Astrogenealogia, Luna Piena, Movimenti celesti, Plutone

Luna Piena in Toro: profonde risposte emotive

luna piena in toro

La Luna piena in Toro avrà luogo alle 14:36 del 12 novembre, ai 19°51′ sull’Asse Toro/Scorpione, coinvolgendo le case II/VIII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Pesci e Vergine. Da una parte dunque l’elemento Acqua assume tinte molto forti, parlando della congiunzione tra Sole e Mercurio retrogrado in Scorpione in VIII casa e dell’Ascendente Pesci contestualmente alla congiunzione Lilith/Nettuno in casa XII. Dall’altra parte Marte in Bilancia confligge ancora con Plutone in quadratura separante e con Urano in larga opposizione applicante mista (si tratta infatti di una larga opposizione tra Marte in Bilancia e Urano in Toro, due segni che tra loro si distanziano di 150° nel percorso eclittico, non è quindi un opposizione Bilancia/Ariete, ma Bilancia/Toro, un po’ meno incisiva ma si inizia a sentire).

Ho nominato le profonde risposte emotive nel titolo perché si tratta di un Cielo altamente potenziato emotivamente, sono aspetti che ci scuotono nel profondo del nostro bisogno di sicurezze e rassicurazione. Anche se apparentemente la nostra natura è pacifica, non è detto che nelle viscere di noi stessi non si nasconda una parte risentita che per educazione familiare o sociale abbiamo soppresso. 

La profondità introspettiva di questo Cielo innesca in noi un necessario cambiamento, anche e soprattutto attraverso il letterale scoppio di qualche situazione relazionale (ove per relazione intendo qualsiasi tipo di relazione, non solo di tipo sentimentale) che per la sua violenza ed imprevedibilità funge da detonatore allo scardinarsi di qualche porta interiore che negli anni abbiamo ben chiuso.

Alcune relazioni, anche nei luoghi di lavoro, potranno diventare ormai insostenibili. In un primo momento si potrebbe provare paura mista a risentimento e la necessità che si farà imperante sarà quella di imparare a interrogarsi su quanto sta accadendo nella maniera più costruttiva possibile. Questo per certi versi può essere un Cielo molto forte, che distrugge per riedificare su basi diverse, perciò quanto sta accadendo è un naturale crollo di alcune strutture e una liberazione totale e definitiva dalle dinamiche rimosse che ne hanno portato la manifestazione. Si potrebbe essere tentati di indulgere nel guardare le macerie della torre crollata al posto che vedere lo spazio adatto per edificare qualcosa di nuovo su nuove fondamenta. 

Queste situazioni possono insegnarci a lasciare andare ogni forma di attaccamento ai risultati e alle aspettative, perché quanto sta per nascere è qualcosa di neanche immaginabile e quindi completamente inaspettato. Spesso il nostro potenziale immaginativo e creativo, pur essendo illimitato, si confina a causa di credenze, convinzioni autosabotanti di varia natura e un’abitudine a vedersi inadeguati, dubbiosi sulle proprie capacità.

Quando ci troviamo dinanzi a una situazione nuova, a volte non ne cogliamo subito i potenziali di grandezza perché non corrisponde alla nostra solita memoria o a ciò che avremmo immaginato per noi a partire da un senso di limitatezza. Ma poi, osservando meglio, ci rendiamo conto che si tratta di qualcosa che ci piace molto ma che non avremmo potuto immaginare così perché è qualcosa che ci mette a contatto con un necessario ampliamento della nostra zona di comfort.

Le risposte corrette ci arriveranno in maniera naturale se ci impegneremo a far diventare comodo ciò che ancora non lo è. Ci sarà inoltre un processo di revisione del nostro modo di interrogarci interiormente, impareremo infatti a focalizzarci sul nostro territorio interiore piuttosto che sui movimenti degli altri.

Come mai ho attirato nella mia vita una certa situazione? Qual è stata la prima volta che ho vissuto una situazione simile? Quale situazione passata sto sanando rispetto all’affermazione della mia natura autentica? 

Ciò che prenderà forma all’interno delle sopra citate situazioni conflittuali sarà una sorta di profonda consapevolezza rispetto alla propria capacità di decidere al posto che regalare agli altri il potere di decidere per noi. Ognuno di noi può sempre scegliere di nutrire la propria parte interiore più autentica, separandosi da persone, situazioni o avvenimenti che tolgono energia e distruggono. Anche se ciò risulta doloroso, è un processo necessario per una rinascita interiore e si snoda di pari passo con la dissoluzione compassionevole e con la trasformazione di sentimenti scomodi che potranno emergere e che è ora il momento di far fluire e defluire perché ciò rappresenta una grandissima guarigione.

