Astrogenealogia, Plutone, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Plutone

L’ultimo articolo della serie dedicata ai mille volti astrogenealogici di Venere è dedicata ai rapporti tra Venere e Plutone nel tema natale. Le tematiche interiori che si smuovono attraverso queste associazioni sono molteplici, delicate e profonde, a seconda anche se ci confrontiamo con Venere taurina o bilancina. In tutti i casi il fil rouge che unisce tali configurazioni è la necessità di purificazione, catarsi e rigenerazione: Plutone utilizza Venere per stringerla in una morsa dalla quale possa rinascere una nuova consapevolezza di sé, sia per quanto riguarda il proprio valore personale sia per quanto attiene il confronto con la propria Ombra nel campo relazionale.

Le due cose possono viaggiare in sincrono perché questi aspetti ci mostrano in maniera chiara ed inequivocabile in che modo facciamo dipendere il nostro valore personale dall’altrui convalida. Entriamo infatti nel precario e oscuro territorio delle dipendenze. La tendenza a dipendere è qualcosa che si origina in una fase lunare infantile, quando tutti dipendiamo dallo sguardo e attenzione materna per la nostra sopravvivenza, ecco perché all’interno di una disamina astrologica di questi aspetti, considero molto importante la parallela considerazione degli interaspetti lunari. E’ il rimanere congelati ad una paura antica ed ancestrale di morire, di essere abbandonati e non sopravvivere. Possiamo in tal senso anche vedere tutto ciò non solo come mera espressione di un abbandono infantile, sia esso fisico o emotivo, ma come l’urlo e l’emersione attraverso di noi di antiche memorie genealogiche relative a morti per fame o sfruttamento in varie forme con conseguente prosciugamento delle nostre risorse.

Quando poi in età adulta ci confrontiamo nuovamente con tematiche di manipolazione e ricatto emotivo oppure con dipendenze finanziarie dal partner o dinamiche di sfruttamento lavorativo, ciò che realmente accade è il ricontattare delle paure ancestrali, profonde e viscerali. Quante volte, all’interno delle nostre relazioni, cadiamo nel tranello di mascherarci per compiacere l’altro, dentro di noi è ancora presente un senso di morte interiore che non ci permette di darci il permesso di essere noi stessi, temiamo allora che se l’altro vedesse davvero ciò che siamo ci lascerebbe da soli, abbandonandoci. Non ci rendiamo conto che in tal modo abbandoniamo e tradiamo noi stessi nella nostra autenticità e preziosità di esseri unici ed irripetibili. Attraiamo allora all’esterno il traditore o la traditrice, colui che ci tradisce per mostrarci in che modo tradiamo noi stessi; incontriamo la persona leale quando siamo leali con noi stessi e abbiamo accolto luci e ombre di ciò che siamo.

Il potenziale seduttivo di Plutone diventa ossessione in campo relazionale, quando ci si fissa con una persona impossibile in base ad un’immagine distorta di essa non rispondente alla realtà.  Una delle tematiche plutoniane è infatti quella della distorsione della realtà. I rapporti triangolari, ad esempio, basati su menzogne o tradimenti, sono il frutto di proiezioni e ombre inconsce che legano le tre persone in una sorta di sortilegio, un incantesimo da cui è difficile ritrarsi. La proiezione poi si regge su un’immagine e su una storia poco aderente alla realtà, basata per lo più sui racconti, volutamente o inconsciamente frammentati del traditore solitamente. Eppure ci si crede e molti rapporti di questo tipo, sofferti e tribolati, si protraggono per anni sotto le mentite spoglie dell’ essere considerati come “rapporti karmici”.

Allo stesso modo però potremmo diventare vittima di un’immagine distorta di noi stessi a cui aderire. Ad esempio potremmo voler diventare magre come l’ultima modella del momento o seduttivi come l’ultimo ragazzo degli spot pubblicitari dei profumi da uomo. Inseguire un’immagine stereotipata rinnegando ciò che si è ci allontana dal riconoscere il nostro diritto di vivere così come siamo, rinnegandoci da soli ed attraendo all’esterno persone abbandoniche e rifiutanti.

