Luna, Luna Piena, Movimenti celesti

Plenilunio in Sagittario: nuovi movimenti nel cuore

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La Luna piena in Sagittario avrà luogo il 17 giugno 2019 alle 10:31, coinvolgendo l’asse Gemelli/Sagittario a 25°53′, tra le case V e XI. Si richiama quindi la musica dell’Asse Ascendente/Discendente del tema di Plenilunio (vedi grafico), tra Leone e Aquario.

La lealtà inconscia al Sistema Famiglia spesso è un’arma a doppio taglio che, se da una parte ci garantisce un senso di appartenenza, dall’altra può allontanarci dalla nostra natura autentica. Questo Cielo ci esorta a riconnetterci con tale natura, forse scoprendo la nostra indole, i nostri desideri e le nostre speranze per la prima volta.

L’accento energetico dei cardini di questo Cielo è posto sui Segni di modalità fissa (Toro/Scorpione/Leone/Aquario), mentre la sfida solilunare si svolgerà sull’Asse mobile Gemelli/Sagittario, all’ingresso delle cuspidi di V e XI casa. Due compatte fazioni contrapposte popolano poi l’Asse V/XI: da una parte Marte/Mercurio e Nodo Nord in XI casa in Cancro e dall’altra i due big Saturno e Plutone, e il Nodo Sud in Capricorno e V casa. 

La vera indipendenza deriva dal conseguimento di un senso di libertà, strettamente connesso a quello di responsabilità. Proprio in questi giorni mi sono trovata nella condizione di dire ad una persona che non tutto dipende solo da noi ma anche da noi. In ogni situazione è necessario integrare un senso del limite, negli eventi che viviamo compartecipiamo energeticamente ed è sempre importante riconoscere la nostra quota di responsabilità. Ciò è necessario a trovare un orizzonte di senso anche dove sembra non ci sia e ad uscire dal senso di impotenza, trovando al contempo soluzioni per cambiare alcuni schemi automatici, gli stessi attraverso cui viviamo eventi simili più volte seppur con facce ed in contesti apparentemente diversi.

Allo stesso tempo i silenzi e i non detti vissuti ed introiettati all’interno del Sistema, il bagaglio di convinzioni educativo che abbiamo fatto entrare senza ragionevoli filtri discriminatori, ancora appesantiscono il nostro mondo comunicativo, troppo ricco di parole che ci arrecano solo un senso di disistima e dietro la disistima si nasconde la colpa.

In cosa ci sentiamo carenti? Chi non siamo riusciti a proteggere? Quali misteriose credenze autosabotanti si annidano in noi, frutto di un senso di colpa antico? 

Forse non abbiamo saputo rispettare il nostro ruolo di figli e ci siamo caricati delle responsabilità che non ci competevano, per alleviare ciò che veniva da noi percepito come una parte sacrificale, fragile e bisognosa dei nostri genitori. A nostra volta poi ripetiamo per lealtà questo schema con i nostri figli, in tal modo nel Sistema la memoria è relativa al disorientamento, non sappiamo qual è il nostro posto nella vita e, di conseguenza, continuiamo a vagare occupando posti che non ci competono alla ricerca di un’identità che non conosciamo

Spesso i non detti caricano le persone di sospetti e offrono spazio a fraintendimenti e pensieri proiettivi, questo deriva dall’aver vissuto in un Sistema Famiglia in cui c’erano ambivalenze nei messaggi, le parole dicevano una cosa diversa dai fatti e gli eventuali silenzi lasciavano lo spiraglio aperto ad ogni sorta di interpretazione. 

C’è qualcosa che non va in me, si sono zittiti per colpa mia

Se il silenzio dominava i presenti quando entravamo nelle stanze la memoria si è raggelata in una credenza come “C’è qualcosa che non va in me, si sono zittiti per colpa mia”. Adulti che trattano i bambini come se non avessero un’ anima, un sentire, un cuore, la giovane età non è  sintomo di stupidità, tutt’al più di purezza ed ingenuità. E’ pur vero che tutto questo può aver rappresentato la palestra che avevamo scelto per affinare l’intuizione e la ricettività, la sopravvivenza infatti dipendeva da quanto si riusciva a “leggere tra le righe” dei non detti e da quanto si riusciva a prevedere e “respirare gli ambienti” in modo da attuare la miglior strategia inconscia per difendersi. 

Ma l’abitudine a difendersi, l’aspettarsi sempre qualcosa dietro l’angolo che permea il sentire di molte persone attrae proprio questo. Dietro al bisogno di difendersi si cela la necessità di essere attaccati e spesso di contrattaccare attraverso la propria reazione.  Così, lungi dall’essere risolti, i conflitti tra le persone si accendono, nutriti da avventate incursioni alternate a rinunce nel muoversi, simulando un’eterna trincea.

C’è poi l’importante questione contemplata estesamente nelle Costellazioni Familiari del “movimento interrotto” verso i genitori, qualcosa che ha bloccato il naturale fluire dell’amore verso il genitoriale e ci ha congelato in una fase dove ci aspettiamo che sia sempre il genitore a dover venire verso di noi, mentre è esattamente il contrario. Ne ho sperimentato personalmente la potenza durante una giornata di Costellazione dedicata al lavoro, quando la Costellatrice prima di ogni cosa ci ha fatto lavorare a coppie sul movimento interrotto e, naturalmente, lo spostamento partiva dal figlio, non dal genitore.

Ho impiegato molti anni a rendermi conto che, se volevo aprirmi ad una vita diversa, dovevo lavorare interiormente per lasciar andare le aspettative, i giudizi, i crediti interiori che sentivo nei confronti dei miei genitori, questo lavoro ha caratterizzato molto tempo del mio vivere e continua a farlo quotidianamente. Cari Amici, il senso di irrequietudine interiore che proviamo in questi anni di intensi movimenti celesti ci invita a muoverci in un modo diverso all’interno di noi stessi, per creare un movimento diverso all’esterno nelle relazioni con gli altri.

