Astrogenealogia, Sinastria, yod

Lo Yod in un abbraccio: il gioco delle proiezioni

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Affrontiamo ora la tematica dello Yod in Astrogenealogia da un punto di vista diverso: le persone che incrociano il nostro cammino non arrivano a noi per caso e le relazioni che intratteniamo, indipendentemente dalla loro durata, ci offrono la possibilità di comprendere ciò che abilmente si cela nei recessi più profondi di noi stessi. A noi la scelta poi se cogliere l’occasione o chiuderla senza volerne vivere l’apprendimento.

Potremmo dire che l’altro da noi funge da cartina al tornasole, è infatti anche osservando la tipologia di persone che amiamo o non amiamo frequentare che possiamo accedere, attraverso la nostra capacità intuitiva, alla comprensione di ciò che stiamo imparando. Infatti, quando siamo in una fase di passaggio che ci sta conducendo a nuovi step di consapevolezza, spesso notiamo che alcune persone si allontanano mentre altre, nuove, compaiono lungo il nostro percorso.

Spesso si chiudono relazioni storiche, con persone che abbiamo frequentato a lungo e amato molto ma che non possono far parte del nostro futuro; il processo di elaborazione di questi distacchi può essere impegnativo perché risveglia antiche insicurezze e attaccamenti. Da esseri umani soffriamo molto e non vorremmo staccarcene, cerchiamo allora una motivazione razionale per questi distacchi, co-creando litigi e incomprensioni, in altri casi entra in scena una terza persona con la sola funzione di agevolare la separazione.

Alcune relazioni ci coinvolgono emotivamente più di altre, recando con sé un pathos maggiore ed uno screzio con un collega non ha lo stesso peso emozionale di un discussione con un figlio, ad esempio. Ma perché? Certo, il legame di sangue e la condivisione dello stesso inconscio mito familiare con i figli fa la differenza; con loro, in particolar modo, ci incontriamo e scontriamo anche con il mito familiare del loro padre presente in loro e col quale, soprattutto in caso di separazione, ci eravamo già in coppia incontrati e scontrati.

Quando incontriamo l’altro incontriamo soprattutto il mito familiare del quale è inconscio messaggero: tutti siamo il frutto dell’incontro degli Alberi Genealogici dei nostri genitori. Il mito familiare è funzionale al mantenimento dell’Omeostasi nel Sistema famiglia e ci dona appartenenza allo stesso.

La Sinastria Astrogenealogica (il confronto tra due temi natali) ci viene in soccorso e lo Yod ne è molto spesso il protagonista, sia individualmente che come cocreazione dei cosiddetti Yod Sinastrici.

Abbiamo precedentemente detto in altri articoli dedicati, che la consapevolezza e la liberazione delle energie racchiuse in una configurazione yodale avvengono piuttosto nella seconda parte della vita, che diverge profondamente dalla prima. La linea di demarcazione è spesso un evento spartiacque: un licenziamento, la scomparsa di una persona cara, la fine di una relazione importante o qualcosa che ci appare come quasi surreale.

Vi è mai capitato di sentirvi così strani, come se steste vivendo in un film? E di dire che non vi sembra possibile possa essere accaduto a voi…Ecco, quello è l’evento di confine tra il prima e il dopo. Questa situazione crea in noi incredulità e, prendendoci alla s-provvista, ci troviamo senza provviste per farvi fronte.

Tutte le volte che veniamo colti alla s-provvista si riattivano in noi le memorie dei nostri Antenati relative alla paura della morte, il loro essere senza provviste alimentari significava infatti avere fame e temere per la propria vita. In queste fasi noi sentiamo un dolore così antico e profondo che sembra quasi troppo grande e travolgente per appartenerci del tutto, infatti non è totalmente nostro ma ne siamo portavoce familiare.

Ci sentiamo quindi senza provviste emotive, abbiamo fame di affetto, di qualcuno che ci stia vicino e ci prenda per mano accompagnandoci dall’altra parte del nostro ponte pericolante incolumi, sani e salvi. Il fatto di sentirci impreparati, disorientati è solo il segno che, accedendo ad un diverso grado di consapevolezza, stiamo imparando a sviluppare delle nuove potenzialità che, ancora allo stato embrionale, stanno facendo capolino alla luce della coscienza.

Anche se nel nostro tema non siamo portatori di Yod, potremmo formarlo con chiunque in una Sinastria: infatti ogni sestile presente nel nostro radix è una base potenziale di cocreazione yodale con chiunque apponga un suo pianeta (o Lilith e Chirone) in posizione di quinconce (150°) rispetto al nostro sestile.

Facciamo un esempio pratico: se io nel tema porto un sestile tra Luna e Giove a 26° tra Toro e Cancro, qualsiasi persona che appone un pianeta a 26° del Sagittario (cioè tecnicamente a 150° sia da Toro che da Cancro), forma uno Yod sinastrico con me. I sestili sono territorio interessante di rimessa in scena delle dinamiche familiari irrisolte simili rispetto alle due persone: lo Yod Sinastrico potrebbe anche rimanere silente a lungo ma, presto o tardi, può venir attivato dal transito di un pianeta lento che in qualche modo interessa quindi entrambi e si risveglia la tematica in questione che, improvvisamente ed inaspettatamente, reclama attenzione.

Un altro caso interessante invece si crea qualora io sia portatore di Yod nel mio radix e l’altro apponga un pianeta al Midpoint (punto intermedio del sestile alla base), stimolando quindi il Punto Focale del mio Yod radix. In questo caso, l’altro funge solo da attivatore di una certa dinamica essendo solo marginalmente parte in causa o non rendendosi conto di essere così impegnativo per noi.

Ogni famiglia si distingue per una serie di convinzioni, abitudini e credenze che fungono da caratterizzazione di quel Sistema e, parallelamente, proteggono e diversificano il Sistema dal mondo esterno: tutto ciò rappresenta il mito familiare e l’Omeostasi sistemica si basa sul delicato gioco di equilibri rispetto a quali nuovi valori possono entrare dall’esterno senza comprometterne lo status quo e quali invece sono da escludere.

