Astrogenealogia, visioni astrologiche, yod

Lo Yod tra genitori e figli: Luci e Ombre a confronto

 

pecora nera famiglia

 

Si tratta per me di un’indagine approfondita condotta a partire da un punto di osservazione familiare, avendo riscontrato la presenza di questa configurazione nei Temi Natali delle persone a me care, nelle mie linee genetiche, sia materna che paterna. In quasi tutti i Temi dei miei Antenati è presente questa figura, ma ciò che mi ha veramente sbalordito è stata la recentissima scoperta di ben due Yod nel mio Tema, a conferma che la nostra mappa del tesoro personale si svela quando siamo pronti a ricevere i suoi messaggi.

In particolare, riferisco in questo articolo al testo di Karen Hamaker-Zondag: “The Yod Book:Including a Complete Discussion of Unaspected Planets“, confermando quanto da lei descritto attraverso la mia esperienza di rapporto con mio figlio maggiore, portatore di Yod.

Siamo interconnessi attraverso dei legami invisibili con i nostri Antenati, in un continuum evolutivo, esente dalle leggi spazio-temporali, che ci coinvolge in modo imperante e silenzioso al contempo. Attraverso le generazioni scorre un fluido energetico che, molto spesso, non ha avuto modo di emergere in maniera equilibrata, vuoi per il contesto culturale ed educativo del tempo, vuoi per pressioni sociali, fanatismi o restrizioni religiose.

Quando la funzione interiore energetica di un pianeta viene repressa attraverso svariate generazioni, essa emerge nel Tema Natale di un’anima bambina che si incarica di portare alla luce, affrontare (inevitabilmente) e risolvere (attraverso una libera scelta consapevole), la tematica in questione. Secondo la Zondag, tale pianeta si manifesta all’interno di una configurazione yodale o come pianeta isolato (senza aspetti), in questa sede parleremo dello Yod.

yod

Lo Yod richiede costante attenzione e, quanto iniziato dai nostri Antenati  ma non espresso con equilibrio o non consapevolmente affrontato, chiede risposta. Trattandosi di tematiche familiari irrisolte, il sentire del portatore di Yod è un forte disorientamento, determinato dall’assenza di un modello precedente di riferimento. Ci si sente come zattere in balia delle onde e, nel cercare la propria risposta individuale, parallelamente la si fornisce come informazione ai nostri Predecessori, manifestando al contempo una direzione di vita completamente diversa dai modelli conosciuti.

Ognuno di noi è un piccolo tassello all’interno del Sistema familiare, perciò gli Yod possono ripetersi nei Temi di diversi membri della famiglia anche se nel tempo e da parte di qualcuno di essi, c’è stato un piccolo movimento in direzione di quelle tematiche; spesso si vedono maggiori connessioni tra il Tema di un nonno ed il proprio, sembra che si salti una generazione, prendendo un attimo di rincorsa e riproponendo poi il tema energetico con maggior enfasi.

I portatori di Yod spesso vivono una vita divisa in due atti, lo spartiacque è un evento di forte impatto emotivo che segna l’inizio di un inizio di consapevolezza, da lì si parte, per dove non è dato saperlo e in quel momento è richiesto un atto di fede/fiducia, a me successe proprio così.

Lo Yod è al contempo sfida e potenziale, un grande talento si nasconde dietro a questa potente repressione energetica veicolata dagli Antenati; personalmente, scoprii prima lo Yod nel Tema di mio figlio che nel mio, ma il nostro rapporto ha avuto consapevole guarigione solo quando mi sono resa conto che dovevo prendermi la responsabilità non solo della mia compartecipazione  alle nostre divergenze, ma anche del  far pace con il mio ruolo di figlia.

I figli portatori di Yod specchiano la parte ombra del genitore, danno risalto alle sue debolezze, tutto questo fa paura e si finisce per allontanare emotivamente il figlio proiettando su di lui un’immagine di figlio ribelle; oppure, osservando alcune realtà intorno a me, ho visto che, sebbene il figlio simboleggi qualcosa di molto importante per il genitore e di cui lo stesso è inconsapevole (o insufficientemente consapevole), in proiezione il rifiuto inconscio di contatto con la propria ombra porta al non riconoscere l’ombra in lui: sono questi i genitori per i quali il figlio ha sempre ragione, la maestra ce l’ha con lui, i professori lo maltrattano, nei conflitti tra bambini sono sempre pronti a intervenire in loro difesa.

