Astrogenealogia, Luna Piena, modelli astrogenealogici, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Luna piena in Aquario: la nutriente insicurezza

Luna piena in Aquario: la nutriente insicurezza

La Luna piena in Aquario avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 17:59 del 3 agosto 2020, ai 11°45′ sull’Asse Aquario/Leone, coinvolgendo le case 2/8. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Sagittario e Gemelli, l’Ascendente cade a 29°54′ del Sagittario, Giove rappresenta il pianeta dispositore del grafico.  Il Plenilunio si inserisce all’interno del movimento in zona d’ombra di retrogradazione di Marte, ormai giunto a 19° dell’Ariete. Ed è proprio a partire da questo momento che, durante il mese, Marte si scontrerà con Giove, Plutone e Saturno in Capricorno, passandoli in rassegna ad uno ad uno. Sono scontri che attraverseranno altre due fasi, durante il movimento di retrogradazione di Marte e la ripresa del moto diretto, anche se solo Plutone avrà l’onore di confrontarsi con Marte sempre dall’Ariete. Giove e Saturno infatti si riscontreranno al moto diretto di Marte quando saranno già in Aquario e Marte sarà in Toro. Questa calorosa atmosfera ci accompagnerà dunque nella fase autunnale, il mese di agosto rappresenta l’avvio.

Si tratta di un Cielo altamente dinamico, in particolare per quanto riguarda la configurazione che l’opposizione Solilunare forma con Urano in Toro e casa IV (T-Square o Quadrato a T). Urano è il pianeta dispositore della Luna e della casa 2, mentre Venere, Signora di Urano, si appresta a completare l’anello di sosta in Gemelli, in un confronto diretto con Saturno ed una congiunzione al Nodo evolutivo.

Intanto un baldanzoso Mercurio in Cancro, disposto dalla originale Luna aquariana, si permette di sfidare dalla casa VII e come suo pianeta dispositore, tutti i big in Capricorno, alleandosi con Nettuno.

“Ragazzi, le cose devono cambiare”, sembra dire loro.

Abbiamo bisogno di una comunicazione più autentica, alleata con l’ascolto interiore dei nostri bisogni ma anche con l’imprescindibile sviluppo dell’empatia, il sapersi mettere nei panni degli altri. E per evolvere dobbiamo mettere da parte le congetture e le idealizzazioni che possono creare fraintendimento e fidarci del nostro cuore e di ciò che sentiamo.

Possiamo anche esplorare la possibilità di prenderci delle responsabilità diverse, ponendoci le giuste domande.

Quale bisogno muove il mio avvicinarmi alle persone? Quale parte di me utilizza la frustrazione di un bisogno insoddisfatto come meccanismo di difesa?In che modo l’illusione e la delusione rappresentano per me un alibi per non mettermi in gioco davvero?Come posso tagliare il cordone ombelicale dei bisogni condizionati dalla famiglia?

Quanti interrogativi, direte voi. Il Cielo in questo momento spinge l’acceleratore sul bisogno di autenticità e di far luce sulle ombre che per noi hanno avuto un ruolo difensivo automatico.

Paradossalmente a volte ci lamentiamo del fatto che viviamo alcune situazioni in fotocopia ma non ci rendiamo conto di quanto siamo noi stessi ad innescarne la miccia, tanto per utilizzare una comunicazione marziale. Siamo immersi nei nostri incantesimi personali e nelle nostre profezie autorealizzanti.

Ora il Cielo dice basta! 

Basta con le tortuosità, è Tempo di estrema semplificazione. E di tagliare il cordone ombelicale con ciò che non ha più motivo di rappresentare l’autenticità dell’Essere profondo. Liberiamo tutte le catene, i limiti autoimposti, prendendocene totale responsabilità perché finché continuiamo con attribuzioni esterne nessuna “guarigione” avviene.

In realtà la parola guarigione mi si relaziona con la malattia e nessuno di noi è malato, ma possiamo tutti avere delle fragilità, delle vulnerabilità e bisogno di un risanamento interiore, una bonifica.

Finché ci muoviamo a partire dal senso di cuore spezzato o di bisogno insoddisfatto, cerchiamo negli altri consolazione e panacea, quell’unguento risanatore che magicamente cancelli ciò che in passato ci ha tanto ferito. Ma ciò attrae solo altra mancanza, e quando abbiamo nel cuore delle ferite possiamo solo accettarle come parte del nostro percorso. Rimangono delle cicatrici e sarà nostra cura amarci a tal punto da renderle fertili per noi stessi e per gli altri, anche mettendo dei sani confini in modo da non riaprirle e farci del male gratuito.

Perché “Gli altri siamo noi“, recitava una canzone.

Avremo evidenza del nostro percorso verso la libertà quando non sentiremo in noi smuovere una ricerca compulsiva di relazioni, imparando a stare anche in ascolto di noi stessi. E in quel momento, a partire dalla prigionia determinata dalla ricerca esteriore, comprenderemo che solo il restare in nostra serena compagnia potrà attrarre all’esterno altre persone autenticamente libere.

Solo la consapevole rinuncia alla ricerca della sicurezza ci porterà persone che, con grande spontaneità e senza aspettative, vorranno fermarsi con noi. 

La nutriente insicurezza è questo, la capacità di stare nel momento attuale, proprio per quello che è, senza idealizzare un passato ormai trascorso e senza bisogno di illusioni basate su aspettative inesistenti. 

Insieme a Saturno, per responsabilizzarci nel presente, in base ai fatti e sapendo che siamo parte dei nostri e altrui processi di bonifica interiore. 

Insieme a Giove, per permetterci di creare una nuova finestra di percezione nel mondo e guadagnare una prospettiva diversa, tesaurizzando le nostre esperienze come fonte di profonda realizzazione dell’Essere.

Insieme a Plutone, per bonificare, attraverso una profonda catarsi e rigenerazione le emozioni derivanti dalle antiche sofferenze. Evitando di ricreare le nostre antiche strategie di sopravvivenza, accettando di smascherarci. Vederci per ciò che siamo.

Insieme al baldo Urano, che da tempo ci aiuta a scardinare tutto ciò che per noi ha rappresentato sicurezza. Urano spazza, taglia, rivoluziona, come un uragano ci spettina e rivoluziona le nostre vite. In questo Plenilunio utilizza la ribellione allo status quo, molti di noi sono in una veloce fase di liberazione da dettami, tradizioni, senso di appartenenza, vecchie usanze, e sentono bisogno di leggerezza e luce. 