In questa sede faccio per lo più riferimento a interaspetti Venere/Plutone di 150° (Quinconce) o a configurazioni Yod, sia radix che sinastriche, in quanto veicolo di tematiche di tipo familiare riproposte automaticamente per lealtà inconscia. Sono allora meccanismi genealogici particolari e Plutone sfrutta Venere come trampolino di trasformazione, smuovendo e scardinando tutti i meccanismi di difesa possibili attraverso la rimessa in scena di sentimenti scomodi. Dipende poi da noi accogliere la possibilità di vedere anche ciò che non ci piace di noi stessi, questo processo può risultare particolarmente faticoso per chi tende ad un’eccessiva identificazione con la propria parte luminosa. Così facendo infatti non fa altro che porre resistenze ad un processo trasmutativo che è inevitabile e la vibrazione plutoniana verrà allora necessariamente proiettata all’esterno, continuando ad attrarre qualcuno che farà da specchio, rimandandoci l’Ombra.

Le emozioni a tinte forti risvegliate da Plutone ci traghettano verso una rinnovata consapevolezza di noi stessi e delle nostre vulnerabilità, ma anche ad una presa di coscienza dei nostri punti di forza e in buona sostanza, ad una rinnovata autostima, spesso attraverso il processare senza giudizio ciò che Plutone porta in emersione dal mare dell’Inconscio.

Fondamentalmente, trattandosi del valore personale, Plutone ci guida negli oscuri meandri dei sensi di inadeguatezza ed impotenza rispetto a qualcuno a cui attribuiamo un valore esageratamente sbilanciato rispetto al nostro. Si necessita di un ripristino di una situazione di equilibrio all’interno di noi stessi, attraverso cui nutrirsi senza sentire di dover dipendere da qualcuno che alimenti e convalidi il nostro valore attraverso la sua presenza o assenza. La tematica della paura è molto presente in questi interaspetti, come se una minaccia incombesse perennemente, quella di essere lasciati e che cosa accade quando viviamo questi scenari? Ci sentiamo vuoti, privi di energia, stanchi.

Eppure nell’orrido vuoto in cui Plutone ci catapulta si cela il potenziale pieno, di risorse, di talenti, di creatività, della capacità che tutti noi abbiamo di uscire trasformati da questo tipo di energie, ri-orientando e nutrendo anche il nostro albero genealogico di nuova linfa, sradicando e scardinando modelli relazionali che hanno condannato i nostri Antenati. Ciò può coinvolgere ovviamente anche tutte le tematiche del potere personale e come viene utilizzato nelle relazioni e della sessualità come strumento per ricontattare una creatività congelata dai pregiudizi sociali ed educativi.

Ricordo in ogni caso che Plutone è catarsi e rigenerazione intensa, sempre.

Ross

Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: rapporti Venere/Urano

Venere è la Signora sia del Toro che della Bilancia, con connotazioni profondamente diverse; anche il suo eventuale rapporto con Urano quindi tocca tematiche diverse a seconda che ci occupiamo della Venere taurina o di quella bilancina. Ad ogni modo, all’interno della narrazione mitologica, Venere nasce a causa dell’evirazione di Urano da parte di Saturno e dal fatto che i testicoli vengono poi gettati in mare, dalla cui spuma emerge Venere. Il tema fondante dei rapporti tra Venere e Urano è quindi quello del taglio che rivoluziona, quella separazione che scardina completamente valori e sicurezze precedenti, dove la vita non può più essere quella di prima.

