettiamo alle memorie della linea genealogica paterna, alle memorie della razza, del passato della nostra stirpe, dove le prime memorie affettive della nostra genealogia confluiscono in noi attraverso i primi momenti in cui abbiamo preso contatto col mondo del nutrimento, dove prestiamo lealtà a dei modelli familiari che ci garantiscono un senso di appartenenza al Sistema. Anche da adulti sentiamo spesso minacciata la nostra sicurezza, seppure essa sia fittizia e illusoria, come ci insegna il recente approdo di Urano nel segno del Toro, dove si tratterrà fino al 2026.

Il quinconce (150°) perfetto tra Marte in Gemelli e Plutone in Capricorno ci ricorda come quelle prime insicure memorie abbiano poi trovato convalida nel metodo educativo scolastico e nel nostro vissuto educativo e sociale di appartenenza, col risultato di rendere più radicate le nostre paure. E quando la paura impera, l’esplorazione spaventa e la chiusura nei propri (illusoriamente) rassicuranti confini sembra la soluzione più istintiva e sicura; il coraggio di Marte a poco serve senza quella vulcanica spinta interiore di determinazione consapevole veicolata da Plutone (e non a caso i due pianeti governano assieme i segni dell’Ariete e dello Scorpione, segni che tra di loro distano 150°formando un quinconce naturale).

Da questo punto di vista come possiamo allora rapportarci all’Altro, che necessariamente apporterebbe elementi nuovi ed imprevedibili al nostro sistema di valori, senza temerlo come un potenziale nemico?

Ecco il paradosso, la ricerca della relazione come bisogno di sopravvivenza per alienarsi dal senso di solitudine interiore versus la battaglia nei confronti del diverso che necessariamente ci metterebbe in condizione di doverci aprire in una maniera alternativa

Nella vita affettiva come nel lavoro tutto ciò che si crea è legato ai nostri vissuti familiari, anche se noi tendiamo a considerare la nostra vita a compartimenti stagni; in realtà viviamo un’unica versione di noi stessi in molti contesti, questa è la mia visione. La paura della perdita porta al trattenere al posto che allo sviluppo della capacità di fluire con il naturale divenire delle cose, siamo nel territorio dei segni fissi Toro/Scorpione. E tanto più abbiamo paura di perdere, tanto più ci attacchiamo a quel che abbiamo e spesso abbiamo bisogno di un transito privativo di Saturno che, togliendoci ciò in cui ci siamo totalmente identificati a livello materiale o affettivo, ci mette nella condizione di ricominciare da zero, revisionando necessariamente il nostro sistema di valori.

Quante volte infatti abbiamo pronunciato la frase

Ormai non ho nulla da perdere

In extremis risorgiamo dalle ceneri profondamente trasformati dopo che veniamo denudati di tutto, ma bisogna necessariamente arrivare a questo? Io ci sono passata, Saturno sapeva che la mia Luna in Capricorno avrebbe imparato a chiedere aiuto solo in un momento di prostrazione; è vero infatti che quando ci sentiamo trascurati in una fase precoce della nostra vita, la soluzione immediata è sopprimere i nostri bisogni imparando a non sentirli e tanto meno ad esprimere qualcosa che non sentiamo più, nell’illusorietà di una finta indipendenza che si nutre di tanta vulnerabilità nascosta e profonda insicurezza.

Eppure da quel momento in poi la mia vita ha preso una piega meravigliosa e totalmente inaspettata, proprio quando avevo affidato la mia vita a Qualcosa di più alto affinché io sia guidata non al recupero e al trattenimento di ciò che avevo perso, ma all’apertura a ricevere sostegno e ad imparare la lezione di umiltà che si nascondeva dietro a questa prova.

Questa Luna Nuova nel segno del Toro coinvolgerà in maniera più intensa le persone che hanno Pianeti o l’Ascendente a 14° circa di Toro, Scorpione, Leone, Aquario. Possono emergere alla luce antiche tematiche relative a come abbiamo vissuto le relazioni e all’esplorazione dei nostri meccanismi interiori che si attivano quando viviamo i distacchi; per le persone separate/divorziate forse è rimasto ancora qualcosa di interiormente non definito con sé stessi, questa è l’occasione per chiudere alcuni sipari.

La consapevolezza di questo momento riguardo al nostro sistema di valori e a quello che per noi rappresenta la sicurezza risulta fondamentale per poter fare quel balzo quantico trasformativo di elevazione della Coscienza in cui fidarsi delle proprie risorse interiori come fonte di rassicurazione interiore che nessuno può mettere a repentaglio. Si apre allora un paradigma relazionale completamente diverso dove la relazione può essere solo un arricchimento di qualcosa che già è ben radicato in noi, l’Amore di sé, unico presupposto per poter alimentare anche l’Amore per un’ altra persona.

