Astrogenealogia, Luna Piena, modelli astrogenealogici, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Luna piena in Aquario: la nutriente insicurezza

Luna piena in Aquario: la nutriente insicurezza

La Luna piena in Aquario avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 17:59 del 3 agosto 2020, ai 11°45′ sull’Asse Aquario/Leone, coinvolgendo le case 2/8. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Sagittario e Gemelli, l’Ascendente cade a 29°54′ del Sagittario, Giove rappresenta il pianeta dispositore del grafico.  Il Plenilunio si inserisce all’interno del movimento in zona d’ombra di retrogradazione di Marte, ormai giunto a 19° dell’Ariete. Ed è proprio a partire da questo momento che, durante il mese, Marte si scontrerà con Giove, Plutone e Saturno in Capricorno, passandoli in rassegna ad uno ad uno. Sono scontri che attraverseranno altre due fasi, durante il movimento di retrogradazione di Marte e la ripresa del moto diretto, anche se solo Plutone avrà l’onore di confrontarsi con Marte sempre dall’Ariete. Giove e Saturno infatti si riscontreranno al moto diretto di Marte quando saranno già in Aquario e Marte sarà in Toro. Questa calorosa atmosfera ci accompagnerà dunque nella fase autunnale, il mese di agosto rappresenta l’avvio.

Si tratta di un Cielo altamente dinamico, in particolare per quanto riguarda la configurazione che l’opposizione Solilunare forma con Urano in Toro e casa IV (T-Square o Quadrato a T). Urano è il pianeta dispositore della Luna e della casa 2, mentre Venere, Signora di Urano, si appresta a completare l’anello di sosta in Gemelli, in un confronto diretto con Saturno ed una congiunzione al Nodo evolutivo.

Intanto un baldanzoso Mercurio in Cancro, disposto dalla originale Luna aquariana, si permette di sfidare dalla casa VII e come suo pianeta dispositore, tutti i big in Capricorno, alleandosi con Nettuno.

“Ragazzi, le cose devono cambiare”, sembra dire loro.

Abbiamo bisogno di una comunicazione più autentica, alleata con l’ascolto interiore dei nostri bisogni ma anche con l’imprescindibile sviluppo dell’empatia, il sapersi mettere nei panni degli altri. E per evolvere dobbiamo mettere da parte le congetture e le idealizzazioni che possono creare fraintendimento e fidarci del nostro cuore e di ciò che sentiamo.

Possiamo anche esplorare la possibilità di prenderci delle responsabilità diverse, ponendoci le giuste domande.

Quale bisogno muove il mio avvicinarmi alle persone? Quale parte di me utilizza la frustrazione di un bisogno insoddisfatto come meccanismo di difesa?In che modo l’illusione e la delusione rappresentano per me un alibi per non mettermi in gioco davvero?Come posso tagliare il cordone ombelicale dei bisogni condizionati dalla famiglia?

Quanti interrogativi, direte voi. Il Cielo in questo momento spinge l’acceleratore sul bisogno di autenticità e di far luce sulle ombre che per noi hanno avuto un ruolo difensivo automatico.

Paradossalmente a volte ci lamentiamo del fatto che viviamo alcune situazioni in fotocopia ma non ci rendiamo conto di quanto siamo noi stessi ad innescarne la miccia, tanto per utilizzare una comunicazione marziale. Siamo immersi nei nostri incantesimi personali e nelle nostre profezie autorealizzanti.

Ora il Cielo dice basta! 

Basta con le tortuosità, è Tempo di estrema semplificazione. E di tagliare il cordone ombelicale con ciò che non ha più motivo di rappresentare l’autenticità dell’Essere profondo. Liberiamo tutte le catene, i limiti autoimposti, prendendocene totale responsabilità perché finché continuiamo con attribuzioni esterne nessuna “guarigione” avviene.

In realtà la parola guarigione mi si relaziona con la malattia e nessuno di noi è malato, ma possiamo tutti avere delle fragilità, delle vulnerabilità e bisogno di un risanamento interiore, una bonifica.

Finché ci muoviamo a partire dal senso di cuore spezzato o di bisogno insoddisfatto, cerchiamo negli altri consolazione e panacea, quell’unguento risanatore che magicamente cancelli ciò che in passato ci ha tanto ferito. Ma ciò attrae solo altra mancanza, e quando abbiamo nel cuore delle ferite possiamo solo accettarle come parte del nostro percorso. Rimangono delle cicatrici e sarà nostra cura amarci a tal punto da renderle fertili per noi stessi e per gli altri, anche mettendo dei sani confini in modo da non riaprirle e farci del male gratuito.

Perché “Gli altri siamo noi“, recitava una canzone.

Avremo evidenza del nostro percorso verso la libertà quando non sentiremo in noi smuovere una ricerca compulsiva di relazioni, imparando a stare anche in ascolto di noi stessi. E in quel momento, a partire dalla prigionia determinata dalla ricerca esteriore, comprenderemo che solo il restare in nostra serena compagnia potrà attrarre all’esterno altre persone autenticamente libere.

Solo la consapevole rinuncia alla ricerca della sicurezza ci porterà persone che, con grande spontaneità e senza aspettative, vorranno fermarsi con noi. 

La nutriente insicurezza è questo, la capacità di stare nel momento attuale, proprio per quello che è, senza idealizzare un passato ormai trascorso e senza bisogno di illusioni basate su aspettative inesistenti. 

Insieme a Saturno, per responsabilizzarci nel presente, in base ai fatti e sapendo che siamo parte dei nostri e altrui processi di bonifica interiore. 

Insieme a Giove, per permetterci di creare una nuova finestra di percezione nel mondo e guadagnare una prospettiva diversa, tesaurizzando le nostre esperienze come fonte di profonda realizzazione dell’Essere.

Insieme a Plutone, per bonificare, attraverso una profonda catarsi e rigenerazione le emozioni derivanti dalle antiche sofferenze. Evitando di ricreare le nostre antiche strategie di sopravvivenza, accettando di smascherarci. Vederci per ciò che siamo.

Insieme al baldo Urano, che da tempo ci aiuta a scardinare tutto ciò che per noi ha rappresentato sicurezza. Urano spazza, taglia, rivoluziona, come un uragano ci spettina e rivoluziona le nostre vite. In questo Plenilunio utilizza la ribellione allo status quo, molti di noi sono in una veloce fase di liberazione da dettami, tradizioni, senso di appartenenza, vecchie usanze, e sentono bisogno di leggerezza e luce. 

Alcuni si ribellano, perché ormai l’urgenza è troppa e siamo giunti alla frutta. E si liberano come il tarocco della Torre, con una carica esplosiva. Altri invece come il tarocco del Matto, imparano a mettersi in prima linea, incuranti di ciò che dicono o fanno gli altri. 

E’ una scelta del nostro Essere infinito, in questi accelerati Tempi di risveglio, in cui essere svegli è ormai fondamentale e tutto si dis-vela. Cadono i veli, cadono le maschere.

Bene così, Nettuno ci mette davanti alle nostre illusioni, invitandoci ad avere compassione di noi stessi, a cercare ora un’alleanza con la nostra Fonte spirituale, con la nostra Essenza divina. Vediamo dunque la perfezione in ogni cosa, anche nella caduta c’è del bene, il tarocco dell’Appeso ci può aiutare a vederci in un processo di evoluzione che si svolge secondo un tempo unico ed irripetibile per ciascuno di noi.

Quel che conta è il risultato, che non è mai un risultato ultimo, finché abbiamo respiro. E anche dopo. E’ tempo di unire le parti disgregate della nostra interiorità, tempo di inclusione, di comprensione espansa, di integrazione. Sempre meno potremo sentire la necessità di andare “contro” qualcosa o qualcuno, sempre più “verso” noi stessi.

Dallo s-contro all’in-contro dunque. E’ la scelta di questo Tempo, vuoi s-contrarti con o in-contrare te stesso? Perché il vero in-contro con gli altri avviene dopo aver accettato di in-contrare completamente noi stessi.

Questo Cielo ci porta a questo in-contro, buone originali scoperte allora!

Un abbraccio forte a tutti voi, insieme a voi nel mio Viaggio.

Ross

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Luna Piena in Capricorno: il vero volto delle ferite

Luna Piena in Capricorno

La Luna piena in Capricorno, terza Luna in Eclisse penumbrale in un mese, avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 06:45 del 5 luglio 2020, ai 13°37′ sull’Asse Capricorno/Cancro, coinvolgendo le case 6/XII, come già accaduto col Plenilunio in Sagittario del 5 giugno che ha aperto il “corridoio di Eclissi”. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Cancro e Capricorno, l’Ascendente cade a 28°52 del Cancro, proprio dove il 20 luglio prossimo si formerà il Novilunio in Cancro.  Il Plenilunio si inserisce all’interno del movimento di ritorno in zona d’ombra di retrogradazione diretta di Venere a 7° dei Gemelli (in cui si trovava il 12 aprile) e di retrogradazione di Mercurio in Cancro a 7° del Cancro (in cui si trovava il 3 giugno prima delle Eclissi). Marte è appena entrato in Ariete il 28 giugno quadrando il grado 0 del Cancro in cui era avvenuto il Novilunio eclissato del 21. Saturno invece è rientrato in Capricorno il 2 luglio e subito detta le sue regole in questo tema.

Bel movimento vero Amici?

Si tratta di un Cielo dinamico, che però ora sposta maggiormente l’attenzione sui Segni Cardinali (Ariete/Cancro/Bilancia/Capricorno).

Si tratta, per sintetizzare, della possibilità che il Cielo ci dona di portare ad emersione ciò che abilmente nascondiamo agli altri e, soprattutto a noi stessi. Il movimento prende vita attraverso un radicale cambiamento di prospettiva.

Gli interrogativi partono dall’immersione nel mare oceanico delle emozioni in cui Mercurio sta navigando ora in maniera ripulita e rigenerata dalla sua recentissima congiunzione al Sole, avvenuta in data 1 luglio. Saturno si posiziona proprio sulla cuspide della casa 7 di questo grafico. E’ il pianeta che, attraverso le proiezioni relazionali, ci mostra il nostro grado di maturità raggiunta. O dove, forse impietosamente, dobbiamo ancora soffermarci e lavorare di buzzo buono. Con l’impegno di cui Saturno si rende portavoce.