Le regole del Sistema sono per lo più tacite e silenziose, serpeggia un sottile malessere interiore quando siamo quasi in territorio trasgressivo o quando incontriamo qualcuno che, con i suoi valori, destabilizza il Sistema. Se i miti dell due persone sono profondamente divergenti, anche se spesso solo speculari, si pone la questione spinosa della lealtà inconscia. Accade infatti che dall’altra parte, il Sistema stesso richieda una rivoluzione interna attraverso l'”importazione” di una persona esterna: è il caso del marito della figlia, della fidanzata del figlio o del figlio adottato ad esempio.

Che fare dunque se un uomo si trova in bilico tra la moglie e la famiglia di origine?O per genitori adottivi che lottano quotidianamente per trasmettere amore ad un figlio ribelle?O per una figlia di una famiglia di pura facciata che ama un ragazzo non ben accolto a causa degli innumerevoli tatuaggi o piercing?

Quando tra due persone si attiva uno Yod o almeno un aspetto di Quinconce ci si può trovare in uno di questi frangenti, in caso di coppia stabile la lealtà verticale verso la famiglia di origine va ridefinita il linea orizzontale verso il partner. Laddove ciò non avvenisse, rimane molto presente un legame di “matrimonio” con la famiglia di origine che impedisce lo spazio di creazione di una reale coppia indipendente e porta i due partner ad agire abbandono emotivo l’uno verso l’altro. Ciò può anche essere il frutto di un modello di coppia sistemico che va superato, anche se non è detto che il superamento avvenga all’interno alla coppia in cui si è risvegliata la tematica, a volte ci si separa e si trasforma il modello di coppia con un partner successivo. Ci sono infatti accordi animici prenatali tra coniugi che possono prevedere la genitorialità ma non la costruzione di una coppia.

Nelle relazioni facciamo esperienza di noi stessi attraverso l’altro e, tanto più lavoriamo sulla consapevolezza, tanto meno saremo preda di proiezioni. Avere consapevolezza ci noi stessi ci aiuta a idealizzare il meno possibile la persona che ci sta al fianco, per non entrare in immagini distorte che poi portano a successive delusioni. Anche se a volte è doloroso, è meglio vedere da subito la persona per quello che è per evitare poi brutte sorprese e assumersi prima possibile il timone della responsabilità della scelta.

Personalmente, ho impiegato molti anni per elaborare la separazione che 15 anni fa ha costituito il mio evento cardine di cambiamento. Da quel momento in cui cominciava il mio risveglio ho attraversato molti passaggi, ponti pericolanti interiori e ogni volta che ce la facevo aggiungevo un mattoncino di consapevolezza e stima di me. Da brava Vergine avrei preferito un libriccino di istruzioni su come si fa ad amare, ad avere compassione ed accettarsi completamente, non lo sapevo e finché ho respiro comprenderò cose nuove. Il principio di base è la libera scelta però, si deve volere uscire dalla depressione, dalla tristezza e voler affrontare gli antichi dolori che caratterizzano le fasi di crisi. E non mollare mai, perché siamo nell’era del progresso delle coscienze individuali  e tutti possiamo lavorare in noi stessi per elevare le frequenze a tal punto da non dover più ripetere gli antichi schemi relazionali. Non è più il tempo della sofferenza in nome dell'”incontro karmico”, è il tempo dell’ascolto interiore però e, se qualcosa stona, ci si saluta con consapevolezza, non è più il tempo di avvinghiarsi ad antichi schemi familiari per trattenersi in una fase bambina, Saturno esorta alla crescita, al divenire adulti emotivamente oltre che anagraficamente.

Ho compreso poi molto bene che nessuno arriva mai da nessuna parte ma che tutti abbiamo una direzione, nessuno cambia se non vuole farlo, gli unici passi che possiamo fare sono quelli in direzione di noi stessi e del nostro valore personale.

L’Astrogenealogia ci aiuta a comprendere le dinamiche familiari in atto, prima di tutto per noi stessi e poi in cocreazione con l’altro e a comprendere che trasformando le dinamiche del nostro Albero, non attrarremo poi più persone attraverso cui rivivere quelle stesse tematiche.

Un abbraccio

Ross

Astrogenealogia, yod

Lo Yod: una figura chiave nel tema natale

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In questo articolo desidero portare alla vostra attenzione una particolare configurazione astrologica molto presente e parlante in sede di studio Astrogenealogico, lo YOD, altrimenti denominato “il dito di Dio“).

Si tratta di una configurazione planetaria, cioè un raggruppamento di pianeti tenuti assieme da aspetti astrologici, spesso presente in temi natali di persone che sembrano dover chiudere certe dinamiche a livello familiare, persone che potremmo vedere come Anelli trasmutatori del loro Albero Genealogico, incaricati di portare ri-soluzione e dis-soluzione di alcuni nodi antichi.

È una figura geometrica che costituisce una chiave di lettura importantissima per spiegare, all’interno di un tema, tematiche familiari che con i soli aspetti classicamente considerati, non si vedono assolutamente.

LO YOD NEL TEMA NATALE

Tecnicamente la figura si compone di due pianeti in aspetto di sestile (60°), entrambi convergenti ad un punto focale attraverso due aspetti di quinconce (150°).

Secondo gli studi della scrittrice Karen Hamaker-Zondag, nel suo testo “The Yod Book:Including a complete discussion of Unaspected Planets

“Uno dei punti coinvolti, oltre che un pianeta, può essere l’Ascendente o il Medio Cielo…. Koch, che analizzò gli studi sugli aspetti di Keplero, descrive gli aspetti coinvolti come una tendenza a separare le possibilità in modo da metterle in netto contrasto tra loro. Nella sua visione, questa configurazione veicola limitazione e disaccordo, la situazione insiste per una decisione. Con l’aspetto di Quinconce si tende a focalizzarsi solo sulle opportunità perse e non su ciò che si è realizzato”.