E’ un Cielo meravigliosamente potente ed il mio suggerimento è anche quello di ascoltarsi molto, assecondando i moti naturali del corpo. Quando investiamo tante energie per fare un lavoro interiore, ci sentiamo stanchi ed abbiamo una sensazione di fatica nel muoverci nel mondo e rispettare gli impegni presi. La corsa ora si arresta, ci sembrerà di vivere in un mondo ovattato e surreale, chiedendoci se davvero stiamo vivendo alcune situazioni razionalmente non spiegabili o se stiamo sognando. Se ne sentiamo l’esigenza, cerchiamo per quanto possibile di riposare un po’ di più o per lo meno prenderci del tempo per fare ciò che ci fa stare bene.

Tornare a noi e in noi è la soluzione in questo casoAbbandonare completamente il controllo o l’aspettativa di cambiare gli altri sarà un passaggio quasi forzato. E anche se nulla può andare ora secondo i nostri piani e la sensazione può essere quella di trovarsi nella centrifuga della lavatrice, l’attraversamento di una fase di limbo e di dubbi o di confusione è la premessa per raggiungere un nuovo equilibrio. Ogni grande cambiamento è preceduto infatti da una fase di confusione, di disorientamento, quasi come fossimo bendati e giocassimo a mosca cieca.

Siamo invece in una fase di passaggio in cui stiamo testando la nostra forza, le nostre risorse personali, la nostra capacità di attivazione di quella parte magica ed intuitiva che si nasconde in ognuno di noi e che molti di noi tengono abilmente nascosta anche a causa di un’educazione familiare poco incoraggiante nell’espressione di queste ricchezze, ritenute pericolose. 

Ci stiamo risvegliando tutti alle potenti capacità di riconnetterci alla sostanza delle cose, imparando a lasciar andare i primi giudizi attivati dalle apparenze. Ciò che ad un primo sguardo può apparire come qualcosa di minaccioso perché ignoto, può rivelarsi la maggior benedizione che riceviamo. Anche un momento di sofferenza può essere il carburante della rinascita e della forza di agire secondo modalità più aderenti a noi stessi. Senza questo momento così forte non avremmo magari occasione di testarci e di esprimerci in modo pieno e consapevole, è un momento quindi inadatto agli eccessivi compromessi, soprattutto a quelli fondati sulla paura. 

Questo Cielo crea una profonda occasione per farci delle domande diverse e quindi scavare in noi stessi attraverso le risposte che arriveranno visceralmente nel corpo. Emergeranno alla chiara visione tutte le maschere e i compromessi snaturanti a cui ci siamo adattati in nome della paura e questa strada non sarà più praticabile. Mercurio retrogrado in Scorpione in VIII casa è guidato da Plutone in un viaggio interiore per purificare e bonificare gli stati paludosi nutriti dalla paura dell’abbandono e quindi della morte. Quegli stessi stati che ci portano inevitabilmente a cercare nutrimento negli altri per paura di non riuscire a nutrire da soli la nostra autostima, quella fame d’amore che chiede all’altro di riempire un vuoto che è solo nostro e che in quanto vuoto è la premessa per la nostra personale ricerca del pieno. Pieno potenziale, piena ricchezza, piene risorse, si attiva in noi una capacità di trasformazione e pulizia che è meravigliosa. Una grande occasione, una nuova vita che si sta muovendo interiormente, fertile, ricca di possibilità nuove, un magma inquieto e al tempo stesso consapevole della sua potenza.

Buon Plenilunio in Toro, un Viaggio da cui torneremo trasformati completamente e in modo consapevole.

Un abbraccio.

Ross

Astrogenealogia, Plutone, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Plutone

L’ultimo articolo della serie dedicata ai mille volti astrogenealogici di Venere è dedicata ai rapporti tra Venere e Plutone nel tema natale. Le tematiche interiori che si smuovono attraverso queste associazioni sono molteplici, delicate e profonde, a seconda anche se ci confrontiamo con Venere taurina o bilancina. In tutti i casi il fil rouge che unisce tali configurazioni è la necessità di purificazione, catarsi e rigenerazione: Plutone utilizza Venere per stringerla in una morsa dalla quale possa rinascere una nuova consapevolezza di sé, sia per quanto riguarda il proprio valore personale sia per quanto attiene il confronto con la propria Ombra nel campo relazionale.