Alcuni si ribellano, perché ormai l’urgenza è troppa e siamo giunti alla frutta. E si liberano come il tarocco della Torre, con una carica esplosiva. Altri invece come il tarocco del Matto, imparano a mettersi in prima linea, incuranti di ciò che dicono o fanno gli altri. 

E’ una scelta del nostro Essere infinito, in questi accelerati Tempi di risveglio, in cui essere svegli è ormai fondamentale e tutto si dis-vela. Cadono i veli, cadono le maschere.

Bene così, Nettuno ci mette davanti alle nostre illusioni, invitandoci ad avere compassione di noi stessi, a cercare ora un’alleanza con la nostra Fonte spirituale, con la nostra Essenza divina. Vediamo dunque la perfezione in ogni cosa, anche nella caduta c’è del bene, il tarocco dell’Appeso ci può aiutare a vederci in un processo di evoluzione che si svolge secondo un tempo unico ed irripetibile per ciascuno di noi.

Quel che conta è il risultato, che non è mai un risultato ultimo, finché abbiamo respiro. E anche dopo. E’ tempo di unire le parti disgregate della nostra interiorità, tempo di inclusione, di comprensione espansa, di integrazione. Sempre meno potremo sentire la necessità di andare “contro” qualcosa o qualcuno, sempre più “verso” noi stessi.

Dallo s-contro all’in-contro dunque. E’ la scelta di questo Tempo, vuoi s-contrarti con o in-contrare te stesso? Perché il vero in-contro con gli altri avviene dopo aver accettato di in-contrare completamente noi stessi.

Questo Cielo ci porta a questo in-contro, buone originali scoperte allora!

Un abbraccio forte a tutti voi, insieme a voi nel mio Viaggio.

Ross

Counseling astrologico, Mercurio, modelli astrogenealogici, visioni astrologiche

Messaggeri e messaggi: saper cogliere la differenza

Angel, Ala, Mistico, Metallo, Arte

Nasco con un’opposizione tra Mercurio e Saturno nel mio tema radix, attraverso la quale ho vissuto molte sfide, sviluppando preziose risorse che ora fanno parte integrante del mio essere. Chi mi conosce sa che lo studio dell’Arte astrologica per me è stato in gran parte autodidatta, quasi una sapienza antica recuperata che piano piano è rifluita in me, rappresentando Amore puro.

Attraverso la mappa natale, preziosa bussola di autoconoscenza, conosciamo e riconosciamo parti di noi, tesori nascosti ma disponibili in potenziale. E poi, nel momento del bisogno, è come se potessimo abbeverarci alla fonte delle nostre risorse, che in quel momento zampillano fuori inaspettate, emergono.

E dietro ogni aspetto di sfida si nasconde una risorsa; l’altro giorno lessi un illuminante post di Andrea Panatta nel gruppo Facebook “Istruzioni per maghi erranti“, sull’importanza di imparare a sganciare il messaggio dal Messaggero per poi congedarlo.

E iniziai a riflettere sul mio aspetto di sfida Mercurio/Saturno. Sebbene si tratti di una opposizione separante coinvolge Mercurio, fuso al mio Ascendente. Sono un messaggero. Porto un messaggio profondamente innovativo, quello astrogenealogico. Mercurio, domiciliato in Vergine, forma anche una congiunzione con Urano, con Plutone e un trigono con la Luna.

Saturno rallenta il passo mercuriale ma allo stesso tempo lo approfondisce e oggi, a distanza di molti anni, posso riconoscere i doni di questo aspetto. Uno fra questi è senz’altro la capacità che ho acquisito di trarre utilità dai messaggi interessanti, da qualsiasi fonte provengano. Non escludo a priori nessun tipo di ascolto perché proprio nel posto più remoto può nascondersi un messaggio prezioso ed utile.

Ho imparato per esperienza che un Maestro Messaggero può nascondersi ovunque, anche in un bambino di cinque anni. Onoro i Maestri Messaggeri traendo insegnamento dal messaggio di cui sono portatori. Sapete cosa bisogna sviluppare per riuscire a scindere il messaggio dal Messaggero e non cadere nel tranello della sola ricerca delle “fonti autorevoli” pre-cludendosi preziosi ascolti? La capacità di astrazione dal giudizio e dalla critica fine a sé stessa.

Ricordo molto bene che Neale Donald Walsch lo disse nel film “Conversazioni con Dio“, del quale consiglio la visione.

Quando fu accusato durante una conferenza di diffondere messaggi incoerenti col suo vissuto personale…lui disse questo: “Prendete il messaggio e non il messaggero“. E spesso mi trovo anch’io nella situazione in cui, con alcuni clienti, vado ora ad affrontare temi e a sostenere delle trasformazioni che io stessa ho fatto a fatica e a partire da contesti per me ancor oggi emotivamente difficili. E lo dico anch’io alle mie amate persone, quelle che attraversano e toccano il mio cuore con vissuti che sono stati i miei.

Dico loro di prendere il mio messaggio, anch’io sono stata lì e non ho agito con equilibrio, ma oggi sono qui a portare la mia esperienza.

Comprendo il senso e la profondità degli oceani di dolore che ho attraversato, al fine di comprendere empaticamente ciò che l’essere umano vive, andando oltre al bene e male, giusto o sbagliato, nell’Amore infinito per l’Umanità.

Ho imparato a farlo anch’io, a scomporre, sminuzzare i messaggi che mi arrivano e ri-assemblarli al fine di una utilità collettiva. La ricerca delle parole, il senso di ogni parola con il suo peso sono compiti di un Messaggero. Allo stesso tempo ogni vissuto mi consegna un messaggio da archiviare nel mio libretto di esperienza. E spetta a noi decidere con responsabilità quando congedare alcuni Messaggeri, integrandone quanto prima i messaggi, come diceva lo stimato Andrea Panatta.

Ho vissuto distacchi precoci e Saturno mi ha insegnato presto cosa significa accettare il fatto che le persone ci lasciano, me lo ha insegnato attraverso la morte dei miei genitori in giovane età e successive esperienze di separazione e di ricongiungimento, anche e soprattutto con uno dei miei figli. Me lo ha insegnato attraverso il rapporto difficile con i fratelli e distacchi con amici.

Eppure ho imparato a lasciare andare, a decidere con responsabilità il momento di andarmene dalle cose che per me rappresentano un messaggio integrato. E congedare i Messaggeri con Gratitudine. Ho imparato a rendere onore alla mia esperienza di vita e a quella delle persone più che a pezzi di carta che, se non sono corredati da un profondo lavoro su di sé, non servono a nulla.

