Astrogenealogia, Luna Nuova, Mercurio

Luna Nuova in Gemelli: il valore delle parole

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La Luna Nuova in Gemelli avrà luogo il 3 giugno 2019 alle 12:02 a 12°33′ dei Gemelli, all’interno dell’asse intercettato IV/X casa, ricettacolo delle memorie familiari. Mercurio, pianeta dispositore dell’Ascendente di Novilunio (vedi grafico), è anche il pianeta dispositore del matrimonio solilunare di questo mese, principe di questo Cielo, in opposizione separante a Giove in Sagittario. Anche la congiunzione solilunare forma un aspetto di opposizione applicativa a Giove, attivando così un T-Square (quadrato a T, figura composta da un’opposizione e due quadrature) con Nettuno in Pesci.

Tempo fa scrissi un articolo dal titolo “Il valore del silenzio” e, iniziando le righe di oggi lo ricondivido per onorare l’argomento fondamentale di questo Cielo: la nostra capacità di comunicare.  Tantissimi operatori ed innumerevoli tecniche promuovono corsi che hanno come tematica la comunicazione, sono tuttavia personalmente convinta che saper ben comunicare è qualcosa che si impara con l’esperienza, qualcosa che proviene dall’interno e che quindi nessuno ci può in-segnare fino in fondo senza “metterci in bocca” parole che non sono nostre, stereotipi verbali di facciata che non rispettano la nostra spontaneità. Questa è solo la mia visione ovviamente.

Cosa si muove in noi quando ci esprimiamo con qualcuno, mettendolo a parte di speranze, problemi o responsabilità? Perché è così difficile per l’essere umano imparare a dialogare con un’altra persona?

Ci sentiamo insicuri rispetto alla re-azione che le nostre parole provocheranno nell’altro e temiamo di venir fraintesi, oppure dentro di noi alberga una muta rassegnazione rispetto al fatto di non venir compresi o un senso di inadeguatezza personale nel sentirci incapaci di trovare le giuste parole. Qualsivoglia sia l’argomento di conversazione, rischiamo di rimandare, oppure tacere per paura di un rifiuto e di un abbandono, così il tempo passa e non di rado ci rendiamo conto di aver anche perso occasioni importanti per non aver trovato il coraggio di parlare, spesso ciò accade a chi nel cuore custodisce un sentimento segreto e teme di mostrarlo in totale trasparenza. Uno dei requisiti fondamentali di una buona comunic-azione è la chiarezza e troppo spesso è sufficiente una parola detta al momento sbagliato per minare la fiducia o far perdere le speranze, così pure sono sufficienti poche parole a portare una vibrazione diversa, perché il valore delle parole è immenso.

Qualcosa di profondo viene toccato in noi, una paura quasi ancestrale che può derivare anche da memorie di emigrazione del Sistema Famiglia, Antenati che hanno avuto difficoltà di integrazione nella nuova realtà sociale locale a causa della lingua diversa. Possono aver sofferto di una profonda svalutazione intellettuale nel non aver potuto completare un ciclo di studi e aver dovuto congelare la propria conoscenza ad un livello inferiore a quanto sperato, anche per mancanza di risorse economiche. Ci possono essere memorie di matrimoni per procura, contratti all’estero, per cercare di strutturare un po’ di sicurezza finanziaria in famiglia, unioni che assicuravano il danaro ma non l’amore, in cerca di un po’ di riconoscimento. 

Chi porta nel DNA una memoria di umiliazione intellettuale, sente di non aver diritto a errori o sconti, perseguendo un ideale di perfezione completamente irrealizzabile e sentendosi ancor più frustrato. La comunicazione crea un movimento imprevedibile, non controllabile, quando ci apprestiamo al confronto con un’altra persona non sappiamo mai come andrà a finire e capita a volte che, piuttosto di rischiare di creare un movimento indesiderato che ci porterebbe ad un inevitabile cambiamento, preferiamo zittirci. 

Questo Novilunio ci porterà necessariamente ad esplorare la nostra modalità di comunicazione che potrebbe anche non essere verbale, quante volte infatti non diciamo nulla nella convinzione che l’altro debba per forza capire ciò che si agita nel nostro cuore? 

Alcune imperiose domande tuoneranno vorticosamente nella nostra mente.

