Astrogenealogia, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Urano in Toro: la libertà dalle schiavitù

coppia urano toro

It’s time to change! Il 15 maggio, alle 15:24 Urano busserà alla porta di Venere, governatrice del Toro; con piglio dinamico e deciso arriverà così, senza fronzoli né convenevoli, proprio com’è nel suo stile.  Si fermerà in Toro fino al 6 novembre, data in cui rientrerà brevemente in Ariete per effetto del moto retrogrado, per rientrare stabilmente in Toro il 6 marzo 2019.

Recentemente, sarà forse grazie ai transiti di Saturno sulla mia Luna in Capricorno, e di Giove in Scorpione nella mia terza casa, si è risvegliata in me la passione per i film storico/religiosi e, tra tanti, “Exodus-Dei e Re“, mi è piaciuto moltissimo. Si tratta ovviamente della rivisitazione cinematografica di Ridley Scott sulla tematica della liberazione del popolo ebreo, figlio di Saturno, da parte di Mosè, figura che personalmente associo a Urano (ma anche a Marte in Capricorno, condottiero direzionato e strategico).

Scrivo questo articolo proprio oggi, ispirata dall’energia del Plenilunio che si è svolto stamattina sull’asse Toro/Scorpione, la cui energia ci sta preparando ad accogliere il pianeta delle grandi rivoluzioni, Urano, in Toro, segno di modalità fissa poco avvezzo al cambiamento improvviso e a rivedere le proprie sicurezze; a livello individuale, sentiremo questa energia nel settore della nostra carta natale che coinvolge il segno del Toro (per ora i primi gradi), negli interaspetti che Urano andrà a fare con gli altri pianeti e, di riflesso, nel secondo settore, di cui Venere è il governatore naturale.

Voglio focalizzare la mia attenzione sull’affettività, tutti noi abbiamo delle convinzioni, anche ereditate dai nostri Antenati, che riguardano i valori di coppia, quanto  l’essere in due ci rassicura, ci nutre, rispetto all’essere single, quanto il partner diventa una nostra proprietà e siamo possessivi, gelosi. C’è in noi un ricordo ancestrale relativo al proteggere il proprio territorio dagli invasori, e spesso, si sente di dimostrare amore confinando il partner e i figli in un recinto in cui poterli proteggere, ma anche controllare, soffocando i nostri cari in modo eccessivo.

Ecco quindi attivarsi, all’interno dell’asse, la parte scorpionica, di manipolazione e ricatto emotivo quando qualcuno, pur grato della zona di comfort, della gabbia dorata in cui in buona fede lo abbiamo rinchiuso, si sente pur sempre in gabbia e desidera scavalcare il recinto. La libertà nel mondo degli affetti è sentita come pericolosa, perché la paura più grande è quella di essere abbandonati ed essere costretti dall’abbandono a vivere la propria libertà di essere, temiamo il dopo, cosa ci sarà?.

Una delle paure più grandi dell’essere umano è quella di essere libero, e, attraverso la propria libertà, sentire che ha maggiori responsabilità e potere personale, la libertà che si consegue dopo un abbandono si lega nel mondo delle nostre convinzioni alla solitudine ed il confronto con la nostra interiorità, che inevitabilmente e improrogabilmente avviene quando ci troviamo in compagnia di noi stessi, spaventa.

Per i nostri Antenati era molto più difficile liberarsi da relazioni infelici, tanto è vero che alcune persone hanno scelto di ammalarsi e trapassare piuttosto che vivere all’interno di matrimoni distruttivi dai quali non avevano le possibilità e gli strumenti per liberarsi. Quando la libertà bussa al nostro uscio abbiamo paura e tentiamo con tutti i mezzi di rimettere in piedi le vecchie strutture relazionali, ma inutilmente, non si può sanare, guarire interiormente, all’interno dello stesso contesto in cui sono emersi i disagi, a meno che quel contesto, con un lavoro consapevole delle due parti, non cambi completamente. 

Urano spazzerà via, già in questi primi mesi di assaggino taurino, solo le schiavitù interiori da relazioni che non hanno possibilità di completo rinnovamento, dove si attivano modelli di attaccamento genealogici e già sperimentati nell’infanzia con le figure primordiali di accudimento. Si può imparare a creare una risorsa interiore di sicurezza che parta dal presupposto che l’unica costante della vita stessa è il cambiamento e quindi il concetto di impermanenza delle cose. Nulla può rimanere uguale a prima e, se l’abitudine, la sicurezza finanziaria, l’ozio e l’adagiarsi nella scontatezza hanno sostituito il piacere di condivisione del proprio spazio, la quotidiana riscoperta e creazione di un nuovo modo di amarsi e di stare insieme perché lo si desidera pienamente e non perché una convenzione lo dice, Urano può attivarsi creando un po’ di terremoto per scuotere le fondamenta di una relazione.