Le persone che nel tema natale portano un aspetto radix tra Venere e Urano si confrontano con un’esigenza forte di originalità e libertà, in molti casi si costella un bisogno ancestrale di riproporre uno schema familiare fatto di precarietà relazionale. Si possono incarnare memorie sistemiche relative a brusche separazioni familiari seguite poi da ricongiungimenti. Ad esempio, può essere il caso di una memoria di emigrazione da parte del padre in cerca di lavoro e del ricongiungimento familiare successivo. Ma spesso il cambiamento grande avviene durante il periodo della separazione e le persone poi non sono più le stesse, ragion per cui ci possono essere delle difficoltà nel processo di coesione di coppia

La lacerazione interiore si snoda tra il bisogno di sicurezza e la necessità di spazio, di libertà; tra la ricerca di un equilibrio e l’istinto imperante di fuga di fronte alla stabilità. Questi aspetti parlano anche della necessità di accogliere una stabilità interiore prima di poterla manifestare all’esterno e di sciogliere dentro di sé l’equazione tra stabilità e noia e tra libertà ed eccitazione. Le memorie sistemiche possono aver creato in noi delle convinzioni in base alle quali per essere liberi bisogna essere soli e ciò in realtà limita e rallenta la strutturazione di una relazione stabile, autosabotandone poi la realizzazione.

Dietro lo sbandieramento della propria presunta libertà in realtà possiamo trovare la paura dell’intimità (tematica plutoniana) e di condividere/scambiare con l’altro la nostra vita per paura che una relazione possa limitare al posto che arricchire. Qui si nascondono anche le antiche memorie sistemiche di limitatezza delle proprie risorse e gli schemi di attaccamento (tematica taurina) e della difficoltà a concepire un “nostro” al posto che “mio”, un “noi” al posto dell'”io” (di leonina memoria).

Ricordate quando da bimbi facevamo fatica a prestare i giochi? Ecco, questo può essere un semplice esempio, in realtà condividere con l’altro è creare maggior opportunità e ricchezza per entrambi, anche e soprattutto tra persone molto diverse, sarà sufficiente portare nella relazione un tocco di originalità e lavorare per renderla stimolante, non adagiandosi mai.

Sono aspetti che in realtà tengono molto vive le relazioni quando vengono incanalati nel modo corretto, nelle persone molto abitudinarie possono costituire quel pungolo al rinnovamento che nutre la relazione di brillantezza. Per persone con questi aspetti, è probabilmente più nutriente intessere relazioni aperte e libere, il che non significa assolutamente che ognuno fa quel che gli pare. Ognuno a casa propria può essere  più indicato rispetto al classico matrimonio e convivenza, una persona con aspetti Venere/Urano altrimenti, se si annoia, potrebbe cercare estemporanee vie di fuga esteriori.

Molto dipende dalla collocazione di questi aspetti all’interno del tema nel suo complesso naturalmente, ma qui necessariamente diamo delle indicazioni di massima che, parzialmente, possono riguardare anche le persone con Venere in Aquario, dove forse permane più forte lo smuoversi di un istinto alla rottura di alcuni schemi valoriali rispetto alle coppie dell’albero genealogico. Non dimentichiamo che il secondo pianeta governatore dell’Aquario è Saturno e che la libertà comporta anche un certo grado di responsabilità. Sono relazioni che ci insegnano a lavorare sulla parte che dentro di noi può sentirsi dipendente e fragile: niente appicciccosità quindi, quando si vive con una persona venusian/uraniana ci si trova a confronto col tema della libertà e della conseguente irrequietudine.

Il discorso del darsi libertà reciproca mette in gioco la tematica della fiducia nella coppia e della fiducia in primis verso sé stessi per sentirsi tranquilli all’interno di quello spazio libero e privo di possibilità di controllo. Cosa farà il partner infatti mentre noi non siamo assieme a lui/lei? Se saremo rafforzati nella nostra autostima possiamo respirare ossigeno in questo spazio libero anche noi, vivendo una dimensione relazionale diversa ma non per questo meno profonda o sincera. Alcune interpretazioni, a mio avviso, troppo superficiali descrivono i rapporti Venere/Urano come forieri di infedeltà e inaffidabilità; non necessariamente, secondo me, questi aspetti si esprimono in tal senso ma fanno sicuramente e parallelamente lavorare anche sulle tematiche che si risvegliano in tutta la croce dei segni fissi all’interno del tema, come sopra descritto.

