Astrogenealogia, Luna Piena, Movimenti celesti

Luna Piena in Gemelli: il potere della parola

Luna piena in Gemelli

La Luna piena in Gemelli avrà luogo (nel grafico domificato per Trieste) alle 06:13 del 12 dicembre, ai 19°51′ sull’Asse Gemelli/Sagittario, coinvolgendo le case I/VII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda quindi tra Sagittario e Gemelli. Dal punto di vista astrogenealogico trovo molto significativi i molteplici aspetti di Quinconce (150°), che partono in particolare dalla Luna e in seconda battuta da Mercurio. E’ una Luna in Gemelli, disposta quindi da Mercurio, appena entrato da pochi giorni nel Sagittario. La Luna si trova in VII casa di cuspide Gemelli, in distanza angolare di 150° da Saturno, Venere e Plutone in II casa in Capricorno. Venere è racchiusa tra Saturno e Plutone, in encadrement tra i due big.

Mi sto soffermando in questo periodo della mia vita in maniera significativa sul tema della comunicazione, in tutte le sue forme e di quanto sia necessario per avviare relazioni sane e di spessore bilanciare espressione ed ascolto. La parola ha un potere enorme e il saper strutturare una comunicazione rispettosa passa per la presa di consapevolezza che in ogni relazione ci si confronta con bisogni spesso diversi. Sorgono allora spontanee alcune domande che, popolando la mia interiorità, sgorgano ora dal cuore al fine di stimolare le vostre personali riflessioni.

Quali bisogni personali tendiamo a voler soddisfare quando esprimiamo un’opinione o un pensiero? La ricerca di un interlocutore con cui confrontarci parte da una genuina volontà di aprirsi all’altro o dal bisogno di convalida esterna?

Molte volte stiamo in silenzio nei momenti in cui potrebbe essere la giusta occasione di verbalizzare il nostro sentire, partendo dal pre-supposto che l’altra persona debba intuire ciò che vibra in noi senza esporlo a parole.

Altre volte ancora invece parliamo inutilmente, imparare a stare in silenzio equivale a una grande forma di maturità, vuol dire osservare e riconoscere ciò che l’altra persona cerca di dirci, vuol dire imparare a riconoscere anche ciò che si rivela nel non detto.

Quando comunichiamo esprimiamo ciò che sentiamo e ci sentiamo insicuri nell’aprirci totalmente, temendo apparentemente di non essere compresi ma in buona sostanza non confidiamo nella nostra capacità di esprimerci.

In ciò si cela un antico ricordo di fame, il nostro pianto silenzioso che spesso non ha trovato conforto quando inermi e piccini reclamavamo attenzione. In ciò si muovono le emozioni inespresse della nostra genealogia, i silenzi rassegnati di chi sentiva che parlare era inutile o i segreti che nessuno doveva rivelare e di cui tutti conoscevano i contenuti.

Parole tenute in cantina, prigioniere della paura di uscire, zittite dalla colpa o dalla paura di tradire qualcuno.

Cari Amici, ora si può liberare la parola in modo gentile, portando con noi in eredità dagli Antenati semplicemente il concetto di responsabilità rispetto a ciò che si dice e la necessità di scegliere il focus di direzione di parole e prima ancora dei pensieri.

La libertà espressiva comporta infatti una responsabilità in più, quella della chiarezza. E per essere chiari non servono molte parole, ma servono le parole giuste al momento giusto.

Quale bisogno interiore viene nutrito dal pettegolezzo? Quale bisogno viene espresso nelle lunghe catene di commenti inopportuni che ogni giorno abbiamo occasione di leggere sui social?

Anche nel mondo della comunicazione virtuale è buona cosa, secondo me, prendersi la responsabilità di ciò che si esprime, soprattutto all’interno dei gruppi. Amerei si proponessero argomenti di discussione interessanti che stimolino l’elevazione della consapevolezza, responsabilizzanti, in una visione evoluta a questo dovrebbero servire i social. Sebbene questi strumenti favoriscano in maniera esponenziale l’aggregazione tra le persone, si crea anche un grande potenziale di confusione perché quando la scelta è tanta si fa fatica ad operare con discernimento.