Lungi dall’aspettarsi dagli altri nutrimento, conforto e rassicurazione, arrabbiandoci profondamente se questi bisogni rimangono inascoltati, impariamo allora a vedere l’apporto dell’altro come un’occasione di crescita per entrambi. Eccoci allora per la prima volta alle prese con un nuovo modo di entrare in relazione, sano e privo di aspettative o di incantesimi di breve durata, ma solo dopo aver sviluppato la capacità di nutrire noi stessi stimandoci e amandoci proprio per quello che siamo in questo momento e nulla più, senza sentirci in credito nei confronti della Vita stessa che ci ha messo davanti esattamente a ciò di cui avevamo bisogno per le nostre scelte di evoluzione.

Facciamo attenzione a fare un passaggio equilibrato e ad auto-osservarci: potremmo infatti in una prima fase, una volta compreso che siamo stati dipendenti dagli altri, proporci in modo eccessivamente e fittiziamente indipendente o arrogante per paura che vengano svelati i nostri lati deboli. Ciò equivale comunque ad indossare una nuova maschera, nuova ma pur sempre una maschera che ci allontana dal nostro centro.

E’ proprio una Luna adatta a seminare una nuova consapevolezza interiore, una centratura ed una capacità di nutrirsi di valori sani senza temere nulla da chi entra nel nostro mondo relazionale. E’ una Luna adatta a sentire di poter trasformare la propria vita affettiva e passare da una paurosa e limitante solitudine al darsi la possibilità di amare di nuovo senza temere di esporre all’altra persona anche i propri timori e le proprie vulnerabilità.

La Stella Sirio brilla nella VII casa nel grafico di Novilunio, proprio in congiunzione applicante al Nodo evolutivo Nord; ed è a partire dal viaggio di consapevolezza che Saturno e Plutone ci faranno fare attraverso lo spazio/tempo passato che potremo elaborare ancora un ulteriore maturo distacco dalle dinamiche familiari di privazione e sofferenza che ci hanno trattenuto in forme di lealtà familiare inconscia funzionali al mantenimento dello status quo.

E’ il momento di apertura a forme di Amore diverse e più evolute, lo auguro davvero a tutti con un grande abbraccio ❤

Rossana

Astrogenealogia, Luna Piena, Movimenti celesti

Luna Piena in Bilancia: l’abbandono delle aspettative

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La Luna piena in Bilancia avrà luogo il 19 aprile 2019 alle 13:13, coinvolgendo l’asse Ariete/Bilancia a 29°, proprio a ridosso del meridiano Fondo Cielo/Medio Cielo.

Per la seconda volta assistiamo al Plenilunio in Bilancia e veniamo rimessi a confronto con i temi inerenti la relazione, in particolar modo con gli irretimenti e le lealtà ai modelli sistemici di relazione e con la necessità di lasciarli andare ad un livello profondissimo.

La fine di una relazione sulla carta non ne decreta certamente la fine energetica, ci meravigliamo molto a volte di come riproponiamo in fotocopia alcuni modelli di relazione e non riusciamo ad uscire vittoriosi dagli insistenti quesiti interiori che eruttano dalle profondità delle viscere raggiungendo la nostra limitata mente.

Attraiamo lungo il nostro percorso le persone che, incrociando il cammino con il nostro (che sia per breve o lungo periodo), ci aiutano a salire i gradini della nostra evoluzione. Sebbene le facce cambino, non possono cambiare le dinamiche che emergono finché non riusciamo a vederle con la consapevolezza del cuore. In una Costellazione familiare è possibile portare luce ai modelli relazionali che hanno contraddistinto le coppie delle nostre linee genealogiche, e rendersi conto che spesse volte abbiamo prestato la nostra lealtà a pattern sistemici dolorosi.

Parlo di relazioni ad ampio raggio ma, a causa del maggior coinvolgimento emotivo, le relazioni di coppia sono il terreno più fertile all’emersione dei nodi irrisolti reciproci. Per i nostri Antenati la coppia rappresentava la sicurezza e, per lealtà familiare, potremmo aver co-creato relazioni che ci donavano sicurezza ma non amore, oppure amore ma impossibilità di strutturazione comune.

Ancora oggi potremmo chiederci in quale misura dentro di noi si agita il terrore della solitudine e la paura di non farcela contando unicamente sulle proprie risorse. 

La coppia può essere stata un canale attraverso cui sperimentare delle ambivalenze importanti tra la volontà di costruzione e la contemporanea necessità di libertà personale. In maniera frustrante potremmo, a causa dell’agito di questa antica memoria, aver vissuto il dolore di annullare noi stessi per preservare una relazione o l’istinto al violento distacco per difendere il nostro spazio. Ciò avviene se dentro di noi sentiamo che non abbiamo diritto ad uno spazio o meglio che il nostro spazio è di proprietà dell’altra persona, che detiene (per nostra libera concessione) il potere di darci o toglierci libertà. 