Perché tutta questa arroganza? Tutto il pretendere dagli altri ciò che nemmeno noi sappiamo dare a noi stessi? Perché tanti giudizi e critiche sull’altrui operato e non siamo in grado di vedere ciò che si annida in noi? 

Muoversi nell’accoglienza delle emozioni non significa rimanere ibernati in uno stadio di vittimismo per manipolare gli altri, ma accettare di sciogliere i propri dolori interiori prendendosene la responsabilità, uscendo una volta per tutte dalla sterile energia del lamento o del rimpianto.

Al contempo potremmo sentire che dentro di noi vive qualcuno che ancora non conosciamo cui per molti anni non abbiamo dato voce, una parte di noi così desiderosa di pulizia e trasparenza da sembrare ingenua. Diamole calore e abbracciamola, non spaventiamocene reprimendola di nuovo, nutriamola di verità, la nostra finalmente. Iniziamo un viaggio di scoperta nelle nostre profondità dell’Essere, potremmo trovare delle risorse inaspettate che attendevano solo il tempo giusto per emergere.

Forse tutto questo ci allontanerà in parte dalla nostra famiglia, forse è ora di avventurarsi e salutare consapevolmente tutto ciò che finora ci ha trattenuto perché ne avevamo bisogno, per paura della nostra grandezza. Ora il tempo della rinascita è giunto ed è il momento di diventare finalmente quella meravigliosa, leggera ed avventurosa farfalla che tutti siamo…se solo lo vogliamo e siamo disposti a lasciar andare il bisogno di sicurezza, disposti a vivere fiutando ogni giorno quello che la vita ci offre.

Grandi abbracci a tutti e buon Viaggio!

Ross

Astrogenealogia, Luna, Movimenti celesti

Luna Nuova in Toro: il radicamento delle nuove sicurezze

La Luna Nuova di questo mese si formerà il giorno 5 maggio 2019 alle 0:45, a 14°10′ del segno del Toro, attivando l’asse astrogenealogico patrimoniale Toro/Scorpione. Saturno troneggia nel ruolo di Pianeta dispositore dell’Ascendente del tema di Luna Nuova (vedi grafico), l’asse relazionale si trova tra Capricorno e Cancro. La Luna quindi è Signora del Discendente, portale d’ingresso alla VII casa e al tema della relazione.

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Uno dei più grandi dilemmi dell’Essere Umano risiede nella ricerca di sicurezza, tutti abbiamo necessità di avere un punto fermo, almeno in un settore della nostra vita.

Da dove origina il bisogno di sicurezza?

Per i nostri Antenati i bisogni primari di sopravvivenza erano nell’occhio del ciclone tutti i giorni: dormire, mangiare, per noi sono ormai divenuti automatismi eppure poche volte ci soffermiamo sulla Gratitudine per il fatto di disporre di così tante opportunità. Nel momento in cui la caldaia si rompe o la lavatrice ci abbandona ci rendiamo conto di quanto è meraviglioso il comfort che possiamo utilizzare. Dentro di noi, tuttavia, si muovono le memorie che, viaggiando transgenerazionalmente  (in maniera tacita tra le generazioni), insinuano in noi la paura della perdita, e ci attacchiamo con le unghie e con i denti a ciò che possediamo, spesso identificandoci con esso.

Ci valutiamo allora per il nostro avere e non per il nostro essere, questo è un grande tranello del nostro tempo

Quando scegliamo una vita in cui lavorare la questione profonda dell’attaccamento, significa che faremo un lavoro trasform-attivo che coinvolgerà l’intero Sistema familiare. Potremmo allora nascere in una famiglia dove nell’immediato non siamo allattati in modo adeguato e ciò rievoca in noi le memorie di fame, sia materialmente intesa come assenza o carenza di cibo sostanzioso, sia di fame emotiva nel sentirsi trascurati ed abbandonati proprio nel momento in cui avevamo bisogno.

Ciò che viviamo in una fase precoce della nostra esistenza rimane segnato profondamente nelle nostre memorie cellulari, pronto a risvegliarsi al momento opportuno, quando età e strumenti a disposizione sono adatti alla trasformazione di questo importante ed inconscio ricordo.

Gli eventi della nostra vita si snodano allora in modo tale da condurci al nostro nodo gordiano, nodo da noi scelto in tempi remotamente anteriori e nascosto nei recessi della nostra cantina interiore, un’Ombra che risorge improvvisamente, un mostro che non ci aspettavamo di dover affrontare perché inconsapevoli di averlo chiuso a doppia mandata nell’armadio. 

Potremmo trovarci nella situazione in cui perdiamo contemporaneamente sia il lavoro che una relazione importante, e ci ritroviamo ad essere piccoli, indifesi e smarriti.

Urge allora un moto introspettivo, veniamo infatti bruscamente rispediti a noi stessi:

Quali sono le motivazioni reali che mi hanno spinto ad entrare in questa relazione? Reale interesse per l’altra persona o mera ricerca di accudimento e conforto per la paura della solitudine? Curiosità infantile o reale desiderio di conoscere e partecipare alla vita dell’Altro? Genuino interesse o finto compiacimento per paura di perdere l’altra persona e sprofondare nel buco nero della solitudine?

E anche per quanto riguarda il lavoro i quesiti interiori non mancano:

Mi sentivo soddisfatto facendo questo lavoro oppure lavoravo 10 ore al giorno elemosinando attenzione? Ci tenevo davvero a quella promozione oppure dovevo dimostrare al capo (genitore) quanto ero migliore del mio collega (fratello)? In che modo la mia presenza sul luogo di lavoro mi arricchiva interiormente? Forse che per sopravvivere dovevo indossare una maschera con cui mi ero eccessivamente identificato dimenticando chi sono davvero?

Il Novilunio in Toro avviene nella IV casa del grafico astrologico dedicato a questo momento, nel territorio più profondo del Tema quindi, dove ci riconnettiamo alle memorie della linea genealogica paterna, alle memorie della razza, del passato della nostra stirpe, dove le prime memorie affettive della nostra genealogia confluiscono in noi attraverso i primi momenti in cui abbiamo preso contatto col mondo del nutrimento, dove prestiamo lealtà a dei modelli familiari che ci garantiscono un senso di appartenenza al Sistema. Anche da adulti sentiamo spesso minacciata la nostra sicurezza, seppure essa sia fittizia e illusoria, come ci insegna il recente approdo di Urano nel segno del Toro, dove si tratterrà fino al 2026.