Ho imparato a rispettare il dolore degli altri senza sminuirlo, ogni paura che nasconde una risorsa, ho imparato a prendere quello che di buono per me si cela in ogni messaggio che mi arriva. E, preziosamente ho imparato ad ascoltare i messaggi delle persone che urlano fuori dai cori, i fuori-legge, i non riconosciuti, gli inascoltati, grazie a ciò che ho vissuto in prima persona.

Prendete allora i messaggi, uscendo dalle catalogazioni, dagli incasellamenti e dai pre-giudizi verso i Messaggeri.

Vi abbraccio ❤

Ross

Astrogenealogia, lealtà familiare, modelli astrogenealogici, Venere, yod

Questione di Yod Boomerang: Meghan Markle

Meghan Markle
Cari Amici, oggi vi condivido il tema natale di Meghan Markle, moglie di Henry d’Inghilterra.
Meghan è stata “importata” in un certo Sistema familiare, come necessario elemento destabilizzatore.
Questione di Yod, uno Yod particolare chiamato Yod tetraedico o Yod Boomerang.
Si tratta in questo caso di uno Yod generazionale perché coinvolge Chirone, Plutone e Nettuno, che prende manifestazione personale all’interno del posizionamento nelle case.
Alla base dello Yod troviamo Plutone a 21° della Bilancia, IV casa. Disposto da Venere, dispositrice del Fondo Cielo.
Plutone forma un sestile con Nettuno a 22° del Sagittario, V casa. Disposto da Giove, pianeta dispositore della VI casa.
Punto Focale della configurazione Chirone, 22° del Toro e casa XI. Disposto da Venere, dispositrice anche di casa XI, legata anche al concetto del Sistema familiare.
Lilith e Urano sono congiunti al Midpoint del sestile alla base, disposti da Plutone coinvolto in base Yod e pianeta dispositore di casa V.
I due, formando quindi un’opposizione a Chirone, punto focale, dinamizzano la figura. Si crea così lo Yod Boomerang.
Non conosco la sua storia familiare eppure mi viene naturale intuire un collegamento tra i due Sistemi, quello di provenienza e quello di “importazione”. Le questioni prendono avvio a partire da alcune riflessioni di carattere affettivo.
Nel gioco dei dispositori Venere assume il ruolo principale e non mi meraviglia che gli scardinamenti familiari operati da Meghan siano il frutto della sua relazione d’amore con Henry.
Rimane forte il percepito di ingiustizia nei confronti delle invasioni della privacy nei suoi Sistemi. Una rabbia disubbidiente smossa dal sentirsi una cellula rifiutata nella sua identità più selvaggia e la necessità di scoprire delle parti nascoste di sé grazie e nonostante il disagio. Un’esigenza di fare giustizia veicolato anche dalla Luna in Bilancia, disposta sempre da Venere, in congiunzione a Saturno e Giove.
Venere, protagonista assoluta di questo tema.
Grazie e nonostante sono parole che utilizzo spesso perché tutti noi sviluppiamo delle particolari abilità interiori grazie al nostro vissuto familiare e nonostante spesso non sia un territorio apparentemente agevolante. 
Alcune domande serpeggiano all’interno di questa configurazione, così imperante e solitaria nel tema.
Forse che per essere accettata devo nascondere ciò che sono veramente?
La relazione può essere il trampolino verso l’integrazione di nuove parti dell’essere donna o l’involuzione verso il rinnegare alcuni profondi bisogni per essere accettati.
L’equilibrio tra le forze è delicato e ambivalente, il bilanciamento crea una forza interiore dirompente dove la chiave di utilizzo e la miccia scompensatrice è Urano.
Quella forza interiore dirompente è Marte in Cancro che si muove in difesa delle istanze lunari, sulla base di un senso di isolamento e solitudine. Per la quadratura con Giove in terza potrei pensare ad un’ipotesi di un gemello scomparso in utero.
Urano dunque: quella potenzialità di spostarsi attivamente verso un’unica possibile scelta, quella verso la libertà di essere sé stessi, da condividere con l’altro agevolandone la libertà.
Urano in Scorpione dispositore di VIII casa, Plutone dispositore di Urano in IV casa in Bilancia. Si necessita di tagliare con memorie di dipendenze finanziarie all’interno delle coppie.
Le relazioni vanno portate per Meghan ad un livello più paritario, così pure l’uscita da una determinata realtà può essere l’interessante svolta esplorativa per volgere lo sguardo al mondo, oltre i confini del sur-reale verso la realtà esterna. Abbattere quindi i confini della diversità sociale rendendosi uno con gli altri, e paradossalmente acquisire così il vero potere, quello della libertà di scegliere il meglio per sé, la “normalità”.
Normalità che rappresenta in questo caso una necessità di metamorfosi del concetto di diversità. Una trasformazione attiva delle abitudini familiari, fuori dai confini dell’istituzionalità creando un nuovo paradigma di coppia e famiglia. Nuove forme di lealtà, una necessaria ridefinizione delle lealtà non solo familiari ma istituzionali. Dobbiamo per forza di cose provocare un terremoto perché crollino alcune strutture e Meghan lo sa molto bene. Attraverso una ridefinizione della coppia e della genitorialità si compie il salto verso l’ignoto, una normalità che è comunque diversità dalla solita routine.
Ogni scardinamento di un pregresso rappresenta un progresso.
Preservare poi la privacy dalle invasioni del Sistema monarchico e dal mondo per poter sentirsi liberi di vivere in base ad una scelta: uscire dalla forma per dare lustro alla sostanza delle cose. Perché spesso la forma devia dalla sostanza, e solo le relazioni di sostanza possono portare verso l’evoluzione della coppia in connessione con l’evoluzione del singolo.
Naturalmente Venere di Meghan, in Vergine a 13° in III casa e in duetto isolato con Marte in Cancro, 11° e casa XII mi porta a sentire una natura affettiva nata per coniugare le esigenze interiori di rassicurazione e affetto con una particolare capacità di creare un nuovo ordine, nuove disposizioni che regolino i modelli di relazione all’interno dell’Albero Genealogico.
Liberando Henry, il suo Sole in Leone in duetto isolato con Mercurio, contemporaneamente Meghan si libera dalla frustrante rabbia determinata dal sentirsi imprigionata nei ruoli. Asse II/VIII ovviamente con dispositori Sole/Urano. Rinasce allora come un’araba fenice quel femminile arrabbiato che ora può sentirsi libero anche senza passare per prigionie o catture.
Meghan, fuori-legge importata nel Sistema dei “reali” (o sono loro i sognanti/attori)?
Fuori da quei limiti e confini, si estende il mondo, popolato da pericoli sconosciuti ma libero.
Un abbraccio
Ross
Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, yod