Il rapporto tra me e mio figlio era la manifestazione concreta di un terremoto tra Yod, infatti per sinastria lui stimola attraverso l’Ascendente il  Punto Focale di uno dei miei Yod (Lilith e Nodo Sud) ed io posiziono la mia Luna proprio sul Punto Focale del suo Yod, Urano. Ovviamente tutto ciò non avveniva con suo padre e non avveniva nemmeno tra me ed il mio secondo figlio e, al tempo in cui i nostri conflitti erano particolarmente accesi, soprattutto durante la sua adolescenza, non mi spiegavo cosa ci fosse di sbagliato in me che portasse a tanta sofferenza pur nel più grande amore del mondo, quello per un figlio. Mi sentivo inadeguata con lui, ma questa sensazione aveva origini molto più antiche che ho affrontato ricercando una modalità di guarigione di questo rapporto.

Il figlio portatore di Yod, da un lato viene emotivamente rifiutato e tenuto a distanza, recitando il ruolo della pecora nera; dall’altra parte è visto come qualcuno cui riservare un’attenzione speciale, spesso manifesta paure e sensi di inferiorità o colpa nel sentirsi parte in causa nelle crisi di famiglia e quindi, indirettamente, riceve più attenzioni rispetto ad altri figli.

In una fase di vita più matura, il fatto che un genitore abbia portato scioglimento consapevole al suo Yod, può fungere da sostegno importante alla comprensione dei sentimenti filiali, alleggerire il figlio dal carico di proiezioni e la relazione dai meccanismi di risposta emotiva automatici derivanti dal veder specchiata la propria ombra in qualcun altro che si  ama ed allontana così profondamente ed in modo ambivalente; si scopre allora tutto l’amore e la crescita di cui questo figlio è stato ed è catalizzatore, se ne riconosce il ruolo di Maestro.

Mio figlio maggiore è nato mentre Saturno transitava la mia V casa, molte delle nostre sofferenze avevano origine dalla non accettazione della reciproca diversità, e dal senso di inferiorità e di incapacità che provavo, i figli portatori di Yod vivono un mondo interiore con cui il genitore fa fatica a entrare in contatto e difficilmente integrabile col vissuto quotidiano e le sue sfide.

Il nostro rapporto ha attraversato diverse fasi, per noi era difficile abbracciarci e dirci anche un semplice “Ti voglio bene”. Da lì, da quel dolore sono partita per un viaggio alla ricerca di me stessa e della mia guarigione come figlia, del perdono verso me stessa per essermi sentita così fragile, incapace come madre, così imperfetta (facendo tremare i miei valori Vergine). 

Gli Yod sono un ricettacolo di grandi possibilità di crescita e maturazione, il rapporto conflittuale tra genitori e figli si basa spesso sul vedere attraverso di lui un’immagine di noi poco autorevole, fragile, smarrita e nel non riconoscere che, al di là dell’anagrafe, il Maestro è lui. L’orgoglio ferito da una rispostaccia, il non rispetto delle regole che dettiamo, il suo essere fuori dal nostro controllo, fanno tremare le fragili fondamenta su cui reggiamo quel che un genitore “dovrebbe essere”.

Astrogenealogicamente i Temi Natali sono strumenti di supporto e consapevolezza incredibili, abbraccio tutti i figli come mio figlio e tutti i genitori come me che crescono tutti i giorni proprio attraverso questo grandissimo Amore.

Ross

 

Movimenti celesti, nettuno, Venere, visioni astrologiche

Venere approda in casa di Nettuno: via libera ai Sogni d’Amore

venere in pesci

Buongiorno, cari Amici del mio Blog!

Ieri sera alle 23.21 Venere ha  lasciato il territorio indipendente dell’Aquario per riconnettersi ad una dimensione romantica, sognatrice, ad un desiderio di fusionalità relazionale, nel fantasioso mondo nettuniano dei Pesci.

Il mondo delle fiabe spesso ci parla di questo, di un Amore perfetto, idealizzato, di un Principe Azzurro che ci salva sul suo bianco destriero.