Le due cose possono viaggiare in sincrono perché questi aspetti ci mostrano in maniera chiara ed inequivocabile in che modo facciamo dipendere il nostro valore personale dall’altrui convalida. Entriamo infatti nel precario e oscuro territorio delle dipendenze. La tendenza a dipendere è qualcosa che si origina in una fase lunare infantile, quando tutti dipendiamo dallo sguardo e attenzione materna per la nostra sopravvivenza, ecco perché all’interno di una disamina astrologica di questi aspetti, considero molto importante la parallela considerazione degli interaspetti lunari. E’ il rimanere congelati ad una paura antica ed ancestrale di morire, di essere abbandonati e non sopravvivere. Possiamo in tal senso anche vedere tutto ciò non solo come mera espressione di un abbandono infantile, sia esso fisico o emotivo, ma come l’urlo e l’emersione attraverso di noi di antiche memorie genealogiche relative a morti per fame o sfruttamento in varie forme con conseguente prosciugamento delle nostre risorse.

Quando poi in età adulta ci confrontiamo nuovamente con tematiche di manipolazione e ricatto emotivo oppure con dipendenze finanziarie dal partner o dinamiche di sfruttamento lavorativo, ciò che realmente accade è il ricontattare delle paure ancestrali, profonde e viscerali. Quante volte, all’interno delle nostre relazioni, cadiamo nel tranello di mascherarci per compiacere l’altro, dentro di noi è ancora presente un senso di morte interiore che non ci permette di darci il permesso di essere noi stessi, temiamo allora che se l’altro vedesse davvero ciò che siamo ci lascerebbe da soli, abbandonandoci. Non ci rendiamo conto che in tal modo abbandoniamo e tradiamo noi stessi nella nostra autenticità e preziosità di esseri unici ed irripetibili. Attraiamo allora all’esterno il traditore o la traditrice, colui che ci tradisce per mostrarci in che modo tradiamo noi stessi; incontriamo la persona leale quando siamo leali con noi stessi e abbiamo accolto luci e ombre di ciò che siamo.

Il potenziale seduttivo di Plutone diventa ossessione in campo relazionale, quando ci si fissa con una persona impossibile in base ad un’immagine distorta di essa non rispondente alla realtà.  Una delle tematiche plutoniane è infatti quella della distorsione della realtà. I rapporti triangolari, ad esempio, basati su menzogne o tradimenti, sono il frutto di proiezioni e ombre inconsce che legano le tre persone in una sorta di sortilegio, un incantesimo da cui è difficile ritrarsi. La proiezione poi si regge su un’immagine e su una storia poco aderente alla realtà, basata per lo più sui racconti, volutamente o inconsciamente frammentati del traditore solitamente. Eppure ci si crede e molti rapporti di questo tipo, sofferti e tribolati, si protraggono per anni sotto le mentite spoglie dell’ essere considerati come “rapporti karmici”.

Allo stesso modo però potremmo diventare vittima di un’immagine distorta di noi stessi a cui aderire. Ad esempio potremmo voler diventare magre come l’ultima modella del momento o seduttivi come l’ultimo ragazzo degli spot pubblicitari dei profumi da uomo. Inseguire un’immagine stereotipata rinnegando ciò che si è ci allontana dal riconoscere il nostro diritto di vivere così come siamo, rinnegandoci da soli ed attraendo all’esterno persone abbandoniche e rifiutanti.

In questa sede faccio per lo più riferimento a interaspetti Venere/Plutone di 150° (Quinconce) o a configurazioni Yod, sia radix che sinastriche, in quanto veicolo di tematiche di tipo familiare riproposte automaticamente per lealtà inconscia. Sono allora meccanismi genealogici particolari e Plutone sfrutta Venere come trampolino di trasformazione, smuovendo e scardinando tutti i meccanismi di difesa possibili attraverso la rimessa in scena di sentimenti scomodi. Dipende poi da noi accogliere la possibilità di vedere anche ciò che non ci piace di noi stessi, questo processo può risultare particolarmente faticoso per chi tende ad un’eccessiva identificazione con la propria parte luminosa. Così facendo infatti non fa altro che porre resistenze ad un processo trasmutativo che è inevitabile e la vibrazione plutoniana verrà allora necessariamente proiettata all’esterno, continuando ad attrarre qualcuno che farà da specchio, rimandandoci l’Ombra.

Le emozioni a tinte forti risvegliate da Plutone ci traghettano verso una rinnovata consapevolezza di noi stessi e delle nostre vulnerabilità, ma anche ad una presa di coscienza dei nostri punti di forza e in buona sostanza, ad una rinnovata autostima, spesso attraverso il processare senza giudizio ciò che Plutone porta in emersione dal mare dell’Inconscio.