Sono attento alle parole che uso oppure le utilizzo come un’arma affilata per toccare le parti fragili dell’altro e farlo sentire umiliato? Sono davvero capace di coniugare parola e ascolto oppure invado le orecchie dell’altro con un incessante chiacchiericcio inutile, omettendo però di comunicare le cose importanti? Sono impaziente, cerco di pilotare la conversazione a mio vantaggio? 

Il silenzio è altrettanto prezioso che le parole ma non deve diventare una chiusura, saper stare in silenzio vuol dire leggere profondamente dentro di sé prima di parlare, è importante focalizzare bene le parole da usare che devono essere adeguate alla situazione. Le parole creano ed esprimere pensieri di gratitudine per ogni piccolo dettaglio delle nostre vite, per le piccole cose che viviamo ogni giorno, rende la nostra energia più fertile e stabile. 

Questo Cielo parla anche di lavoro, di ciò che significa saper ben esporre il proprio pensiero e condividere la propria visione, soprattutto quando lavoriamo con altre persone. In un team di persone, le risorse condivise funzionano meglio rispetto alla somma delle forze dei singoli. Da molto tempo sostengo la necessità della presenza di un astrologo qualificato all’interno dell’ufficio risorse umane delle aziende, per creare team di persone compatibili tra loro visualizzandone il tema natale al momento dell’assunzione. Per far funzionare una realtà lavorativa di gruppo a lungo termine, ogni singolo componente si deve sentire libero di esprimersi e a suo agio nel rendere visibili le proprie idee, anche esponendosi al rischio della non completa approvazione da parte degli altri. La paura di non essere approvati e  le nostre insicurezze personali, qualora condivise, possono beneficiare della ricchezza delle visioni degli altri grazie ad un ampliamento di prospettiva e ad un ridimensionamento di importanza e quindi ad un condizionamento meno incisivo.

Si parte comunque da un’ altra forma di comunicazione, forse la più importante, quella nei riguardi di noi stessi, siamo gentili o ci maltrattiamo? Quanta disistima si sente a volte verso sé stessi, c’è da sviluppare la capacità di riconoscere il valore delle nostre risorse interiori per poter riconoscere anche il valore di quelle altrui. 

E’ facile cadere nel tranello dell’autosabotaggio comunicativo interiore, è facile proiettare delle responsabilità sugli altri quando noi stessi non usiamo gentilezza verso le nostre fragilità e temiamo di mostrarci nella nostra umana crudità, in tutto il groviglio di vulnerabilità che nascondiamo così abilmente anche a noi stessi.

La paura non sia giustificazione alla rinuncia, l’aggressività verbale non diventi un attacco messo in atto come strategia di difesa. Cerchiamo di cogliere questa energia per essere obiettivi ed incanalare la forza comunicativa dei Gemelli per raccogliere quante più informazioni possiamo su noi stessi attraverso lo scambio comunicativo, imparando a partecipare ad un dialogo soprattutto se abbiamo la tendenza a non ascoltare e quindi a fare degli interminabili monologhi, magari anche incentrati sul lamento. Rendiamo fertile questo momento così frizzante per poter inserire anche una battuta leggera all’interno delle nostre giornate, ciò può rendere più leggera la giornata di qualcuno e, credetemi, a volte basta veramente poco, un sorriso è già sufficiente.

Esploriamo la nostra interiorità, ri-cor-dando come ci siamo sentiti quando qualcuno ci ha detto di no, la prima volta che un compagnetto ci ha preso in giro, al primo brutto voto per errori di scrittura, le prime volte che ci siamo cimentati in una conversazione in lingua straniera, sono per caso contesti in cui ci siamo vergognati di noi stessi? Saturno direbbe di sì e quella vergogna si è insediata in noi creando dei blocchi congelati che ad oggi non sappiamo come sciogliere e così stiamo in silenzio per paura di sentirci ancora  piccoli ed impacciati.

Che cosa ancora ci blocca nel muoverci verso gli altri? Perché proviamo a volte questo senso di solitudine ed isolamento, razionalmente incomprensibile? Il nostro cuore è rimasto a lungo in silenzio e ora desidera parlare, condividere, sentire che esistono persone capaci di ascolto gentile e trasformative rispetto alle nostre preoccupazioni per la loro semplice presenza. 