I sogni son desideri chiusi in fondo al cuor

Chi di noi non ricorda Cenerentola? Quest’oggi portavo nel cuore la canzoncina che ha contraddistinto tanti dei miei Sogni d’Amore infantili ed adolescenziali, ed ho portato l’attenzione ai meccanismi di idealizzazione, illusione e delusione che ne sono conseguiti (ho Venere in Leone, sulla cuspide della XII casa, congiunta a Marte a fine Cancro).

Nella favola di Cenerentola è ben simboleggiata l’opposizione espressa nell’Asse Vergine-Pesci: un umile vita al servizio di una matrigna e due sorellastre, una routine faticosa, fatta di pulizie, faccende domestiche, e dall’altra parte il Sogno delle infinite possibilità, di un Amore salvifico, in cui incanalare la necessità di fuggire da un quotidiano alienante.

L’Amore idealizzato

Venere in Pesci ci proietta in questo mondo e, nella successiva ed imminente congiunzione al suo dispositore, Nettuno, anch’esso in Pesci, nel periodo  dedicato all’Amore, a San Valentino, renderà impellente in noi la necessità di innamorarci ancora.

L’Amore protetto da una bolla di romanticismo, che  favorisce la fuga dal mondo dei comuni mortali, anche attraverso l’inizio di una relazione fusionale, dove le due persone si isolano perché sentono di bastare a sé stesse. 

Le due persone diventano una, in una fusione d’Anime che ci riporta al ricordo di cosa significa Amore Incondizionato, totalizzante, da noi sperimentato nella dimensione da cui proveniamo e a cui tutti torneremo; tuttavia, se in una prima fase tutto ciò è molto romantico e ci trasporta in una dimensione surreale, arriva un successivo momento in cui è necessario attingere dall’opposta Vergine il coraggio di far atterrare la relazione sul pianeta Terra.

Dall’ideale al reale

Ci si deve confrontare col quotidiano, le responsabilità di tutti i giorni, le piccole abitudini che, se da un lato forse rendono la relazione meno romantica, dall’altro contribuiscono al costruire insieme quel senso di sicurezza e di stabilità di coppia, per cui si sa che la persona c’è, ci si nutre di presenza e condivisione concreta.

Questo è un passaggio delicato, si tratta di materializzare l’Amore spirituale e alcune persone vedono tutto ciò come una caduta del sentimento; passare dall’innamoramento sognato all’Amore concreto è un punto di svolta per poter creare un Noi maturo, composto da due identità ben distinte, pur se profondamente interconnesse.

E’ questo il passaggio in cui ci si permette di crescere assieme, in cui emergono i limiti di entrambi, ciò che noi chiamiamo “difetti”, che altro non sono se non la misura dello spazio che intercorre tra l’ideale pescino ed il reale virginiano.

Nessuna crescita interiore è possibile senza affrontare questo passaggio, portando consapevolezza che a volte si passa attraverso piccole delusioni sul compagno, che altro non sono se non il tentativo di riportare la persona ad uno stato umano, togliendola dal piedistallo in cui noi stessi l’avevamo innalzata.

Per chi nel Tema di nascita porta una Venere in Pesci (o, come colorazione di base, in casa XII, dipendentemente però dagli aspetti e dalla posizione per Segno), l’Amore si tinge di Sogno,  sembra una dimensione irraggiungibile e mai concretizzabile, in tal modo si attua il sacrificio d’Amore, e ci si innamora di figure che niente hanno a che fare con la banalità del quotidiano o di chi non corrisponde il nostro totalizzante Amore.

Imperano le grandi aspettative, le grandi illusioni, l’Amore è il mezzo per accedere alle grandi trasformazioni spirituali, l’obiettivo è un Amore sconfinato e in cui perdere i propri confini, fondendosi attraverso l’altro ad una forma di Amore per l’intera Umanità, ciò che chiamiamo Amore Incondizionato.

Fondamentale, nel Tema, visualizzare le radice della propensione affettiva, attraverso un’approfondita indagine dei bisogni primari espressi dalla Luna.

Venere in Pesci comunque invita a godersi il mondo del Sogno d’Amore, l’atterraggio nel mondo reale sarà successivo, e come ci insegna Rossella O’Hara in Via col Vento…”dopo tutto domani è un altro giorno” ❤

Un abbraccio

Rossana

 

Luna, Luna Piena, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Plenilunio in Cancro: la maturità del cuore

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Cari amici del mio Blog, ci stiamo avvicinando alla fine dell’anno 2017 e tutti noi, da una parte facciamo il bilancio di ciò che abbiamo vissuto e realizzato, dall’altra ci proiettiamo già nel futuro 2018, con nuovi progetti, intenti, ed un’energia di forte speranza in un avvenire migliore.