Mi è stato detto che…Ho sentito dire che…Si vocifera che…Hai sentito anche tu che…

Chi di noi non ha pronunciato queste parole? La parola è importante, decidere consapevolmente quali parole e pensieri nutrire è fondamentale per poter manifestare una quotidianità più allineata al nostro Essere infinito. Non sempre è facile fare ordine nella marea di pensieri che affollano le nostre giornate ma possiamo cogliere l’invito di questo Plenilunio per fare uno sforzo consapevole in questa direzione.

Possiamo anche seminare la volontà di liberarci dalle credenze inutili, da alcune convinzioni che ormai vanno scardinate con decisione, zac! Un bel taglio è necessario, un bel restyling delle nostre forme mentis, una liberazione è necessaria per far spazio a dei nuovi germogli di consapevolezza.

Chiediamoci…

Nutrire questo pensiero mi aiuta a progredire? 

Se così non fosse, per trasformarne l’energia in modo fertile, potremmo chiederci:

Da cosa mi sto tutelando attraverso questa convinzione?

Ricordiamoci anche che l’adottare uno stile di comunicazione leggero passa per l’aver compreso che le parole hanno un peso, per il dosarle bene senza superficialità, ma nutrendo solo quella parte che può consentirci di elevarci come piume dal suolo.

Concretezza e chiarezza sono una nostra responsabilità, in primis verso noi stessi. A volte non siamo chiari con gli altri perché non lo siamo con noi stessi e non sappiamo bene cosa vogliamo trasmettere all’esterno, entriamo in una sorta di corto circuito emozionale, per cui alla confusione interna corrisponde quella esterna.

I mesi precedenti, a partire dal 12 ottobre, durante i quali Mercurio ha attraversato avanti e indietro le lande dello Scorpione ci hanno portato a prendere consapevolezza profonda anche delle proiezioni, delle diffidenze e dei sospettosi pre-giudizi che agiscono indisturbati all’interno delle nostre relazioni.

Cogliamo ora il periodo prenatalizio per arrivare al 2020 più leggeri di testa e di cuore, il Plenilunio del 12/12 avviene  in un momento energetico particolare, un portale di energia che ci traghetta al Solstizio e di nuovo verso le Eclissi.

Procediamo dunque passin passetto verso i nuovi noi.

Un abbraccio, buon Plenilunio.

Ross

Astrogenealogia, Luna Piena, Movimenti celesti, Plutone

Luna Piena in Toro: profonde risposte emotive

luna piena in toro

La Luna piena in Toro avrà luogo alle 14:36 del 12 novembre, ai 19°51′ sull’Asse Toro/Scorpione, coinvolgendo le case II/VIII. L’Asse Ascendente/Discendente si snoda tra Pesci e Vergine. Da una parte dunque l’elemento Acqua assume tinte molto forti, parlando della congiunzione tra Sole e Mercurio retrogrado in Scorpione in VIII casa e dell’Ascendente Pesci contestualmente alla congiunzione Lilith/Nettuno in casa XII. Dall’altra parte Marte in Bilancia confligge ancora con Plutone in quadratura separante e con Urano in larga opposizione applicante mista (si tratta infatti di una larga opposizione tra Marte in Bilancia e Urano in Toro, due segni che tra loro si distanziano di 150° nel percorso eclittico, non è quindi un opposizione Bilancia/Ariete, ma Bilancia/Toro, un po’ meno incisiva ma si inizia a sentire).

Ho nominato le profonde risposte emotive nel titolo perché si tratta di un Cielo altamente potenziato emotivamente, sono aspetti che ci scuotono nel profondo del nostro bisogno di sicurezze e rassicurazione. Anche se apparentemente la nostra natura è pacifica, non è detto che nelle viscere di noi stessi non si nasconda una parte risentita che per educazione familiare o sociale abbiamo soppresso. 