C’è un grillo saggio in ognuno di noi, tutti possiamo contribuire a migliorare lo stato d’animo di una persona anche col semplice ascolto scevro da giudizi; cerchiamo di imparare a comunicare con empatia, che non significa certo accollarsi i problemi degli altri ma sapersi mettere anche nei panni dell’altro pur senza starci perché sarebbe impossibile. Allo stesso tempo cerchiamo di valutare bene le parole che diciamo, ricordando che una parola può ferire come una lama al pari di una spada, e che certe parole rimangono impresse a fuoco come un marchio dentro di noi che neanche il tempo può riparare. Facciamo attenzione alla chiarezza ma poniamo delicatezza in modo che non si trasformi in qualcosa di troppo diretto e quindi offensivo.

Il linguaggio è una conquista dell’essere umano, è qualcosa che impariamo in tenera età ma non subito, legato all’attivazione di una facoltà di discernimento che non è spontanea ma si impara nel tempo. Una parola di troppo può creare una situazione disagevole, come pure una parola in meno, la sfida complessa dell’essere umano è quella di creare un equilibrio tra parola e ascolto, scegliendo le parole adatte in ogni situazione e sapendo quando è opportuno tacere.

Le parole fanno un effetto in bocca e un altro negli orecchi.
(Alessandro Manzoni)

Un caro abbraccio di buon Novilunio mercuriale.

Rossana

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Mercurio, Movimenti celesti

Mercurio e Venere in Scorpione: il tempo delle ri-definizioni

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Ero partita con l’idea di scrivere un semplice post e invece, nel pieno stile sagittariano di questi giorni, ho deciso di allungarmi giusto un po’ di più. Chi mi conosce sa che amo la scrittura perché, secondo me, è un canale comunicativo più profondo rispetto alla semplice verbalizzazione. Quando scrivi hai modo di leggere e rileggere e comprendere se ciò che hai scritto descrive davvero ciò che si anima nel cuore e mai come ora è importante un’espressione autentica.

Il cielo di inizio dicembre promette movimento e sarà una tensione a manifestare sé stessi in una maniera rinnovata e consapevole, ridefinendo con profonda autenticità ciò che anima le nostre azioni.

Mercurio, per effetto del moto retrogrado, rientra in Scorpione sabato 1 dicembre alle 12:13; ritorna diretto il 6 dicembre alle 22:23 a 27° dello Scorpione e rientra in Sagittario il 13 dicembre alle 00:44. Una volta diretto il pianeta, fino a Natale ripercorrerà la zona d’ombra di retrogradazione, cioè la fettina di eclittica che aveva già percorso una prima volta dal 29 ottobre al 17 novembre, inizio di retrogradazione. Nel frattempo Venere, per effetto del moto diretto, rientrerà in Scorpione il 2 dicembre alle 18:03 e fino al 17 dicembre ripercorrerà la strada già fatta durante tutto il mese di settembre.

Si tratta di un bel movimento che prelude al Novilunio in Sagittario del 7 dicembre.

Il cielo invita alla coerenza profonda e durante questi pochi giorni che ci separano dal Natale tanti discorsi potranno essere ri-presi con maggior consapevolezza. Una ri-spolveratina a passare in rassegna ciò che davvero riveste importanza per noi fertilizza i nuovi progetti con delle basi più solide. E’ possibile che si prendano nuovi accordi lavorativi ed affettivi, riconoscendo che questo periodo di retrogradazione ha dato modo di valutare meglio alcune situazioni. Se ciò è possibile si possono cogliere queste energie preziose per redigere un piano trasform-attivo che rappresenti le migliori opportunità per tutti. Sul fronte relazionale potranno ri-emergere argomenti di conversazione che si ritenevano risolti e che invece vanno ri-affrontati con una profondità diversa.

E’ un ri-allineamento ai propri valori profondi, con la capacità attuale di ri-vedere alcuni accadimenti nella giusta prospettiva. E’ importante saper ri-tornare al pensiero e agli avvenimenti passati con una consapevolezza trasformata e profonda rispetto a ciò che quegli eventi ci hanno insegnato; ci penserà poi Mercurio di ritorno in Sagittario, nel ricongiungersi a Giove durante le giornate prenatalizie a radicare in noi la Fiducia nell’agire di un Piano più grande di noi e, proprio in quel momento, il disegno sarà più evidente.