Urano: la miccia nel Sistema Famiglia

Ocean, Beach, Ragazza, Onde, Orizzonte

Mi sono svegliata stamattina con l’ispir-azione di scrivere un articolo slegato dai movimenti astrologici del momento (ai quali darò successivo spazio in un post dedicato sulla mia pagina). La parola cambiamento suscita in noi delle immagini totalmente soggettive e dipendenti da come abbiamo vissuto i più o meno drastici mutamenti all’interno della nostra Famiglia. Sappiamo ormai che non arriviamo in un Sistema familiare a caso per errore di una cicogna disorientata, ma che il contesto familiare di nascita è il frutto di una scelta pre-incarnativa ben precisa a diversi livelli.

In tutti i Sistemi familiari l’esigenza è duplice ed ambivalente: da un lato mantenere inalterate alcune tacite e sottese regole silenziose e dall’altro scardinare le credenze e gli schemi obsoleti, in nome di una necessaria ed inevitabile evoluzione. All’interno delle consulenze astrogenealogiche, soprattutto nel momento in cui esaminiamo uno Yod (su questa configurazione ho scritto qualche articolo che trovi in questa sezione del mio sito), appare evidente come la persona, attraverso vissuti familiari anche dolorosi, abbia in realtà sviluppato qualche forma di abilità

Qual è il rapporto che come individui abbiamo con i cambiamenti?

Sono entrata in un Sistema familiare che mi ha allenato a fluire nel divenire della vita. Nella prima parte di questa incarnazione i cambiamenti repentini ed improvvisi hanno colorato la mia vita di quella paura dell’imprevedibile, mettendomi a confronto con l’istintivo bisogno di controllo, un tentativo estremo di creare delle sicurezze in un contesto tremante. 

Eppure si inizia così. La sete di controllo era tale da aver creato delle strutture resistenti al cambiamento che, presto o tardi, dovevano crollare per lasciar spazio ad una nuova via. Siamo noi a richiedere all’interno del Sistema di fare esperienza dell’abilità che ci serve sviluppare: per me era giunto il momento di imparare ad utilizzare opportunamente il mio Urano in Vergine, in casa prima, congiunto Mercurio e Plutone e trigono alla Luna in Capricorno. 

C’è un preciso ordine all’interno della nostra capacità di cambiare la nostra vita, per come decidiamo di farlo. Un’esigenza di autenticità che libera noi stessi dai pericolosi ed intrappolanti giochi obsoleti del Sistema, e attraverso cui liberiamo i nostri discendenti e predecessori. In primis, si fa esperienza del cambiamento come di qualcosa che ci arriva dall’esterno, e tanto più opponiamo resistenza, tanto più Urano agirà spontaneamente ed imprevedibilmente. Ma se noi invece accogliamo la dimensione della sicurezza come di qualcosa che si nutre internamente e non dipende dalle circostanze esterne, possiamo agire in libertà maggiore e consapevolezza di percorso.

Il dono grandissimo sta nel fatto di imparare ad operare delle svolte in base al proprio sentire, sapendo che il nostro posto è sempre dove noi vogliamo stare. Prima vanno accolte le proprie radici, il proprio vissuto familiare, seppur doloroso e seppur distante dalle frequentazioni fisiche con chi è biologicamente legato a noi. Abbiamo tutti la libertà di scelta e nessuno ci obbliga a frequentarci con chi ha una strada diversa dalla nostra, anche se si tratta di familiari. 

A volte abbiamo così bisogno di farci accettare nella nostra diversità che, se irrompiamo in scena in un Sistema che ci tiene a distanza, congeliamo in noi quel bisogno insoddisfatto, ricreando poi relazioni rifiutanti o abbandoniche. E indossiamo maschere perché noi per primi non ci accettiamo in quella parte che sentiamo rifiutata dalle persone che dovrebbero sostenerci.

E si impara a sostenersi da soli, non come rivalsa del “te la faccio vedere io”, ma come “posso nutrirmi da solo e accogliermi per ciò che sono”.

Astrogenealogicamente potremmo trovarci di fronte all’esigenza di “agire” Urano in maniera sana, soprattutto se il pianeta è stato represso dalle generazioni precedenti. Ripeto e ripeterò che inserirsi in un Sistema non è un caso e che agire Urano significa lavorare molto sugli attaccamenti per liberare e liberarsi dal bisogno di controllo e accettazione esterna. 

Urano ti sposta dove è il tuo posto in quel momento, e può essere ovunque, in base all’utilità sistemica. Ma ciò che ieri non era utile ed oggi lo è, domani potrebbe cambiare di nuovo, Urano ti mette a contatto con la precarietà del vivere, con l’impermanenza e l’eterno divenire delle cose. Possiamo scegliere dove stare energeticamente, spesso attraverso l’esperienza di luoghi interiori e fisici dove non vogliamo stare perché lesivi della nostra autenticità.

Ho appreso finora la capacità di cambiare strade, luoghi, situazioni, e di portare gioia e rinnovamento dove ciò viene accolto. Io accolgo me stessa e posso scegliere il cambiamento che non è più qualcosa che devo fronteggiare perché impostomi esternamente.

Questa è stata la mia palestra di apprendimento familiare. 

Ho imparato a fermarmi finché serve e questo mi era necessario anche per incoraggiare le persone a comprendere che nel rimanere c’è sempre una libera scelta, anche quella di scegliere di non scegliere finché non ci si sente pronti. Ma poi è possibile riservarsi sempre il diritto di cambiare idea e scegliere diversamente, nessuna trappola, nessuna cattura. Comprendere che nessuno può imprigionarci in una rete indesiderata se noi non offriamo agganci di disistima personale.

Camminare a testa alta, fieri, orgogliosi ma non superbi, umili nella nostra piena capacità di scegliere, sempre e comunque dove dirigere la nostra attenzione energetica, in allineamento con le Leggi Universali. E basta scegliere interiormente, gli scenari cambiano e gli aiuti arrivano, ma il primo passo in quella ignota direzione dobbiamo muoverlo noi, di spontaneo libero arbitrio.