Oserei dire che sono relazioni che probabilmente si vivono meglio nella seconda parte della nostra vita, in una seconda possibilità di relazione, attraverso l’esperienza e la consapevolezza acquisita nelle relazioni precedenti. Si accoglie allora più spontaneamente la possibilità di una relazione più libera, dove viene dato ampio spazio al coltivare ognuno i propri spazi e i propri interessi, come pure le proprie amicizie, condivise o no, dove non ci si relaziona di solito per bisogno ma per affinità elettiva e scelta quotidiana. 

Uno dei compiti di questi rapporti planetari è accogliere il processo di continuo mutamento e rinnovamento nelle relazioni e parallelamente nel proprio sistema valoriale, continuamente stimolato al confronto con i valori dell’altro, spesso profondamente diversi, in una diversità che arricchisce e mai limita.

Auguro dunque anche alle persone venusian/uraniane di permettersi la gioia di avere una relazione costruttiva, magari con un po’ di bollicine!

Baci e abbracci, come diceva il primo uomo della mia vita, mio padre, con Venere radix congiunta a Urano <3.

Ross

Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Nettuno

venere nettuno symbolon

Quando nel tema radix Nettuno tocca Venere, il mondo dei sentimenti si tinge di sogni, idealizzazioni che facilmente si nutrono di illusioni e necessariamente ci traghettano verso dilaganti delusioni. Eppure si tratta di una scelta ben precisa che un’anima compie prima di incarnarsi, quella di imparare ad evolvere e rendere vibrazionalmente  più sottile il modo di amare, spiritualizzando l’Albero Genealogico, anche attraverso una forte espressione creativa.

Qual è l’esigenza interiore che utilizza come strumento di progresso i temi smossi dai rapporti Venere/Nettuno?

Similarmente ad una dipendenza da sostanze, la dipendenza da un sogno d’amore è un meccanismo interiore di fuga dalla realtà, una realtà che in quel momento vive un vuoto di senso: è infatti necessario l’intervento del falcetto saturnino per mostrare i fatti e ricondurci nel qui e ora, congelando la situazione idealizzata in un fermo immagine che ci consenta di vedere con chiarezza ciò che avevamo voluto nascondere anche a noi stessi, in preda alla sbornia emozionale.

C’è però l’esigenza interiore della spiritualizzazione dell’amore, dell’elevazione dello stesso ad una vibrazione più sottile, l’Amore Incondizionato. E’ importante considerare la nostra compartecipazione energetica agli eventi relazionali che viviamo, in modo da non sentirsi vittime.

Cambiando il paradigma espressivo dal semplice e più comodo “mi hai deluso” alla consapevolezza del  “ho scelto di illudermi per deludermi“, molte domande iniziano ad affollare la nostra interiorità, soprattutto se il meccanismo illusione/delusione costella le nostre relazioni creando un fil rouge tra di esse.

La nostra anima intesse trame di evoluzione molto insolite e, anche se razionalmente risulta difficile accogliere questa visione, questi sono meccanismi scelti per evolvere. Ma sono anche meccanismi che a volte vengono ripetuti all’interno del Sistema famiglia perché configurano in noi un senso di appartenenza e temiamo inconsciamente che, se ci permettessimo di andare oltre, verremmo emarginati ed isolati.

E’ la nostalgia di Casa, di essere fusi nel Tutto, la nostalgia di quelle sensazioni di assenza di separazione che abbiamo vissuto nel grembo materno (Nettuno è anche il liquido amniotico), di dissolversi nel mare dell’indifferenziato. E’ il percepirsi come incompleti e in perenne ricerca esterna di chi possa completarci, colmando quella solitudine inspiegabile, quella del viaggiatore in terra straniera. E, in una certa misura, tutti lo siamo.