Mentre Marte scalpita di rinnovato vigore, ardore e i pianeti in Capricorno rallentano, frenano…i pianeti in Cancro riportano a galla memorie del passato, antiche malinconie o emozioni che Marte in Ariete chiede di distruggere. Dal canto suo Saturno disintegra attraverso la piena comprensione delle antiche lezioni e impone di fare esperienza rendendo quell’esperienza parte integrante della nostra interiorità.

Chirone, il piccolo centauro che rappresenta la nostra ferita più grande, quella che nel provocarci dolore ci accomuna e rende parte dell’unico Corpo Umanità, è in Ariete, al cospetto di Marte, suo pianeta dispositore.

Chirone è manifesto al Medio Cielo, al punto più alto di realizzazione e di visibilità. Non posso certo dire che si tratti di un Cielo tranquillo ma so anche che ormai il pianeta Terra sta evolvendo a gran velocità e che spetta ad ognuno di noi favorire questo processo, svegliandoci e smettendola di deresponsabilizzarci rispetto alle nostre vite.

Spesso ci comportiamo come gattini bagnati, bambini feriti affamati d’amore e di attenzioni, vogliosi di riconoscimento, di identificarci con ruoli precisi per acquisire apparente sicurezza.

Perché se io sono la mamma di…il datore di lavoro di…l’amico di…allora ho un posto nel grande cerchio della vita. E quando queste identificazioni decadono perché i figli escono di casa, si viene licenziati o un’amicizia si frantuma sentiamo di non avere più nulla e ci sentiamo tremare la terra sotto i piedi.

La nostra interiorità ci rende manifesto il senso di inutilità attraverso spiacevoli emozioni di frustrazione o malinconia che noi attribuiamo alle responsabilità di ciò che esternamente è accaduto, senza considerare che, a partire dall’interno, abbiamo compartecipato anche noi.

In fondo al cuore desideravamo maggior libertà come persone, quel lavoro non era comunque allineato al nostro Progetto di vita e quell’amicizia era una co-dipendenza.

Di questi Tempi qualsiasi catena viene spezzata.

E qualsiasi mancanza di Autenticità emerge, non perché sia stata messa in atto con ferocia, ma per mostrarci dove ancora l’Inconscio lavora in modo inconsapevole.

Di questi Tempi qualsiasi azione, relazione, attività avrà da essere portata avanti con l’Ard-imento di cui Marte in Ariete sarà Maestro. Esso ci offrirà un potenziale energetico privo di polarità, utilizzabile in modo costruttivo o distruttivo dipendentemente dal nostro grado di consapevolezza.

Con quella fonte di inesauribile energia, le giornate potrebbero anche essere faticose, almeno fino a che il 22 il Sole entrerà in Leone e il 25 Marte inizierà la sua zona d’ombra retrograda al grado 15 dell’Ariete, depotenziandosi lievemente. Ancora per tutto questo mese di luglio Mercurio insisterà sul mostrarci i nostri film antichi, dal 12 luglio ridiventando diretto, ne saremo consapevoli e pronti alla trasformazione.

Il vero volto delle ferite qual è in realtà?

E’ così che ho intitolato questo articolo per dar modo ad ognuno di trovare in questo mese il vero volto della sua ferita. E come quella ferita si comporta, quando si apre e davvero abbiamo ancora bisogno di cocreare relazioni che riaprano quell’antica ferita? Saturno ci mostrerà quali sono le punizioni inconsce, i sensi di colpa che ancora possiamo in questa occasione per-donare a noi stessi per sentire di meritare una vita piena.

Di quali errori o presunti tali ancora ci sentiamo colpevoli? E feriamo noi stessi nei nostri punti delicati quando permettiamo a qualcun altro di ferirci mentre noi gettiamo benzina sul fuoco. E Marte in Ariete, col suo fendente allora sarà implacabile e furibondo…E’ ora di finirla, ci dirà.

Marte in Ariete è come un elefante in una cristalleria però è schietto, diretto. Saturno non è da meno e beneficia di tutto un battaglione di suoi “affiliati” in Capricorno di cui la prima in ordine di apparizione è la Luna, dispositrice di Mercurio retrogrado e del Sole. A seguire Giove e Plutone, in moto retrogrado al grado 23 del Capricorno, tutti posizionati in casa 6 del grafico. In un’ipotetica 12 casa rispetto a Saturno.

Tempo di introspezioni dunque anche sul fronte del Discendente, in che modo ci siamo avvicinati alle relazioni nel passato? Cosa andavamo cercando? Qualcosa da ricevere? Nutrimento? Accettazione? E in nome di quella ricerca abbiamo indossato delle maschere, percependo quello che dovevamo fare per ottenere ciò che la nostra interiorità bambina desiderava, ciò di cui sentiva irrinunciabile necessità.

Senza comprendere perché venivamo giudicati falsi e ipocriti da qualcuno, senza comprendere come abbiamo creato dipendenze in nome del bisogno d’amore. Ora è Saturno la barriera e le catene della dipendenza si rompono implacabilmente, mentre ognuno rivela il suo Essere nella sua Autenticità. Mentre il grande Maestro taglia i residui di bisogni, timidezze o cordoni ombelicali, mentre noi siamo veramente ora capaci di amare perché sappiamo di Essere un tesoro prezioso e desideriamo offrirlo agli altri.

Ora non siamo più inconsapevoli predatori affamati o alternativamente prede di cui cibarsi, siamo diventati risorse per noi e per gli altri. Anche tagliando qualche ramo secco.

Fino al prossimo Novilunio in Cancro del 20 luglio ancora ci sarà possibilità di fare pulizie, anche attraverso qualche forma di purificazione che coinvolga il fisico. Dedicandosi ai bisogni del corpo, all’ascolto dei messaggi del fisico, ad assecondare il riposo e a volte, anche il non fare nulla.

Per favorire in tal modo il cambio di percezione dal fare per avere all’Essere che, attraverso il fare, diventa nucleo di Abbondanza. Per non perderci nel troppo fare, nel turbinio degli impegni. Per disidentificarci dai ruoli ed immergerci in noi, in ciò che vogliamo davvero Essere, e poi un nuovo fare emergerà spontaneamente, tagliando il vecchio fare solo per avere. Ora è l’Essere che dispone del fare e cambiano totalmente tutti i vecchi schemi. Il fare in armonia dell’Essere sarà poi automatismo di avere in Abbondanza, e cadranno tutti i falsi fare solo per avere.

Così pure per ciò che attiene alle relazioni e Saturno in casa VII detterà solenni regole a tal riguardo. Solo relazioni costruttive, evolutive, di scambio alla pari, mature. Ciò che è suscettibile di crescita sarà mantenuto sotto controllo dal grande revisore. Tutto ciò che potrà crescere in profondità sarà ben caldeggiato da Saturno, anche attraverso Tempo, Pazienza e Impegno, Costanza e Perseveranza.

Prima del Novilunio poi, tanti passaggi ci accompagneranno, buon Plenilunio cari!

Per chi tra voi non l’avesse vista, condivido anche il link della diretta che abbiamo ardentemente e ardimentosamente organizzato la collega e amica Irene Zanier ed io il 30 giugno. Vi troverete una disamina del Cielo di luglio, attraverso i nostri punti di osservazione.

Condivido anche il video su Marte in Ariete che, assieme ad altri pregiatissimi studiosi e astrologi abbiamo registrato per il Progetto di The Sun Astrology, di cui ho l’onore di essere parte.

Potete seguire me alla pagina Rossana Strika Astrogenealogista o chiedere l’iscrizione al gruppo Astrogenealogia della Nuova Era, sarete i benvenuti.

Un abbraccio grato.

Ross

Luna, Luna Piena, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Luna piena in Sagittario: il Viaggio verso l’Autenticità

Luna Piena in Sagittario

La Luna piena in Sagittario, in Eclisse penumbrale, avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 21:14 del 5 giugno 2020, ai 15°34′ sull’Asse Gemelli/Sagittario, coinvolgendo le case 6/XII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Sagittario e Gemelli.  Il Plenilunio si inserisce all’interno del movimento di retrogradazione di Venere a 12°18′ dei Gemelli in tensione a Marte in Pesci a 15°52′. Marte forma così una configurazione precisa con l’opposizione solilunare che in Astrologia prende il nome di T-Square (Quadrato a T). Marte, pianeta dispositore del Fondo Cielo. Marte, pianeta dispositore di Lilith e Chirone in Ariete.

E’ un Cielo dinamico, soprattutto per chi porta nel Tema Pianeti o Ascendente nella seconda decade dei Segni Mobili (Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci).

Nel dinamismo prende vita il movimento, posso quindi definirlo un Cielo di liberazione e di rottura rispetto a tutto ciò che nelle nostre Vite ha rappresentato eccessiva adattabilità. Rispetto al silenzio di chi si ammutolisce per paura di essere rifiutato, per paura della perdita.

Ognuno di noi prenderà confidenza con l’insegnamento di questo Cielo con diverse modalità, ma fondamentalmente il nostro Essere Infinito ormai scalpita come un cavallo impaziente per segare delle sbarre interiori che ormai rappresentano prigionie.

Il processo non è indolore ma è inarrestabile e passa per lo scardinamento di antiche paure, di matrice infantile o adolescenziale. O passa per la distruzione di ciò che abbiamo visto e introiettato come modello genitoriale di relazione e che abbiamo fatto nostro.

Liberando la nostra parte interiore più delicata e autentica temiamo allora di esporre il fianco, temiamo di renderci feribili e vulnerabili. Eppure è terminato il tempo di nascondersi, ed è pure terminato il tempo della paurosa incoerenza.

Basta dire sì quando è no, basta dire no quando è sì, chi ci ama lo fa spontaneamente e sostenendo il nostro Essere verso la manifestazione del suo Progetto di incarnazione.

Vi è una differenza tra struttura e rigidità. Tra incoerenza e flusso nella mutevolezza, tra giudizio e opinione. E’ il tempo di recuperare la libertà espressiva. In un momento sociale delicato, in cui stiamo rinascendo come pulcini e non sappiamo ancora riconoscerci nella nuova identità, la mente non ha criteri di riferimento e potremmo sentirci disorientati.

Vaghiamo nella nebbia rendendoci conto di essere immersi in un processo irreversibile dove niente è, né sarà più, come prima. Dal ricordo può s-prigionarsi una sensazione di diffusa e soffusa malinconia, nelle improvvise tristezze che ci possono assalire c’è la pulizia del vecchio che stiamo salutando.

Il dis-orientamento attuale è il necessario rilascio degli orientamenti precedenti che, in automatico, ci hanno portato in passato a ricercare sicurezze esterne attraverso un grande bisogno di riconoscimento ed approvazione.