Questa configurazione è particolarmente interessante: i tre (o più) pianeti o punti partecipanti allo yod partono da una situazione di disaccordo energetico. Si tratta di una geometria che coinvolge segni di elemento diverso, con un approccio energetico diverso alla vita; la polarità dei segni coinvolti è diversa perciò la tendenza a prediligere l’azione piuttosto che la re-azione è diversa;  la modalità dei segni coinvolti è diversa, quindi il modo di affrontare le cose.

La Zondag specifica che in uno yod convivono quindi tre elementi, due polarità e tre modalità,otto mondi diversi si confrontano, in una situazione interiore caratterizzata da agitazione, insicurezza e instabilità; immaginate di trovarvi in una sala dove otto persone parlano assieme, ognuno affermando le sue esigenze, come accade ad esempio alle assemblee condominiali; finché l’amministratore non ascolta uno alla volta, il caos è assicurato a causa di esigenze spesso divergenti.

Geometricamente, ne esce quindi una figura triangolare allungata, un triangolo isoscele per l’appunto. A livello di orbita, chiaramente, più la stessa è stretta più la configurazione si fa potentemente sentire nella vita di una persona.

Il discorso delle orbite è fondamentale per non accavallarci, attraverso delle orbite di tolleranza eccessive, con l’aspetto di biquintile di 144°, che veicola un altro tipo di energia.

Secondo la Zondag l’orbita ideale è di 3°, da parte mia considero preferibilmente Yod molto stretti, quelli con massimo 2° di orbita, notevolmente più forti, tendo ad ampliare lievemente l’orbita entro i 3° qualora nella configurazione siano coinvolti i Luminari.

Anche se uno dei punti può essere Ascendente o Medio Cielo (non assieme), rimane il fatto che l’incisività energetica è maggiore quando sono coinvolti pianeti personali, rappresentando gli stessi funzioni psicologiche in dinamica interazione.

Personalmente ho visto l’importanza di considerare nel settore astrologico familiare, anche Chirone e Lilith come potenziali punti di Yod, ne ho verificato anche l’importanza a livello di transiti, ad esempio quando Lilith di transito interessa un vertice dello Yod.

Si tratta di una configurazione astrologicamente ambivalente e, come espresso anche in un articolo di Rosaria Lentini e Clara Tozzi sulla preziosa mailing list di Convivio Astrologico:

“Il sestile, pur rappresentando un aspetto tradizionalmente positivo , se non viene usato consapevolmente e con un impegno preciso, tende a rimanere una qualità non impegnata nella vita.

Il quinconce nel tempo tende a dare una forte sensazione di frustrazione, causata dal non riuscire a indirizzare le energie coinvolte, pur ‘sapendo’ che se esse fossero padroneggiate permetterebbero una grande soddisfazione personale e la realizzazione di potenziali di cui si è avvertita nitidamente l’esistenza.

Uno Yod contiene una fortissima carica energetica ma chiusa in sé stessa e quindi foriera di ignote tensioni interne: la comprensione e risoluzione dello Yod e la liberazione delle energie intrappolate possono segnare un nuovo corso di vita, similmente a come può essere fortemente frustrante rimanere nelle strettezze di uno Yod che non ha avuto scioglimento”.

Ad un certo punto della vita, la spinta a mettersi in gioco attraverso un’indagine interiore, diventa importante e non può rimanere inascoltata.

Le energie racchiuse in uno yod sono completamente diverse e non compatibili tra loro e la tensione interna deriva proprio da questa Babele interiore tra lingue energetiche apparentemente inconciliabili.

Spinte ed orientamenti diversi dunque, la necessità è quella di creare un modello di conciliazione interiore tra le varie istanze, attraverso un profondo lavoro di crescita personale per accedere alla possibilità di armonizzazione delle parti, previo ascolto delle stesse.

DIVERSI TIPI DI YOD, DIVERSE LINGUE

Quindi, visualizzando uno schema riassuntivo su quanto espresso dalla Zondag nel suo testo :

  • Uno yod coinvolge tre pianeti posizionati in segni di diverso Elemento (es Ariete/Fuoco-Vergine/Terra-Scorpione/Acqua)

  • Uno yod coinvolge tre pianeti posizionati in segni di diversa Modalità (es Ariete/Cardinale-Vergine/Mobile-Scorpione/Fisso)

  • Il Pianeta Focale è posizionato sempre in segni di diversa polarità rispetto ai pianeti coinvolti nel sestile alla base (es Ariete/Maschile-Vergine/Femminile-Scorpione/Femminile)

  • Delle due “gambe” dello Yod, di sicuro una contiene in modo più forte lo stress derivante dal meccanismo studiato da Jung sulle funzioni inferiori/superiori, nel senso di consce/inconsce (ad es per la modalità Terra, le funzioni della modalità Fuoco inizialmente sono inconsce, per cui integrabili solo attraverso un lavoro interiore; per Jung queste polarità sono Aria-Acqua, Terra-Fuoco)

Il pianeta focale e’ il punto di trasmutazione del tema ma anche il punto di “scarico” dell’energia dei due quinconce che partono dai due partecipanti al sestile, il risultato è uno stato tensivo inconscio , solitamente compaiono irrequietudini, angosce, oppure si manifestano disturbi fisici, come modalità di messaggio da parte del corpo di qualcosa che va cambiato in modo imperante e definitivo.

Ciò deriva dal fatto che il Quinconce è considerato un aspetto collegato alle tematiche di VI e VIII casa: partendo da un Punto Focale ideale in Ariete ( a 0° Ariete, al Punto Vernale), noteremo che un ramo del Quinconce arriva alla Vergine, il sesto segno, l’altro invece allo Scorpione, l’ottavo segno: da ciò quindi la duplice manifestazione sia fisica che psicologica.