Nulla è per sempre, dice Urano dal Toro, tutto cambia e, dopo un tremolìo delle fondamenta interiori, anche una coppia che ha avuto uno scossone può rinnovarsi e, grata a Urano, ripartire più innamorata che mai, vivendo una nuova fase. Secondo me, inoltre, durante il periodo in cui Urano transiterà in Toro, tantissime persone che vivono situazioni di coppia alternative, faranno outing, famiglie allargate, coppie omosessuali con bimbi (già a Torino ciò è avvenuto in questi giorni), aumenteranno le famiglie adottive o affidatarie, come pure la ricerca e nuove scoperte nel campo della fecondazione assistita, inseminazione artificiale, utero in affitto; credo anche in nuove scoperte nel campo della nutrizione neonatale, allattamento artificiale biologico e chissà cos’altro Urano, dagli alieni mondi trans-saturniani , potrà portarci di nuovo, sarà la volta buona che potremo comprar casa su Sirio, io la prenderei subito!

Un abbraccio, buon Plenilunio e buon ingresso di Urano in Toro, stay tuned ❤

Ross

 

Astrogenealogia, visioni astrologiche, yod

Lo Yod tra genitori e figli: Luci e Ombre a confronto

 

pecora nera famiglia

 

Si tratta per me di un’indagine approfondita condotta a partire da un punto di osservazione familiare, avendo riscontrato la presenza di questa configurazione nei Temi Natali delle persone a me care, nelle mie linee genetiche, sia materna che paterna. In quasi tutti i Temi dei miei Antenati è presente questa figura, ma ciò che mi ha veramente sbalordito è stata la recentissima scoperta di ben due Yod nel mio Tema, a conferma che la nostra mappa del tesoro personale si svela quando siamo pronti a ricevere i suoi messaggi.

In particolare, riferisco in questo articolo al testo di Karen Hamaker-Zondag: “The Yod Book:Including a Complete Discussion of Unaspected Planets“, confermando quanto da lei descritto attraverso la mia esperienza di rapporto con mio figlio maggiore, portatore di Yod.

Siamo interconnessi attraverso dei legami invisibili con i nostri Antenati, in un continuum evolutivo, esente dalle leggi spazio-temporali, che ci coinvolge in modo imperante e silenzioso al contempo. Attraverso le generazioni scorre un fluido energetico che, molto spesso, non ha avuto modo di emergere in maniera equilibrata, vuoi per il contesto culturale ed educativo del tempo, vuoi per pressioni sociali, fanatismi o restrizioni religiose.

Quando la funzione interiore energetica di un pianeta viene repressa attraverso svariate generazioni, essa emerge nel Tema Natale di un’anima bambina che si incarica di portare alla luce, affrontare (inevitabilmente) e risolvere (attraverso una libera scelta consapevole), la tematica in questione. Secondo la Zondag, tale pianeta si manifesta all’interno di una configurazione yodale o come pianeta isolato (senza aspetti), in questa sede parleremo dello Yod.

yod

Lo Yod richiede costante attenzione e, quanto iniziato dai nostri Antenati  ma non espresso con equilibrio o non consapevolmente affrontato, chiede risposta. Trattandosi di tematiche familiari irrisolte, il sentire del portatore di Yod è un forte disorientamento, determinato dall’assenza di un modello precedente di riferimento. Ci si sente come zattere in balia delle onde e, nel cercare la propria risposta individuale, parallelamente la si fornisce come informazione ai nostri Predecessori, manifestando al contempo una direzione di vita completamente diversa dai modelli conosciuti.

Ognuno di noi è un piccolo tassello all’interno del Sistema familiare, perciò gli Yod possono ripetersi nei Temi di diversi membri della famiglia anche se nel tempo e da parte di qualcuno di essi, c’è stato un piccolo movimento in direzione di quelle tematiche; spesso si vedono maggiori connessioni tra il Tema di un nonno ed il proprio, sembra che si salti una generazione, prendendo un attimo di rincorsa e riproponendo poi il tema energetico con maggior enfasi.

I portatori di Yod spesso vivono una vita divisa in due atti, lo spartiacque è un evento di forte impatto emotivo che segna l’inizio di un inizio di consapevolezza, da lì si parte, per dove non è dato saperlo e in quel momento è richiesto un atto di fede/fiducia, a me successe proprio così.