E molti di noi potrebbero interrogarsi interiormente rispetto alla direzione da prendere in questa fase di incertezza dove tutto è in preparazione e nulla è ancora manifesto chiaramente. E’ la fase che precede tutte le grandi trasformazioni, il recupero di sé e della propria Autenticità dell’Essere è prioritario al fine di cocreare tutti insieme un Collettivo sveglio e responsabile.

Ecco allora lo s-velarsi graduale di molte cose, il senso profondo dei nostri passati vissuti può rivelarsi attraverso una porticina che si apre sul passato, giusto il tempo di darci una sbirciatina e verificarne il significato ad un livello ancor più interiorizzato. Uno spiraglio di rivisitazione di schemi, scelte, atteggiamenti automatici, intenzioni e obiettivi che hanno smosso il nostro agire specie in ambito relazionale.

Questa Luna Piena è una manifestazione di consapevolezze interiori, anche accettando di vivere in una fase un po’ indefinita e fidandosi dello spontaneo delinearsi della nuova forma in divenire.

Nel riconoscimento della sacralità del giusto Tempo. Nel ricordo che, in altri tempi, il Tempo è sempre stato perfetto. Ciò che abbiamo voluto abbiamo richiamato a noi. Accogliendo che anche la volontà agisce a vari livelli, che spesso sono lontani dall’umano e limitato capire e dalla volontà di razionalizzazione.

Ecco da dove originano le proiezioni. Dalla necessità di immergerci nella comprensione profonda al posto che fermarci al voler solo capire. Quando viviamo qualcosa di poco gradevole si tratta comunque di una scelta che compiamo a livelli diversi e sconosciuti. E più facilmente, almeno in una fase iniziale, proiettiamo la responsabilità sugli altri.

Ci sentiamo prigionieri delle altrui azioni eppure non ci rendiamo conto che anche noi abbiamo compartecipato in qualche misura. Più tardi, nel Tempo della comprensione, portiamo Luce reale, ne enucleiamo l’insegnamento e solo allora non riproponiamo più eventi simili nelle nostre vite.

Ora è il momento della velocizzazione dell’esperienza. Il momento del veloce apprendimento, l’e-learning spirituale. Magari possiamo superare lo schema di attraversare impantanamenti energetici, in situazioni di stagnazione o prigionia dell’Essere cocreate al fine di riuscire a liberarsi, per metterci alla prova continuamente, non ne abbiamo più bisogno.

Siamo capaci di essere liberi, anche con altre persone.

Scopriamo che Libertà non è solitudine. E scopriamo che la coppia evoluta rappresenta il potenziamento della Libertà di due individualità, in espansione.

Liberi di esprimere le nostre emozioni, i nostri bisogni. Di dire “Ti Amo”, con amore, in amore vero, amando tutto negli altri. Operando scelte più libere e proprio per questo più coerenti, riservandoci il diritto di cambiare idea se lo sentiamo.

Oggi è il primo giorno che nella mia regione si può uscire senza obbligo di mascherina all’aperto. Si può sorridere, respirare, parlare più liberamente eppure ho visto tante, troppe persone indossare ancora le mascherine. E mi sono interrogata. Ho liberato alcuni, sorridendo e dicendo a qualcuno che da oggi si poteva togliere la museruola e altri non hanno voluto toglierla.

Libero arbitrio

Ma in tutto ciò, nella comunicazione avvenuta solo attraverso gli sguardi in questo periodo, ci siamo anche resi conto dell’importanza delle parole. Perché Autenticità non è mancanza di tatto e dire tutto quello che ci passa per la testa senza riguardi. Ma è anche e soprattutto rispetto nel comunicare. A tutti i livelli comunicativi, anche nei Social.

Le parole hanno un valore, un peso, e sono energia in movimento dall’interno all’esterno. Rispettiamo i valori, Saturno sulla cuspide della casa 2 di questo grafico ce lo ricorda, in primis il valore del Tempo e  della nostra esperienza acquisita.

Ognuno nel suo campo, nella molteplicità delle esperienze si cela poi la ricchezza della condivisione. Poiché unendo i vissuti ci si sostiene l’un l’altro senza però cocreare più dipendenze. Ma interdipendenze. Connessioni e collegamenti, come Venere in Gemelli caldeggia. Superando paure perché c’è qualcuno che ha superato la stessa paura prima di noi. Perché ciò che per qualcuno di noi è una sciocchezza per un altro è un grosso salto nel buio. Perché nessuno ha percorso le stesse strade ma tutte le strade portano all’evoluzione umana.

Rendere sacra la propria Vita è tanto semplice, se ci pensiamo. Non è necessario meditare in Tibet, basta liberare quella parte di noi che abbiamo abbandonato e rinnegato perché avevamo paura di essere rifiutati  cocreando proprio quel rifiuto per imparare ad accettarci e amarci proprio così come siamo. Era semplice eppure abbiamo attraversato strade tortuose e spesso dolorose per prendere in noi questo apprendimento.

Attraverso morti e separazioni di vario tipo, relazionali, lavorative, amicali. Prima di sentire la voce imperiosa di Plutone, comprendendo che in ogni morte si rappresenta già il concepire di una nuova manifestazione. Che la morte non esiste, ma esistono passaggi continui, ponti da attraversare, da soli o in compagnia. Che nessuna compagnia è dovuta né scontata, che l’Ombra viaggia al medesimo ritmo della Luce, indissolubilmente.

Forte vi abbraccio, grata a voi per il nutriente affetto di sempre, attraverso il quale le righe che scrivo acquisiscono un senso profondo.

Grazie, ad ognuno ispirazione e senso di direzione in questo Plenilunio.

Un abbraccio!

Ross

Luna Piena, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Luna Piena in Leone: l’ascolto del Maestro Interiore

Dummy

La Luna piena in Leone avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 8:34 del 9 febbraio 2020, ai 20° sull’Asse Leone/Aquario, coinvolgendo le case VI/XII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda quindi tra Pesci e Vergine, aprendo una prospettiva speculare rispetto al Plenilunio in Cancro del 10 gennaio. La Luna in Leone, disposta dal Sole, governa il quinto settore del grafico di Plenilunio e sfida a singolar tenzone il suo dispositore, sito in casa XII, in Aquario. Nettuno guida le danze come pianeta dispositore dell’Ascendente, formando con la Luna un aspetto di quinconce tra Pesci e Leone. Al Medio Cielo, armonizzato con Luna e Urano, si mostra Marte in passaggio agli ultimi gradi del Sagittario. Mercurio, a 8° dei Pesci e casa XII, apparentemente privo di aspetti maggiori con altri pianeti, si sintonizza però con l’asse nodale tra Cancro e Capricorno, IV/X casa. Lilith, Venere e Chirone svettano in I casa in Ariete.

E’ un momento in cui diventa importante la comprensione e l’espressione di ciò che ci rappresenta davvero. Mercurio ci invita ad una compassionevole osservazione di ciò che si muove nel mondo emotivo a partire dall’essere stimolati in campo relazionale. Comprendiamo quindi che possono crollare in questa fase tutte le identificazioni interiori, soprattutto quelle che tengono conto solo della parte luminosa di noi stessi. 

L’ accoglienza dell’imperfezione dell’Essere Umano rappresenta un importante step dello sviluppo delle nostre coscienze, qualcosa che ci accomuna e mantiene in una sana umiltà. Ma umiltà non è disistima ed è proprio Venere, dispositrice della II casa, in alleanza a Lilith e Chirone, a farci incontrare quelle ombre che abbiamo utilizzato per sostare nella nostra piccola zona di comfort. Perché il non valorizzarsi è molte volte un’ombra della paura di mostrare la nostra grandezza.

Ed è quasi paradossale l’insegnamento e la sfida di questo Cielo: si può essere grandi solo se accettiamo anche di essere piccoli, possiamo tutto solo se accettiamo anche la nostra impotenza, per esporci come persone di valore dobbiamo anche affrontare le paure attraverso le quali ci siamo svalorizzati. L’esteriorità di questo tempo è solo uno strumento di integrazione dell’altra faccia della medaglia della nostra interiorità, qualcosa da recuperare per essere completi. 

Allo stesso tempo i nostri potenziali escono, i processi di crescita che abbiamo avviato prendono il loro corso, nulla è più procrastinabile, e comprendiamo anche che è necessario un passaggio evidente ed intraprendente verso l’allargamento delle nostre comfort zone.

Cosa posso rendere talmente comodo per me da aprire la mia porta interiore? Quale parte della mia interiorità può conseguentemente arricchirsi modulandosi in accordo con questa esperienza? 

Ognuno di noi porta un grande contributo nel mondo, a causa della nostra unica irripetibilità, siamo tutti gemme di una preziosa collana. Spesso si legge che “siamo tutti Uno”, eppure questo Cielo sprona anche a donarci in base alle nostre caratteristiche individuali. Senza cadere nella trappola della separazione umana, senza sentirsi isolati e nostalgici rispetto ad una dimensione non terrena da cui tutti proveniamo.

Nessuno di noi è detentore della verità ma tutti arricchiamo il mondo portando la nostra esperienza, unica testimonianza attiva che possiamo diffondere. E’ interessante in questo tempo ascoltare i nostri pensieri, i nostri modi di esprimerci con gli altri e con noi stessi. E’ importante muoversi secondo un principio di coerenza interiore, permettendosi di esplorare anche le nostre personali incoerenze con compassione ed un pizzico di ironia.

Spesso siamo più offesi con noi stessi che con gli altri. Ci innervosiamo rispetto al fatto che avremmo dovuto dire, fare, pensare in modo diverso. Ci mangiamo la lingua dopo aver pronunciato alcune parole o dopo aver reagito secondo modalità infantili. Abbiamo un critico interiore molto forte che, col dito puntato, ci ricorda di continuo che siamo imperfetti. Non per questo però manchiamo di qualcosa. Siamo proprio al punto in cui dobbiamo essere.

Non possiamo giudicarci oggi per le scelte di ieri. Altrimenti è una lotta continua con noi stessi senza mai poter raggiungere una pace interiore, perché domani potremo giudicare sciocche le scelte di oggi.

Ho sbagliato…Sono stato/stata un’idiota…Mi sono fidato/fidata delle persone sbagliate…La paura ha guidato le mie scelte…

Chi di noi non ha usato questa eccessiva critica nei confronti di sé stesso? E così abbiamo ritenuto la nostra imperfezione come qualcosa che ci ha causato solo guai. Qualcuno dalle esperienze del passato ha tratto l’insegnamento dell’accoglienza e del perdono di sé, qualcuno ha creato rigide strutture di rifiuto e vittimismo.