Solo in un mondo ideale può esistere  questa immagine di pienezza e fusione ed è per questo che i sogni d’amore tingono le nostre giornate di una gioia apparente. Ciò non ha a che vedere con una relazione concreta che, nel suo manifestarsi nella forma, donerebbe alla stessa dei confini che ne limiterebbero l’espansione idealizzativa

Ecco perché i modelli Venere/Nettuno nel tema, dal punto di vista affettivo, sono degli strumenti animici di evoluzione che utilizzano la delusione come trampolino di lancio per testare la propria capacità di rialzarsi sviluppando Amore Incondizionato; dissolvendo (termine caro a Nettuno) tutte le cariche emozionali di  tristezza che conseguono al crollo delle aspettative e accettando la reale natura delle cose.

Nel momento in cui Saturno falcia le illusioni e toglie il prosciutto che golosamente farciva i nostri occhi, l’atteggiamento interiore di autocritica potrebbe prendere il sopravvento. Il dito del giudice interiore si erge a dirci “ci sei cascato nuovamente, non sono servite a nulla tutte le esperienze precedenti“.

Sentirsi vittime, al pari dello strenuo auto-lesionismo giudicante, non consente di fare passi in avanti. Ciò che consente il progresso e la trasfigurazione dello schema nettuniano è un principio di sana presa di responsabilità, quella di lavorare interiormente per sentirsi completi e non mancanti in nulla. Non si dipende in tal modo da una ricerca di agognata completezza esteriore, pur potendo rimanere in una posizione di accoglienza di Amore.

Non sempre i rapporti tra Venere e Nettuno sono evidenti attraverso un aspetto, nondimeno possono essere presenti in maniera più velata. Per fare l’esempio del mio tema, Nettuno è il pianeta dispositore della VII casa, Venere è in Leone ma in cuspide della casa XII, disposta quindi dal pianeta dispositore della XII, il Sole. Venere è dispositrice della III casa, Nettuno si trova in III. I miei genitori, entrambi, portavano nel tema una Venere pescina. 

Si attraggono allora persone la cui Venere entra in aspetto di sinastria col nostro Nettuno (o viceversa), o ricchi di sfumature pescine, in stimolazione alla nostra parte nettuniana interiore, ciò può avvenire in maniera più significativa negli anni del transito di Nettuno nella nostra VII casa o in aspetto ai Luminari.

E la domanda che spesso affiora è:

Sei disposto a metterti in gioco davvero in una relazione concreta, abbandonando la necessità di illuderti per deluderti?

Un bacio!

Ross

 

Saturno, Venere, visioni astrologiche

Venere quinconce Saturno: la paura di scegliere

scegliere

 

Martedì 19 giugno si formerà in cielo un incontro particolare, Venere a 6° del Leone si confronterà con Saturno, in moto retrogrado a 6° del Capricorno, in un aspetto angolare di 150°, il Quinconce. Quali energie sprigiona questa coppia dagli obiettivi ed orientamenti così diversi? Quali le memorie familiari che, ad un livello collettivo, potranno risvegliarsi?

E’ fondamentalmente da vedere cosa si attiva in noi quando ci troviamo nella situazione di dover scegliere, chi di noi non si è mai trovato ad un bivio? Dato il coinvolgimento di Saturno in questo specifico aspetto, l’indagine può focalizzarsi su quali paure ed insicurezze si attivano, tali da portarci a proiettare esternamente delle responsabilità che ci appartengono. 

Faccio un esempio pratico di vita vissuta: al giorno d’oggi non accade più (o almeno spero), ma quando avevo i figli piccoli e li portavo alla scuola materna ed elementare, molte mamme non lavoravano; la casistica era molteplice, alcune sostenevano di non trovare lavoro pur cercandolo, altre dicevano che il marito non voleva che lavorassero, altre ancora sostenevano di non poter lavorare a causa dell’assenza di aiuto per i bambini.