Rosanna Gosamo, nel suo articolo riassuntivo di diversi interventi approfonditi dalla mailing list Convivio Astrologico , definisce la natura del Quinconce che si snoda verso energie da VI casa(partendo dal Punto Vernale fino a 0° della Vergine in sento antiorario) come “correttiva” e quella del Quinconce che si snoda verso energie da VIII casa (partendo dal Punto Vernale fino a 0° dello Scorpione in senso orario) come “rigenerativa“. Dal punto di vista astrogenealogico considero maggiormente parlante quella rigenerativa, pensandoci tutti come tasselli che trasformano dinamiche familiari insite nell’Albero Genealogico, aggiungendo informazioni utili ai Predecessori e ai Posteri.

Rimane il fatto, segnalato dalla Zondag e su cui concordo, che questo aspetto può ovviamente partire da qualsiasi punto nel tema natale, coinvolgendo le energie più diverse.

Il pianeta focale può usare sia l’energia dinamica creativa sviluppata dai due Quinconce, sia le opportunità espresse dal sestile, per far nascere proprio un nuovo modo di essere.

Nei miei studi ho verificato anche l’importanza del Mid-point, cioè del punto intermedio tra i pianeti in sestile, come punto particolarmente sensibile ai transiti o in sinastria, nell’attivare l’energia yodale. In presenza di un pianeta situato al Midpoint, lo stesso va a fare aspetto di opposizione al Punto Focale e ci troviamo di fronte al cosiddetto Yod Tetraedico (altresì chiamato Yod Boomerang). Oppure ne ho appunto verificato l’importanza in sinastria, quando un pianeta personale di una persona attiva per sinastria il mid-point yodale di un’altra persona (indipendentemente dalla presenza o assenza di pianeti al Mid-Point).

LO YOD NELLA VITA QUOTIDIANA

Le persone portatrici di Yod, si trovano ad un certo punto della loro vita, a tu per tu con una crisi interiore molto forte a cui non sanno dare risposta razionale. Sembra un momento destinico, una chiamata al risveglio, che le porta su un qualche tipo di percorso di crescita interiore, vuoi attraverso una psicoterapia vuoi attraverso tecniche energetiche di tipo olistico. Questo passaggio solitamente si attiva in un particolare momento, in concomitanza con transiti di rilievo ad uno dei vertici della figura o al Mid-Point.

Durante il percorso intrapreso, la persona si trasforma visibilmente, anche in pochissimo tempo, ciò porta alla possibilità di trovare una nuova modalità creativa di espressione delle energie coinvolte.

Questa è la rappresentazione geometrica di uno Yod, in questa immagine, ad esempio, il Punto Focale parte dal grado 0 dello Scorpione, con un sestile di base Ariete-Gemelli e due Quinconce (Ariete/Scorpione e Gemelli/Scorpione):

Ogni Yod è un contenitore di conoscenza, le sue potenzialità tuttavia non si rivelano finché la persona, consapevolmente, decide di fare uno sforzo attivo per correggere gli effetti di profonda frustrazione interiore determinati dall’inconsapevolezza dell’energia portata in dono da questa configurazione.

Il Punto Focale contiene la missione spirituale del portatore di Yod, ma prima si deve obbligatoriamente passare attraverso una sorta di apprendimento karmico, imprescindibile per l’apertura dell’energia yodale verso la propria missione di vita, lo Yod contiene un alto insegnamento spirituale.

Astrogenealogicamente, in caso di yod presenti nei temi natali di svariati componenti della famiglia, è interessante l’analisi delle energie planetarie coinvolte: vi si trova un filo conduttore attraverso gli yod stessi e, nel caso che questo punto comune tra yod sia un pianeta personale, la missione familiare diventa ancora più specifica (ad esempio, Marte presente in tutti i temi natali dei familiari portatori di yod).

Nel tema natale singolo ovviamente maggiore è il coinvolgimento dei pianeti personali, soprattutto se sono coinvolti i Luminari, maggiore è la potenza di tale configurazione.

In sede di studio astrogenealogico questa configurazione assume una rilevanza fondamentale, tanto ci racconta della persona e delle sue sfide.

Un abbraccio!

Ross

Astrogenealogia, Sinastria, yod

La danza delle sovrapposizioni: lo Yod nella Sinastria

Tango Argentino, Piedi, Ballerini, Danza

All’interno dei miei studi riguardanti questa particolare configurazione ( ti condivido il link dove, al fondo della pagina, puoi trovare i miei precedenti articoli sullo Yod) considero con particolare occhio “clinico” le dinamiche familiari che si attivano nelle relazioni, rintracciando questa sacra geometria celeste nelle comparazioni tra temi.

A volte incontriamo qualcuno che risveglia in noi dei potenziali assopiti, spesso risvegliandoci a percorsi o indagini interiori impensabili prima di tale incontro. Tale persona rimane presente in noi anche quando nel tempo apparentemente la relazione si scioglie o si trasforma in qualcosa di diverso. Mai torneremo ciò che eravamo prima di conoscere quella persona speciale e, nel caso in cui il rapporto fosse stato conflittuale, di difficile sostenibilità emotiva causa l’estrema profondità, sarà necessario un grande lavoro interiore per lasciar andare forme di attaccamento a emozioni quali rancore o risentimento.

Particolarmente incisivi sono gli interaspetti che si formano nella comparazione di temi (Sinastria), quando le due persone formano uno Yod. Quella persona attiva in noi un tema che appartiene alla genealogia familiare e che, estendendosi attraverso le generazioni, viene sentito in modo intenso. Si tratta di qualcosa che necessita di essere visto chiaramente attraverso un’altra persona perché riguarda meccanismi di scissioni di lealtà, antiche ambivalenze che, se nell’infanzia si sono interiormente congelate per la non sostenibilità del bambino a conciliare polarizzazioni interne riguardanti le figure genitoriali, emergono in cerca di definitiva risoluzione all’interno di una relazione “adulta”.