Volgendoci indietro comprenderemo la meraviglia delle stelle, il dono splendido  di poter seguire il loro tracciato in equilibrio col nostro senso di responsabilità, ben consapevoli di poter allineare la nostra vibrazione alle necessarie trasformazioni per diventare ciò che abbiamo già scelto e che l’anima ricorda molto bene.

E’ un momento di ri-esplorazione interiore, come quando intraprendendo un viaggio ci si chiede “Avrò preso tutto?”.

Il  trionfo sagittariano di questi giorni, cui farà seguito la Luna nuova ce lo sta chiedendo a gran voce

Hai preso tutto ciò che ti serve?

Se vogliamo essere persone di successo permettiamoci di lavorare al servizio della vita, fluendo con essa trasformando e rielaborando gli accadimenti e le lezioni apprese in modo tale che siano fruttuose per noi e per gli altri.

Finalmente nei giorni prima di Natale si potrà rilassarsi e godersi la compagnia della famiglia in semplicità e, proprio in Epifania, la Luna nuova in Capricorno busserà alla nostra porta dicendo: “Sveglia pigroni! E’ ora di produrre”.

Ma ci dedicheremo alle Lune al momento opportuno, affidiamoci ora al contatto con i nostri Antenati (condivido il mio precedente articolo dedicato) e facciamoci guidare da Loro, proprio come Miguel

Un abbraccio

Ross

Astrogenealogia, consapevolezze transgenealogiche, Mercurio, visioni astrologiche

La separazione coniugale: esperienza vissuta e consapevolezze di percorso

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 Il mio viaggio alla scoperta di me è iniziato parecchi anni fa, attraverso un evento che ha segnato un doloroso spartiacque nella mia vita: la separazione coniugale.

Attraverso la mia separazione coniugale ho avuto modo di affrontare dolori antichi, distacchi prematuri infantili, lutti giovanili, e ogni più piccola paura, fragilità, vulnerabilità che la corazza emotiva della mia Luna in Capricorno bambina aveva cristallizzato, congelato per terrore, facendomi sentire proprio come la bimba dell’immagine che ho scelto.

Un matrimonio è molto di più di ciò che appare, è il luogo di incontro di due Alberi Genealogici, nel matrimonio ognuno ap-porta ciò che conosce in termini di vita familiare, retaggi antichi di coppia, schemi di risposta automatici e, ben presto, tutto ciò emerge nel quotidiano. Dietro al ruolo anagrafico di marito (o moglie) si nasconde la ricerca inconscia e proiettata della madre, del padre, ciò che si vede non risponde a ciò che realmente sta accadendo in quel contesto, l’apparenza non è la sostanza. 

Secondo le leggi della Transgenerazionalità, al momento in cui ci si sposa la lealtà familiare verticale verso la propria famiglia d’origine va ridefinita in via orizzontale verso il coniuge e, in linea discendente, verso i propri figli (nei confronti dei quali la lealtà è prioritaria). Ciò non significa ovviamente dimenticarsi delle proprie radici, al contrario significa permettersi una vita di famiglia sana, onorando le proprie radici in libertà, senza dipenderne.

Nei sistemi familiari vige, come sappiamo, un meccanismo interno che, silenziosamente, regola il mantenimento dello status quo, l’Omeostasi, attraverso un assieme di tacite regole inespresse verbalmente che ne sanciscono l’appartenenza. In caso di famiglie particolarmente chiuse e simbiotiche, dove imperano i segreti e le chiusure comunicative, spesso, al fine di operare un cambiamento che sarebbe impossibile dall’interno, viene importato dall’esterno qualcuno che, entrando in famiglia come fidanzato/a di o moglie/marito di, porta valori, necessità, situazioni talmente tanto diverse da creare un terremoto interno e vivere  forme più o meno aperte di ostilità che spesso sfociano nel rifiuto. 

Se le lealtà verticali non vengono ridefinite, se cioè la famiglia costruita viene ritenuta una sorta di prolungamento e ampliamento di quella d’origine, ciò che avviene è che i confini tra le due sono indefiniti, si perde l’identità di famiglia, ed il rifiuto che vive uno dei coniugi non è compreso dall’altro che si trova in una situazione di limbo, molto semplicemente perché vive una inconciliabilità interiore tra la famiglia d’origine e quella costruita, e non riesce a tagliare il cordone ombelicale.