Lo Yod è al contempo sfida e potenziale, un grande talento si nasconde dietro a questa potente repressione energetica veicolata dagli Antenati; personalmente, scoprii prima lo Yod nel Tema di mio figlio che nel mio, ma il nostro rapporto ha avuto consapevole guarigione solo quando mi sono resa conto che dovevo prendermi la responsabilità non solo della mia compartecipazione  alle nostre divergenze, ma anche del  far pace con il mio ruolo di figlia.

I figli portatori di Yod specchiano la parte ombra del genitore, danno risalto alle sue debolezze, tutto questo fa paura e si finisce per allontanare emotivamente il figlio proiettando su di lui un’immagine di figlio ribelle; oppure, osservando alcune realtà intorno a me, ho visto che, sebbene il figlio simboleggi qualcosa di molto importante per il genitore e di cui lo stesso è inconsapevole (o insufficientemente consapevole), in proiezione il rifiuto inconscio di contatto con la propria ombra porta al non riconoscere l’ombra in lui: sono questi i genitori per i quali il figlio ha sempre ragione, la maestra ce l’ha con lui, i professori lo maltrattano, nei conflitti tra bambini sono sempre pronti a intervenire in loro difesa.

Il rapporto tra me e mio figlio era la manifestazione concreta di un terremoto tra Yod, infatti per sinastria lui stimola attraverso l’Ascendente il  Punto Focale di uno dei miei Yod (Lilith e Nodo Sud) ed io posiziono la mia Luna proprio sul Punto Focale del suo Yod, Urano. Ovviamente tutto ciò non avveniva con suo padre e non avveniva nemmeno tra me ed il mio secondo figlio e, al tempo in cui i nostri conflitti erano particolarmente accesi, soprattutto durante la sua adolescenza, non mi spiegavo cosa ci fosse di sbagliato in me che portasse a tanta sofferenza pur nel più grande amore del mondo, quello per un figlio. Mi sentivo inadeguata con lui, ma questa sensazione aveva origini molto più antiche che ho affrontato ricercando una modalità di guarigione di questo rapporto.

Il figlio portatore di Yod, da un lato viene emotivamente rifiutato e tenuto a distanza, recitando il ruolo della pecora nera; dall’altra parte è visto come qualcuno cui riservare un’attenzione speciale, spesso manifesta paure e sensi di inferiorità o colpa nel sentirsi parte in causa nelle crisi di famiglia e quindi, indirettamente, riceve più attenzioni rispetto ad altri figli.

In una fase di vita più matura, il fatto che un genitore abbia portato scioglimento consapevole al suo Yod, può fungere da sostegno importante alla comprensione dei sentimenti filiali, alleggerire il figlio dal carico di proiezioni e la relazione dai meccanismi di risposta emotiva automatici derivanti dal veder specchiata la propria ombra in qualcun altro che si  ama ed allontana così profondamente ed in modo ambivalente; si scopre allora tutto l’amore e la crescita di cui questo figlio è stato ed è catalizzatore, se ne riconosce il ruolo di Maestro.

Mio figlio maggiore è nato mentre Saturno transitava la mia V casa, molte delle nostre sofferenze avevano origine dalla non accettazione della reciproca diversità, e dal senso di inferiorità e di incapacità che provavo, i figli portatori di Yod vivono un mondo interiore con cui il genitore fa fatica a entrare in contatto e difficilmente integrabile col vissuto quotidiano e le sue sfide.

Il nostro rapporto ha attraversato diverse fasi, per noi era difficile abbracciarci e dirci anche un semplice “Ti voglio bene”. Da lì, da quel dolore sono partita per un viaggio alla ricerca di me stessa e della mia guarigione come figlia, del perdono verso me stessa per essermi sentita così fragile, incapace come madre, così imperfetta (facendo tremare i miei valori Vergine). 

Gli Yod sono un ricettacolo di grandi possibilità di crescita e maturazione, il rapporto conflittuale tra genitori e figli si basa spesso sul vedere attraverso di lui un’immagine di noi poco autorevole, fragile, smarrita e nel non riconoscere che, al di là dell’anagrafe, il Maestro è lui. L’orgoglio ferito da una rispostaccia, il non rispetto delle regole che dettiamo, il suo essere fuori dal nostro controllo, fanno tremare le fragili fondamenta su cui reggiamo quel che un genitore “dovrebbe essere”.

Astrogenealogicamente i Temi Natali sono strumenti di supporto e consapevolezza incredibili, abbraccio tutti i figli come mio figlio e tutti i genitori come me che crescono tutti i giorni proprio attraverso questo grandissimo Amore.

Ross