E’ come se avessimo due valigie, una piena, una ancora da riempire, dall’anno in chiusura possiamo portare ciò che l’esperienza ci ha insegnato ma, se vogliamo iniziare l’anno con maggior leggerezza, dobbiamo lasciar andare le paure che accompagnano situazioni passate che ci hanno fatto soffrire. In buona sostanza, siamo anche il prodotto del nostro passato ma non dobbiamo identificarci con le esperienze del passato e vivere di ricordi.

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Il Plenilunio avrà luogo il 2 gennaio 2018, alle 03:24, coinvolgendo Sole e Luna a confronto sull’Asse Cancro/Capricorno, a 11°.

Astrologicamente l’Ascendente di Plenilunio (vedi grafico allegato), cade a 16° dello Scorpione, strettamente congiunti all’Ascendente troviamo Marte a 14° e Giove a 17° dello Scorpione, trigono alla Luna a 11° del Cancro e trigono a Nettuno a 11° dei Pesci. Si forma dunque una figura chiamata Grande Trigono d’Acqua che coinvolge, oltre ai segni di Elemento Acqua, anche le case familiari IV-VIII-XII (per la posizione di Marte prossimo all’Ascendente dalla casa XII), cosiddette case d’Acqua.

Sul versante opposto alla Luna troviamo due importanti blocchi in sfida: il primo è rappresentato dal Grande Maestro Saturno, a 1° del Capricorno, congiunto a Lilith, a 6° del Capricorno e a Venere, a 9° del Capricorno. Il secondo vede come protagonisti Plutone, dispositore dell’Ascendente, a 18° del Capricorno congiunto al Sole, a 11° del Capricorno e a Venere a 9° del Capricorno. Il mega stellium Capricorno si svolge in II casa, opponendo la Luna in casa VIII.

Venere dunque costituisce un ponte importante tra le due istanze, nella sua simbologia di elemento di coesione relazionale, nella sua capacità di portare con sé l’apprendimento del saper scegliere, prendere decisioni.

Notiamo che gli assi in questo tema coinvolgono i segni di modalità fissa Scorpione/Toro per l’Asc/Disc e Aquario/Leone per il Fc/Mc. Il Plenilunio, come sopracitato, si svolge sull’asse succedente II/VIII casa, che coinvolge i segni Sagittario/Gemelli, come cuspidi di inizio case: in particolar modo Mercurio, dispositore di VIII casa, si trova in II a 19° del Sagittario.

Scegliere con cuore puro e maturo

E’ un aprirsi all’anno nuovo con cuore puro, di un Bambino che sa camminare con le proprie gambe, crescendo ma conservando la purezza interiore. Si tratta di un ritorno alle proprie radici autentiche, spogliati di tutti i condizionamenti altrui, familiari, educativi, riconoscendo con Amore e Gratitudine la Bellezza dei nostri Antenati, ma volgendo lo sguardo alla trasformazione profonda delle memorie genetiche.

Siamo messi a confronto con la necessità di sviluppare virtù come Responsabilità, Autenticità, piacere dell’Essenzialità e della Concretezza, un’attitudine ad agire e dare dimostrazione attraverso i fatti. Dall’altro lato, nel confronto consapevole con le nostre parti ombra, nella nostra nudità essenziale, possiamo anche riconoscere ed esprimere, andando oltre le paure infantili, la ricchezza dei nostri valori più profondi e attraverso i quali attraiamo persone in risonanza con noi.

Per esperienza personale ho compreso che a volte, nella necessità di costruire una solida impalcatura interiore, rischiamo di ipercompensare attraverso un’eccessiva rigidità, questo perché il mostrare le nostre vulnerabilità ci fa paura e tentiamo di nasconderle, o perché ci siamo identificati in chi non deve mai chiedere nulla a nessuno.

In questa energia possiamo per un momento fermarci e accogliere fragilità e vulnerabilità come il prezioso fertilizzante che ci ha reso ciò che siamo adesso, e ammorbidirci in una visione di noi stessi più amorevole, riconoscendo i nostri limiti, come Saturno ama ricordarci, e contemporaneamente con nettuniana compassione.