Questa è stata la situazione che si è creata con la famiglia del mio ex marito, il mio vissuto in quel contesto era un rimettere in scena antiche forme  di rifiuto e abbandono, un cercare un porto di protezione, accudimento in cui nascondevo a me stessa il fatto di aver “genitorializzato” il partner; non riconoscevo il mio bisogno di riempire dei vuoti, il dolore, la  ricerca della mamma, e, con i miei figli all’interno del nostro nucleo, la mia fragilità di genitore che doveva far pace, conoscere e riconoscere cosa significa sentirsi un figlio.

C’è da considerare anche la questione degli accordi d’anima, cioè del fatto che due anime, prima di nascere, possono aver stretto accordi diversi da quelli di coppia, si può ad esempio aver deciso di fare un percorso, anche lungo, assieme, affrontare le dinamiche di famiglia pregresse, avere dei figli, ma non aver stretto appunto un accordo di condivisione di coppia.

Quando ci si separa, il dolore che si prova è fortissimo, per me è stata la decisione più difficile e meno compresa dagli altri che ho vissuto nella mia vita, soprattutto perché influenzava in modo irrevocabile la vita delle mie due anime/figli. Al contempo non mi davo pace e, durante i percorsi terapeutici intrapresi successivamente, mi tormentavo per non esser riuscita a far nulla di diverso, in modo che ciò non accadesse.

E’ l’elaborazione di un lutto mentre l’altra persona è presente, una parte muore, quella affettiva e di coppia, mentre è necessario operare una trasformazione profonda di un rapporto che va mantenuto nella genitorialità per i figli. Forse ognuno di noi rappresentava un cerotto posto sopra la ferita dell’altro e quando, al momento della separazione, il cerotto si toglie, si scopre con gran sorpresa che quella ferita profonda esiste e va necessariamente disinfettata e sanata.

Il percorso interiore che ho intrapreso dopo la separazione mi ha portato alla comprensione che l’elaborazione di alcune ferite richiede umiltà, amore di sé e trasparenza , passando per la riconciliazione con le figure genitoriali. Dopo la separazione, negli anni, ho intrapreso questa professione che amo moltissimo, veicolando alle persone ciò che è stata ed è la mia esperienza di vita nella famiglia, nella consapevolezza che, avendo Plutone alle calcagna del mio Sole, non ci sarà mai un momento in cui io non debba incontrare e trasformare le mie ombre; si lavora però per portare Plutone nella Luce, per incanalare la sua meravigliosa e potente energia nel servizio di chi vive esperienze simili alla mia.

Finalmente ho la risposta al quesito che mi aveva attanagliato per anni: “Cosa avrei potuto fare perché ciò non accadesse?”, semplicemente…nulla, tutto è ed è stato perfetto così com’è, ogni istante di sofferenza è stato funzionale alla comprensione, nessuna crescita, nessuna consapevolezza sarebbe stata possibile in quel contesto, e a distanza di 13 anni, sono grata a questa esperienza per ciò che ho appreso.

Oggi conservo nel cuore l’affetto incondizionato per la persona con cui ho avuto i miei meravigliosi figli, sento di aver dis-solto risentimenti, rimpianti e di vedere, osservare ciò che è accaduto da una prospettiva più ampliata, con gratitudine anche se la guarigione delle ferite lascia delle cicatrici, a testimonianza del percorso di una vita. 

Erano giorni che pensavo di scrivere qualcosa su questo tema, siamo abituati a parlare, scrivere del rapporto con i genitori ma poco avvezzi a vedere chiaramente quando il partner in realtà sta sostituendo per noi un genitore trapassato presto o di cui abbiamo percepito rifiuto e abbandono, fisico o morale.

Ecco, il messaggio che porto alle persone che sono come me direzionate in questi processi di crescita è un messaggio di apertura, perché uscire da un contesto relazionale è doloroso ma, per quel che mi riguarda, è stato più doloroso lasciar andare un certo schema familiare che avevo tanto cercato e che mio ex marito rappresentava.