La profondità introspettiva di questo Cielo innesca in noi un necessario cambiamento, anche e soprattutto attraverso il letterale scoppio di qualche situazione relazionale (ove per relazione intendo qualsiasi tipo di relazione, non solo di tipo sentimentale) che per la sua violenza ed imprevedibilità funge da detonatore allo scardinarsi di qualche porta interiore che negli anni abbiamo ben chiuso.

Alcune relazioni, anche nei luoghi di lavoro, potranno diventare ormai insostenibili. In un primo momento si potrebbe provare paura mista a risentimento e la necessità che si farà imperante sarà quella di imparare a interrogarsi su quanto sta accadendo nella maniera più costruttiva possibile. Questo per certi versi può essere un Cielo molto forte, che distrugge per riedificare su basi diverse, perciò quanto sta accadendo è un naturale crollo di alcune strutture e una liberazione totale e definitiva dalle dinamiche rimosse che ne hanno portato la manifestazione. Si potrebbe essere tentati di indulgere nel guardare le macerie della torre crollata al posto che vedere lo spazio adatto per edificare qualcosa di nuovo su nuove fondamenta. 

Queste situazioni possono insegnarci a lasciare andare ogni forma di attaccamento ai risultati e alle aspettative, perché quanto sta per nascere è qualcosa di neanche immaginabile e quindi completamente inaspettato. Spesso il nostro potenziale immaginativo e creativo, pur essendo illimitato, si confina a causa di credenze, convinzioni autosabotanti di varia natura e un’abitudine a vedersi inadeguati, dubbiosi sulle proprie capacità.

Quando ci troviamo dinanzi a una situazione nuova, a volte non ne cogliamo subito i potenziali di grandezza perché non corrisponde alla nostra solita memoria o a ciò che avremmo immaginato per noi a partire da un senso di limitatezza. Ma poi, osservando meglio, ci rendiamo conto che si tratta di qualcosa che ci piace molto ma che non avremmo potuto immaginare così perché è qualcosa che ci mette a contatto con un necessario ampliamento della nostra zona di comfort.

Le risposte corrette ci arriveranno in maniera naturale se ci impegneremo a far diventare comodo ciò che ancora non lo è. Ci sarà inoltre un processo di revisione del nostro modo di interrogarci interiormente, impareremo infatti a focalizzarci sul nostro territorio interiore piuttosto che sui movimenti degli altri.

Come mai ho attirato nella mia vita una certa situazione? Qual è stata la prima volta che ho vissuto una situazione simile? Quale situazione passata sto sanando rispetto all’affermazione della mia natura autentica? 

Ciò che prenderà forma all’interno delle sopra citate situazioni conflittuali sarà una sorta di profonda consapevolezza rispetto alla propria capacità di decidere al posto che regalare agli altri il potere di decidere per noi. Ognuno di noi può sempre scegliere di nutrire la propria parte interiore più autentica, separandosi da persone, situazioni o avvenimenti che tolgono energia e distruggono. Anche se ciò risulta doloroso, è un processo necessario per una rinascita interiore e si snoda di pari passo con la dissoluzione compassionevole e con la trasformazione di sentimenti scomodi che potranno emergere e che è ora il momento di far fluire e defluire perché ciò rappresenta una grandissima guarigione.

E’ un Cielo meravigliosamente potente ed il mio suggerimento è anche quello di ascoltarsi molto, assecondando i moti naturali del corpo. Quando investiamo tante energie per fare un lavoro interiore, ci sentiamo stanchi ed abbiamo una sensazione di fatica nel muoverci nel mondo e rispettare gli impegni presi. La corsa ora si arresta, ci sembrerà di vivere in un mondo ovattato e surreale, chiedendoci se davvero stiamo vivendo alcune situazioni razionalmente non spiegabili o se stiamo sognando. Se ne sentiamo l’esigenza, cerchiamo per quanto possibile di riposare un po’ di più o per lo meno prenderci del tempo per fare ciò che ci fa stare bene.