In questo momento energetico il termometro emozionale ci segnala in quale punto della nostra evoluzione ci troviamo e quali parti del nostro sviluppo spirituale stiamo esplorando. Il percorso che stiamo attraversando si dirige verso il coraggio di essere ciò che siamo e, ancor prima, di darci il permesso di scoprirlo distruggendo quello che credevamo di essere. Possiamo scoprire una volontà inaspettata, qualcosa che improvvisamente arriva chiaro come un fulmine a ciel sereno, ed emergono desideri che non sapevamo di desiderare, permettiamoci di desiderare ancora nonostante le delusioni del passato, permettiamoci in tal modo di dire ancora Sì alla vita con fiducia attiva e non con passiva speranza.

Il Cielo di questo momento apre alla dimensione della curiosità interiore, per portare ad emersione ciò che non sapevo di cercare, è l’esploratore che scopre un territorio sconosciuto, una landa tutta da integrare. Non da convertire alle vecchie credenze, ma un luogo nuovo dove far prosperare la nostra autenticità. Mano a mano che finalmente ci diamo il permesso di fare amicizia con la nostra realtà, man mano che saremo a nostro agio con la nostra diversità finora sconosciuta, ci renderemo conto che stiamo vivendo in un mondo amico e che tutto inizierà a fluire diversamente nelle nostre vite.

Chi sono ordunque?

Forse un senso di smarrimento e di disorientamento iniziale potrà costellare le nostre giornate, un vagare a mosca cieca con curiosità, lasciandosi guidare in fluidità, imparando a lasciar andare il nostro piccolo voler controllare le cose, sapendo che le cose procedono nella buona direzione.

In questa vita, sono grata di aver incontrato alcune anime preziose, amiche di quotidianità. Una di queste preziose perle mi ha detto solo queste due parole…Andrà bene.

Quante volte abbiamo bisogno che qualcuno ci dica che andrà bene in ogni caso. Riconoscere il bene in tutto è una capacità dell’Essere Umano che si dà il permesso di vedere la benevola azione dell’Universo e di lasciare il giusto tempo di comprensione ed interiorizzazione delle esperienze.

C’è una stagione per ogni cosa e certamente non possiamo aprire forzatamente a gennaio un fiore che sboccia naturalmente in primavera. Non possiamo forzare i nostri tempi né quelli degli altri, non possiamo indossare le scarpe di altri ma solo le nostre, eppure i nostri percorsi sono anche quelli degli altri e sui nostri sentieri incontriamo chi incrocia il nostro cammino per un tempo che non ci è dato conoscere.

E se poi al momento della nostra nascita abbiamo trovato un ambiente diverso da come ce lo aspettavamo, se i nostri bisogni non sono subito stati compresi e soddisfatti dai nostri genitori in erba, subito abbiamo contattato l’emozione della delusione rispetto alle aspettative e la consapevolezza che finché siamo stati nel ventre materno tutto era più sicuro per noi. Ti segnalo questo bellissimo libro in cui puoi trovare molti spunti interessanti “Lo Zodiaco nella storia familiare“.

C’è ancora bisogno di questo sentimento? Abbiamo ancora bisogno di contattare la delusione?L’idealizzazione e l’illusione?Cosa impariamo ogni volta che ci illudiamo e deludiamo, ad ogni nostra caduta?

Per esperienza personale, ho utilizzato la delusione come trampolino di consapevolezza della realtà. Un collegamento per attivare Saturno ed imparare ad accettare la realtà così come è. Passando per la ricerca di quei contatti fusionali che mi facevano sentire al sicuro come nel ventre materno ma attraverso i quali non sarei mai realmente nata e nemmeno incarnata veramente. E per me, ricchissima di valori Terra, è stata la molla per contattare l’energia di Nettuno, governatore del mio dirimpettaio, il segno dei Pesci. Oggi so che posso contattare qualsiasi punto del mio Tema Natale, qualsiasi aspetto o energia con un intento di scoperta attiva, non più attraverso la sensazione di subirne solo la parte ombra. Posso essere ricettiva ma attiva. Possiamo scoprire i nostri meccanismi interiori e decidere di lasciarne andare la tortuosità, scegliere delle vie più semplici ed è quello che cerco di trasmettere alle persone all’interno degli spazi di consulto individuale. Perché è importante dare lustro e riconoscimento ad ogni parte del nostro Tema, per non creare rimozioni e la necessità interiore di contattare quell’energia solo in modo disarmonico. Comprendiamo anche che la nostra modalità di approccio a certe energie deriva anche dal bisogno condizionato di esplorare il modo in cui il Sistema familiare le ha vissute. 

Cercare quell’appartenenza al Sistema non ci consente però di evolvere, invece noi abbiamo tutte le possibilità di scelta, diamoci allora il permesso di battere sentieri diversi, pur onorando le nostre radici.

Un abbraccio, con Amore!

Rossana

Astrogenealogia, eclisse, Luna Piena

Luna Piena in Cancro: la rinascita del cuore

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La Luna piena in Cancro avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 20:22 del 10 gennaio 2020, ai 20° sull’Asse Cancro/Capricorno, coinvolgendo le case V/XI. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda quindi tra Vergine e Pesci. Sarà un Plenilunio accompagnato da un’eclisse penumbrale di Luna, che porta a manifestazione dei semi piantati con il Novilunio in Capricorno del 26 dicembre. Sole, Mercurio, Saturno e Plutone sono strettamente congiunti rispettivamente a 20° e 22° del Capricorno, mentre Giove si sta avvicinando a 9°. Venere in Aquario, agendo attraverso il suo dispositore Urano (che si appresterà a ridiventare diretto il giorno 11), sembra un’apparente voce fuori dal coro. Urano poi sfida a duello Marte in Sagittario, intrecciando con lui una relazione di quinconce (150°) che si snoda tra IV e IX casa.

Si tratta di un momento di grande cambiamento all’interno dei Sistemi Familiari, grazie alla possibilità di trasformazione a disposizione dei singoli componenti. Soprattutto per chi, in modalità pionieristica si è assunto l’incarico di rompere degli schemi obsoleti che limitavano l’espansione e la crescita dell’intero Sistema, pur consentendone il mantenimento di un equilibrio fittizio.

Parlo degli anelli trasmutatori dell’albero genealogico. Proprio per dare una svolta e totale scardinamento a certe tematiche urgenti, è stato spesso necessario concentrare moltissime energie in quel settore, mentre ora ci si può rendere conto che si ha voglia di vivere in una maniera più equilibrata e serena anche altri parti delle nostre vite

Proprio ieri, durante una consulenza, mi ritrovavo ad esporre questo concetto, che ritengo utile anche per me: la necessità di ridefinire delle nuove abitudini per strutturare nuovi piccoli porti sicuri. Ora ci si può sentire liberi di ammettere anche il proprio “bisogno” d’amore, perché non si tratta più di una necessità che emerge da una mancanza ma dal desiderio di condivisione.

Sono talmente ricolmo di amore che, per poterlo espandere, ora sento il bisogno di donarlo a piene mani

E’ la rinascita del cuore, un capovolgimento completo dei paradigmi di relazione che possiamo aver vissuto finora. Ma non siamo abituati e bisogna darsi il permesso di creare l’abitudine al sentire di meritare amore, quello con la A maiuscola, senza domande, richieste o pretese, senza aspettative né illusioni. 

Ognuno di noi a suo modo in questi anni è stato sottoposto al crollo di alcune strutture, lavorative o relazionali, che hanno senza dubbio destabilizzato un certo equilibrio. Ma se da un lato dentro di noi si è resa necessaria la creazione di soluzioni alternative, dall’altro ciò che poteva sembrare privativo alla lunga è diventato un portale di evoluzione e un’occasione di rimettersi in gioco con autenticità e rinnovata motivazione, scoprendo e mettendo in campo nuove risorse.

Fondamentalmente potremmo riassumere il messaggio di queste energie come una necessità di maggiore riconnessione alla nostra natura autenticasmantellando consapevolmente gli ultimi residui di ferite, paure, rimpianti, rammarichi o vuoti di esperienza che sentiamo di aver vissuto.

Se avessi compreso prima…Se ti avessi incontrato prima…Se mi fossi informato meglio…Se non avessi riposto la fiducia nelle persone sbagliate…Se l’avessi saputo subito…Se ti avessi ascoltato subito…Se non fossi stato tradito…Se non avessi tradito…Se fossi stato più accorto…Più attento…Più lungimirante…Meno ingenuo…Se avessi avuto meno aspettative…se…se…se…

Quante volte abbiamo pronunciato queste e altre frasi, eppure se ci volgiamo indietro, tutto ciò che abbiamo vissuto (e spesso rivissuto in modalità “fotocopia”) ha avuto un senso preciso, nessun attimo e nessun gesto è stato tempo sprecato, tutto ha contribuito a darci la forma che oggi abbiamo e che…è necessario ora lasciar andare e cambiare, quale sorpresa! 

Qualcuno potrebbe obiettare

“Ma con tutta la fatica che ho fatto per raggiungere un mini equilibrio, ora dovrei rimetterlo in discussione?”

Proprio così, ma con la consapevolezza che nessuna struttura è fissa, nemmeno noi lo siamo e ad un certo punto attraverseremo il portale della morte fisica. Il Cielo ci invita ad accogliere ciò che viviamo nelle nostre vite senza attaccarci al risultato di come le cose “dovrebbero andare o essere” , integrando il principio del movimento e della nostra capacità di adattarci ad esso. Rendendoci conto che siamo parte di un Universo in eterno divenire, nella metamorfosi continua che richiede un adattamento continuo a diverse forme e richiede che impariamo a vivere senza attaccarci ad un forma, ad una identificazione in primis rispetto a noi stessi poiché siamo esseri multisfaccettati. Tanto più rimarremo liberi nel non smettere mai di definirci in maniere diverse, tanto più ci ritroveremo ricchi, imparando ad accogliere sempre ingredienti nuovi dentro di noi. Quasi come fossimo una torta alla quale possiamo sempre aggiungere nuovi ingredienti ed aromi.