La Luna è dispositrice della IX casa e il  potenziale trasformativo del Grande Trigono viene sprigionato espandendo l’apertura a ciò che non si conosce, in primis nella nostra stessa interiorità. Quante battaglie, quanti scontri si svolgono sul territorio della diversità di valori, di visioni, di principi, di dogmi religiosi, ora siamo in un tempo in cui possiamo andare incontro ad un’energia di integrazione su una base spirituale comune.

Da qui l’energia fluisce con scioltezza, da qui si possono creare ponti comunicativi trasformando ciò che per i nostri Antenati ha costituito una lotta per vedersi e sentirsi riconosciuti anche in territori diversi, lontani dalla propria casa, dal proprio paese d’origine.

Abbiamo da renderci conto che tanto di ciò che combattiamo esternamente è una proiezione di una nostra inconscia inconciliabilità interiore, di nostre non riconosciute divisioni interne. Partendo da ciò che a volte sentiamo come un credito verso la vita, verso gli altri, cerchiamo qualcuno che ci dia una qualche forma di sicurezza, ma la costruzione di rapporti solidi è possibile solo quando abbiamo strutturato interiormente una reale autosufficienza emotiva.

Ma anche qui possiamo chiederci cosa significa per noi l’autonomia emotiva, quella reale; non è certo una maschera, un vessillo di falsa indipendenza che rinchiuda in cantina o congeli la nostra parte Bambina che necessita di Amore e che nutre paure di abbandono, cristallizzate come un blocco di ghiaccio.

Si può essere realmente autonomi solo quando si accetta di riconoscere ed accogliere anche queste parti così delicate di noi e si sceglie, attraverso un principio di lucida scelta consapevole, di volerle sanare, coccolare, si può trasformare solo quello che si è visto ed accolto.

Nessuno infatti può fuggire da sé stesso attraverso l’indossare maschere di falsa ed esagerata sicurezza con cui presentarsi agli altri nell’illusione che in tal modo si possa vivere a lungo. Forse si sopravvive ma la vita vera passa attraverso il confronto con il nostro Essere più autentico, in particolar modo nei tempi attuali.

Che sia dunque questo Plenilunio un tempo adatto a tutti per progettare intenti in linea con le esigenze del nostro cuore, intenti che, come piantine oggi seminate, possano dare nel tempo i frutti migliori. E il mio augurio è rivolto a voi e a me, nello sviluppare il giusto discernimento e riconoscere sempre la direzione della nostra anima, in una rinnovata maturità del cuore.

Un abbraccio

Auguroni di buona fine 2017, con Gratitudine, e di buon inizio 2018, scoppiettante di novità ❤

Rossana

 

Movimenti celesti, Saturno, visioni astrologiche

Bentornato a casa Saturno, giardiniere dell’anima

 

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Carissimi amici di questo spazio astrologico, siamo giunti ad un momento di grande importanza celeste: da ieri Saturno è rientrato al suo Domicilio primario, in Capricorno, e vi si fermerà fino a dicembre 2020.

L’ultimo ingresso di questo pianeta in Capricorno era avvenuto il 13 novembre 1988 e, ancor prima, il 6 gennaio 1959, ma, oltre all’aspetto di significato collettivo, a livello individuale, Saturno scandisce delle tappe di maturazione ben precise, come ben evidenziato da Liz Greene nel suo meraviglioso testo “L’Arte di rubare il Fuoco“.

 

Ho voluto chiamare Saturno il “giardiniere dell’anima”, perché, così come per le nostre amate piantine tutti i processi di rafforzamento passano per una sana potatura di rami secchi e foglioline che, pur già staccate dall’albero, sono da spazzare, anche per noi si svolge un processo similare.

Saturno in questa sede si muove a meraviglia, in un territorio di Realismo e Concretezza, e per essere concreti cosa bisogna fare?

Piccolo vademecum per i prossimi tempi saturnini 

La prima cosa da fare è incominciare a considerare l’Essenzialità delle cose, concetto caro a Saturno, quindi potranno evidenziarsi in maniera cruda e palese i percorsi, le situazioni, le persone che per loro natura ed evanescenza, ci veicolano in modo dolcemente seduttivo nel mondo delle utopistiche illusioni.