Fondamentalmente, trattandosi del valore personale, Plutone ci guida negli oscuri meandri dei sensi di inadeguatezza ed impotenza rispetto a qualcuno a cui attribuiamo un valore esageratamente sbilanciato rispetto al nostro. Si necessita di un ripristino di una situazione di equilibrio all’interno di noi stessi, attraverso cui nutrirsi senza sentire di dover dipendere da qualcuno che alimenti e convalidi il nostro valore attraverso la sua presenza o assenza. La tematica della paura è molto presente in questi interaspetti, come se una minaccia incombesse perennemente, quella di essere lasciati e che cosa accade quando viviamo questi scenari? Ci sentiamo vuoti, privi di energia, stanchi.

Eppure nell’orrido vuoto in cui Plutone ci catapulta si cela il potenziale pieno, di risorse, di talenti, di creatività, della capacità che tutti noi abbiamo di uscire trasformati da questo tipo di energie, ri-orientando e nutrendo anche il nostro albero genealogico di nuova linfa, sradicando e scardinando modelli relazionali che hanno condannato i nostri Antenati. Ciò può coinvolgere ovviamente anche tutte le tematiche del potere personale e come viene utilizzato nelle relazioni e della sessualità come strumento per ricontattare una creatività congelata dai pregiudizi sociali ed educativi.

Ricordo in ogni caso che Plutone è catarsi e rigenerazione intensa, sempre.

Ross

Astrogenealogia, Plutone, visioni astrologiche

Quando il Sole incontra Plutone: la Luce nell’Ombra

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È veramente una sfida importante scegliere di far incontrare il Sole con Plutone nel tema natale, soprattutto se Plutone si trova in IV-VIII o XII casa oppure ne è il pianeta dispositore. 

Stamattina, mentre passeggiavo col mio assistente canino Jack, come spesso accade, attraverso il guinzaglio mi sono arrivate da lui alcune consapevolezze che condivido con l’intento di stimolare delle riflessioni.

La tematica che si snoda tra Sole e Plutone è quella tra Luce e Ombra, due facce della medesima medaglia  ancestralmente imprintate in noi fin dalla nascita, nel confronto giornaliero tra ore di luminosità e ore di buio. Il buio è legato a paure profonde, partendo dal fatto che tutti temiamo ciò che non vediamo o non conosciamo, l’ignoto spaventa l’Essere Umano da sempre. 

Alla Luce del Sole tutto è visibile, chiaro e paradossalmente più controllabile nel suo divenire o almeno così ci illudiamo che sia. Eppure l’abbaglio del Sole può accecare se è troppo diretto e forte, a tal punto da offuscare la nostra vista e, credendo illusoriamente di stare nella Luce, in realtà siamo già nell’inconsapevolezza dell’Ombra. L’identificazione troppo forte con la propria facciata luminosa porta inevitabilmente alla conseguenza che l’Ombra non riconosciuta in sé emerge attraverso gli altri.

I rapporti Sole/Plutone, anche quelli armoniosi, predispongono spesso all’irretirsi in relazioni che diventano lotte di potere, e perché?

Questo è quello che mi ha rivelato Jack in qualità di autorevole e profondo conoscitore delle dinamiche di Plutone, pianeta dispositore del suo Sole in Scorpione, all’interno del nostro quotidiano e silenzioso dialogo:

le lotte di potere nelle relazioni sorgono dalla necessità di far predominare la propria Luce su quella dell’altro, facendo così necessariamente emergere la reciproca Ombra rimossa. Ognuno di noi è Luce e Ombra insieme, le due parti sono indissolubili ma, solo dopo un profondo lavoro di consapevolezza, si può vedere anche l’Ombra e, gradualmente, si impara a non cadere nelle depressioni colpevoli di identificazione con l’Ombra come forma di ipercompensazione alla Luce.

Calimero è un personaggio che ha accompagnato la mia prima infanzia ed io ho versato molte lacrime di tenerezza per questo pulcino che si sentiva brutto e nero. Ero sempre felice quando poi la mamma lo lavava e lui ridiventava bianco ma, al tempo stesso, sapevo che per uniformarsi agli altri aveva rinunciato alla sua energia pura.

Tutti sappiamo brillare di Luce propria eppure spesso la Luce degli altri è vista come un pericoloso strumento di offuscamento della nostra. Ciò che avviene nelle relazioni solar-plutoniane è che l’altro è lo strumento attraverso cui riportare parità interiore tra le sopracitate polarità. Come?