Il quinconce (150°) perfetto tra Marte in Gemelli e Plutone in Capricorno ci ricorda come quelle prime insicure memorie abbiano poi trovato convalida nel metodo educativo scolastico e nel nostro vissuto educativo e sociale di appartenenza, col risultato di rendere più radicate le nostre paure. E quando la paura impera, l’esplorazione spaventa e la chiusura nei propri (illusoriamente) rassicuranti confini sembra la soluzione più istintiva e sicura; il coraggio di Marte a poco serve senza quella vulcanica spinta interiore di determinazione consapevole veicolata da Plutone (e non a caso i due pianeti governano assieme i segni dell’Ariete e dello Scorpione, segni che tra di loro distano 150°formando un quinconce naturale).

Da questo punto di vista come possiamo allora rapportarci all’Altro, che necessariamente apporterebbe elementi nuovi ed imprevedibili al nostro sistema di valori, senza temerlo come un potenziale nemico?

Ecco il paradosso, la ricerca della relazione come bisogno di sopravvivenza per alienarsi dal senso di solitudine interiore versus la battaglia nei confronti del diverso che necessariamente ci metterebbe in condizione di doverci aprire in una maniera alternativa

Nella vita affettiva come nel lavoro tutto ciò che si crea è legato ai nostri vissuti familiari, anche se noi tendiamo a considerare la nostra vita a compartimenti stagni; in realtà viviamo un’unica versione di noi stessi in molti contesti, questa è la mia visione. La paura della perdita porta al trattenere al posto che allo sviluppo della capacità di fluire con il naturale divenire delle cose, siamo nel territorio dei segni fissi Toro/Scorpione. E tanto più abbiamo paura di perdere, tanto più ci attacchiamo a quel che abbiamo e spesso abbiamo bisogno di un transito privativo di Saturno che, togliendoci ciò in cui ci siamo totalmente identificati a livello materiale o affettivo, ci mette nella condizione di ricominciare da zero, revisionando necessariamente il nostro sistema di valori.

Quante volte infatti abbiamo pronunciato la frase

Ormai non ho nulla da perdere

In extremis risorgiamo dalle ceneri profondamente trasformati dopo che veniamo denudati di tutto, ma bisogna necessariamente arrivare a questo? Io ci sono passata, Saturno sapeva che la mia Luna in Capricorno avrebbe imparato a chiedere aiuto solo in un momento di prostrazione; è vero infatti che quando ci sentiamo trascurati in una fase precoce della nostra vita, la soluzione immediata è sopprimere i nostri bisogni imparando a non sentirli e tanto meno ad esprimere qualcosa che non sentiamo più, nell’illusorietà di una finta indipendenza che si nutre di tanta vulnerabilità nascosta e profonda insicurezza.

Eppure da quel momento in poi la mia vita ha preso una piega meravigliosa e totalmente inaspettata, proprio quando avevo affidato la mia vita a Qualcosa di più alto affinché io sia guidata non al recupero e al trattenimento di ciò che avevo perso, ma all’apertura a ricevere sostegno e ad imparare la lezione di umiltà che si nascondeva dietro a questa prova.

Questa Luna Nuova nel segno del Toro coinvolgerà in maniera più intensa le persone che hanno Pianeti o l’Ascendente a 14° circa di Toro, Scorpione, Leone, Aquario. Possono emergere alla luce antiche tematiche relative a come abbiamo vissuto le relazioni e all’esplorazione dei nostri meccanismi interiori che si attivano quando viviamo i distacchi; per le persone separate/divorziate forse è rimasto ancora qualcosa di interiormente non definito con sé stessi, questa è l’occasione per chiudere alcuni sipari.

La consapevolezza di questo momento riguardo al nostro sistema di valori e a quello che per noi rappresenta la sicurezza risulta fondamentale per poter fare quel balzo quantico trasformativo di elevazione della Coscienza in cui fidarsi delle proprie risorse interiori come fonte di rassicurazione interiore che nessuno può mettere a repentaglio. Si apre allora un paradigma relazionale completamente diverso dove la relazione può essere solo un arricchimento di qualcosa che già è ben radicato in noi, l’Amore di sé, unico presupposto per poter alimentare anche l’Amore per un’ altra persona.

Lungi dall’aspettarsi dagli altri nutrimento, conforto e rassicurazione, arrabbiandoci profondamente se questi bisogni rimangono inascoltati, impariamo allora a vedere l’apporto dell’altro come un’occasione di crescita per entrambi. Eccoci allora per la prima volta alle prese con un nuovo modo di entrare in relazione, sano e privo di aspettative o di incantesimi di breve durata, ma solo dopo aver sviluppato la capacità di nutrire noi stessi stimandoci e amandoci proprio per quello che siamo in questo momento e nulla più, senza sentirci in credito nei confronti della Vita stessa che ci ha messo davanti esattamente a ciò di cui avevamo bisogno per le nostre scelte di evoluzione.

Facciamo attenzione a fare un passaggio equilibrato e ad auto-osservarci: potremmo infatti in una prima fase, una volta compreso che siamo stati dipendenti dagli altri, proporci in modo eccessivamente e fittiziamente indipendente o arrogante per paura che vengano svelati i nostri lati deboli. Ciò equivale comunque ad indossare una nuova maschera, nuova ma pur sempre una maschera che ci allontana dal nostro centro.

E’ proprio una Luna adatta a seminare una nuova consapevolezza interiore, una centratura ed una capacità di nutrirsi di valori sani senza temere nulla da chi entra nel nostro mondo relazionale. E’ una Luna adatta a sentire di poter trasformare la propria vita affettiva e passare da una paurosa e limitante solitudine al darsi la possibilità di amare di nuovo senza temere di esporre all’altra persona anche i propri timori e le proprie vulnerabilità.