Saturno, nel suo mostrare le cose per quello che sono davvero, sembra a volte più crudo di quello che è, dato il suo compito differenziato dalle dolci acque dell’inconsistenza di Nettuno, Archetipo che Saturno ha la funzione di “arginare”.

Saturno in Capricorno quindi ci porterà allo sviluppo della virtù della Saggezza, del Discernimento, del piacere e del rispetto per l’Esperienza, quella che nel Tempo, piano piano, ci porta alle concretezze frutto del nostro profondo Impegno, nella Respons-abilità che ognuno di noi ha nella propria vita.

Le sfide veicolate da Saturno in Capricorno, in un ragionamento per assi opposti, ci mettono a contatto con i nodi ancora irrisolti dal Cancro, per quanto riguarda meccanismi di paure o dipendenze inconsce ancora irrisolte dalla famiglia di origine. Diventiamo grandi, come dico molte volte nei miei articoli, in tal modo allineiamo la consapevolezza dell’anima con l’età anagrafica, non sempre le due vanno di pari passo.

Saturno in Capricorno a gran voce incita ai valori della Prudenza, Pazienza, Struttura interiore, Stabilità, Disciplina, Coerenza, Moderazione, Metodo, Efficienza.

Questi sono valori cari a tutte le persone che nel proprio tema natale portano importanti valori Capricorno o un Saturno particolarmente importante perché angolare, in aspetto ai Luminari o stimolato da molti aspetti planetari.

Teniamo in conto anche che questo Archetipo è stato demonizzato forse più del necessario anche perché l’istinto naturale dell’Essere Umano è cercare sempre un ritorno all’Immortalità data dalla fusione con la Fonte, e ciò si esprime spesso nella necessità di fuggire dalla realtà attraverso varie forme, dalle dipendenze emotive a quelle fisiche, passando per qualcuno o qualcosa che ci dia una qualche risposta esterna.

Per mostrarci ciò che siamo Saturno ci stacca da quello che non siamo, il processo di separazione avviene a volte attraverso un forzato allontanamento da cose e persone con cui ci siamo eccessivamente identificati e ciò può essere doloroso, se opponiamo resistenza interiore.

Ebbene, cari amici, Saturno ci riporta alla necessaria accettazione dei limiti dell’Essere Umano, dati da un corpo fisico, limitato nel Tempo di questa Incarnazione, che ha la sfida di vivere il concreto quotidiano portando la Spiritualità in Terra; noi viviamo qui, qui ed ora, e Saturno ce lo ricorda anche attraverso l’avanzare degli anni, la trasformazione del corpo fisico ed il processo di invecchiamento, e abbiamo da rendere concreti i nostri valori di vita essenziali.

Il decalogo di Saturno in Capricorno

  • Prendere la Responsabilità di decidere passi concreti nelle nostre vite
  • Impegno coerente nel raggiungere passo passo i nostri ambiziosi obiettivi
  • Fatti allineati alle parole
  • Poche essenziali parole, più fatti
  • Onestà e lucidità nei confronti di sé stessi e degli altri
  • Riconoscere amorevolmente e accettare di avere dei limiti personali
  • Rendersi indipendenti dalla famiglia nelle proprie scelte
  • Accettare la diversità di opinione dei propri familiari
  • Sviluppare sensibilità alla struttura di valori duraturi nel tempo
  • Andare nel mondo affrontando le proprie paure con amore di sé

Per tutto l’anno Saturno passeggerà nella prima decade del Capricorno, stimolando in sfidante opposizione la prima decade del Cancro e in quadratura la prima decade di Bilancia ed Ariete. I pianeti che, nel tema natale individuale, saranno stimolati ad una nuova presa di coscienza saranno quelli racchiusi nella prima decade dei segni Cardinali.

Abbiamo detto all’inizio che Saturno è un potatore di rami secchi ma, contemporaneamente, come giardiniere dell’anima, sarà possibile vedersi recapitato da Saturno in Capricorno un meraviglioso mazzo di fiori, quale?

Quello dei risultati raggiunti dopo il suo triennio in Sagittario, di cui ora potremo cogliere i frutti, di un lavoro sullo sviluppo di una sana filosofia personale basata su valori profondi, se abbiamo seguito bene le sue sagittariane indicazioni.