I triangoli relazionali (vedi “L’Eterno Triangolo“, articolo di Liz Greene su Astro.com), non necessariamente solo sentimentali, appartengono a questa categoria e la configurazione Yod appare allora dalla relazione tra i due temi, si crea cioè uno Yod sinastrico.

Questo caso si può verificare in due modi:

  • Quando qualcuno completa un sestile nel nostro tema apponendo un pianeta in aspetto di quinconce (150°). Esempio: soggetto A con sestile tra Marte a 20° della Vergine e Mercurio a 20° dello Scorpione, soggetto B con Luna a 20° dell’Ariete. Ho citato i pianeti personali perché l’incisività nel sentire quotidiano è maggiore, ma ovviamente qualsiasi pianeta può essere coinvolto, purché la configurazione si formi in maniera stretta, con orbita di scarto ridottissima, massimo 1°.
  • Quando qualcuno chiude un quinconce nel nostro tema apponendo un pianeta in sestile ad uno dei due partecipanti al quinconce formando quindi automaticamente quinconce all’altro. Esempio: soggetto A con quinconce tra Luna a 5° del Capricorno e Venere a 5° del Leone, soggetto B appone Mercurio in Pesci a 5° in sestile alla Luna, automaticamente formando anche un quinconce con Venere e chiudendo la configurazione yodal/sinastrica.

Può però accadere che, anche se non formiamo configurazioni yodali cocreate, attraverso le sovrapposizioni tra temi il pianeta di uno tocchi in interaspetto stretto di congiunzione soprattutto il Pianeta Focale (al vertice di un nostro già presente yod radix); oppure che il pianeta dell’altra persona opponga il Pianeta Focale posizionandosi nel punto intermedio del sestile di base (Midpoint) e formando il cosiddetto Yod tetraedico ( o Boomerang) sinastrico.

La stimolazione per Sinastria del Pianeta Focale si riverbera anche nella casa che nel nostro tema è disposta da quel pianeta, sarà in quel settore che ci saranno i riflettori puntati, riflettori che l’altra persona punta in una fetta del nostro cielo per aiutarci (anche se talvolta in modo forte, come un severo coach) a migliorare ed evolvere.

Oppure, in caso di Yod radix, che cosa accade se disegniamo lo Yod dell’altra persona nel nostro tema? O il nostro nel suo? Quali settori ne vengono interessati? Si formano stretti interaspetti? Proviamo a determinare un collegamento tra i due Yod radix, spesso infatti la dinamica familiare che si attiva è la medesima espressa in modo speculare (es. abbandoni familiari versus famiglie simbiotiche). Sono dinamiche che creano prigionia interiore in chi ne è portatore e la chiave di risoluzione spesso si cela proprio nella relazione che, riproponendone gli schemi automatici, ci traghetta di nuovo all’interno di quell’ancestrale nodo limitativo e rallentante la nostra crescita.

Quali interaspetti guardare?

  • Interaspetti tra i pianeti che sono i Punti Focali dei due Yod radix
  • Il Pianeta Focale di uno come lo stesso pianeta dispositore dell’Ascendente o del Fondo Cielo dell’altro
  • Eventuali interaspetti tra il Pianeta Focale e Lilith, Chirone, Plutone o Saturno dell’altro
  • Eventuali sovrapposizioni tra Yod o tra Yod e quinconce singoli, infatti capita che una zampa dello Yod di uno coincida perfettamente o quasi con un quinconce singolo dell’altro

In linea di massima è buona cosa scoprire in che modo vengono reciprocamente espressi i pianeti coinvolti nelle configurazioni, l’altra persona può essere il tramite per sprigionare l’energia trattenuta nella configurazione, aprendo lo spazio ad una fortissima trasformazione. Una volta assolta questa funzione, la relazione può finire, pur restando energeticamente parte di noi e del nostro vissuto e quindi avendo determinato l’acquisizione di valore aggiunto in termini di crescita e consapevolezza, anche attraverso la comprensione di ciò che non desideriamo. Nella nostra dimensione infatti impariamo per contrapposizione e anche una persona che ci mostra parti ombra che non apprezzeremmo nelle nostre relazioni, ci impartisce una lezione importantissima, quella di far emergere in noi la consapevolezza automatica di ciò che invece vogliamo davvero. 

I grandi risultati si ottengono con grandi allenamenti e i grandi coach della mia vita mi hanno insegnato ad amarmi proprio così come sono. Il grande salto è stato determinato dalla presa di coscienza del fatto che proprio quelle persone mi avevano insegnato ad amare di più me stessa. E ad oggi ringrazio calorosamente, sebbene quei momenti siano stati vissuti dolorosamente; una comparazione astrogenealogica serve a portare consapevolezza sul ruolo che interpretiamo all’interno delle relazioni e sul ruolo che interpretano gli altri.

Quale parte abbiamo assegnato all’altro nella danza del nostro intreccio relazionale? Quale il copione affidato a questa persona? Forse che abbiamo innalzato un piedistallo per attribuirne il ruolo del protagonista? Noi dove siamo, dietro le quinte o in adorazione tra il pubblico?

Farci delle domande stimolerà in noi la ricerca delle risposte e l’Astrogenealogia ci aiuta.

Baci e abbracci! (Proprio come diceva il primo uomo della mia vita, mio padre).

Ross

Bibliografia:

Karen Hamaker-Zondag:”The Yod Book-Including a complete discussion of Unaspected Planets

Astrogenealogia, consapevolezze transgenealogiche, yod

Gli aspetti astrologici “ereditati”

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Colgo spunto da un’ accorata condivisione che ho letto da parte di una persona che descriveva  il fatto di aver ereditato dai genitori uno specifico interaspetto astrologico.