Esplorando le varie vicissitudini individuali, per chi si è identificato molto nella creazione di una solidità lavorativa questo è il tempo di riequilibrare le esigenze del cuore; per chi ha investito tante energie in una relazione questo è il tempo di definire sé stesso anche attraverso una nuova opportunità di lavoro. Per chi è solo da anni questo è il momento di costruire una nuova relazione, per chi ha interrotto una relazione da poco invece è il tempo di riscoprirsi come identità singola. Per tutti può essere un momento adatto a cercare di dare amore a quella parte del nostro cuore che è stata lasciata in disparte.

Spolverare il cuore. 

Ed è certo importante, nel definire delle rinnovate priorità, tenere presente il principio dell’impermanenza e dell’importanza di vivere il momento con tutto ciò che possiamo apprendere, con tutto ciò che ci può offrire senza pretese di alcun tipo.

Quante volte alcune relazioni si sono deteriorate perché siamo partiti da un principio egoistico di mancato soddisfacimento di ciò che ci aspettavamo? Ma siamo davvero sicuri che ciò che ci aspettiamo sia ciò di cui abbiamo bisogno? E poi, ci chiediamo mai cosa possiamo offrire ed apportare noi invece che chiederci solo cosa può darci l’altro?

Nella ricerca dei nuovi porti sicuri teniamo quindi conto di questo, ciò non significa che non possiamo dirigerci verso la costruzione ma significa solo che possiamo ora imparare a mutare continuamente forma a ciò che costruiamo, senza attaccarci all’idea originale. Se scendiamo nel profondo del nostro cuore possiamo infatti scoprire di aver perseguito spesso degli obiettivi al cui raggiungimento non eravamo soddisfatti. Allora siamo stati considerati ingrati, lunatici, mai contenti di nulla, pretenziosi e queste etichette si sono fissate in noi. Ma siamo davvero capricciosi? Ovviamente no. Perché allora dopo aver tanto atteso quel momento, quella promozione, quella relazione, quelle parole, alla fine siamo rimasti con l’amaro in bocca? Spesso perché non si trattava di un desiderio autentico sgorgato dal cuore, ma dell’agito di un bisogno condizionato, per soddisfare le aspettative di qualcun altro o per raggiungere un obiettivo impossibile per altri. Molte volte ciò avviene nella vita dei figli per accontentare un genitore o arrivare dove lui avrebbe voluto arrivare senza riuscire. Ecco perché è così fondamentale conoscere il proprio tema natale, lì troviamo la nostra trama personale, tutta da scoprire ed esplorare, la realizzazione consapevole del nostro progetto ci dona un senso di apertura e un senso di pieno respiro.

Cari Amici, sapete che accompagno le persone a scoprire ciò che si nasconde ad un primo approccio, a guardare il proprio vissuto familiare da una prospettiva diversa. Molto di ciò che stiamo per vivere in questo tempo può partire da nuove abitudini, ed il cambiamento che avviene interiormente è graduale e può manifestarsi attraverso curiosità e disagio allo stesso tempo. Qualcosa come “ho paura ma anche non ce l’ho”. Uno stato dell’essere molto interessante, da cui emerge la consapevolezza che il viaggio tra gli opposti è un’illusione e che siamo un contenitore ancora da riempire, una lavagna da riscrivere. Vi rimango vicina mentre anch’io vivo continui passaggi che sento poi di condividere con voi tutti, che affettuosamente leggete queste righe. 

Le mie amate Stelle disvelano un racconto fatto di pacificazione e scardinamento insieme; di tutte le possibilità aperte, di una sostenibile fiducia nei passaggi di vita che stiamo vivendo, nell’agito di un grande Disegno che tutti raccoglie. Del far pace con la propria natura ed incarnarla in pieno finalmente, accogliendo l’evidenza che ciò che pensavamo di volere non vogliamo e che vogliamo ciò che non sapevamo di volere. Scoprire con meraviglia di non aver cercato mai consapevolmente ciò che ora desideriamo più di tutto. Vedere il bello fuori a partire dal bello che siamo. Riconoscere la nostra ombra come parte di noi, accoglierla per non proiettarla senza consapevolezza. Voler far amicizia con noi stessi per poter vivere amicizie sincere. Donare e scambiare. Aprire il proprio cuore a ricevere, essere grati ogni giorno per vivere in questa realtà, e allo stesso tempo così in connessione con tutti i livelli e tutte le dimensioni, così fertile e ricca di tutte le possibilità di manifestazione del nostro essere. Sono grata di poter umilmente trasmettere il messaggio dell’Universo, sono grata di sentirmi parte delle Stelle, di guardarle ogni giorno con stupore e meraviglia, di permettere a loro di guidare il mio cammino, e di poter e voler lasciare delle nuove impronte per chi verrà.

A brevissimo poi, per chi vorrà, sono stati organizzati in partnership con Stellarium dei meeting di Astrogenealogia e sta per vedere la luce la mia prima creatura editoriale, sono felice di questo grande movimento creativo. Vi aspetto come sempre per le consulenze, tenendo come d’abitudine dei posti sempre riservati alle emergenze da pronto soccorso astrogenealogico.

Meeting Stellarium

Vi amo tutti e abbraccio ad uno ad uno, buon Plenilunio di ascolto del cuore.

Rossana

Astrogenealogia, Luna Piena, Movimenti celesti

Luna Piena in Gemelli: il potere della parola

Luna piena in Gemelli

La Luna piena in Gemelli avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 06:13 del 12 dicembre, ai 19°51′ sull’Asse Gemelli/Sagittario, coinvolgendo le case I/VII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda quindi tra Sagittario e Gemelli. Dal punto di vista astrogenealogico trovo molto significativi i molteplici aspetti di Quinconce (150°), che partono in particolare dalla Luna e in seconda battuta da Mercurio. E’ una Luna in Gemelli, disposta quindi da Mercurio, appena entrato da pochi giorni nel Sagittario. La Luna si trova in VII casa di cuspide Gemelli, in distanza angolare di 150° da Saturno, Venere e Plutone in II casa in Capricorno. Venere è racchiusa tra Saturno e Plutone, in encadrement tra i due big.

Mi sto soffermando in questo periodo della mia vita in maniera significativa sul tema della comunicazione, in tutte le sue forme e di quanto sia necessario per avviare relazioni sane e di spessore bilanciare espressione ed ascolto. La parola ha un potere enorme e il saper strutturare una comunicazione rispettosa passa per la presa di consapevolezza che in ogni relazione ci si confronta con bisogni spesso diversi. Sorgono allora spontanee alcune domande che, popolando la mia interiorità, sgorgano ora dal cuore al fine di stimolare le vostre personali riflessioni.

Quali bisogni personali tendiamo a voler soddisfare quando esprimiamo un’opinione o un pensiero? La ricerca di un interlocutore con cui confrontarci parte da una genuina volontà di aprirsi all’altro o dal bisogno di convalida esterna?

Molte volte stiamo in silenzio nei momenti in cui potrebbe essere la giusta occasione di verbalizzare il nostro sentire, partendo dal pre-supposto che l’altra persona debba intuire ciò che vibra in noi senza esporlo a parole.

Altre volte ancora invece parliamo inutilmente, imparare a stare in silenzio equivale a una grande forma di maturità, vuol dire osservare e riconoscere ciò che l’altra persona cerca di dirci, vuol dire imparare a riconoscere anche ciò che si rivela nel non detto.

Quando comunichiamo esprimiamo ciò che sentiamo e ci sentiamo insicuri nell’aprirci totalmente, temendo apparentemente di non essere compresi ma in buona sostanza non confidiamo nella nostra capacità di esprimerci.

In ciò si cela un antico ricordo di fame, il nostro pianto silenzioso che spesso non ha trovato conforto quando inermi e piccini reclamavamo attenzione. In ciò si muovono le emozioni inespresse della nostra genealogia, i silenzi rassegnati di chi sentiva che parlare era inutile o i segreti che nessuno doveva rivelare e di cui tutti conoscevano i contenuti.

Parole tenute in cantina, prigioniere della paura di uscire, zittite dalla colpa o dalla paura di tradire qualcuno.

Cari Amici, ora si può liberare la parola in modo gentile, portando con noi in eredità dagli Antenati semplicemente il concetto di responsabilità rispetto a ciò che si dice e la necessità di scegliere il focus di direzione di parole e prima ancora dei pensieri.

La libertà espressiva comporta infatti una responsabilità in più, quella della chiarezza. E per essere chiari non servono molte parole, ma servono le parole giuste al momento giusto.

Quale bisogno interiore viene nutrito dal pettegolezzo? Quale bisogno viene espresso nelle lunghe catene di commenti inopportuni che ogni giorno abbiamo occasione di leggere sui social?

Anche nel mondo della comunicazione virtuale è buona cosa, secondo me, prendersi la responsabilità di ciò che si esprime, soprattutto all’interno dei gruppi. Amerei si proponessero argomenti di discussione interessanti che stimolino l’elevazione della consapevolezza, responsabilizzanti, in una visione evoluta a questo dovrebbero servire i social. Sebbene questi strumenti favoriscano in maniera esponenziale l’aggregazione tra le persone, si crea anche un grande potenziale di confusione perché quando la scelta è tanta si fa fatica ad operare con discernimento.

Mi è stato detto che…Ho sentito dire che…Si vocifera che…Hai sentito anche tu che…

Chi di noi non ha pronunciato queste parole? La parola è importante, decidere consapevolmente quali parole e pensieri nutrire è fondamentale per poter manifestare una quotidianità più allineata al nostro Essere infinito. Non sempre è facile fare ordine nella marea di pensieri che affollano le nostre giornate ma possiamo cogliere l’invito di questo Plenilunio per fare uno sforzo consapevole in questa direzione.

Possiamo anche seminare la volontà di liberarci dalle credenze inutili, da alcune convinzioni che ormai vanno scardinate con decisione, zac! Un bel taglio è necessario, un bel restyling delle nostre forme mentis, una liberazione è necessaria per far spazio a dei nuovi germogli di consapevolezza.

Chiediamoci…

Nutrire questo pensiero mi aiuta a progredire? 

Se così non fosse, per trasformarne l’energia in modo fertile, potremmo chiederci:

Da cosa mi sto tutelando attraverso questa convinzione?

Ricordiamoci anche che l’adottare uno stile di comunicazione leggero passa per l’aver compreso che le parole hanno un peso, per il dosarle bene senza superficialità, ma nutrendo solo quella parte che può consentirci di elevarci come piume dal suolo.

Concretezza e chiarezza sono una nostra responsabilità, in primis verso noi stessi. A volte non siamo chiari con gli altri perché non lo siamo con noi stessi e non sappiamo bene cosa vogliamo trasmettere all’esterno, entriamo in una sorta di corto circuito emozionale, per cui alla confusione interna corrisponde quella esterna.