Vi auguro quindi un Natale meraviglioso, in concreta compagnia delle persone che tenete nel profondo del vostro cuore, ed il coraggio di provare Amore per voi stessi e per gli altri, pregi e difetti inclusi nel pacchetto.

p.s. per gli accaniti fumatori: se in questo tempo limitate il fumo Saturno will be happy!

p.s.2 per chi è in sovrappeso: se in questo tempo iniziate o proseguite una dieta Saturno will be super happy!

Baci e abbracci  ❤

Rossana

 

Luna, Movimenti celesti

Luna e Nettuno:nostalgia dell’Assoluto

 

luna nettuno

 

Cari Blog-Amici, questo pomeriggio si sta formando un aspetto celeste di congiunzione tra la LUNA, di transito nel segno dei Pesci e NETTUNO, Governatore dei Pesci, già presente da anni nel suo Domicilio primario. Luna/Nettuno, l’abbraccio fusionale, la ricerca nostalgica di protezione, del ritorno a “Casa”, del contatto con l’Assoluto.

Questi due Archetipi interiori riprongono la dialettica tra Cancro e Pesci e, per co-significanza, tra IV e XII casa, la sensibilità condita da un’empatia compassionevole,  la Luna in Pesci si esalta e si colora di maggior intuitività e ricettività, attraverso il contatto con Nettuno; si accede direttamente alle emozioni sconfinate, illimitate, ai bisogni che si agitano sotto le coscienze nel collettivo, ad una comunicazione che non è filtrata dalle parole, e in quell’emozione si perde sé stessi e la propria identità personale per nuotare nell’Oceano delle variabili.

Sono due pianeti che si compenetrano in un abbraccio che apre all’incontro di una dimensione sottile, estatica e non integrabile in nessuna struttura mentale e razionale.

Le persone che nel tema natale portano un aspetto Luna/Nettuno vivono uno stato di irrequietudine e di “scontentezza divina”, derivante dall’incapacità umana di raggiungere in modo stabile quella perfezione che queste persone conoscono attraverso una naturale capacità di canalizzazione delle Energie Superiori.

Esse si pongono come obiettivo l’ancoraggio del Divino nel qui e ora terreno, ed è per questo motivo che cercano nelle loro vite di vivere concretamente e con devozione un ideale spirituale, trovando un modo “disciplinato” e preciso di sintonizzarsi a queste frequenze estremamente sottili di energia; oppure, attraverso l’Arte, si fanno portavoce dei bisogni presenti nell’Inconscio Collettivo, dando segnali pronti ad essere captati dalle persone dalla sensibilità più raffinata, canali di empatia spontanea.

Luna è sensibile, sensitiva accanto a Nettuno, il rapporto con il materno  è stretto, fusionale, da un lato la madre diventa il canale di contatto terreno con le emozioni divine, dall’altro si apre un legame simbiotico, osmotico di assorbimento emotivo che, energeticamente porta spesso a confondere i ruoli.

Lo psicanalista ungherese Ivan Boszormenyi-Nagy, nel suo testo “Lealtà invisibili“, co-creato con Geraldine M.Spark, tratta estesamente il tema della GENITORIALIZZAZIONE, quale forma prima di espressione di LEALTA’ familiare.

I figli diventano per lealtà genitori dei propri genitori, in uno schema inconscio transgenerazionale, esteso a due o tre generazioni precedenti, finché una diade genitore/figlio risolve la tematica. Si tratta di meccanismi di risposta automatici, messi in scena da genitori che, appunto, a loro volta non hanno in quel momento gli strumenti per strutturare una genitorialità matura e responsabile, ricercando protezione e dipendenza dalla figura del figlio.

Si parte transgenealogicamente,ad esempio, da un nonno(genitore assente), il padre, in sofferenza per carenza paterna, non ha gli strumenti per assumere le funzioni genitoriali,il figlio leale prende in carico la sofferenza del genitore incarnando energeticamente la figura genitoriale che gli è mancata.

Certo con Luna/Nettuno nel tema natale la distanziazione emotiva è complessa e deve passare attraverso un profondo lavoro interiore di ristrutturazione, attraverso l’affrontare consapevolmente i propri vuoti personali. Il genitore ha bisogno di strutturare un’impalcatura emozionale tale da riuscire ad affondare le sue fondamenta nella terra e non nell’acqua, come fragili palafitte. La sensibilità e vulnerabilità del genitore non deve diventare paura di restare solo, paura di non essere accudito e, fondamentalmente, di restare lontani dal Divino.