Al tempo in cui accadde, per me fu fondamentale il contributo, la vicinanza e testimonianza di chi aveva trasformato questo dolore in consapevolezza, saggezza, prima di me, quelle persone furono la Luce, la possibilità anche per me di farcela, se ce l’avevano fatta loro.

Questo articolo ha l’intento di testimoniare una guarigione, la trasformazione di un dolore in qualcosa di fertile per il cuore, la possibilità di voler prendere la responsabilità di crescere trasformando la debolezza e la vulnerabilità in preziosi punti di partenza.

Rossana

 

 

Astrogenealogia, Mercurio, Movimenti celesti, Saturno, visioni astrologiche

Mercurio in Capricorno: l’indipendenza di un figlio

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Nel mio vissuto di genitore con le mie due preziose Anime Maestre, i miei due figli, mi sono spesso fatta questa domanda

“Cosa significa essere un bravo genitore?”

Sono arrivata alla risposta che essere un genitore non è un dono né una virtù ma un processo, per cui non si è genitori ma lo si diventa e quindi si è sempre “work in progress”, dipendentemente dalle fasi di crescita del figlio.

Non c’è un manuale da consultare, diventare genitori è un inno alla creatività e si cresce assieme ai figli. L’ingresso di  Mercurio in Capricorno, nel territorio di Saturno, ci ricorda l’importanza dell’autentica maturazione che noi genitori possiamo sviluppare grazie ai nostri figli e alle sfide che viviamo con loro; crescere grazie ai figli ha significato per me ammettere che ciò che sono oggi è in gran parte il prodotto del rapporto con loro, che loro sono stati e sono i miei Maestri.

A volte il percorso è irto di ostacoli, proprio perché il rapporto con un figlio ti destabilizza, ti denuda e può portare ad emersione tutto il rimosso personale. Le ribellioni di un figlio all’autorità genitoriale sono uno schiaffo al delirio di onnipotenza del genitore stesso, e sono potenti lezioni sul libero arbitrio; si deve poi fare i conti con tutti i dubbi interiori che sorgono quando ami qualcuno a tal punto da voler solo ed esclusivamente il meglio per lui, anche se ciò ti fa soffrire e a volte si creano dei vuoti di relazione, dei distacchi sofferti, ognuno per sé in silenzio finché l’Amore ricongiunge.

Ci sono genitori che sono più pazienti quando i figli sono piccoli, per una mamma come me con la Luna in Capricorno, è più semplice la fase di genitorialità attuale con figli adulti.

Parlo di fasi perché divenire genitore è una metamorfosi continua, e molti dei problemi che sorgono con i figli derivano proprio da uno sfasamento in questo senso. Ci sono genitori , con figli di 30 anni, che continuano a trattarli come bambini, perché loro stessi hanno “congelato” il loro sviluppo personale ad una fase infantile; non riescono a comprendere che, piano piano, è necessario lasciare gli aquilotti liberi di volare, di fare i loro errori, ed accettare di non essere più così indispensabili per loro o, per lo meno, di esserlo in modo diverso e più silente.

Oppure ci sono i genitori (com’ero io), che sulla base di loro memorie personali, non si sono permessi di educare i propri figli al godersi la spensieratezza della fase infantile, non avendola conosciuta per sé; per me era importante  renderli indipendenti ed autonomi prima possibile, in caso la vita li avesse portati al doversi arrangiare da soli.

Col senno di poi, ho appreso che molti dei dis-agi relazionali con un figlio sorgono perché lui è diverso da come lo immaginavamo nelle nostre fantasiemettendoci in contatto con un mondo a noi sconosciuto, il suo.

La lezione che ho imparato e che mi ha aiutato a convivere con loro è quella di favorire il loro sviluppo personale e la loro indipendenza attraverso i loro unici ed irripetibili talenti. Gioisco dei loro progetti e ne caldeggio la realizzazione, mi piace trasmettere loro l’entusiasmo di crearsi la loro vita proprio come la desiderano, senza accontentarsi del “posto sicuro”, ma avendo il cor-aggio di osare.

Mercurio in Capricorno appoggia i progetti di indipendenza dei nostri figli, quelli autentici che hanno comportato un certo grado di impegno e responsabilità, che rispecchiano il loro Essere più creativo, e vuole renderli visibili. E’ questo un tempo di rinnovati dialoghi  e, anche se sono piccoli, è un tempo di stabilire insieme delle nuove regole di convivenza.