I mesi precedenti, a partire dal 12 ottobre, durante i quali Mercurio ha attraversato avanti e indietro le lande dello Scorpione ci hanno portato a prendere consapevolezza profonda anche delle proiezioni, delle diffidenze e dei sospettosi pre-giudizi che agiscono indisturbati all’interno delle nostre relazioni.

Cogliamo ora il periodo prenatalizio per arrivare al 2020 più leggeri di testa e di cuore, il Plenilunio del 12/12 avviene  in un momento energetico particolare, un portale di energia che ci traghetta al Solstizio e di nuovo verso le Eclissi.

Procediamo dunque passin passetto verso i nuovi noi.

Un abbraccio, buon Plenilunio.

Ross

Astrogenealogia, Luna Piena, Movimenti celesti, Plutone

Luna Piena in Toro: profonde risposte emotive

luna piena in toro

La Luna piena in Toro avrà luogo alle 14:36 del 12 novembre, ai 19°51′ sull’Asse Toro/Scorpione, coinvolgendo le case II/VIII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Pesci e Vergine. Da una parte dunque l’elemento Acqua assume tinte molto forti, parlando della congiunzione tra Sole e Mercurio retrogrado in Scorpione in VIII casa e dell’Ascendente Pesci contestualmente alla congiunzione Lilith/Nettuno in casa XII. Dall’altra parte Marte in Bilancia confligge ancora con Plutone in quadratura separante e con Urano in larga opposizione applicante mista (si tratta infatti di una larga opposizione tra Marte in Bilancia e Urano in Toro, due segni che tra loro si distanziano di 150° nel percorso eclittico, non è quindi un opposizione Bilancia/Ariete, ma Bilancia/Toro, un po’ meno incisiva ma si inizia a sentire).

Ho nominato le profonde risposte emotive nel titolo perché si tratta di un Cielo altamente potenziato emotivamente, sono aspetti che ci scuotono nel profondo del nostro bisogno di sicurezze e rassicurazione. Anche se apparentemente la nostra natura è pacifica, non è detto che nelle viscere di noi stessi non si nasconda una parte risentita che per educazione familiare o sociale abbiamo soppresso. 

La profondità introspettiva di questo Cielo innesca in noi un necessario cambiamento, anche e soprattutto attraverso il letterale scoppio di qualche situazione relazionale (ove per relazione intendo qualsiasi tipo di relazione, non solo di tipo sentimentale) che per la sua violenza ed imprevedibilità funge da detonatore allo scardinarsi di qualche porta interiore che negli anni abbiamo ben chiuso.

Alcune relazioni, anche nei luoghi di lavoro, potranno diventare ormai insostenibili. In un primo momento si potrebbe provare paura mista a risentimento e la necessità che si farà imperante sarà quella di imparare a interrogarsi su quanto sta accadendo nella maniera più costruttiva possibile. Questo per certi versi può essere un Cielo molto forte, che distrugge per riedificare su basi diverse, perciò quanto sta accadendo è un naturale crollo di alcune strutture e una liberazione totale e definitiva dalle dinamiche rimosse che ne hanno portato la manifestazione. Si potrebbe essere tentati di indulgere nel guardare le macerie della torre crollata al posto che vedere lo spazio adatto per edificare qualcosa di nuovo su nuove fondamenta. 

Queste situazioni possono insegnarci a lasciare andare ogni forma di attaccamento ai risultati e alle aspettative, perché quanto sta per nascere è qualcosa di neanche immaginabile e quindi completamente inaspettato. Spesso il nostro potenziale immaginativo e creativo, pur essendo illimitato, si confina a causa di credenze, convinzioni autosabotanti di varia natura e un’abitudine a vedersi inadeguati, dubbiosi sulle proprie capacità.

Quando ci troviamo dinanzi a una situazione nuova, a volte non ne cogliamo subito i potenziali di grandezza perché non corrisponde alla nostra solita memoria o a ciò che avremmo immaginato per noi a partire da un senso di limitatezza. Ma poi, osservando meglio, ci rendiamo conto che si tratta di qualcosa che ci piace molto ma che non avremmo potuto immaginare così perché è qualcosa che ci mette a contatto con un necessario ampliamento della nostra zona di comfort.

Le risposte corrette ci arriveranno in maniera naturale se ci impegneremo a far diventare comodo ciò che ancora non lo è. Ci sarà inoltre un processo di revisione del nostro modo di interrogarci interiormente, impareremo infatti a focalizzarci sul nostro territorio interiore piuttosto che sui movimenti degli altri.

Come mai ho attirato nella mia vita una certa situazione? Qual è stata la prima volta che ho vissuto una situazione simile? Quale situazione passata sto sanando rispetto all’affermazione della mia natura autentica? 

Ciò che prenderà forma all’interno delle sopra citate situazioni conflittuali sarà una sorta di profonda consapevolezza rispetto alla propria capacità di decidere al posto che regalare agli altri il potere di decidere per noi. Ognuno di noi può sempre scegliere di nutrire la propria parte interiore più autentica, separandosi da persone, situazioni o avvenimenti che tolgono energia e distruggono. Anche se ciò risulta doloroso, è un processo necessario per una rinascita interiore e si snoda di pari passo con la dissoluzione compassionevole e con la trasformazione di sentimenti scomodi che potranno emergere e che è ora il momento di far fluire e defluire perché ciò rappresenta una grandissima guarigione.

E’ un Cielo meravigliosamente potente ed il mio suggerimento è anche quello di ascoltarsi molto, assecondando i moti naturali del corpo. Quando investiamo tante energie per fare un lavoro interiore, ci sentiamo stanchi ed abbiamo una sensazione di fatica nel muoverci nel mondo e rispettare gli impegni presi. La corsa ora si arresta, ci sembrerà di vivere in un mondo ovattato e surreale, chiedendoci se davvero stiamo vivendo alcune situazioni razionalmente non spiegabili o se stiamo sognando. Se ne sentiamo l’esigenza, cerchiamo per quanto possibile di riposare un po’ di più o per lo meno prenderci del tempo per fare ciò che ci fa stare bene.

Tornare a noi e in noi è la soluzione in questo casoAbbandonare completamente il controllo o l’aspettativa di cambiare gli altri sarà un passaggio quasi forzato. E anche se nulla può andare ora secondo i nostri piani e la sensazione può essere quella di trovarsi nella centrifuga della lavatrice, l’attraversamento di una fase di limbo e di dubbi o di confusione è la premessa per raggiungere un nuovo equilibrio. Ogni grande cambiamento è preceduto infatti da una fase di confusione, di disorientamento, quasi come fossimo bendati e giocassimo a mosca cieca.

Siamo invece in una fase di passaggio in cui stiamo testando la nostra forza, le nostre risorse personali, la nostra capacità di attivazione di quella parte magica ed intuitiva che si nasconde in ognuno di noi e che molti di noi tengono abilmente nascosta anche a causa di un’educazione familiare poco incoraggiante nell’espressione di queste ricchezze, ritenute pericolose. 

Ci stiamo risvegliando tutti alle potenti capacità di riconnetterci alla sostanza delle cose, imparando a lasciar andare i primi giudizi attivati dalle apparenze. Ciò che ad un primo sguardo può apparire come qualcosa di minaccioso perché ignoto, può rivelarsi la maggior benedizione che riceviamo. Anche un momento di sofferenza può essere il carburante della rinascita e della forza di agire secondo modalità più aderenti a noi stessi. Senza questo momento così forte non avremmo magari occasione di testarci e di esprimerci in modo pieno e consapevole, è un momento quindi inadatto agli eccessivi compromessi, soprattutto a quelli fondati sulla paura. 

Questo Cielo crea una profonda occasione per farci delle domande diverse e quindi scavare in noi stessi attraverso le risposte che arriveranno visceralmente nel corpo. Emergeranno alla chiara visione tutte le maschere e i compromessi snaturanti a cui ci siamo adattati in nome della paura e questa strada non sarà più praticabile. Mercurio retrogrado in Scorpione in VIII casa è guidato da Plutone in un viaggio interiore per purificare e bonificare gli stati paludosi nutriti dalla paura dell’abbandono e quindi della morte. Quegli stessi stati che ci portano inevitabilmente a cercare nutrimento negli altri per paura di non riuscire a nutrire da soli la nostra autostima, quella fame d’amore che chiede all’altro di riempire un vuoto che è solo nostro e che in quanto vuoto è la premessa per la nostra personale ricerca del pieno. Pieno potenziale, piena ricchezza, piene risorse, si attiva in noi una capacità di trasformazione e pulizia che è meravigliosa. Una grande occasione, una nuova vita che si sta muovendo interiormente, fertile, ricca di possibilità nuove, un magma inquieto e al tempo stesso consapevole della sua potenza.

Buon Plenilunio in Toro, un Viaggio da cui torneremo trasformati completamente e in modo consapevole.

Un abbraccio.

Ross

Astrogenealogia, Luna Piena

Luna Piena in Ariete: il coraggio di sentire

Luna piena in Ariete

La Luna piena in Ariete avrà luogo alle 23:08 del 13 ottobre, ai 20°13′ sull’Asse Ariete/Bilancia, coinvolgendo le case IV/X.

C’è dunque una fortissima sollecitazione nel territorio eclittico dei Segni Cardinali, mentre l’Asse Fondo Cielo e Medio Cielo si snoda tra Vergine e Pesci. L’Asse Ascendente/Discendente scorre tra Cancro e Capricorno e Plutone a 20° del Capricorno forma un T-Square (quadrato a T) perfetto con l’opposizione solilunare. Plutone dispone di Mercurio, pianeta dispositore del Fondo Cielo e di Venere, dispositrice del Sole, opposta a Urano, il quale forma un quinconce (150°) con Marte, dispositore della Luna.
Bel movimento, cari affettuosi lettori! Tra luci e ombre si parla ancora delle dinamiche di relazione e in questo caso, secondo la mia visione, di quanto ci permettiamo di sentire i moti del nostro cuore e di quanto abbiamo il coraggio di stare ben centrati in noi stessi anche di fronte all’emersione delle nostre fragilità ed ombre sconosciute. E’ un momento in cui saltano improvvisamente i consueti schemi relazionali e, anche ciò che finora è stato portato avanti per lealtà inconscia alla famiglia, perché conosciuto anche se poco evolutivo, viene distrutto.