Il concetto di eredità comporta però un’energia di passività, infatti quando ereditiamo qualcosa non scegliamo l’oggetto dell’eredità. Facciamo un esempio pratico per spiegare in modo semplice con una situazione di routine, l’eredità di un immobile. Qualcuno trapassa e ci lascia in eredità un immobile, se andremo a vivere là quell’immobile diventa per noi un porto sicuro ma non sarà mai come avere un appartamento scelto da noi. Possiamo trasformare, riadattare, sventrare e ristrutturare l’appartamento ereditato per renderlo più funzionale alle nostre esigenze personali e, nello svuotarlo, ci dovremo confrontare con i ricordi e la nostra lealtà verso la persona che lo abitava prima; potremmo quindi sentire un sotterraneo senso di disagio nel decidere di portare in discarica il caro tavolino della nonna o l’antico armadio che il bisnonno falegname aveva creato con le sue stesse mani, ricordi di famiglia che ci agganciano e trattengono dall’esprimerci in totale libertà.

Un’abitazione rispecchia il nostro Essere più profondo e quindi potremmo nel tempo vivere un’ambivalenza tra l’istinto autoespressivo ed il senso di sicurezza ed appartenenza che proviamo per la nostra famiglia, attraverso il rimanere in quell’appartamento. Maldestramente tentiamo di inserire più volte un tocco personale alla casa, tentando di manifestare attraverso delle modifiche esteriori il nostro divergente mondo interiore.

Si possono fare diversi lavori energetici in una casa ereditata, Costellazioni familiari e pulizie di energia o Feng-Shui. Spesso, quando tentiamo di venderla ci sono degli ostacoli, sembra che nessuno la voglia comprare per molto tempo eppure è in ottima posizione, carina e funzionale. Soprattutto se entriamo in una casa ereditata perché rimaniamo soli o comunque come unico posto dove andare, in fondo al nostro cuore sentiamo che quella non è la casa che consapevolmente avremmo scelto in altre circostanze. Eppure nell’apparente non scelta si cela la scelta e abbiamo un bel proiettare sulla casa tutta una serie di responsabilità sui nostri disagi lì dentro, ma nonostante non sentiamo fluire una energia scorrevole, ad un livello diverso stiamo scegliendo di rimanere là proprio come abbiamo scelto di andare a vivere là, ciò su cui intendo focalizzare l’attenzione è il principio di scelta responsabile.

Nel Tema Natale troviamo molto frequentemente aspetti ripetuti tra i medesimi pianeti, coinvolgenti settori diversi, anche se non sempre evidentissimi. Si potrebbe trovare ad esempio un’ Antenata con Venere in Pesci e noi con una Venere quadrata a Nettuno o una VII casa in Pesci o Venere in XII casa. Anche se in case o segni diversi la melodia nettuniana nelle relazioni è un fil rouge che si dipana nelle generazioni. Sarebbe tuttavia troppo semplicistico e deresponsabilizzante dire che si tratta di aspetti ereditati perché ciò ci toglierebbe il potere derivante dalla scelta di evoluzione e ci metterebbe inevitabilmente in una posizione vittimistica ed impotente.

Possiamo allora piuttosto spostare il focus della consapevolezza sul fatto che, ad un livello sottile, abbiamo scelto di incarnare un certo tipo di modello affettivo generazionale per dare il nostro contributo sistemico alla trasformazione da un’inconsapevole energia di dipendenza e vittimismo al raffinamento dell’energia venusiana, per elevare l’Amore ad una frequenza sempre più onnicomprensiva di Amore Incondizionato, superando illusioni ed aspettative. In tal modo ci sentiamo nel nostro potere personale, impariamo pian pianino a non lamentarci e ci chiediamo con responsabilità come agire, quale lavoro interiore intraprendere.

Nel caso sopracitato, ad esempio, un transito di Saturno a Venere potrebbe finalmente descrivere la fine di un certo tipo di modello affettivo basato sul bisogno di illudersi per deludersi e crearsi una forma indipendente.

L’Astrogenealogia ci sostiene nella riconnessione al nostro potere di scelta; all’inizio di questo viaggio può non essere così evidente e si parte dalla rimessa in scena degli schemi archetipico/familiari che, pur nella limitazione, donano appartenenza al Sistema; ad un certo punto però il processo di individuazione ci porta inevitabilmente ad un sentiero verticale di crescita spirituale per sviluppare le caratteristiche del nostro Sole di nascita introducendo atteggiamenti e comportamenti diversi rispetto al passato, tutto ciò potrebbe creare in noi un senso di smarrimento e disorientamento, buon segno che stiamo esplorando territori interiori sconosciuti.

Non bisogna rischiare di cadere nell’identificazione nelle scelte o nel vissuto dell’Antenato che portava quell’aspetto nel suo Tema, il fatto che anche noi abbiamo scelto di nascere in un momento in cui possiamo confrontarci con quell’energia ci mette in connessione con tutte le infinite possibilità che portiamo nel qui ed ora, come esseri liberi ed unici, per dare un contributo sistemico di metamorfosi ed evoluzione di cui possono beneficiare Antenati e Successori, tracciando sentieri completamente nuovi.

Quando la tematica generazionale diventa particolarmente pressante, possiamo trovare in più temi la configurazione Yod con un pianeta comune, che scorre nelle generazioni chiedendo a gran voce di essere affrontato e riequilibrato.

Ognuno di noi sceglie quale contributo portare e soprattutto quale nuovo ramo dell’Albero far fiorire, un caro abbraccio a tutti ❤

Ross

Immagine: Cocoparisienne Pixabay

 

 

 

 

Astrogenealogia, yod

Lo Yod: l’infinito mondo delle possibilità

geralt pixabay yod

Portare una configurazione yodale nel proprio Tema Natale è come vivere una costante caccia al tesoro. Spesso sentiamo parlare nel mondo della crescita personale dei talenti e della necessità per ognuno di noi di sviluppare il proprio, come direzione ed obiettivo per vivere una vita piena ed appagante. Tuttavia tutto ciò stimola in me alcuni interrogativi interiori e di conseguenza alcune riflessioni

Cosa si intende per talento?