Non possiamo salvare nessuno ma possiamo “orientare le vele”, come diceva Seneca. Chi lavora in modo sano nella relazione d’aiuto sa anche che nessuno può guidare l’auto al posto di un altro ma che si possono fare dei percorsi al fianco di chi muove i primi passi in direzione dell’amore di sé, per sostenerlo nel percorso verso la sua autonomia.

Lo sviluppo personale si inserisce all’interno di uno sviluppo sistemico più ampio, prendere il proprio posto corretto rende onore al nostro viaggio in direzione del Sole di nascita, onorando il prezioso progetto all’interno del nostro Tema natale

Come faremmo a conseguire delle abilità latenti, uniche ed irripetibili senza l’ausilio di allenatori? Non siamo forse abituati ad allenare il fisico in palestra o con attività sportive? Forse che sappiamo subito andare in bicicletta senza rotelline? 

Ci vuole tempo per portare consapevolezza rispetto a cosa stiamo imparando e sulla nostra funzione sistemica, pur se lontana e distanziata fisicamente dagli altri membri, vuoi per assenza di rapporto vuoi per prematura disincarnazione degli stessi.

Eppure l’esperienza insegna, un delicato e mirato lavoro di cesello su sé stessi per creare la propria scultura personale è fondamentale e l’investigazione astrogenealogica permette di illuminare il proprio vissuto con una luce diversa e una prospettiva trasformata.

Porto con me la voglia di mostrare alle persone orizzonti nuovi, con perseveranza e motivando lo sviluppo delle loro risorse interiori.

Un abbraccio, metto in link anche il mio libro, con grande gioia, soddisfazione e Amore per tutti.

Ross

Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: rapporti Venere/Urano

Venere è la Signora sia del Toro che della Bilancia, con connotazioni profondamente diverse; anche il suo eventuale rapporto con Urano quindi tocca tematiche diverse a seconda che ci occupiamo della Venere taurina o di quella bilancina. Ad ogni modo, all’interno della narrazione mitologica, Venere nasce a causa dell’evirazione di Urano da parte di Saturno e dal fatto che i testicoli vengono poi gettati in mare, dalla cui spuma emerge Venere. Il tema fondante dei rapporti tra Venere e Urano è quindi quello del taglio che rivoluziona, quella separazione che scardina completamente valori e sicurezze precedenti, dove la vita non può più essere quella di prima.

Le persone che nel tema natale portano un aspetto radix tra Venere e Urano si confrontano con un’esigenza forte di originalità e libertà, in molti casi si costella un bisogno ancestrale di riproporre uno schema familiare fatto di precarietà relazionale. Si possono incarnare memorie sistemiche relative a brusche separazioni familiari seguite poi da ricongiungimenti. Ad esempio, può essere il caso di una memoria di emigrazione da parte del padre in cerca di lavoro e del ricongiungimento familiare successivo. Ma spesso il cambiamento grande avviene durante il periodo della separazione e le persone poi non sono più le stesse, ragion per cui ci possono essere delle difficoltà nel processo di coesione di coppia

La lacerazione interiore si snoda tra il bisogno di sicurezza e la necessità di spazio, di libertà; tra la ricerca di un equilibrio e l’istinto imperante di fuga di fronte alla stabilità. Questi aspetti parlano anche della necessità di accogliere una stabilità interiore prima di poterla manifestare all’esterno e di sciogliere dentro di sé l’equazione tra stabilità e noia e tra libertà ed eccitazione. Le memorie sistemiche possono aver creato in noi delle convinzioni in base alle quali per essere liberi bisogna essere soli e ciò in realtà limita e rallenta la strutturazione di una relazione stabile, autosabotandone poi la realizzazione.

Dietro lo sbandieramento della propria presunta libertà in realtà possiamo trovare la paura dell’intimità (tematica plutoniana) e di condividere/scambiare con l’altro la nostra vita per paura che una relazione possa limitare al posto che arricchire. Qui si nascondono anche le antiche memorie sistemiche di limitatezza delle proprie risorse e gli schemi di attaccamento (tematica taurina) e della difficoltà a concepire un “nostro” al posto che “mio”, un “noi” al posto dell'”io” (di leonina memoria).

Ricordate quando da bimbi facevamo fatica a prestare i giochi? Ecco, questo può essere un semplice esempio, in realtà condividere con l’altro è creare maggior opportunità e ricchezza per entrambi, anche e soprattutto tra persone molto diverse, sarà sufficiente portare nella relazione un tocco di originalità e lavorare per renderla stimolante, non adagiandosi mai.

Sono aspetti che in realtà tengono molto vive le relazioni quando vengono incanalati nel modo corretto, nelle persone molto abitudinarie possono costituire quel pungolo al rinnovamento che nutre la relazione di brillantezza. Per persone con questi aspetti, è probabilmente più nutriente intessere relazioni aperte e libere, il che non significa assolutamente che ognuno fa quel che gli pare. Ognuno a casa propria può essere  più indicato rispetto al classico matrimonio e convivenza, una persona con aspetti Venere/Urano altrimenti, se si annoia, potrebbe cercare estemporanee vie di fuga esteriori.

Molto dipende dalla collocazione di questi aspetti all’interno del tema nel suo complesso naturalmente, ma qui necessariamente diamo delle indicazioni di massima che, parzialmente, possono riguardare anche le persone con Venere in Aquario, dove forse permane più forte lo smuoversi di un istinto alla rottura di alcuni schemi valoriali rispetto alle coppie dell’albero genealogico. Non dimentichiamo che il secondo pianeta governatore dell’Aquario è Saturno e che la libertà comporta anche un certo grado di responsabilità. Sono relazioni che ci insegnano a lavorare sulla parte che dentro di noi può sentirsi dipendente e fragile: niente appicciccosità quindi, quando si vive con una persona venusian/uraniana ci si trova a confronto col tema della libertà e della conseguente irrequietudine.

Il discorso del darsi libertà reciproca mette in gioco la tematica della fiducia nella coppia e della fiducia in primis verso sé stessi per sentirsi tranquilli all’interno di quello spazio libero e privo di possibilità di controllo. Cosa farà il partner infatti mentre noi non siamo assieme a lui/lei? Se saremo rafforzati nella nostra autostima possiamo respirare ossigeno in questo spazio libero anche noi, vivendo una dimensione relazionale diversa ma non per questo meno profonda o sincera. Alcune interpretazioni, a mio avviso, troppo superficiali descrivono i rapporti Venere/Urano come forieri di infedeltà e inaffidabilità; non necessariamente, secondo me, questi aspetti si esprimono in tal senso ma fanno sicuramente e parallelamente lavorare anche sulle tematiche che si risvegliano in tutta la croce dei segni fissi all’interno del tema, come sopra descritto.