In tutti i casi ci troviamo di fronte ad un confronto Venere/Saturno, un conflitto tra l’apparente volontà di fare una scelta personale in direzione di una, seppur parziale, autonomia e un apparente limite imposto da persone o circostanze esterne.

In realtà i meccanismi interiori auto-sabotanti che si attivano hanno a che fare solo con noi stessi, ciò che appare esternamente sono solamente proiezioni, strumenti attraverso cui autorizzare una staticità, funzionale al mantenimento di certe situazioni, senza esposizioni a cambiamenti negli equilibri che spesso coinvolgono la coppia. 

Dietro una Venere in Leone troviamo il Sole, pianeta dispositore del segno, dietro Saturno in Capricorno antichi modelli sociali e le figure che incarnano l’autorità. E parliamo allora di sensi di inadeguatezza femminile rispetto ai modelli socialmente accolti all’epoca dei nostri Antenati. I ruoli oggi sono decisamente cambiati, ma nel nostro bagaglio di convinzioni ereditate può celarsi da un lato il sentirsi un peso per la famiglia, dall’altro la paura di uscire da quei limiti che rappresentano comunque una sicurezza.

E a volte temiamo noi stessi,  abbiamo paura che prendendo la nostra strada, operando alcune scelte, la nostra scala dei valori potrebbe totalmente modificarsi e non adattarsi più a quelle limitazioni.  Potremmo ritrovarci in una situazione di frustrazione determinata da un’inconciliabilità interiore tra il proprio desiderio di libertà e la percezione, anche non verbalmente espressa, di diniego e mancata approvazione da parte dell’altro.

Anche i nostri figli, se adulti, potrebbero mettere in discussione alcune nostre scelte, scorgendo in noi un cambiamento talmente profondo da sentire che non torneremo più i genitori cui erano abituati, gli equilibri cambiano; in tal modo, attraverso il cambiamento del genitore, si scardinano per loro dei punti fermi, ad una certa età è bene così, ma ciò li porta ad un sentire di preoccupazione che, se verbalmente può essere espresso nei nostri confronti con una frase del tipo: “Mamma, non ti riconosco più, sono preoccupato”, può nascondere una paura profonda di sviluppare un rapporto più adulto col genitore stesso. 

Nella relazione di coppia tutto ciò può emergere anche senza parole: prendendo la responsabilità di fare scelte autonome, necessariamente cambiano gli equilibri, rendendoci conto che la paura di costruire una realizzazione ed un successo personale non dipende da un partner poco incoraggiante, ma dalla nostra paura dell’insuccesso, possiamo lavorare in direzione di un cambiamento prospettico. L’ombra che ci insegue è la paura di non farcela, la paura di impegnarci in qualcosa che non dia i risultati sperati, la paura di mettere in discussione uno status quo di apparente equilibrio, oppure la paura di avere successo, di essere autonomi nel soddisfare i nostri bisogni.

Forse, inizialmente, un’iniziale frustrazione potrà innestarsi e serpeggiare silenziosa ma, l’energia di questo aspetto ci invita a risolvere un antico schema di rinuncia, attraverso la perseverante costruzione di un nuovo sistema valoriale, più aderente alla nostra natura e foriero di crescita focalizzata.

Attraverso l’energia di Venere/Saturno tra Leone e Capricorno possiamo approfittare per crescere interiormente lavorando su:

  • Presenza di sé nel qui e ora: ogni volta che una paura ci riporta ad un’esperienza passata, possiamo mettere impegno consapevole nel tornare all’esperienza attuale, liberandola da antichi condizionamenti
  • Costruire una lucida immagine di sé e dei propri limiti: non è necessario stare sempre su un palcoscenico in cerca di un pubblico adorante per costruire auto-stima in base alle opinioni altrui; non possiamo piacere a tutti, quindi la prima volta che otteniamo un dissenso potremmo sentirci a dis-agio, se il valore che diamo a noi stessi dipende dal feedback altrui. Saturno vuole che conosciamo il nostro profondo valore come certezza interiore, incrollabile, senza bisogno di convalide esterne ma anche senza sentirsi male qualora queste convalide non arrivino.
  • Sviluppare una sana umiltà: umiltà è non sentirsi mai arrivati, la persona umile ha esperienza, è saggia, sa comprendere che ogni giorno impara da chiunque e ovunque, sa che c’è bisogno di tempo per realizzare sé stessi, lavorando parallelamente sulle proprie vulnerabilità, di cui fa un punto di forza
  • Collegato al punto precedente: le fragilità non sono debolezze, sono delicatezze e come tali vanno trattate, nel loro caratterizzarci in tutta la nostra unicità ed irripetibilità
  • Lavorare sulla propria integrità personale, sul principio di coerenza, faccio quello che dico, vivo in coerenza ai miei principi, rimanendo aperto ad ampliare e modificare i miei valori
  • Assumersi la responsabilità delle limitazioni che si vivono, in che modo stiamo sabotando la libera auto-espressione e perché. Spesso, alla base ci sono memorie castranti o repressive in campo educativo, anche di passate incarnazioni (es. istituti, orfanotrofi, prigionie, memorie di persecuzione ideologica, regimi dittatoriali ecc.). Ci si è sentiti sbagliati quando ci si è espressi o ci è stato intimato di stare zitti quando eravamo piccoli, o siamo stati fortemente ripresi quando ci siamo fatti i bisogni addosso, provando vergogna e reprimendo così la nostra creatività e libertà di espressione.
  • Prendersi del tempo per comprendere chi siamo veramente e verso dove vogliamo dirigerci, cosa vogliamo fare “da grandi”
  • Far luce sugli squilibri di responsabilità all’interno della coppia, chi si appoggia troppo a chi? Abbiamo quasi assunto un ruolo genitoriale nei confronti del partner accollandoci responsabilità non nostre?
  • Al contrario, ci sentiamo incapaci di prenderci un impegno di coppia stabile? Perché? Da cosa stiamo rifuggendo?
  • Sviluppare una capacità di scegliere, accogliendo anche l’inevitabilità del fatto che prendere una posizione in questa dimensione significa escludere l’altra, assumendosi la responsabilità di ciò che si sceglie sapendo che ogni scelta ha delle conseguenze, spesso anche per altre persone, rimanendo aperti alla possibilità di cambiare idea
  • Lavorare sulla consapevolezza che, anche se non siamo più fringuelli di 20 anni, ogni età ha la sua bellezza di esperienza e che il Sole anno dopo anno splende sempre in ugual maniera!

Ricordiamo che la chiave di realizzazione della nostra vita l’abbiamo noi, è un passe-partout, possiamo aprire e chiudere tutte le porte che vogliamo e, a volte, chiuderle solo per riaprirle in un momento più opportuno, nulla è per sempre ❤

Un abbraccio caro, have a nice day and good thoughts ❤

Ross

Movimenti celesti, nettuno, Venere, visioni astrologiche

Venere approda in casa di Nettuno: via libera ai Sogni d’Amore

venere in pesci

Buongiorno, cari Amici del mio Blog!

Ieri sera alle 23.21 Venere ha  lasciato il territorio indipendente dell’Aquario per riconnettersi ad una dimensione romantica, sognatrice, ad un desiderio di fusionalità relazionale, nel fantasioso mondo nettuniano dei Pesci.

Il mondo delle fiabe spesso ci parla di questo, di un Amore perfetto, idealizzato, di un Principe Azzurro che ci salva sul suo bianco destriero.

I sogni son desideri chiusi in fondo al cuor

Chi di noi non ricorda Cenerentola? Quest’oggi portavo nel cuore la canzoncina che ha contraddistinto tanti dei miei Sogni d’Amore infantili ed adolescenziali, ed ho portato l’attenzione ai meccanismi di idealizzazione, illusione e delusione che ne sono conseguiti (ho Venere in Leone, sulla cuspide della XII casa, congiunta a Marte a fine Cancro).