La Stella Sirio brilla nella VII casa nel grafico di Novilunio, proprio in congiunzione applicante al Nodo evolutivo Nord; ed è a partire dal viaggio di consapevolezza che Saturno e Plutone ci faranno fare attraverso lo spazio/tempo passato che potremo elaborare ancora un ulteriore maturo distacco dalle dinamiche familiari di privazione e sofferenza che ci hanno trattenuto in forme di lealtà familiare inconscia funzionali al mantenimento dello status quo.

E’ il momento di apertura a forme di Amore diverse e più evolute, lo auguro davvero a tutti con un grande abbraccio ❤

Rossana

Luna, Luna Piena

Plenilunio in Bilancia: la nuova relazione con noi stessi

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La Luna piena in Bilancia avrà luogo il 21 marzo 2019 alle 02:43, coinvolgendo l’asse Ariete/Bilancia a 0°9′, tra la II e la VIII casa.

Cari Amici, il momento attuale invita a grande introspezione, un profondo decluttering, che definisco con una parola che ieri una carissima Amica mi ha condiviso in un messaggio: scrematura. Il transito di Mercurio in retrogradazione nel segno dei Pesci(avviato alla congiunzione applicante con Nettuno) ci accompagna in questo gentile lavoro di pulizia interiore. La scrematura è un processo più soft rispetto al taglio uraniano o alla potatura saturnina, tuttavia nel suo essere, a mia visione, legato a Nettuno presuppone una fase di attenzione e selezione virginiana, una fase di auto-osservazione meticolosa per s-coprire e setacciare ciò che fa bene alla nostra interiorità e ciò che ormai costituisce un veleno da cui disintossicarsi. L’Essere Umano ha il dono di abituarsi a qualsiasi cosa e spesso le relazioni, gli atteggiamenti, gli eventi di cui ci nutriamo ci intossicano il cuore eppure non sempre o non subito ce ne rendiamo conto e così, pur sentendo una stonatura interiore, evitiamo di ascoltarci davvero.

E poi ci sono i momenti come questo, in cui tutto può rifiorire, germogliare con rinnovata energia, se ci diamo il permesso di far fluire con grazia, semplicità, spontaneità e morbidezza, ciò che ormai ha visto la parola fine ma che noi ancora portiamo avanti. Se dal punto di vista energetico il momento del nuovo inizio coincide con una precedente fine, dall’apparente punto di vista materiale non sempre è così.

Potremmo quindi vivere un’apparente incongruenza temporale, ad esempio alcune relazioni potrebbero essersi chiuse ma ancora non riusciamo a vedere l’inizio delle nuove e viviamo un apparente stato di solitudine e di vuoto. Mentre la nostra anima ha già chiuso alcuni percorsi, dal punto di vista materiale potremmo far fatica a chiudere e mentre energeticamente le nuove relazioni sono già nate, dal punto di vista manifesto potremmo ancora non vederle. E’ lo sfasamento temporale nella manifestazione visibile di ciò che dal punto di vista animico è già avvenuto. Viviamo su più piani e i tempi sono semplicemente diversi, durante questi spazi di limbo in cui non siamo più bruchi e nemmeno farfalle l’unica cosa che possiamo fare è sviluppare la capacità di fidarci di quella parte di noi stessi che ha una Saggezza superiore e che ci indica nuovi percorsi di evoluzione, lasciandone fluire con gratitudine altri.

La resistenza può determinarsi dalla visione del passato che offusca il presente, soprattutto se ci siamo fidati di qualcuno e ci siamo sentiti offesi o traditi. Cari, sapete che la fiducia mal riposta è solo un modo che la nostra anima utilizza per mostrarci che non ci stiamo sufficientemente fidando di noi stessi? Quali parti di noi stessi abbiamo tradito mentre abbiamo avuto bisogno di sentirci traditi dagli altri? Se non mi fido di me stesso ho bisogno di esternalizzare la fiducia, idealizzando le persone e conferendo loro un’affidabilità che, se non vivo dentro, non potrò trovare fuori. Quando giudichiamo una persona come inaffidabile proviamo a farci questa domanda, proprio così come esercizio di auto-osservazione e non come pretesto di ulteriore autocritica o disvalore.

Posso manifestare all’esterno solo qualcosa che è già acquisito all’interno, vedo il bello fuori se ho sviluppato pian pianino la capacità di vedere la bellezza dentro. Ogni giorno ci affacciamo alla finestra e possiamo scegliere il panorama che vogliamo vedere. Questo è un momento propizio per guardare il proprio panorama interiore, e scegliere cosa voler vedere, possiamo liberarci da tutte le zavorre che ci hanno trattenuto dal mostrarci nella nostra autenticità veicolate da paure, nostre o ereditate e portate avanti per lealtà familiare.

Possiamo ad esempio comprendere in che modo abbiamo portato avanti dei bisogni condizionati per lealtà inconscia, senza che ciò costituisse un nostro desiderio autentico. E’ l’ora della profonda sincerità, in che modo ci facciamo ancora scudo delle nostre ferite per difenderci? In che modo abbiamo bisogno di sentirci attaccati per utilizzare quello scudo? Le mura del nostro castello interiore hanno costituito una difesa e ora costituiscono l’isolamento, spetta alla nostra libera scelta consapevole la decisione di aprire il cancello e abbassare il ponte levatoio. Lo possiamo fare anche come esercizio di visualizzazione, anni fa feci un’ardimentosa visualizzazione guidata in cui lanciavo una bomba per aprire un varco in quelle mura. 

Le difese emotive che abbiamo innalzato possono ora essere destrutturate se comprendiamo che la loro presenza ha avuto comunque una certa funzione; possiamo anche rinunciare alla mentalizzazione (i miei valori Vergine si chiedono chi mai io sia diventata) del voler razionalmente capire quale, la domanda che possiamo farci è solo quella interiore nella necessaria comprensione della loro attuale utilità. Ci servono ancora? Abbiamo ancora bisogno di difenderci e quindi di essere attaccati per poterci difendere? Abbiamo ancora il bisogno di conferire agli altri il potere di ferirci per sentirci vittime? Necessitiamo ancora dell’energia della lamentela per sentirci autorizzati a rimanere fermi in apparente balia degli altri?