Oserei dire che sono relazioni che probabilmente si vivono meglio nella seconda parte della nostra vita, in una seconda possibilità di relazione, attraverso l’esperienza e la consapevolezza acquisita nelle relazioni precedenti. Si accoglie allora più spontaneamente la possibilità di una relazione più libera, dove viene dato ampio spazio al coltivare ognuno i propri spazi e i propri interessi, come pure le proprie amicizie, condivise o no, dove non ci si relaziona di solito per bisogno ma per affinità elettiva e scelta quotidiana. 

Uno dei compiti di questi rapporti planetari è accogliere il processo di continuo mutamento e rinnovamento nelle relazioni e parallelamente nel proprio sistema valoriale, continuamente stimolato al confronto con i valori dell’altro, spesso profondamente diversi, in una diversità che arricchisce e mai limita.

Auguro dunque anche alle persone venusian/uraniane di permettersi la gioia di avere una relazione costruttiva, magari con un po’ di bollicine!

Baci e abbracci, come diceva il primo uomo della mia vita, mio padre, con Venere radix congiunta a Urano <3.

Ross

Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Saturno

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Saturno

venere saturno symbolon

La scorsa settimana ho dedicato un articolo ai rapporti tra Venere e Nettuno, oggi parliamo invece di colui che si occupa di congelare nella forma le dilaganti fantasie nettuniane, Saturno. I rapporti tra Venere e Saturno nel tema ci parlano di una necessità (più o meno ben accolta a seconda del tipo di aspetto e della posizione di Nettuno nel tema stesso) di arrivare a vivere la relazione in maniera costruttiva e profonda, scevra da idealizzazioni e quindi più protetta da eventuali delusioni.

Il processo che avviene tra Venere e Saturno è un viaggio all’interno dell’essenzialità attraverso la relazione, gli eventuali aspetti disarmonici non tolgono spessore a questa esigenza ma esprimono semplicemente una maggior resistenza interiore nell’arrivarci. In presenza, ad esempio, di una Luna d’Aria potremmo trovarci di fronte a due esigenze interiori profondamente diverse ed il passaggio alla maturità relazionale può essere più elaborato, una contestuale analisi della Luna infatti ci da indicazione dei bisogni di rassicurazione emotiva di una persona. Ciò si rende necessario per scoprire le radici dell’aspettativa affettiva, la quale origina nel rapporto d’amore con la figura materna, la prima storia d’amore della nostra vita.

Entriamo in una relazione attraendo la persona che risuona fortemente con i nostri viscerali bisogni inconsci, non con il nostro ideale razionale. In una relazione tra Venere e Saturno non c’è spazio per le dinamiche simbiotiche, entrambi possono nutrire l’esigenza espressa dal rapporto di Venere con Saturno lavorando su sé stessi in modo da scolpire un’identità ben definita e consapevole dei propri confini.

Sono relazioni che ci mettono a confronto con dei Maestri di vita e non è inconsueto trovare rapporti Venere-Saturno nei temi di persone che hanno incontrato l’amore in un’età non propriamente giovanile o che hanno un partner considerevolmente divergente a livello di età o di maturità, senza che ciò sia necessariamente legato all’età anagrafica.

Accogliere questo aspetto nel tema significa ascoltare una profonda esigenza interiore di crescita all’interno della relazione, e non sempre ciò è semplice perché le relazioni venusian/saturnine possono ad un primo approccio sembrare prive di quell’alone di magia o di fantasia, sono relazioni però che donano affidabilità, presenza e consapevolezza di sé, nel pieno rispetto della crescita dell’altro.

Sono relazioni che si nutrono di una progettualità comune, di qualcosa che cementi il rapporto, traghettano verso una spontanea forma di impegno e responsabilità reciproci. Bisogna tuttavia, soprattutto in presenza di aspetti disarmonici, imparare a non caricarsi eccessivamente le responsabilità del partner oppure a non proiettare sul partner delle responsabilità di limitazione nei confronti della nostra realizzazione personale.

In entrambi i casi ci si potrebbe chiedere:

“Perché mi adopero tanto per sentirmi indispensabile e insostituibile? Qual è l’esigenza interiore che viene smossa nel togliere al partner le sue responsabilità? In che modo mi è funzionale delegare al partner il potere di farmi sentire limitata o non realizzata? Faccio forse dipendere il mio valore personale dal riconoscimento del partner?”

Venere esprime anche i propri valori ed in primis l’auto-stima. Saturno, nell’apparente disincanto relazionale, porta Venere a costruire un valore di sé in evoluzione nel tempo e nel giusto tempo, si tratta quindi di relazioni che spesso non decollano finché entrambi i partner non abbiano camminato interiormente verso la centratura e la responsabilità di sé. 

La persona venusian-saturnina è esigente, rispettosa dei propri valori e difficilmente adotterà comportamenti innaturali per accontentare l’altro, pur tuttavia potrebbe sentir necessario anche uno spazio di solitudine dove l’altro sente di  non poter entrare. Questo è dovuto al tocco di Saturno e possiamo trovare questa caratteristica anche nei rapporti con la Luna, sebbene in diversa misura.

Uno spazio di silenzio che confina, una sorta di torre isolata dove ritirarsi soprattutto nei momenti in cui l’altro richiede maggior tenerezza. Una delle sfide veicolate da questa configurazione è infatti il contatto col proprio mondo emotivo e con le esigenze del cuore, non si vive di sola praticità ed il confine che Saturno pone alla nettuniana simbiosi può avere come conseguenza una tendenza al congelamento emozionale come difesa all’invasione emotiva nettuniana.

Sono rapporti presenti nel tema di artisti che, nel dare forma fisica alle loro creazioni possono sentire il tormento dell’incompiutezza, nessuna opera infatti che prende vita nel mondo fisico può soddisfare l’ideale. Saturno limita, confina e asciuga ma conferisce forma e ci ricorda i limiti dell’essere incarnato, in una relazione venusian-saturnina è importante che ognuno dei partner abbia il suo spazio di consapevolezza della propria individualità umana.

La relazione è considerata come una scelta di responsabilità ed in questo senso, eventuali aspetti disarmonici nel tema tra Venere e Saturno possono anche utilizzare il paradosso della polarità opposta per farsi riconoscere; ad esempio, si potrebbero incontrare persone disimpegnate per imparare ciò che si vuole attraverso chi mostra ciò che non si vuole, stimolando delle crisi interiori dalle quali si esce più consapevoli e rafforzati.