Nella favola di Cenerentola è ben simboleggiata l’opposizione espressa nell’Asse Vergine-Pesci: un umile vita al servizio di una matrigna e due sorellastre, una routine faticosa, fatta di pulizie, faccende domestiche, e dall’altra parte il Sogno delle infinite possibilità, di un Amore salvifico, in cui incanalare la necessità di fuggire da un quotidiano alienante.

L’Amore idealizzato

Venere in Pesci ci proietta in questo mondo e, nella successiva ed imminente congiunzione al suo dispositore, Nettuno, anch’esso in Pesci, nel periodo  dedicato all’Amore, a San Valentino, renderà impellente in noi la necessità di innamorarci ancora.

L’Amore protetto da una bolla di romanticismo, che  favorisce la fuga dal mondo dei comuni mortali, anche attraverso l’inizio di una relazione fusionale, dove le due persone si isolano perché sentono di bastare a sé stesse. 

Le due persone diventano una, in una fusione d’Anime che ci riporta al ricordo di cosa significa Amore Incondizionato, totalizzante, da noi sperimentato nella dimensione da cui proveniamo e a cui tutti torneremo; tuttavia, se in una prima fase tutto ciò è molto romantico e ci trasporta in una dimensione surreale, arriva un successivo momento in cui è necessario attingere dall’opposta Vergine il coraggio di far atterrare la relazione sul pianeta Terra.

Dall’ideale al reale

Ci si deve confrontare col quotidiano, le responsabilità di tutti i giorni, le piccole abitudini che, se da un lato forse rendono la relazione meno romantica, dall’altro contribuiscono al costruire insieme quel senso di sicurezza e di stabilità di coppia, per cui si sa che la persona c’è, ci si nutre di presenza e condivisione concreta.

Questo è un passaggio delicato, si tratta di materializzare l’Amore spirituale e alcune persone vedono tutto ciò come una caduta del sentimento; passare dall’innamoramento sognato all’Amore concreto è un punto di svolta per poter creare un Noi maturo, composto da due identità ben distinte, pur se profondamente interconnesse.

E’ questo il passaggio in cui ci si permette di crescere assieme, in cui emergono i limiti di entrambi, ciò che noi chiamiamo “difetti”, che altro non sono se non la misura dello spazio che intercorre tra l’ideale pescino ed il reale virginiano.

Nessuna crescita interiore è possibile senza affrontare questo passaggio, portando consapevolezza che a volte si passa attraverso piccole delusioni sul compagno, che altro non sono se non il tentativo di riportare la persona ad uno stato umano, togliendola dal piedistallo in cui noi stessi l’avevamo innalzata.

Per chi nel Tema di nascita porta una Venere in Pesci (o, come colorazione di base, in casa XII, dipendentemente però dagli aspetti e dalla posizione per Segno), l’Amore si tinge di Sogno,  sembra una dimensione irraggiungibile e mai concretizzabile, in tal modo si attua il sacrificio d’Amore, e ci si innamora di figure che niente hanno a che fare con la banalità del quotidiano o di chi non corrisponde il nostro totalizzante Amore.

Imperano le grandi aspettative, le grandi illusioni, l’Amore è il mezzo per accedere alle grandi trasformazioni spirituali, l’obiettivo è un Amore sconfinato e in cui perdere i propri confini, fondendosi attraverso l’altro ad una forma di Amore per l’intera Umanità, ciò che chiamiamo Amore Incondizionato.

Fondamentale, nel Tema, visualizzare le radice della propensione affettiva, attraverso un’approfondita indagine dei bisogni primari espressi dalla Luna.

Venere in Pesci comunque invita a godersi il mondo del Sogno d’Amore, l’atterraggio nel mondo reale sarà successivo, e come ci insegna Rossella O’Hara in Via col Vento…”dopo tutto domani è un altro giorno” ❤

Un abbraccio

Rossana