Siamo abituati a parlare di talenti come fossero qualcosa che troviamo bello e pronto, già confezionati su misura per noi al momento della nascita, frutto di attitudini e competenze sviluppate in epoche anteriori da noi o dai nostri Antenati. Il talento pre-suppone il recupero di un’antica sapienza e poche volte consideriamo il fatto che per essere sviluppato il talento va prima visto, accolto e ripulito da eventuali utilizzi distorti precedenti.

Che ne è dell’espressione di un talento che rifiutiamo perché ereditato da un Antenato ghettizzato dalla famiglia? Quanto abbiamo mitizzato il concetto di talento come qualcosa di inarrivabile e legato a qualità parificate ai superpoteri quando un talento può essere anche saper stirare bene le camicie?

Il portatore di Yod ha una duplice sfida: da una parte deve trovare e recuperare i suoi talenti partendo dalla consapevolezza che sta trasformando un’energia utilizzata in modo sbilanciato dalle generazioni precedenti, dall’altro si trova nella condizione di fare a pugni con qualcosa che sente grande, inarrivabile o mai completamente visibile.

La sensazione è quella della mancanza di un punto di arrivo, la dimensione della ricerca è sempre attiva in lui ed il compito è quello di rimanere curiosi ed aperti al fluido scorrere del Viaggio, più che alla focalizzazione su un traguardo che può mutare nel corso degli avvenimenti, modellandosi in maniera totalmente diversa dagli obiettivi prefissati.

Eppure esiste una sorta di utero cosmico in cui ci si sente immersi ed in qualche modo guidati e protetti pur vivendo situazioni a volte paradossali e cambiamenti che d’emblée portano l’irruzione del Nuovo ed Inatteso. La connessione con il sincronismo delle Leggi Universali appartiene spesso al portatore di Yod che, in assenza di modelli precedenti di riferimento, è sfidato a trovare una via di vita completamente divergente ed inimmaginabile per il suo Albero Genealogico, pur sentendone il sostegno.

Il senso perfetto dei meccanismi che regolano l’Universo dona al portatore di Yod la capacità di sviluppare una fiducia avulsa dai classici ragionamenti della mente razionale nel soppesare i pro e i contro, è totale bussola interiore che agli occhi di molte persone, anche e soprattutto di quelle care e vicine, è totalmente incomprensibile.

Soprattutto se all’interno della configurazione troviamo un pianeta generazionale, la vibrazione energetica collettiva si cala nell’esperienza individuale all’interno dei settori/case contenenti il pianeta lento e si riverbera anche nella casa disposta da quel pianeta, è come se il portatore di Yod fosse un conduttore elettrico per soddisfare alcune esigenze collettive, bisogni di tutta l’Umanità, a partire da un bagaglio esperienziale in dotazione dal passato.

La seconda parte della vita di solito diverge profondamente dalla prima, il tempo viene scandito da una particolare situazione o da un accadimento che costituisce uno spartiacque di taglio col passato. E’ un taglio inconsapevole all’inizio, ma volgendosi all’indietro ci si rende conto profondamente di come ogni passaggio vissuto abbia contribuito a forgiare l’interiorità. 

Lo Yod dona alla persona flessibilità ed uno spirito sveglio, senza età, curioso di ogni giorno e che piano piano impara a vivere solo di giorno in giorno, per cui gli apprendimenti della vita lo mettono in condizione di volgersi all’interno di sé in cerca delle risposte perché all’esterno spesso la sensazione è di non sentirsi compresi appieno.

E a volte si ha la gioia di poter incontrare persone preziose con cui si stabiliscono delle amicizie uniche, rapporti unici ed irripetibili, e di essere profondamente grati anche per i momenti difficili, per i dolori e le sofferenze di cui si è il prodotto.

La programmazione non fa parte di queste vite, la routine e la sicurezza esteriore nemmeno perché l’obiettivo è quello di ritornare a sé, in sé, nell’unico porto sicuro possibile, quello interiore, che nessuno può toglierci. Ad un certo punto l’unica via possibile è quella dello sviluppo di una centratura interiore, di una saldezza che ha bisogno di tempo per strutturarsi e che contemporaneamente è certa del sostegno dal mondo dell’Invisibile.

Amo questa configurazione, e per questo motivo ho scritto anche altri articoli che ti condivido

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Un caro abbraccio 

Ross

 

 

Astrogenealogia, visioni astrologiche, yod

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pecora nera famiglia

 

Si tratta per me di un’indagine approfondita condotta a partire da un punto di osservazione familiare, avendo riscontrato la presenza di questa configurazione nei Temi Natali delle persone a me care, nelle mie linee genetiche, sia materna che paterna. In quasi tutti i Temi dei miei Antenati è presente questa figura, ma ciò che mi ha veramente sbalordito è stata la recentissima scoperta di ben due Yod nel mio Tema, a conferma che la nostra mappa del tesoro personale si svela quando siamo pronti a ricevere i suoi messaggi.

In particolare, riferisco in questo articolo al testo di Karen Hamaker-Zondag: “The Yod Book:Including a Complete Discussion of Unaspected Planets“, confermando quanto da lei descritto attraverso la mia esperienza di rapporto con mio figlio maggiore, portatore di Yod.

Siamo interconnessi attraverso dei legami invisibili con i nostri Antenati, in un continuum evolutivo, esente dalle leggi spazio-temporali, che ci coinvolge in modo imperante e silenzioso al contempo. Attraverso le generazioni scorre un fluido energetico che, molto spesso, non ha avuto modo di emergere in maniera equilibrata, vuoi per il contesto culturale ed educativo del tempo, vuoi per pressioni sociali, fanatismi o restrizioni religiose.