Tornare a noi e in noi è la soluzione in questo casoAbbandonare completamente il controllo o l’aspettativa di cambiare gli altri sarà un passaggio quasi forzato. E anche se nulla può andare ora secondo i nostri piani e la sensazione può essere quella di trovarsi nella centrifuga della lavatrice, l’attraversamento di una fase di limbo e di dubbi o di confusione è la premessa per raggiungere un nuovo equilibrio. Ogni grande cambiamento è preceduto infatti da una fase di confusione, di disorientamento, quasi come fossimo bendati e giocassimo a mosca cieca.

Siamo invece in una fase di passaggio in cui stiamo testando la nostra forza, le nostre risorse personali, la nostra capacità di attivazione di quella parte magica ed intuitiva che si nasconde in ognuno di noi e che molti di noi tengono abilmente nascosta anche a causa di un’educazione familiare poco incoraggiante nell’espressione di queste ricchezze, ritenute pericolose. 

Ci stiamo risvegliando tutti alle potenti capacità di riconnetterci alla sostanza delle cose, imparando a lasciar andare i primi giudizi attivati dalle apparenze. Ciò che ad un primo sguardo può apparire come qualcosa di minaccioso perché ignoto, può rivelarsi la maggior benedizione che riceviamo. Anche un momento di sofferenza può essere il carburante della rinascita e della forza di agire secondo modalità più aderenti a noi stessi. Senza questo momento così forte non avremmo magari occasione di testarci e di esprimerci in modo pieno e consapevole, è un momento quindi inadatto agli eccessivi compromessi, soprattutto a quelli fondati sulla paura. 

Questo Cielo crea una profonda occasione per farci delle domande diverse e quindi scavare in noi stessi attraverso le risposte che arriveranno visceralmente nel corpo. Emergeranno alla chiara visione tutte le maschere e i compromessi snaturanti a cui ci siamo adattati in nome della paura e questa strada non sarà più praticabile. Mercurio retrogrado in Scorpione in VIII casa è guidato da Plutone in un viaggio interiore per purificare e bonificare gli stati paludosi nutriti dalla paura dell’abbandono e quindi della morte. Quegli stessi stati che ci portano inevitabilmente a cercare nutrimento negli altri per paura di non riuscire a nutrire da soli la nostra autostima, quella fame d’amore che chiede all’altro di riempire un vuoto che è solo nostro e che in quanto vuoto è la premessa per la nostra personale ricerca del pieno. Pieno potenziale, piena ricchezza, piene risorse, si attiva in noi una capacità di trasformazione e pulizia che è meravigliosa. Una grande occasione, una nuova vita che si sta muovendo interiormente, fertile, ricca di possibilità nuove, un magma inquieto e al tempo stesso consapevole della sua potenza.

Buon Plenilunio in Toro, un Viaggio da cui torneremo trasformati completamente e in modo consapevole.

Un abbraccio.

Ross

Astrogenealogia, Luna Nuova, Scorpione

Luna Nuova in Scorpione: il terremoto del Sistema famiglia

Dummy

Cari Amici, la Luna Nuova avrà luogo il 28 ottobre alle 4:39 a 4°24 del segno dello Scorpione. Dedico a questo momento un articolo invece di un semplice post perché le configurazioni che si attivano sono particolarmente potenti dal punto di vista individuale e contemporaneamente sistemico/familiare. Si tratta di un momento fortemente teso da cui prende avvio il periodo di lunazione scorpionico che culminerà il 12 novembre col Plenilunio in Toro.

La lunazione scorpionica di quest’anno si inserisce all’interno del tragitto di zona d’ombra di retrogradazione di Mercurio in Scorpione; il pianeta poi inizierà il suo percorso effettivo di retrogradazione il 31 ottobre alle 16:43. Anche Venere, dispositrice dell’Ascendente nel grafico di Luna Nuova, si trova in Scorpione fino al 1 novembre, data in cui traslocherà in Sagittario.