Antiche memorie di prigionia (non solo interiore ma anche fisica) determinate anche dal desiderio di protezione da parte dell’altro, possono aver contribuito al crearsi di una convinzione per cui l’amore è limitazione o gabbia.

E da una gabbia chi non vorrebbe uscire? In una gabbia chi vorrebbe entrare?

Grandi ideali, grandi aspettative e sogni sono stati nel passato la compensazione ideale a rapporti in realtà limitanti e, come un carcerato sogna prati verdi dove correre in libertà con la fantasia, anche noi, in preda a relazioni imprigionanti ci siamo avventurati a sognare migliori lidi relazionali. E quante volte sento questa frase: “Se lui/lei fosse cambiato, se fosse diverso…“.

Anch’ io sono stata parte della folta schiera di persone che hanno sperato nella comprensione e nel cambiamento di qualcun altro, finché mi sono resa conto che ero molto arrogante nel desiderare ciò, e che l’unica cosa che potevo fare era volgere gli occhi all’interno di me stessa iniziando dal mio personale percorso di rinnovamento e trasformazione.

Ho avuto bisogno di essere invisibile agli occhi degli altri per riuscire a vedere me stessa da sola, ogni persona che mi ha abbandonata mi ha rispedito a me stessa. Ho vissuto l’abbandono in varie forme e sotto tantissime sfumature ed era una palestra funzionale affinché oggi  io possa comprendere con tutta me stessa le persone che si sentono abbandonate e vivono dei vuoti incredibili; qualcuno mi disse “è il lavoro di una vita” e forse di più vite, io porto nel mio cuore questa particolare vulnerabilità, sensibilità che mi avvicina empaticamente al mio prossimo e che personalmente mi fa visita tutti i giorni.

Un ricordo, un pensiero, una frase di un certo tipo, una parola impropria, una mancata telefonata ci riporta spesso al centro della nostra particolare fragilità di piccoli Esseri Umani che desiderano Amore senza sapere mai bene cosa sia. Per realizzarci come persone libere non possiamo fuggire dalle nostre paure o dalle nostre piccole imperfezioni indossando una maschera di finta indipendenza, di finta autosufficienza di uomini o donne che “non devono chiedere mai” (credo fossero le parole della pubblicità di un profumo da uomo).

Sapete cosa ho imparato? Ci vuole il coraggio di vedere fino in fondo la realtà delle cose per come si presenta, senza indulgere in idealizzazioni, illusioni o aspettative; siamo tutti piccoli di fronte alle sfide della vita e contemporaneamente siamo tutti estremamente  capaci di affrontare qualsiasi percorso e diventare sempre più forti proprio attraverso le prove che come indomiti guerrieri abbiamo affrontato.

E’ ciò che si chiama resilienza.

E’ anche la saggia capacità che deriva dall’esperienza di vedere e riconoscere con umiltà i nostri limiti senza bisogno di fustigarci, ma anche senza il bisogno di mostrarci diversi per dimostrare che siamo indistruttibili. 

Mercurio, appena entrato in Ariete dopo i mesi dell’anello di sosta in Pesci, ci invita a non temere di crescere e diventare adulti. Anche un adulto sente delle fragilità, ha delle ferite di battaglia che, lungi dall’ indebolirlo, ne hanno plasmato la forza. Forse che a volte ci nascondiamo dietro il bisogno di una relazione perché sentendoci dipendenti da qualcun altro abbiamo l’alibi per trattenerci in una comfort zone infantile

Cari Amici, siamo alla resa dei conti, tutto deve essere visto in tutto e con tutto proprio come si dice durante le Costellazioni. E’ il tempo di ringraziare, di essere fieri anche delle nostre battaglie perse perché, come diceva mio padre, “una battaglia persa non è la guerra persa”. Non possiamo più nascondere la nostra polvere interiore sotto il tappeto, sebbene forse basta ancora un’ultima coraggiosa spazzatina agli angoli più nascosti della nostra interiorità. Venere a fine Pesci chiude un ciclo di relazioni, tutti i modelli di sofferenza e sacrificio possono essere risanati una volte per tutte per aprirsi consapevolmente alla felicità e soddisfazione che tutti meritiamo.

Essere gli apripista genealogici di un modello di relazione soddisfacente si può, portando gli Antenati dietro di noi, con noi, esultanti per i nostri successi, onorando la vita che ci hanno preziosamente donato.

Vi abbraccio forte, come sempre grata a voi che dedicate attenzione alla lettura di queste righe, attraverso cui il mio cuore desidera comunicare con il vostro.

Un abbraccio e un augurio di buona rinascita, Pasqua è alle porte.

Rossana Strika