Io dico di no.

Dico che le ferite del passato sono la testimonianza che abbiamo fatto un’esperienza e che non c’è nulla di più potente dell’acquisizione dell’esperienza vissuta nell’apprendimento che siamo qui tutti a portare avanti. L’esperienza può essere fertilizzata a favore di altre persone che si trovano in circostanze similari, anche se mai uguali. Nel mio percorso ciò che mi ha aiutato più di tutto è conoscere persone che lo avevano fatto prima e ne erano uscite bene, pur se le stesse mi descrivevano l’impegno profuso nella loro storia di vita in quel campo. Quando ho attraversato la mia dolorosa separazione, ad esempio, ciò che mi ha dato luce è stato conoscere amicizie che ne erano uscite brillantemente ed erano riuscite ad amare di nuovo. Ricordo che il terapeuta del tempo mi presentò un collega, vennero a casa mia perché io non riuscivo ad alzarmi dal letto e trovare motivazione nelle mie giornate. Quest’uomo aveva attraversato un doloroso distacco nel matrimonio e aveva una nuova compagna, mi disse una frase che ricorderò per tutta la vita:

“Ora non ti sembra possibile eppure supererai tutto questo, amerai di nuovo”.

Ed è proprio così, dentro al nostro cuore noi lo sappiamo che ad un certo punto avviene il disgelo dal dolore, dalle sofferenze e che amiamo di nuovo, perché è questo ciò che spontaneamente tutti cerchiamo, Amore. Ci rendiamo conto di attraversare la primavera del cuore quando ci apriamo a considerare e osservare il valore delle piccole cose attorno a noi, quando proviamo Amore e Gratitudine per ogni cosa, quando nulla è scontato e quando ci prendiamo la responsabilità di quello che desideriamo vedere, Bellezza e Armonia. In quel momento iniziamo ad amarci di nuovo ed è questo che manifesta l’Amore in una persona che incontriamo.

Ogni cicatrice del cuore rappresenta una ferita in battaglie che abbiamo combattuto, guardando quella cicatrice ricordiamo quel dolore e, se siamo disposti a lasciar andare le emozioni connesse a quel dolore, possiamo trovarne il prezioso insegnamento che ne abbiamo tratto. 

E’ anche un tempo fertile per lasciar andare l’attaccamento ai risultati, a come dovrebbero essere le nostre relazioni, alla lista di requisiti che dovrebbero incarnare le persone che incontriamo, alle aspettative; che cosa accadrebbe se ci fidassimo così tanto dell’Universo da sapere che incontreremo sempre e comunque una persona giusta in quel momento e dicessimo semplicemente “Sì sono pronto”? Che cosa accadrebbe se lasciassimo completamente andare l’idealizzazione di amore eterno o di famiglia del Mulino Bianco? Se vivessimo le nostre relazioni un giorno alla volta per quel giorno senza pretendere nulla, offrendo ciò che di bello possiamo e accettando ciò che ci viene offerto?

Possiamo finalmente accettare di ricevere, ne siamo degni e siamo pronti a farlo, senza sentirci in obbligo di ricambiare o in debito perenne, sentendoci meritevoli di Amore e consapevoli che anche noi stiamo dando il meglio di ciò che siamo.

Fluire nello scambio.

Posso quindi darti ciò che sono e accogliere ciò che sei senza voler cambiare nulla né di me né di te e allo stesso tempo sapendo che la relazione trasformerà entrambi e mi apro a questa trasformazione ringraziandoti per l’opportunità che mi dai nell’essere parte del mio processo di crescita. Tutto ciò presuppone però che io decida consapevolmente di trasformare la relazione più importante della mia vita, quella con me stesso, sapendo che più valore mi darò e più relazioni di valore potrò costruire.

Cari tutti, siamo negli ultimi giorni dell’energia Pesci e possiamo rendere fertile questa metamorfosi permettendoci di lasciar fluire ancora gli ultimi strascichi di ciò che desideriamo chiudere, permettiamoci di far scorrere delle lacrime se emergono dei ricordi dolorosi, io l’ho fatto mentre queste righe sgorgavano dal profondo del mio cuore. Se leggendo ricorderai, lascia andare, senti la preziosa sensibilità del tuo cuore, e non permettere a nessuno di calpestare questo fiore. 

Non si è mai troppo sensibili, le emozioni nutrono il cuore, io auguro a tutti noi in questo Plenilunio di aprirsi a relazioni in cui la reciproca preziosità pur nella diversità si nutra della gioia dello scambio alla pari, in cui nessuno senta di dover riparare al sentirsi in credito dal passato e nessuno si senta in debito nel dare.

Solo scambio e nutrimento nella parità.

Un abbraccio 

Rossana Strika

Luna, Luna Piena, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Plenilunio in Cancro: la maturità del cuore

maturità nel cuore

Cari amici del mio Blog, ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno 2017 e tutti noi, da una parte facciamo il bilancio di ciò che abbiamo vissuto e realizzato, dall’altra ci proiettiamo già nel futuro 2018, con nuovi progetti, intenti, ed un’energia di forte speranza in un avvenire migliore.

E’ come se avessimo due valigie, una piena, una ancora da riempire, dall’anno in chiusura possiamo portare ciò che l’esperienza ci ha insegnato ma, se vogliamo iniziare l’anno con maggior leggerezza, dobbiamo lasciar andare le paure che accompagnano situazioni passate che ci hanno fatto soffrire. In buona sostanza, siamo anche il prodotto del nostro passato ma non dobbiamo identificarci con le esperienze del passato e vivere di ricordi.

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Il Plenilunio avrà luogo il 2 gennaio 2018, alle 03:24, coinvolgendo Sole e Luna a confronto sull’Asse Cancro/Capricorno, a 11°.