A livello di tecniche meravigliosamente risolutive testimonio personalmente la validità del REBIRTHING, per destrutturare inconsapevoli cristallizzazioni emozionali, permettendosi di affrontare finalmente in totale sicurezza le proprie fragilità infantili.

Attraverso il lavoro di autonomizzazione strutturale del genitore, anche il figlio si sentirà alleggerito e liberato da questa forma interiore di  auto-sabotaggio nel raggiungimento dei suoi desideri;  all’inizio uscire da questi automatismi non è così fluido, e, a volte, per distanziarsi, si co-creano degli scontri familiari, atti a dare spiegazione razionale al desiderio di vita autonoma.

Sembra impossibile poter costruire un rapporto diverso, eppure per esperienza personale dico che si può, ed è una gioia poi vedere che tuo figlio si sente libero di fare le sue scelte seguendo le sue inclinazioni, senza vederti più come bisognoso e fragile.

E , con i nuovi strumenti acquisiti si comprende che l’Amore si rafforza in tal modo ancora di più, perchè si sviluppa  una forma raffinata di Amore Incondizionato, si impara che AMORE E’ PRIMA DI TUTTO LIBERTA’.

Grazie di cuore a chi avrà piacere di seguire il mio Blog ❤

 

 

Astrogenealogia

Astrologia familiare

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Il tema natale, al giorno d’oggi, è stato riconosciuto e rivalutato come un prezioso strumento di conoscenza personale, fonte continua di scoperta, nello schiudersi sempre nuovo di aspetti che, a volte, mai avevano catturato la nostra attenzione.

Nella mia visione astrologica ed esperienza personale, ciò avviene quando, nel cammino di evoluzione, siamo pronti a cogliere tesori  sconosciuti e ad aprire la nostra interiorità al raggiungimento di traguardi inaspettati.
Nasciamo in un determinato contesto storico, economico, sociale, familiare, ereditando in linea genetica, oltre ai tratti somatici, anche ciò che si tramanda di generazione in generazione, secondo i dettami della “memoria familiare“, il tutto perfettamente interconnesso al tipo di esperienza individuale che scegliamo di risolvere nell’attuale incarnazione.

Fu Carl Gustav Jung a contemplare l’esistenza, in uno strato più profondo rispetto al nostro Inconscio individuale, di una parte istintuale ed impulsiva non acquisita dalla diretta esperienza, ma ereditata; qui hanno sede le memorie degli Antenati e le strutture generalizzate nei tempi che ne hanno consentito la sopravvivenza, gli Archetipi: ciò determina l’Inconscio Collettivo Junghiano.
Attraverso il tema natale, forma simbolica del nostro progetto vitale, ci rendiamo quindi portatori di energie potenzialmente trasformative rispetto a ciò che abbiamo puramente ereditato; dal punto di vista energetico il concetto di separazione non esiste e facciamo parte di un continuum evolutivo, rappresentando una cellula nel grande corpo del nostro Sistema familiare.
Alcuni aspetti o posizioni astrologiche particolari ci danno indicazione di quale “lavoro” stiamo continuando o completando perché interrotto dai nostri Antenati, quali energie e in quali settori di vita stiamo evolvendo parallelamente a loro, in una forma di Amore Incondizionato Interdimensionale.

Potremmo aver scelto di trasformare dinamiche antiche, di spezzare schemi, limitazioni, informando l’Albero genealogico che esistono nuove forme di energia e di esperienza.
I temi natali dei nostri Antenati ci rivelano il fil-rouge tra le generazioni, chiarificando il nostro posto all’interno del Sistema e l’indagine Astrogenealogica ci permette di riconoscere e valorizzare le risorse tramandateci dai nostri Predecessori, vivendole e onorandole all’interno del contesto del nostro progetto vitale, con la consapevolezza della nostra autenticità ed unicità.
L’Astrologia Familiare è quindi la rappresentazione dei collegamenti che intercorrono tra i membri di uno stesso sistema, l’obiettivo di ciascuno di noi è di individuarsi al suo interno, in Libertà e Rispetto di sé.

Un abbraccio!