Come sempre, l’ultima parola la racconta il complesso del tema. Chiudo quindi con questa meravigliosa quanto essenziale frase di Osho.

Essere consapevoli è la fonte di ogni bontà, di ogni virtù.

Osho

Un abbraccio!

Ross

Bibliografia: “L’arte di rubare il Fuoco” Liz Greene Ed.Astrolabio

Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Nettuno

venere nettuno symbolon

Quando nel tema radix Nettuno tocca Venere, il mondo dei sentimenti si tinge di sogni, idealizzazioni che facilmente si nutrono di illusioni e necessariamente ci traghettano verso dilaganti delusioni. Eppure si tratta di una scelta ben precisa che un’anima compie prima di incarnarsi, quella di imparare ad evolvere e rendere vibrazionalmente  più sottile il modo di amare, spiritualizzando l’Albero Genealogico, anche attraverso una forte espressione creativa.

Qual è l’esigenza interiore che utilizza come strumento di progresso i temi smossi dai rapporti Venere/Nettuno?

Similarmente ad una dipendenza da sostanze, la dipendenza da un sogno d’amore è un meccanismo interiore di fuga dalla realtà, una realtà che in quel momento vive un vuoto di senso: è infatti necessario l’intervento del falcetto saturnino per mostrare i fatti e ricondurci nel qui e ora, congelando la situazione idealizzata in un fermo immagine che ci consenta di vedere con chiarezza ciò che avevamo voluto nascondere anche a noi stessi, in preda alla sbornia emozionale.

C’è però l’esigenza interiore della spiritualizzazione dell’amore, dell’elevazione dello stesso ad una vibrazione più sottile, l’Amore Incondizionato. E’ importante considerare la nostra compartecipazione energetica agli eventi relazionali che viviamo, in modo da non sentirsi vittime.

Cambiando il paradigma espressivo dal semplice e più comodo “mi hai deluso” alla consapevolezza del  “ho scelto di illudermi per deludermi“, molte domande iniziano ad affollare la nostra interiorità, soprattutto se il meccanismo illusione/delusione costella le nostre relazioni creando un fil rouge tra di esse.

La nostra anima intesse trame di evoluzione molto insolite e, anche se razionalmente risulta difficile accogliere questa visione, questi sono meccanismi scelti per evolvere. Ma sono anche meccanismi che a volte vengono ripetuti all’interno del Sistema famiglia perché configurano in noi un senso di appartenenza e temiamo inconsciamente che, se ci permettessimo di andare oltre, verremmo emarginati ed isolati.

E’ la nostalgia di Casa, di essere fusi nel Tutto, la nostalgia di quelle sensazioni di assenza di separazione che abbiamo vissuto nel grembo materno (Nettuno è anche il liquido amniotico), di dissolversi nel mare dell’indifferenziato. E’ il percepirsi come incompleti e in perenne ricerca esterna di chi possa completarci, colmando quella solitudine inspiegabile, quella del viaggiatore in terra straniera. E, in una certa misura, tutti lo siamo.

Solo in un mondo ideale può esistere  questa immagine di pienezza e fusione ed è per questo che i sogni d’amore tingono le nostre giornate di una gioia apparente. Ciò non ha a che vedere con una relazione concreta che, nel suo manifestarsi nella forma, donerebbe alla stessa dei confini che ne limiterebbero l’espansione idealizzativa

Ecco perché i modelli Venere/Nettuno nel tema, dal punto di vista affettivo, sono degli strumenti animici di evoluzione che utilizzano la delusione come trampolino di lancio per testare la propria capacità di rialzarsi sviluppando Amore Incondizionato; dissolvendo (termine caro a Nettuno) tutte le cariche emozionali di  tristezza che conseguono al crollo delle aspettative e accettando la reale natura delle cose.

Nel momento in cui Saturno falcia le illusioni e toglie il prosciutto che golosamente farciva i nostri occhi, l’atteggiamento interiore di autocritica potrebbe prendere il sopravvento. Il dito del giudice interiore si erge a dirci “ci sei cascato nuovamente, non sono servite a nulla tutte le esperienze precedenti“.

Sentirsi vittime, al pari dello strenuo auto-lesionismo giudicante, non consente di fare passi in avanti. Ciò che consente il progresso e la trasfigurazione dello schema nettuniano è un principio di sana presa di responsabilità, quella di lavorare interiormente per sentirsi completi e non mancanti in nulla. Non si dipende in tal modo da una ricerca di agognata completezza esteriore, pur potendo rimanere in una posizione di accoglienza di Amore.

Non sempre i rapporti tra Venere e Nettuno sono evidenti attraverso un aspetto, nondimeno possono essere presenti in maniera più velata. Per fare l’esempio del mio tema, Nettuno è il pianeta dispositore della VII casa, Venere è in Leone ma in cuspide della casa XII, disposta quindi dal pianeta dispositore della XII, il Sole. Venere è dispositrice della III casa, Nettuno si trova in III. I miei genitori, entrambi, portavano nel tema una Venere pescina. 

Si attraggono allora persone la cui Venere entra in aspetto di sinastria col nostro Nettuno (o viceversa), o ricchi di sfumature pescine, in stimolazione alla nostra parte nettuniana interiore, ciò può avvenire in maniera più significativa negli anni del transito di Nettuno nella nostra VII casa o in aspetto ai Luminari.

E la domanda che spesso affiora è:

Sei disposto a metterti in gioco davvero in una relazione concreta, abbandonando la necessità di illuderti per deluderti?

Un bacio!

Ross

 

Astrogenealogia, consapevolezze transgenealogiche, modelli astrogenealogici

Modelli astrogenealogici: il Grande Trigono

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Il Grande Trigono è una configurazione planetaria, cioè un insieme di pianeti (3 o più) in relazione tra di loro attraverso distanze angolari di 120°. I pianeti che fanno parte di questa figura appartengono solitamente al medesimo Elemento, per cui abbiamo Grandi Trigoni di Fuoco, Aria, Terra ed Acqua; questi sono i Grandi Trigoni puri, a volte però succede che, a causa dello scarto ammesso nell’orbita tra i pianeti, uno di questi cada in un segno di diverso Elemento, possiamo allora parlare di Grande Trigono misto, in tal caso l’incisività della figura sarà minore.