Astrologicamente l’Ascendente di Plenilunio (vedi grafico allegato), cade a 16° dello Scorpione, strettamente congiunti all’Ascendente troviamo Marte a 14° e Giove a 17° dello Scorpione, trigono alla Luna a 11° del Cancro e trigono a Nettuno a 11° dei Pesci. Si forma dunque una figura chiamata Grande Trigono d’Acqua che coinvolge, oltre ai segni di Elemento Acqua, anche le case familiari IV-VIII-XII (per la posizione di Marte prossimo all’Ascendente dalla casa XII), cosiddette case d’Acqua.

Sul versante opposto alla Luna troviamo due importanti blocchi in sfida: il primo è rappresentato dal Grande Maestro Saturno, a 1° del Capricorno, congiunto a Lilith, a 6° del Capricorno e a Venere, a 9° del Capricorno. Il secondo vede come protagonisti Plutone, dispositore dell’Ascendente, a 18° del Capricorno congiunto al Sole, a 11° del Capricorno e a Venere a 9° del Capricorno. Il mega stellium Capricorno si svolge in II casa, opponendo la Luna in casa VIII.

Venere dunque costituisce un ponte importante tra le due istanze, nella sua simbologia di elemento di coesione relazionale, nella sua capacità di portare con sé l’apprendimento del saper scegliere, prendere decisioni.

Notiamo che gli assi in questo tema coinvolgono i segni di modalità fissa Scorpione/Toro per l’Asc/Disc e Aquario/Leone per il Fc/Mc. Il Plenilunio, come sopracitato, si svolge sull’asse succedente II/VIII casa, che coinvolge i segni Sagittario/Gemelli, come cuspidi di inizio case: in particolar modo Mercurio, dispositore di VIII casa, si trova in II a 19° del Sagittario.

Scegliere con cuore puro e maturo

E’ un aprirsi all’anno nuovo con cuore puro, di un Bambino che sa camminare con le proprie gambe, crescendo ma conservando la purezza interiore. Si tratta di un ritorno alle proprie radici autentiche, spogliati di tutti i condizionamenti altrui, familiari, educativi, riconoscendo con Amore e Gratitudine la Bellezza dei nostri Antenati, ma volgendo lo sguardo alla trasformazione profonda delle memorie genetiche.

Siamo messi a confronto con la necessità di sviluppare virtù come Responsabilità, Autenticità, piacere dell’Essenzialità e della Concretezza, un’attitudine ad agire e dare dimostrazione attraverso i fatti. Dall’altro lato, nel confronto consapevole con le nostre parti ombra, nella nostra nudità essenziale, possiamo anche riconoscere ed esprimere, andando oltre le paure infantili, la ricchezza dei nostri valori più profondi e attraverso i quali attraiamo persone in risonanza con noi.

Per esperienza personale ho compreso che a volte, nella necessità di costruire una solida impalcatura interiore, rischiamo di ipercompensare attraverso un’eccessiva rigidità, questo perché il mostrare le nostre vulnerabilità ci fa paura e tentiamo di nasconderle, o perché ci siamo identificati in chi non deve mai chiedere nulla a nessuno.

In questa energia possiamo per un momento fermarci e accogliere fragilità e vulnerabilità come il prezioso fertilizzante che ci ha reso ciò che siamo adesso, e ammorbidirci in una visione di noi stessi più amorevole, riconoscendo i nostri limiti, come Saturno ama ricordarci, e contemporaneamente con nettuniana compassione.

La Luna è dispositrice della IX casa e il  potenziale trasformativo del Grande Trigono viene sprigionato espandendo l’apertura a ciò che non si conosce, in primis nella nostra stessa interiorità. Quante battaglie, quanti scontri si svolgono sul territorio della diversità di valori, di visioni, di principi, di dogmi religiosi, ora siamo in un tempo in cui possiamo andare incontro ad un’energia di integrazione su una base spirituale comune.

Da qui l’energia fluisce con scioltezza, da qui si possono creare ponti comunicativi trasformando ciò che per i nostri Antenati ha costituito una lotta per vedersi e sentirsi riconosciuti anche in territori diversi, lontani dalla propria casa, dal proprio paese d’origine.

Abbiamo da renderci conto che tanto di ciò che combattiamo esternamente è una proiezione di una nostra inconscia inconciliabilità interiore, di nostre non riconosciute divisioni interne. Partendo da ciò che a volte sentiamo come un credito verso la vita, verso gli altri, cerchiamo qualcuno che ci dia una qualche forma di sicurezza, ma la costruzione di rapporti solidi è possibile solo quando abbiamo strutturato interiormente una reale autosufficienza emotiva.

Ma anche qui possiamo chiederci cosa significa per noi l’autonomia emotiva, quella reale; non è certo una maschera, un vessillo di falsa indipendenza che rinchiuda in cantina o congeli la nostra parte Bambina che necessita di Amore e che nutre paure di abbandono, cristallizzate come un blocco di ghiaccio.

Si può essere realmente autonomi solo quando si accetta di riconoscere ed accogliere anche queste parti così delicate di noi e si sceglie, attraverso un principio di lucida scelta consapevole, di volerle sanare, coccolare, si può trasformare solo quello che si è visto ed accolto.

Nessuno infatti può fuggire da sé stesso attraverso l’indossare maschere di falsa ed esagerata sicurezza con cui presentarsi agli altri nell’illusione che in tal modo si possa vivere a lungo. Forse si sopravvive ma la vita vera passa attraverso il confronto con il nostro Essere più autentico, in particolar modo nei tempi attuali.

Che sia dunque questo Plenilunio un tempo adatto a tutti per progettare intenti in linea con le esigenze del nostro cuore, intenti che, come piantine oggi seminate, possano dare nel tempo i frutti migliori. E il mio augurio è rivolto a voi e a me, nello sviluppare il giusto discernimento e riconoscere sempre la direzione della nostra anima, in una rinnovata maturità del cuore.