E’ in atto nel Collettivo una profonda catarsi che è frutto della rottura di schemi individuali che hanno liberato energie di non facile risoluzione. Assistiamo a una sorta di egregora di rabbia e ribellione quotidiana, un’energia di profonda irrequietudine e nervosismo smuove il nostro relazionarci con gli altri. A livello individuale ci stiamo liberando da molte obsolete sovrastrutture che risultano bloccanti o almeno rallentanti la nostra evoluzione. Anche se da anni ci siamo incamminati in un percorso di risveglio interiore, le energie attuali potrebbero portarci a diventare comunque più reattivi del solito, meno centrati, e meno tolleranti con gli altri.

Non parlo solo di relazioni sentimentali, anche se il contesto affettivo mette in movimento più intensamente l’incontro/scontro tra gli alberi genealogici delle due persone. Si può più facilmente entrare in rotta di collisione, soprattutto nei casi in cui le famiglie di origine avessero l’ardire di intromettersi o i figli avessero di che contestare: si tratta per la coppia, collaudata o nascente, di definire o ridefinire un senso del confine in cui gli altri, familiari o no, non possono entrare ed è quindi necessario strutturare una rinnovata complicità nella coppia.

Qualsiasi dinamica di dipendenza emotiva deve essere tagliata immediatamente, qualsiasi insano attaccamento vedrà la parola fine e qualsiasi relazione che non contenga in sé il seme della possibile matura evoluzione potrà semplicemente essere chiusa, possiamo qui intendere ad ampio raggio relazioni sentimentali, amicali o lavorative, anche se con manifestazioni potenzialmente diverse dipendentemente dalla situazione in atto.

Come sempre quando si passa per un momento di distruzione dove nulla rimane come prima, dove non ci sono più appigli di nessun genere, si possono attraversare le lande del profondo smarrimento interiore. Ci si sente in un limbo che, nel suo essere naturalmente un passaggio privo di definizione, porta a porsi degli importanti interrogativi esistenziali. Nulla di ciò che vivremo in questo momento può risultare limitativo, ma tutto sarà fonte di rinnovamento.

Perciò per chi si ritrova in una relazione stantìa che procede da anni in maniera comoda ma noiosa ed insoddisfacente, questo può essere il momento di scoprire le carte della propria frustrazione interiore in modo anche molto forte; dall’altra parte può darsi che la reazione sia molto impaurita, si può allora trovare una via per portare la relazione ad un livello diverso, più intenso e creativo. Per chi invece vive da anni libero da relazioni, può essere il momento in cui una passione irrompe violentemente scardinando nel profondo tutti i meccanismi di difesa rispetto alla paura dell’intimità, sia fisica che soprattutto emotiva. Nelle amicizie si possono vivere divergenze di opinione, scontri che per esprimere una matrice creativa devono stimolare la capacità di sentire, ascoltare e considerare ciò che si smuove nel nostro cuore, per non entrare solo in dinamiche di discussione che diventano puri sfoghi e basta. Anche nei luoghi di lavoro, alcune collaborazioni vedranno la parola fine mentre altre saranno passibili di enormi trasformazioni. In ogni caso Plutone quadra l’opposizione soli/lunare che si svolge tra IV e X casa e ciò che potrà emergere ha una matrice familiare e porterà un confronto nuovo con le polarità dentro di noi. A passaggio avvenuto non saremo più gli stessi, alcune tematiche che smuovono conflitti interiori in noi potranno trovare una nuova riarmonizzazione trasformata, trovando delle soluzioni divergenti dalle solite ma che ci porteranno ad un nuovo stadio di evoluzione. Le nostre immagini archetipali interiori di maschile e femminile cambieranno in maniera profonda.

Nuove ristrutturazioni allora e nuove consapevolezze su cosa può o non può l’essere umano, qual è l’equilibrio nei ruoli uomo/donna nella coppia, quali sono i confini corretti per preservare la propria energia, nel caso di genitori quali sono i limiti da definire o ridefinire con i figli, in caso di figli piccoli quali spazi sono da destinare alla coppia e in caso di figli grandi quali sono i nuovi spazi invece da dedicare ai figli in equilibrio con una rinnovata vita di relazione. E ancora si possono smuovere sentimenti scomodi, irrisolti che viaggiano sotto finte maschere di equilibri precari, molti vasi di Pandora si possono aprire. Plutone stavolta procede inesorabile e utilizza Venere e Mercurio, che opponendo Urano, attivano il dispositore della Luna, Marte; alle sue spalle si sta lentamente avvicinando anche Saturno per intrecciare l’alleanza che si mostrerà più apertamente nel 2020. Attenzione quindi alle parole dette sull’onda delle emozioni, in questi giorni contare fino a 10 prima di parlare potrebbe risultare molto complicato, cadono le maschere e i tentativi di mantenere una facciata di cortesia e circostanza.

Cari Amici, il Cielo ci propone sommovimenti forti, atti a provocare in noi un terremoto interiore, i temi cardine delle nostre incarnazioni emergono alla Luce per essere trasformati una volta per tutte, il Collettivo ormai preme per un cambiamento definitivo e quel cambiamento deve avvenire per prima cosa in ognuno di noi.

Cerchiamo di rimanere in ascolto interiore rispetto a quello che si smuoverà, in maniera da fertilizzare al massimo questo momento in cui alcuni eventi nelle nostre vite potranno raggiungere il massimo della manifestazione. Mercurio intanto sarà già entrato da un paio di giorni nella “zona d’ombra di retrogradazione“, fase in cui già inizia a rallentare impercettibilmente la propria marcia, accompagnandoci fino al prossimo Novilunio in Scorpione del 28 ottobre, il 31 si appresterà ad effettuare la terza ed ultima retrogradazione del 2019, quella in Scorpione.

In sintesi, come riportato nel titolo, il coraggio di sentire è una buona chiave, spesso entriamo in dinamica quando anche inconsapevolmente sentiamo toccata una corda interiore molto delicata per noi e la prima reazione è quella di rispondere senza prima pensare a quello che si dice. Questa, è una tematica che ci coinvolge tutti, anche quelli che tra di noi si sentono più in equilibrio. Il lavoro interiore infatti, secondo me, può aiutarci ad osservarci meglio e riconoscere i nostri abituali schemi automatici pur non preservandoci dalle umane cadute. La consapevolezza fa la differenza.

Questo Cielo potrà essere particolarmente impegnativo per chi ha pianeti o l’Ascendente a 20° dei Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), in quanto semplicemente può acutizzare in intensità il transito di Plutone già attivo. Teniamo conto però che può trattarsi di un momento di massima emersione e consapevolezza, avremo poi tutto il tempo anche per rielaborare meglio gli accadimenti durante i giorni di Luna calante che ci separano dal prossimo Novilunio in Scorpione.

Il Cielo è tutt’altro che statico, e ci esorta alla dinamicità nelle nostre vite, all’azione consapevole e all’auto-osservazione di quei meccanismi di reazione automatica che spesso feriscono le nostre relazioni. Si tratta quindi di un portale di grande guarigione, individuale e conseguentemente collettiva e si tratta di uno scambio perché in un Collettivo rinnovato anche l’individuo può beneficiare di un’energia individuale nuova, si tratta di un ricircolo virtuoso e una grande opportunità, vi abbraccio forte forte!

E’ il tempo di una grande e improvvisa ri-evoluzione

Buon Plenilunio in Ariete.

Ross

Astrogenealogia, Luna Piena, visioni astrologiche

Plenilunio in Aquario: la dignità dei propri valori

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La Luna piena in Aquario avrà luogo alle 14:31 del 15 agosto, ai 22°24′ sull’Asse Leone/Aquario. L’Asse Ascendente/Discendente cade a 26° tra Scorpione e Toro, c’è dunque una fortissima sollecitazione nel territorio eclittico dei Segni Fissi, soprattutto incisiva per chi ha pianeti o punti importanti in terza decade di Toro, Leone, Scorpione e Aquario.

Dato il periodo estivo ero incerta se scrivere o no questa newsletter, e poi mi sono decisa a farlo, nelle quieta calura di una domenica d’agosto con l’intento di portare una folata di freschezza, almeno interiore se non meteoreologica.

Mercurio esce proprio il 15 dalla zona d’ombra di retrogradazione e si aggiunge, con rinnovata chiarezza mentale, lievemente distante a livello di gradi, al trittico Sole/Venere e Marte che stanno opponendo la Luna in Aquario sull’Asse III/IX casa del grafico di Plenilunio.

Si necessita di respirare aria nuova all’interno dei nostri rapporti e di aprirsi alla possibilità di introdurre nei nostri cassetti interiori nuovi stimoli. Quando siamo pronti per un rinnovamento, sulla nostra strada appaiono persone che ci svelano un diverso racconto delle vicende che viviamo nel quotidiano, una lettura diversa da ciò che appare ma connessa alla magia delle sincronicità. Il mondo si colora e quella persona introduce nuove tinte alla tavolozza con cui dipingiamo le nostre giornate.

Le nostre convinzioni iniziano a traballare smosse irrimediabilmente dal diverso che irrompe nelle nostre vite. Improvvisamente e spesso inconsapevolmente ci sentiamo catapultare in un viaggio temporale all’indietro, quando noi, piccoli viaggiatori verso l’incarnazione, siamo stati ospiti dell’utero materno.

Ci siamo sentiti bene accolti? Il grembo ci è parso un luogo ostile? Come ci sentiamo nella nostra vita quando siamo ospiti di qualcuno?

In molti abbiamo scelto di lavorare sul principio dell’integrazione e dell’accoglienza per sanare ancestrali memorie genealogiche inerenti la ghettizzazione della diversità. Se questa è una delle sfide più pressanti da lavorare per la nostra anima, sin dai tempi della vita intrauterina, in momenti precocissimi nel mondo indifferenziato dell’utero materno, possiamo esserci sentiti stranieri indesiderati e aver deciso di portare con noi questo imprinting di rifiuto della nostra natura autentica. Queste tematiche sono assolutamente affrontabili e trasformabili all’interno ad esempio di un percorso di Rebirthing, esplorando le memorie di nascita, lavoro che ho sperimentato personalmente e che suggerirei con gioia.