Nel tema si stagliano due fronti celesti di tutto rilievo. Da un lato la congiunzione soli/lunare forma un aspetto di opposizione secca a Urano a 4° del Toro; dall’altro Marte in Bilancia forma un aspetto di quadratura secca con Saturno in Capricorno e uno un po’ più largo con Plutone in Capricorno. Saturno e Plutone sono sistemati al Fondo Cielo del grafico, parliamo quindi delle memorie della linea genealogica paterna. La Luna dispone del Medio Cielo ed entra in rotta di collisione con Urano, dispositore di V casa. Il Novilunio forma inoltre un aspetto di quinconce (150°) con Chirone in Ariete, mentre Marte forma un quinconce con Nettuno, in un Cielo in cui l’Ascendente Bilancia ribaltando gli Assi esorta ad un cambiamento completo.

Tremano le fondamenta dei Sistemi familiari

L’immagine più aderente a questo momento celeste, secondo me, è quella della Torre nei Tarocchi. Si tratta di un Cielo che rappresenta la detonazione, lo scoppio anche destabilizzante nel modo di qualsiasi sovrastruttura o corazza difensiva che possiamo aver creato per mantenere lo status quo di certe situazioni. In famiglia possono scoppiare improvvise ribellioni per scardinare completamente tutti i meccanismi inconsci di prigionia interiore. Si può rendere fertile questo periodo osservando senza entrare in dinamiche di giudizio o di sensi di colpa queste scomode energie che necessariamente verranno portate a galla per essere liberate e trasformate.

Quanti di noi sono stanchi di una situazione ma non osano parlare per paura delle conseguenze e di quale direzione potrebbe assumere la propria vita dopo? Si tratta qui di rimettere tutto in discussione, desideri, obiettivi, e riconnettersi interiormente alla propria autenticità personale, altrimenti la pentola a pressione scoppia e senza complimenti. Forse qualcuno scoprirà un lato ombra molto forte, ritenuto educativamente spregiudicato o scomodo e quindi rimosso. Ma è tempo di liberazione e Urano, in duetto isolato in opposizione con la congiunzione solilunare, porterà a sentirci tremare interiormente a causa del crollo di tutti gli equilibri che non si reggono su un principio di verità.

Mercurio ci aiuterà moltissimo a scandagliare i recessi del nostro inconscio, Plutone infatti si serve di Mercurio per traghettarci verso un allineamento consapevole tra interiorità e pensiero razionale. Si tratta di un viaggio impegnativo, quello nei nostri inferi personali, a caccia di ombre e fantasmi, per snidare quegli schemi antichi di paura che ci tolgono energie preziose. Più che mai in questo periodo è necessario lasciar andare ogni forma di identificazione, sia con la luce che con l’ombra.

Le persone che nel tema radix portano pianeti o l’Ascendente ai primi gradi dei segni Fissi (Toro, Leone, Scorpione, Aquario) e quelle che portano pianeti o Ascendente in seconda decade dei segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno) possono sentire questo momento celeste in maniera più intensa.

In particolar modo le resistenze possono attivarsi in maniera più importante in chi tende ad identificarsi solo nella propria parte luminosa, comportandosi secondo una propria percezione di buona educazione o perbenismo di facciata. Plutone utilizzerà Mercurio per far emergere le reali intenzioni e motivazioni che smuovono le nostre azioni e, nei casi in cui si cerchi di nascondere, raccontare menzogne o tentare di manipolare, si evidenzierà senza fraintendimento il conflitto tra apparenza e sostanza.

Minor resistenza opporremo al processo di visualizzazione e accettazione di tutte le nostre parti, più fluido potrà essere il processo di pulizia. Inutile raccontarsela sfoderando le proprie buone intenzioni quando si evidenzierà il palese zampino di Plutone, inutile spacciarsi per persone buone, brave ed irreprensibili, tutti abbiamo dei lati oscuri in noi. Anche le ombre fanno parte del nostro paesaggio interiore e, se ci ostiniamo a non volerle vedere e riconoscere, le stesse agiranno in via proiettiva nelle relazioni con gli altri, attraverso cui le vedremo più chiaramente. Si lavorerà quindi molto anche sulla tendenza al vittimismo, del “tutti ce l’hanno con me”, in favore di una presa di coscienza e responsabilità rispetto alla nostra compartecipazione energetica agli avvenimenti.