Un abbraccio

Auguroni di buona fine 2017, con Gratitudine, e di buon inizio 2018, scoppiettante di novità ❤

Rossana

 

Luna, Movimenti celesti

Luna e Chirone con Venere: sentirsi in pace

albero genealogico astrale

Cari Amici, ci stiamo avviando con cautela verso il 7 agosto, momento di Plenilunio in Acquario, accompagnato da una parziale eclisse di Luna, ma ne parlerò nella mia newsletter che uscirà a giorni , se la vuoi leggere  puoi iscriverti Iscrizione alla newsletter. 

Tutti i giorni ho l’abitudine di aprire le effemeridi al mattino ed esplorare le energie che i pianeti ci propongono, oggi desidero condividere con voi le mie consapevolezze su un aspetto preciso che sta avvenendo proprio in queste ore: Luna e Chirone in perfetto trigono tra Scorpione e Pesci, a 28° e contestuale ingresso, da ieri, di Venere in Cancro, si forma quindi con Venere anche un aspetto di Quinconce.

In queste ore è quindi possibile ricontattare in maniera sottile alcune profonde ferite di inadeguatezza e di avvilimento. Dico avvilimento, perchè si tratta di un sottile sfondo di malinconia, una frustrazione che razionalmente non ha spiegazione. E’ solo un passaggio, qualche ora, ma basta a riconnetterci con un flusso di emozioni particolare, indefinibile a parole, a livello personale la configurazione Luna/Venere in Quinconce è presente nel mio tema natale e si è attivata.

Certo, l’attivazione dall’esterno è da noi co-creata per contattare questo mondo sconosciuto, può bastare una parola, un’espressione nel volto dell’Altro; non sono necessarie parole, anzi, il tutto avviene su un puro piano di percezione filtrata ovviamente dalle memorie inconsce di Luna. E allora dal nulla, improvvisamente emerge alla coscienza una strana sensazione che ci riporta all’infanzia o addirittura a ciò che in questa vita abbiamo portato come bagaglio d’anima.

Può esserci dietro un antico desiderio di essere visti, amati e riconosciuti per quello che si è, al di là delle proprie imperfezioni, reali o percepite. Ecco, allora si torna nella memoria del passato a pescare tutte le situazioni affettive in cui si è cresciuti interiormente, ma delle quali una piccola parte interiore non ha sanato e ri-armonizzato il senso di solitudine (bastano trasmissioni come “Temptation Island” per attivare tali ricordi  😉 , Uomini e Donne invece rafforza l’Autostima ❤ ).

Mercurio, dalla Vergine, favorisce il processo di razionalizzazione, ma non lenisce questo senso di vuoto, certo Saturno e Lilith congiunti ( e quadrati al mio Sole di nascita) spingono verso l’introiezione dell’apprendimento . E’ come se parte dell’insegnamento affettivo racchiuso in tali esperienze non fosse ancora fruibile chiaramente alla coscienza, allora emerge la necessità di trasformare in carburante attivo ciò che ancora giace inutilizzato e ci si chiede: “COSA HAI IMPARATO?”. E certo per chi (senza fare nomi 😉 ), possiede un megastellium Vergine e una Luna in Capricorno, il processo può essere una bella sfida!

Tuttavia nelle mie ultime due Rivoluzioni Solari, l’Ascendente di Rivoluzione cadeva nella prima in Pesci e la prossima volta in Cancro, perciò si fa pace col mondo emotivo e, anzi, si esplora una modalità nuova, per cui nessuno più riconosce questa sovrabbondanza originaria di Elemento Terra ❤ .

Venere in Cancro per me rappresenta Amore e Dolcezza, e l’imparare dall’aspetto di sfida con Luna e Chirone, a vincere quella sottile diffidenza che mi ha accompagnato negli ultimi anni, in cui, per scelta d’anima, ho voluto crescere ed evolvere senza un compagno al mio fianco.

Soprattutto noi donne (l’ho riscontrato anche in preziose amiche) abbiamo il mito della ricerca di un compagno e preferiamo a volte rammaricarci per non essere riuscite a trovarlo da anni che ammettere che, molto semplicemente, abbiamo preferito percorrere un pezzo di strada in libertà per  ritrovare il significato della nostra Autenticità e l’Accoglienza di noi stesse.

Cambia moltissimo tra il sentirsi incapaci di costruire una relazione affettiva e vibrare quindi in una frequenza di inadeguatezza, e, invece, riappropriarsi del proprio Potere Personale e della Responsabilità della propria vita dicendo : ” Ho voluto percorrere un pezzo della mia vita abbracciando me stessa e conoscendomi per ciò che sono”.

Sintonizzandosi su una vibrazione in cui tutto è possibile a livello di scelta, ci si sente in grado in qualsiasi momento di riaprire il proprio percorso anche ad una relazione affettiva, senza sentire di essere in ritardo e aver perso tempo.

Nel contempo sorgono almeno un altro quintale di domande e le risposte non sono così chiare ❤ ; le domande sono come le ciliegie, una tira l’altra. Nella mia virginiana mente poi trovano tutte un hotel a 5 stelle dove sistemarsi ed affollarsi in attesa di risposta.

Tutte le volte che ci accontentiamo di bricioline per essere visti, riconosciuti, approvati, torniamo ad una fase infantile o genealogica dove la nostra sopravvivenza dipendeva da questo. C’è un sottile sentirsi non accettati che si sveglia ogni qual volta prendiamo in mano le nostre vite e qualcuno ci guarda come fossimo alieni! Oppure ci sentiamo dis-allineati rispetto all’ambiente perchè siamo cambiati e ci sentiamo stranieri tra chi in teoria dovrebbe conoscerci. 

Alla base ci sono memorie familiari di emigrazioni, sradicamenti territoriali o di ogni volta che abbiamo perso il contatto con le nostre radici, anche a causa del dover forzatamente cambiare casa per motivi familiari non dipendenti dalla nostra volontà (anche se in realtà la complicità di una volontà inconscia è presente). Si fa strada in noi un senso di non appartenenza che, se da una parte, ci fa sentire interiormente soli, viene da noi co-creato per sentirci liberi da dettami e regole, NEMO PROFETA IN PATRIA, diceva mio padre, la cui linea genetica ha viaggiato tra Trieste e le isole della Dalmazia.