Spesso da qui origina il congelamento ad un nucleo saturnino di giudizio e critica verso sé stessi e il contemporaneo innalzamento di barriere nei confronti del diverso, originatesi dal rifiuto della nostra diversità interiore. E, rifiutando la nostra diversità, veniamo anche messi a confronto con la spinosa questione del confine, di saturnino e nettuniano insegnamento. Se rifiuto la mia diversità mi uniformo all’altro e se mi uniformo all’altro perdo la cognizione di dove finisco io e dove inizia lui, porto quindi avanti rapporti fondati sulla dipendenza, quasi come fossero rapporti uterini, dove io mi sento al sicuro solo se divento l’altro e mi con-fondo con lui, dove io ancora non ho una mia identità.

Torna in te!

Quale allora la chiave di accettazione di sé? E’ la consapevolezza di esistere, di essere vivo, che spesso ci deriva proprio dalle relazioni dove ci sentiamo abbandonati. Quando ci perdiamo negli altri, e qualcuno ci dice “torna in te!”, ci sta in realtà dicendo di riprendere contatto con la nostra luce, la nostra energia e tutto il potere personale di cui tutti siamo dotati. Quando qualcuno ci abbandona ci rispedisce a noi stessi.

E’ possibile nel tempo raggiungere un equilibrio tra la consapevolezza di sé e dei propri valori ed il mantenimento di una posizione aperta all’ingresso di valori nuovi, che ampliano o divergono dai nostri.

Siamo in un’Era ambivalente da questo punto di vista e vaghiamo assonnati e senza chiara direzione di opinione. Da un lato ci sono gli sbandieratori della tolleranza ai più estremi livelli e dall’altro lato taluni altri vedono il diverso come un minaccioso elemento di contaminazione. In entrambi i casi il fil rouge è costituito dallo strenuo arroccamento sulle proprie posizioni che spesso sfocia nel fanatismo, ma perché viviamo scenari così polarizzati?

Tanto più tratteniamo scissioni interiori e polarizzazioni estremizzate, anche spesso familiarmente introiettate e perciò prive di qualsivoglia filtro razionale discriminatorio, quanto più la nostra vita sarà costellata da contraddizioni e proiezioni.

La chiave è comunque plutonian-saturnina e si distingue per il tracciare la propria direzione personale anche lasciando andare gli attaccamenti alle opinioni o ai volutamente frammentari racconti di famiglia. I nostri valori sono la nostra bussola unica ed irripetibile ed il nascere in un determinato Sistema familiare non comporta assolutamente il dover sottostare ad un irretimento ideologico.

Si può uscire dalla famiglia in tanti modi, a volte il primo passaggio non è subito l’andare fisicamente a vivere da soli ma è l’allontanamento energetico/ideologico e la propria indipendenza dalla lealtà ideologica e valoriale familiare, che ne attrae poi all’esterno anche l’affrancamento fisico. Per qualcuno la distanza geografica è un toccasana.

Nulla è come appare, ci sono persone che vivono in casa e sono più indipendenti di altre che vivono fuori, l’indipendenza si fonda su un insieme di passaggi temporali che ne avvalorano la stabilità, non dimentichiamo infatti che il segno dell’Aquario è anche governato da Saturno.

Buon viaggio allora attraverso le diverse dimensioni del nostro essere.

Un abbraccio!

Ross

Luna, Luna Piena, Movimenti celesti

Plenilunio in Sagittario: nuovi movimenti nel cuore

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La Luna piena in Sagittario avrà luogo il 17 giugno 2019 alle 10:31, coinvolgendo l’asse Gemelli/Sagittario a 25°53′, tra le case V e XI. Si richiama quindi la musica dell’Asse Ascendente/Discendente del tema di Plenilunio (vedi grafico), tra Leone e Aquario.

La lealtà inconscia al Sistema Famiglia spesso è un’arma a doppio taglio che, se da una parte ci garantisce un senso di appartenenza, dall’altra può allontanarci dalla nostra natura autentica. Questo Cielo ci esorta a riconnetterci con tale natura, forse scoprendo la nostra indole, i nostri desideri e le nostre speranze per la prima volta.

L’accento energetico dei cardini di questo Cielo è posto sui Segni di modalità fissa (Toro/Scorpione/Leone/Aquario), mentre la sfida solilunare si svolgerà sull’Asse mobile Gemelli/Sagittario, all’ingresso delle cuspidi di V e XI casa. Due compatte fazioni contrapposte popolano poi l’Asse V/XI: da una parte Marte/Mercurio e Nodo Nord in XI casa in Cancro e dall’altra i due big Saturno e Plutone, e il Nodo Sud in Capricorno e V casa. 

La vera indipendenza deriva dal conseguimento di un senso di libertà, strettamente connesso a quello di responsabilità. Proprio in questi giorni mi sono trovata nella condizione di dire ad una persona che non tutto dipende solo da noi ma anche da noi. In ogni situazione è necessario integrare un senso del limite, negli eventi che viviamo compartecipiamo energeticamente ed è sempre importante riconoscere la nostra quota di responsabilità. Ciò è necessario a trovare un orizzonte di senso anche dove sembra non ci sia e ad uscire dal senso di impotenza, trovando al contempo soluzioni per cambiare alcuni schemi automatici, gli stessi attraverso cui viviamo eventi simili più volte seppur con facce ed in contesti apparentemente diversi.

Allo stesso tempo i silenzi e i non detti vissuti ed introiettati all’interno del Sistema, il bagaglio di convinzioni educativo che abbiamo fatto entrare senza ragionevoli filtri discriminatori, ancora appesantiscono il nostro mondo comunicativo, troppo ricco di parole che ci arrecano solo un senso di disistima e dietro la disistima si nasconde la colpa.

In cosa ci sentiamo carenti? Chi non siamo riusciti a proteggere? Quali misteriose credenze autosabotanti si annidano in noi, frutto di un senso di colpa antico? 

Forse non abbiamo saputo rispettare il nostro ruolo di figli e ci siamo caricati delle responsabilità che non ci competevano, per alleviare ciò che veniva da noi percepito come una parte sacrificale, fragile e bisognosa dei nostri genitori. A nostra volta poi ripetiamo per lealtà questo schema con i nostri figli, in tal modo nel Sistema la memoria è relativa al disorientamento, non sappiamo qual è il nostro posto nella vita e, di conseguenza, continuiamo a vagare occupando posti che non ci competono alla ricerca di un’identità che non conosciamo

Spesso i non detti caricano le persone di sospetti e offrono spazio a fraintendimenti e pensieri proiettivi, questo deriva dall’aver vissuto in un Sistema Famiglia in cui c’erano ambivalenze nei messaggi, le parole dicevano una cosa diversa dai fatti e gli eventuali silenzi lasciavano lo spiraglio aperto ad ogni sorta di interpretazione. 

C’è qualcosa che non va in me, si sono zittiti per colpa mia

Se il silenzio dominava i presenti quando entravamo nelle stanze la memoria si è raggelata in una credenza come “C’è qualcosa che non va in me, si sono zittiti per colpa mia”. Adulti che trattano i bambini come se non avessero un’ anima, un sentire, un cuore, la giovane età non è  sintomo di stupidità, tutt’al più di purezza ed ingenuità. E’ pur vero che tutto questo può aver rappresentato la palestra che avevamo scelto per affinare l’intuizione e la ricettività, la sopravvivenza infatti dipendeva da quanto si riusciva a “leggere tra le righe” dei non detti e da quanto si riusciva a prevedere e “respirare gli ambienti” in modo da attuare la miglior strategia inconscia per difendersi. 

Ma l’abitudine a difendersi, l’aspettarsi sempre qualcosa dietro l’angolo che permea il sentire di molte persone attrae proprio questo. Dietro al bisogno di difendersi si cela la necessità di essere attaccati e spesso di contrattaccare attraverso la propria reazione.  Così, lungi dall’essere risolti, i conflitti tra le persone si accendono, nutriti da avventate incursioni alternate a rinunce nel muoversi, simulando un’eterna trincea.

C’è poi l’importante questione contemplata estesamente nelle Costellazioni Familiari del “movimento interrotto” verso i genitori, qualcosa che ha bloccato il naturale fluire dell’amore verso il genitoriale e ci ha congelato in una fase dove ci aspettiamo che sia sempre il genitore a dover venire verso di noi, mentre è esattamente il contrario. Ne ho sperimentato personalmente la potenza durante una giornata di Costellazione dedicata al lavoro, quando la Costellatrice prima di ogni cosa ci ha fatto lavorare a coppie sul movimento interrotto e, naturalmente, lo spostamento partiva dal figlio, non dal genitore.

Ho impiegato molti anni a rendermi conto che, se volevo aprirmi ad una vita diversa, dovevo lavorare interiormente per lasciar andare le aspettative, i giudizi, i crediti interiori che sentivo nei confronti dei miei genitori, questo lavoro ha caratterizzato molto tempo del mio vivere e continua a farlo quotidianamente. Cari Amici, il senso di irrequietudine interiore che proviamo in questi anni di intensi movimenti celesti ci invita a muoverci in un modo diverso all’interno di noi stessi, per creare un movimento diverso all’esterno nelle relazioni con gli altri.

Perché tutta questa arroganza? Tutto il pretendere dagli altri ciò che nemmeno noi sappiamo dare a noi stessi? Perché tanti giudizi e critiche sull’altrui operato e non siamo in grado di vedere ciò che si annida in noi? 

Muoversi nell’accoglienza delle emozioni non significa rimanere ibernati in uno stadio di vittimismo per manipolare gli altri, ma accettare di sciogliere i propri dolori interiori prendendosene la responsabilità, uscendo una volta per tutte dalla sterile energia del lamento o del rimpianto.

Al contempo potremmo sentire che dentro di noi vive qualcuno che ancora non conosciamo cui per molti anni non abbiamo dato voce, una parte di noi così desiderosa di pulizia e trasparenza da sembrare ingenua. Diamole calore e abbracciamola, non spaventiamocene reprimendola di nuovo, nutriamola di verità, la nostra finalmente. Iniziamo un viaggio di scoperta nelle nostre profondità dell’Essere, potremmo trovare delle risorse inaspettate che attendevano solo il tempo giusto per emergere.

Forse tutto questo ci allontanerà in parte dalla nostra famiglia, forse è ora di avventurarsi e salutare consapevolmente tutto ciò che finora ci ha trattenuto perché ne avevamo bisogno, per paura della nostra grandezza. Ora il tempo della rinascita è giunto ed è il momento di diventare finalmente quella meravigliosa, leggera ed avventurosa farfalla che tutti siamo…se solo lo vogliamo e siamo disposti a lasciar andare il bisogno di sicurezza, disposti a vivere fiutando ogni giorno quello che la vita ci offre.

Grandi abbracci a tutti e buon Viaggio!

Ross