Il partner potrebbe tentare di spegnere parzialmente la nostra Luce, perché per lui diventa accecante e potenzialmente sentita come pericolosa. Ciò avviene a livello inconscio se l’altro sente che la sua Luce dipende dal nutrirsi della Luce altrui, in altre parole se sente di non saper/poter brillare di Luce propria.

E, in tema tipicamente plutoniano, potremmo invece sentire che se noi splendiamo troppo, l’altro potrebbe esserne intimorito e scappare, abbandonandoci. Pur di non rimanere soli allora, siamo noi stessi a spegnere parzialmente la nostra Luce, vibrando quindi ad una frequenza più bassa, per accontentarci di quelle poche briciole in cambio del nostro potenziale. È ciò che si dice “vendere l’anima al diavolo”.

Si ha bisogno di un lungo e doloroso processo di lavoro interiore anche solo per vedere questi meccanismi automatici che sono essenzialmente maschere adottate per nascondersi. Possono esserci anche memorie familiari o di precedenti incarnazioni in cui è stato necessario occultare la propria vera identità, perché era pericoloso mostrarsi, possiamo ad esempio pensare alle spie o a qualche memoria di persecuzione. Ciò può ancora manifestarsi in determinate situazioni dove ci si porta appresso un senso di colpa ancestrale, antico, e si vivono situazioni in cui si tradisce o si è traditi o situazioni in cui qualcuno ci perseguita o ci rifiuta per le nostre idee. In quel momento si risveglia Plutone e tutto il carico di rimozioni e repressioni inconsce.

Eppure Plutone è il ricettacolo di tutte le più grandi risorse creative e, un lavoro di profonda consapevolezza può portare la persona solar-plutoniana a viaggiare nella propria Ombra per svelare a sé stesso ciò che di più importante vuole davvero scoprire: chi è davvero.

Può anche trattarsi di un traghettatore di anime perché è colui che può insegnare alle altre persone a fare il suo stesso viaggio, accompagnandole per avvisarle dei passaggi interiori più sconnessi e laboriosi e facilitandone il percorso. Senz’altro si tratta di una scoperta che dura tutta la vita e che porta poi la persona ad avere una sensibilità particolare nei confronti di Plutone e a cogliere solo da un tono di voce o da una parola il suo marchio.

Evolvere l’energia di Plutone significa scendere in profondità e sporcarsi le mani ma anche accedere al magma vulcanico interiore, il prezioso tesoro che se ne trae è imparare ad amarsi proprio perché ci si accoglie in tutto e con tutto; Luci e Ombre non sono più a confronto come in un duello dove l’una vuole predominare sull’altra, ma si incontrano per fondersi in una persona di rara profondità e magnetismo.

L’incontro con una persona solar-plutoniana lascia un segno, quello dell’esperienza della persona stessa che, per sua natura incontrastabile e ineluttabile, riforma e trasforma tutto ciò che tocca. Anche in anonimato, anche senza dire una parola, l’esplosione avviene ed il torbido stagnante nel sottofondo delle acque interiori di chi vi si relaziona, emerge con prepotenza.

La persona solar-plutoniana smuove i contenuti inconsci, le Ombre dell’ambiente, rende visibile il nascosto esterno e attraverso ciò che vive esteriormente si smuove anche ciò che è nascosto a lei stessa in lei stessa. Una volta visto, compreso ed incanalato Plutone, che rimane sempre e comunque un animale in-addomesticabile, il potenziale istintuale animalesco primordiale, si impara ad accogliere la propria energia di anima riformatrice e catalizzatrice di trasformazione.

Qualcuno la potrà amare profondamente, altri detestarla con tutto il loro essere eppure la persona solar-plutoniana non passa mai inosservata e difficilmente suscita indifferenza. E come si potrebbe passare inosservati quando per natura si smuovono i fondali ed emerge ciò che era rimasto sul fondo per anni, si aprono gli armadi ed escono tutti gli scheletri? Le persone solar-plutoniane lavorano nelle miniere interiori, scardinano porte e distruggono le maschere degli altri non prima di averlo fatto per sé stessi. Nulla viene regalato ma il premio è l’esplosione del proprio potenziale profondo, creatività allo stato puro e la realizzazione profonda di sé, accompagnata ad un fiuto eccezionale, quel fiuto che sostiene gli altri nel riconoscere e trasformare le proprie Ombre interiori.

Riconoscendo la propria Ombra, si evita di proiettarla ed in questo senso Plutone contribuisce sostanzialmente ad una trasformazione del Collettivo, solo a partire da un’elevazione della Coscienza individuale.

Ringrazio il mio Jack, per tutte le intuizioni che stimola silenziosamente e che spetta a me tradurre in parole utili.

Baci!

Ross & Jack