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Immagine: Astrologiaeradeaquario.blogspot.com

Se ad esempio in un Tema troviamo il Sole in Gemelli a 28°, trigono a Marte in Bilancia a 26° e trigono a Saturno in Pesci a 0° si definisce un Grande Trigono a livello di distanze angolari ma non è una configurazione d’Aria pura, è un Grande Trigono misto. Ci sarebbero anche dibattiti a questo proposito sul considerare o meno la figura come valida, secondo me sì ma la si può considerare meno incisiva, nel caso citato sopra come esempio, nella mia visione, potrebbe addirittura essere una configurazione più ricca.

I Grandi Trigoni puri si costruiscono tra pianeti presenti in segni di modalità diversa e della stessa polarità.

Si tratta di una configurazione astrogenealogica importante soprattutto perché descrittiva di un pattern sistemico, un modello energetico cristallizzato e all’interno del quale scorre un’energia confortevole perché convalidata dal Sistema che, come abbiamo visto in altre occasioni, si definisce all’interno di confini ben prestabiliti, che delimitano il territorio entro il quale le persone che ne fanno parte possono muoversi e quando e ogni quanto poter far entrare qualcosa di nuovo. Ancor più incisivo a livello familiare il Grande Trigono che interessa pianeti contenuti nelle case IV-VIII-XII (tradizionalmente definite Casa d’Acqua, legate a memorie familiari) oppure il pianeta dispositore di quelle case, se sono “vuote”.

Le energie di quell’Elemento scorrono naturalmente per la persona, non è richiesto alcuno sforzo, tutto è fluido e confortevole e quindi questa configurazione potrebbe creare una tendenza all’immobilismo, infatti ad esempio se ci portano il caffé a letto (e beato chi fa questa dolce esperienza) chi ci smuove da lì? Saremo forse motivati a prepararcelo da soli se qualcuno ci coccola tutti i giorni? Ecco, nella zona di comfort non c’è motivazione a muoversi per esplorare nuove esperienze, il Grande Trigono crea un circuito di energia unidirezionale particolarmente comoda a livello sistemico.

Tale comodità è generata dal fatto che ripetendo i modelli sistemici ci sentiamo parte del Sistema stesso e ne contribuiamo all’apparente buon funzionamento attraverso il mantenimento dello status quo, almeno finché il modello stesso, nel suo essere ormai cristallizzato nella ripetitività, non richiede uno scossone al fine di smuoverne le fondamenta e trovare nuove forme di resilienza adattativa.

Ecco allora entrare in scena la Pecora Nera, appartenente al Sistema stesso o importata attraverso un’ adozione, un affido o un matrimonio in famiglia; a volte le importazioni funzionano meglio per scardinare alcuni tratti comportamentali obsoleti e tracciare nuove linee evolutive. Funzionano in maniera più forte e libera perché il membro importato, non avendo nessun legame di sangue, non sente la lealtà inconscia a quel Sistema e può agire in maniera più intensa e veloce. Non deve infatti affrontare prima nessuna reticenza interiore dovuta alla lealtà verso i membri del Sistema, in particolare verso la linea ascendente, cioè i genitori in via più diretta. Dall’altra parte però risulta più facile ghettizzare, allontanare ed escludere il membro importato rispetto ad una Pecora Nera biologica, per gli stessi motivi di cui sopra. 

Se ci sono aspetti di quadratura o opposizione ai pianeti coinvolti nella configurazione, tali aspetti caratterizzano un punto di sostegno del Tema perché sono pungoli stimolanti verso il cambiamento, gli aspetti tensivi sono sostegni motivazionali e per tornare all’esempio del caffè potrebbe trattarsi di qualcuno che per portarci il caffè a letto ci chiede in cambio di non adagiarci sugli allori, alzarci e accettare di andare allo stadio alla domenica, do ut des, anche se non ci entusiasma.

I Grandi Trigoni nei Temi dei nostri Antenati descrivono la sostanza dell’accordo sistemico silenzioso, un forte collegamento elementale porta quel Sistema a resistere al cambiamento e addirittura a non sentir l’esigenza di metterlo in moto. Anche se potrebbe trattarsi di un Sistema attivo a livello collettivo, stress e successi dei suoi componenti rimangono interni alla rete familiare, la famiglia ha trovato un modello confortevole all’interno di un Elemento e l’aderenza a questo modello sancisce l’appartenenza a quel Sistema.

La famiglia aderisce ad un circuito chiuso dove si trova tutto il necessario alla sua sopravvivenza, il terremoto è rinviato al momento in cui arriva la persona scardinante e lì si attivano le resistenze omeostatiche: questa è l’ambivalenza sistemica, da un lato il Sistema stesso richiede la destrutturazione di alcune prigionie obsolete e limitative, dall’altro il meccanismo di autoregolazione sistemica, l’Omeostasi, si attiva per mantenere lo status quo.

Trattandosi di modelli particolarmente resistenti, che richiedono spesso l’importazione di un membro esterno per essere destabilizzati, uno dei meccanismi scelti genealogicamente potrebbe essere quello delle relazioni triangolari, dove l’ingresso di una terza persona porta ad emersione i disagi da trasformare e gli schemi da modificare.

Nelle relazioni triangolari uno degli elementi non è visibile gli altri due, pur condividendone in un certo senso le medesime proiezioni di energia. In un triangolo infatti tutti i componenti lavorano su tematiche simili o speculari, la relazione dei due però dipende dal terzo elemento che porta ad emersione dinamiche familiari nascoste che appartengono a tutti. Si tratta semplicemente di scelte, i meccanismi di lealtà familiare scissa fertilizzano spesso le relazioni triangolari, che alcune persone vivono ripetutamente come scelta inconscia di evoluzione, per la maggior chiarezza di visione delle proprie ambivalenze interiori attraverso la proiezione su due persone diverse.

Anche per quanto riguarda le importazioni però, in caso di forte equilibrio elementale, si tenderebbe ad importare nel Sistema solo persone che si prestino a mantenere lo status quo; una dominante di Elemento configura un Sistema che si relaziona agevolmente con l’esterno con quell’energia e che accoglierebbe fluentemente in ingresso quella stessa vibrazione, anche frequentando ambienti affini.

I pianeti racchiusi nella configurazione si autoalimentano tagliando la comunicazione con gli altri pianeti/funzioni interiori del Tema, in questo caso un contemporaneo aspetto sfidante costituisce il ponte di attivazione del dialogo con le altre parti di sé seppur attraversando emozioni disagevoli, quel pianeta sfida l’energia dell’Elemento ad uscire dall’isolamento cristallizzandosi in una visione monoblocco.

Un abbraccio

Rossana