Può essere un momento di chiarimento, di mature spiegazioni e di costruttivi confronti relazionali, i nostri figli vorranno maggior autonomia e noi genitori impareremo a sostenerli fidandoci della loro esigenza di crescita; qualcuno forse darà un annuncio: “Mamma, vado a vivere da solo!” e qualche genitore dall’altro lato dirà: “Ragazzi, ormai siete grandi, mi prendo maggiori libertà”.

Come vedete, l’autonomia dei figli va di pari passo alla rinnovata libertà dei genitori, auguro a tutti la capacità di dialogare in modo nuovo con i propri figli e con le parti di noi stessi che esploriamo attraverso il rapporto con loro.

Un abbraccio

Rossana

Mercurio, Movimenti celesti, visioni astrologiche

Mercurio Retrogrado in Sagittario: tempo di re-visioni

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Nei brevi periodi in cui Mercurio si trova in retrogradazione è buona cosa darsi del tempo per ri-flettere, ri-scrivere, ri-considerare, ri-leggere, ri-cercare e tutto quanto ci porta ad una revisione interiore.

Mercurio in Sagittario tende alla distrazione mentale e comunicativa perché, preso da mille interessi ed argomenti, ha difficoltà di concentrazione e di focalizzazione su qualcosa di specifico. 

Governatore del Sagittario, Giove dispone di questo Mercurio esiliato, invitandoci a concentrare la visione all’interno di noi stessi, a tutte le credenze e forme pensiero che agiamo nella nostra quotidianità in modo inconsapevole.

Quante volte siamo convinti che la nostra “verità” sia unica ed assoluta? 

Il Sagittario è il segno collegato all’inizio della gravidanza ed al desiderio istintivo di espansione geografica ed intellettuale, di scoperta, ma quante volte  ci troviamo a “sconfinare” nei territori degli altri, credendo di fare il loro bene?

Anche e soprattutto nei rapporti con i figli ciò può avvenire facilmente e questo moto di retrogradazione porterà noi genitori a ri-considerare un nuovo modo di favorirne l’indipendenza. Cominciamo anche a vedere che loro sono in un momento naturale di crescita, dove l’allontanamento da noi deve essere caldeggiato: ci renderemo conto in questa fase di tutte le volte che cerchiamo di imporre a loro le nostre opinioni, mascherandole da saggezza determinata dall’età.

Questo è un buon momento anche per comprendere che gli schemi mentali adottati in passato non funzionano per problemi attuali e, contemporaneamente, che i problemi passati sono stati affrontati con gli strumenti di cui si disponeva in passato, inutile quindi una sorta di ri-visitazione colpevole degli avvenimenti.

Quello che invece è meraviglioso in questo momento è ri-spolverare una lingua straniera, ri-studiarla, soprattutto se questo era un desiderio passato irrealizzato.

Può essere un buon momento per osservare interiormente la propria connessione tra l’ascolto e la parola: “Siamo persone che tendono alla logorroicità verbale in assenza di ascolto? Gli altri ci dicono che non si sentono ascoltati e quindi compresi? Oppure nei dialoghi tendiamo a prevaricare sull’altro?”.

Ri-valutiamo anche gli episodi della nostra vita in cui ci siamo sentiti eccessivamente fiduciosi, ingenui. C’è anche da comprendere che non possiamo sapere tutto di tutto e che bisogna anche imparare la semplicità nel dire “questo non lo so”, senza vergogna e senza sentirsi poco intelligenti per questo.

Dopo queste brevi indicazioni, in generale, diciamo che ri-prendere in mano quel determinato libro, contattare il vecchio amico che non si vedeva da un po’, spedire quella vecchia mail che dobbiamo scrivere da una settimana, ri-mettere a punto qualche accordo precedentemente preso, ri-prendere l’idea di fare quel viaggetto che si è messo nel cassetto, ri-connettersi ai nostri sogni interiori, ri-strutturare il nostro bagaglio credenziale interiore, ri-studiare  filosofie antiche e tutto ciò che inizia con RI è favorito.

 Keep calm: it’s only Mercury Retrograde <3.