Quando la funzione interiore energetica di un pianeta viene repressa attraverso svariate generazioni, essa emerge nel Tema Natale di un’anima bambina che si incarica di portare alla luce, affrontare (inevitabilmente) e risolvere (attraverso una libera scelta consapevole), la tematica in questione. Secondo la Zondag, tale pianeta si manifesta all’interno di una configurazione yodale o come pianeta isolato (senza aspetti), in questa sede parleremo dello Yod.

yod

Lo Yod richiede costante attenzione e, quanto iniziato dai nostri Antenati  ma non espresso con equilibrio o non consapevolmente affrontato, chiede risposta. Trattandosi di tematiche familiari irrisolte, il sentire del portatore di Yod è un forte disorientamento, determinato dall’assenza di un modello precedente di riferimento. Ci si sente come zattere in balia delle onde e, nel cercare la propria risposta individuale, parallelamente la si fornisce come informazione ai nostri Predecessori, manifestando al contempo una direzione di vita completamente diversa dai modelli conosciuti.

Ognuno di noi è un piccolo tassello all’interno del Sistema familiare, perciò gli Yod possono ripetersi nei Temi di diversi membri della famiglia anche se nel tempo e da parte di qualcuno di essi, c’è stato un piccolo movimento in direzione di quelle tematiche; spesso si vedono maggiori connessioni tra il Tema di un nonno ed il proprio, sembra che si salti una generazione, prendendo un attimo di rincorsa e riproponendo poi il tema energetico con maggior enfasi.

I portatori di Yod spesso vivono una vita divisa in due atti, lo spartiacque è un evento di forte impatto emotivo che segna l’inizio di un inizio di consapevolezza, da lì si parte, per dove non è dato saperlo e in quel momento è richiesto un atto di fede/fiducia, a me successe proprio così.

Lo Yod è al contempo sfida e potenziale, un grande talento si nasconde dietro a questa potente repressione energetica veicolata dagli Antenati; personalmente, scoprii prima lo Yod nel Tema di mio figlio che nel mio, ma il nostro rapporto ha avuto consapevole guarigione solo quando mi sono resa conto che dovevo prendermi la responsabilità non solo della mia compartecipazione  alle nostre divergenze, ma anche del  far pace con il mio ruolo di figlia.

I figli portatori di Yod specchiano la parte ombra del genitore, danno risalto alle sue debolezze, tutto questo fa paura e si finisce per allontanare emotivamente il figlio proiettando su di lui un’immagine di figlio ribelle; oppure, osservando alcune realtà intorno a me, ho visto che, sebbene il figlio simboleggi qualcosa di molto importante per il genitore e di cui lo stesso è inconsapevole (o insufficientemente consapevole), in proiezione il rifiuto inconscio di contatto con la propria ombra porta al non riconoscere l’ombra in lui: sono questi i genitori per i quali il figlio ha sempre ragione, la maestra ce l’ha con lui, i professori lo maltrattano, nei conflitti tra bambini sono sempre pronti a intervenire in loro difesa.

Il rapporto tra me e mio figlio era la manifestazione concreta di un terremoto tra Yod, infatti per sinastria lui stimola attraverso l’Ascendente il  Punto Focale di uno dei miei Yod (Lilith e Nodo Sud) ed io posiziono la mia Luna proprio sul Punto Focale del suo Yod, Urano. Ovviamente tutto ciò non avveniva con suo padre e non avveniva nemmeno tra me ed il mio secondo figlio e, al tempo in cui i nostri conflitti erano particolarmente accesi, soprattutto durante la sua adolescenza, non mi spiegavo cosa ci fosse di sbagliato in me che portasse a tanta sofferenza pur nel più grande amore del mondo, quello per un figlio. Mi sentivo inadeguata con lui, ma questa sensazione aveva origini molto più antiche che ho affrontato ricercando una modalità di guarigione di questo rapporto.

Il figlio portatore di Yod, da un lato viene emotivamente rifiutato e tenuto a distanza, recitando il ruolo della pecora nera; dall’altra parte è visto come qualcuno cui riservare un’attenzione speciale, spesso manifesta paure e sensi di inferiorità o colpa nel sentirsi parte in causa nelle crisi di famiglia e quindi, indirettamente, riceve più attenzioni rispetto ad altri figli.

In una fase di vita più matura, il fatto che un genitore abbia portato scioglimento consapevole al suo Yod, può fungere da sostegno importante alla comprensione dei sentimenti filiali, alleggerire il figlio dal carico di proiezioni e la relazione dai meccanismi di risposta emotiva automatici derivanti dal veder specchiata la propria ombra in qualcun altro che si  ama ed allontana così profondamente ed in modo ambivalente; si scopre allora tutto l’amore e la crescita di cui questo figlio è stato ed è catalizzatore, se ne riconosce il ruolo di Maestro.

Mio figlio maggiore è nato mentre Saturno transitava la mia V casa, molte delle nostre sofferenze avevano origine dalla non accettazione della reciproca diversità, e dal senso di inferiorità e di incapacità che provavo, i figli portatori di Yod vivono un mondo interiore con cui il genitore fa fatica a entrare in contatto e difficilmente integrabile col vissuto quotidiano e le sue sfide.

Il nostro rapporto ha attraversato diverse fasi, per noi era difficile abbracciarci e dirci anche un semplice “Ti voglio bene”. Da lì, da quel dolore sono partita per un viaggio alla ricerca di me stessa e della mia guarigione come figlia, del perdono verso me stessa per essermi sentita così fragile, incapace come madre, così imperfetta (facendo tremare i miei valori Vergine). 

Gli Yod sono un ricettacolo di grandi possibilità di crescita e maturazione, il rapporto conflittuale tra genitori e figli si basa spesso sul vedere attraverso di lui un’immagine di noi poco autorevole, fragile, smarrita e nel non riconoscere che, al di là dell’anagrafe, il Maestro è lui. L’orgoglio ferito da una rispostaccia, il non rispetto delle regole che dettiamo, il suo essere fuori dal nostro controllo, fanno tremare le fragili fondamenta su cui reggiamo quel che un genitore “dovrebbe essere”.

Astrogenealogicamente i Temi Natali sono strumenti di supporto e consapevolezza incredibili, abbraccio tutti i figli come mio figlio e tutti i genitori come me che crescono tutti i giorni proprio attraverso questo grandissimo Amore.

Ross