Dobbiamo poi fare i conti con i condizionamenti educativi o familiari che dobbiamo lasciar andare con Gratitudine per crearci una nostra linea di vita personale, finchè non lo facciamo abbiamo la sensazione di estraneità e di dover per forza far accettare agli altri la nostra natura, pena sentirci persi e non appartenenti a nulla (sfida impegnativa per l’Essere Umano che nostalgicamente vuole ricreare qui il perduto Senso di Casa).

Bene, dopo queste consapevolezze risvegliate, oggi è comunque il numero 1 di agosto (8), e tutto ciò ci porti ad una maggiore Libertà dell’Anima nella Consapevolezza ed Accettazione di Sè, vi abbraccio ❤

 

 

 

Luna, Movimenti celesti

Luna e Nettuno:nostalgia dell’Assoluto

 

luna nettuno

 

Cari Blog-Amici, questo pomeriggio si sta formando un aspetto celeste di congiunzione tra la LUNA, di transito nel segno dei Pesci e NETTUNO, Governatore dei Pesci, già presente da anni nel suo Domicilio primario. Luna/Nettuno, l’abbraccio fusionale, la ricerca nostalgica di protezione, del ritorno a “Casa”, del contatto con l’Assoluto.

Questi due Archetipi interiori riprongono la dialettica tra Cancro e Pesci e, per co-significanza, tra IV e XII casa, la sensibilità condita da un’empatia compassionevole,  la Luna in Pesci si esalta e si colora di maggior intuitività e ricettività, attraverso il contatto con Nettuno; si accede direttamente alle emozioni sconfinate, illimitate, ai bisogni che si agitano sotto le coscienze nel collettivo, ad una comunicazione che non è filtrata dalle parole, e in quell’emozione si perde sé stessi e la propria identità personale per nuotare nell’Oceano delle variabili.

Sono due pianeti che si compenetrano in un abbraccio che apre all’incontro di una dimensione sottile, estatica e non integrabile in nessuna struttura mentale e razionale.

Le persone che nel tema natale portano un aspetto Luna/Nettuno vivono uno stato di irrequietudine e di “scontentezza divina”, derivante dall’incapacità umana di raggiungere in modo stabile quella perfezione che queste persone conoscono attraverso una naturale capacità di canalizzazione delle Energie Superiori.

Esse si pongono come obiettivo l’ancoraggio del Divino nel qui e ora terreno, ed è per questo motivo che cercano nelle loro vite di vivere concretamente e con devozione un ideale spirituale, trovando un modo “disciplinato” e preciso di sintonizzarsi a queste frequenze estremamente sottili di energia; oppure, attraverso l’Arte, si fanno portavoce dei bisogni presenti nell’Inconscio Collettivo, dando segnali pronti ad essere captati dalle persone dalla sensibilità più raffinata, canali di empatia spontanea.

Luna è sensibile, sensitiva accanto a Nettuno, il rapporto con il materno  è stretto, fusionale, da un lato la madre diventa il canale di contatto terreno con le emozioni divine, dall’altro si apre un legame simbiotico, osmotico di assorbimento emotivo che, energeticamente porta spesso a confondere i ruoli.

Lo psicanalista ungherese Ivan Boszormenyi-Nagy, nel suo testo “Lealtà invisibili“, co-creato con Geraldine M.Spark, tratta estesamente il tema della GENITORIALIZZAZIONE, quale forma prima di espressione di LEALTA’ familiare.

I figli diventano per lealtà genitori dei propri genitori, in uno schema inconscio transgenerazionale, esteso a due o tre generazioni precedenti, finché una diade genitore/figlio risolve la tematica. Si tratta di meccanismi di risposta automatici, messi in scena da genitori che, appunto, a loro volta non hanno in quel momento gli strumenti per strutturare una genitorialità matura e responsabile, ricercando protezione e dipendenza dalla figura del figlio.

Si parte transgenealogicamente,ad esempio, da un nonno(genitore assente), il padre, in sofferenza per carenza paterna, non ha gli strumenti per assumere le funzioni genitoriali,il figlio leale prende in carico la sofferenza del genitore incarnando energeticamente la figura genitoriale che gli è mancata.

Certo con Luna/Nettuno nel tema natale la distanziazione emotiva è complessa e deve passare attraverso un profondo lavoro interiore di ristrutturazione, attraverso l’affrontare consapevolmente i propri vuoti personali. Il genitore ha bisogno di strutturare un’impalcatura emozionale tale da riuscire ad affondare le sue fondamenta nella terra e non nell’acqua, come fragili palafitte. La sensibilità e vulnerabilità del genitore non deve diventare paura di restare solo, paura di non essere accudito e, fondamentalmente, di restare lontani dal Divino.

A livello di tecniche meravigliosamente risolutive testimonio personalmente la validità del REBIRTHING, per destrutturare inconsapevoli cristallizzazioni emozionali, permettendosi di affrontare finalmente in totale sicurezza le proprie fragilità infantili.

Attraverso il lavoro di autonomizzazione strutturale del genitore, anche il figlio si sentirà alleggerito e liberato da questa forma interiore di  auto-sabotaggio nel raggiungimento dei suoi desideri;  all’inizio uscire da questi automatismi non è così fluido, e, a volte, per distanziarsi, si co-creano degli scontri familiari, atti a dare spiegazione razionale al desiderio di vita autonoma.

Sembra impossibile poter costruire un rapporto diverso, eppure per esperienza personale dico che si può, ed è una gioia poi vedere che tuo figlio si sente libero di fare le sue scelte seguendo le sue inclinazioni, senza vederti più come bisognoso e fragile.

E , con i nuovi strumenti acquisiti si comprende che l’Amore si rafforza in tal modo ancora di più, perchè si sviluppa  una forma raffinata di Amore Incondizionato, si impara che AMORE E’ PRIMA DI TUTTO LIBERTA’.

Grazie di cuore a chi avrà piacere di seguire il mio Blog ❤