Si scardinano così tutti i meccanismi genealogici che portiamo avanti per lealtà inconscia al Sistema familiare ma che ormai il Sistema stesso ritiene obsoleti, richiamando la necessità di terremoti interiori nell’individualità dei suoi componenti. Tocca a noi, in incarnazione attuale, spaccare questi schemi di prigionia per rendere il senso di appartenenza al Sistema più autentico. Non siamo infatti costretti a frequentare i parenti solo per la presenza del legame di sangue, non siamo costretti a far buon viso a cattivo gioco in famiglia, ora più che mai è necessario prendere le distanze dai legami corrosivi che ci trattengono, limitano e castrano energeticamente. Nel far questo possiamo vivere delle conflittualità più accese, sentendoci in trincea in questi prossimi giorni. I conflitti, sia nel privato che nel lavoro (dove trasportiamo i nostri irrisolti familiari) verteranno sulla tematica della perdita dei punti di riferimento abituali per crearne di nuovi, sul tema della sincerità e della necessità di disintegrazione delle maschere. Tutte le situazioni che vengono portate avanti in modalità di sfruttamento scoppieranno, come pure tutte le facciate e le situazioni di comodo.

E ora cosa accadrà?

E’ il momento in cui necessariamente si passa per l’abbandono della strada vecchia per la nuova, anche se forse la nuova non è ancora pienamente delineata; si tratta di una necessità di autoespressione fortissima che si smuove internamente, profondamente ed impulsivamente: il detonatore sarà il sentire toccata in noi una parte ferita, la mancanza di riconoscimento della propria natura autentica, la percezione di un senso di ingiustizia antico da riparare. E non sarà tanto importante capire dove stiamo andando senza alcuna sicurezza, quanto la comprensione che ci stiamo muovendo dentro e fuori di noi, distruggendo per sempre quel senso di immobilità o impotenza che ha costellato finora alcuni eventi delle nostre vite. Non è un Cielo conciliatorio per i dialoghi, piuttosto credo che alcune decisioni “di pancia” siano da prendere con gran cautela, meglio valutare le cose con un po’ di tempo, almeno fino ai primi di dicembre, quando Mercurio uscirà dalla zona d’ombra, per passare in Sagittario il 9 dicembre.

Mettiamo tutte le carte in tavola

E’ tuttavia un Cielo che porta all’emersione delle verità, tutte le carte sono scoperte ora e finiscono i giochi nascosti. Tuttavia è un Cielo di grande pulizia totale e definitiva da tutte quelle scorie interiori di paura, insicurezza, senso dell’abbandono o inadeguatezza, e questo può avvenire solo attraverso il vedere con chiarezza le nostre dinamiche direttamente.

No fear dunque, niente paura! Osservazione senza giudizio né identificazioni, il più possibile e lasciar fluire attraverso il respiro consapevole. Osserveremo poi passo per passo i movimenti celesti del periodo, grati ai messaggi che l’Universo vorrà donarci.

Un abbraccio.

Ross

 

Astrogenealogia, Luna Piena

Luna Piena in Ariete: il coraggio di sentire

Luna piena in Ariete

La Luna piena in Ariete avrà luogo alle 23:08 del 13 ottobre, ai 20°13′ sull’Asse Ariete/Bilancia, coinvolgendo le case IV/X.

C’è dunque una fortissima sollecitazione nel territorio eclittico dei Segni Cardinali, mentre l’Asse Fondo Cielo e Medio Cielo si snoda tra Vergine e Pesci. L’Asse Ascendente/Discendente scorre tra Cancro e Capricorno e Plutone a 20° del Capricorno forma un T-Square (quadrato a T) perfetto con l’opposizione solilunare. Plutone dispone di Mercurio, pianeta dispositore del Fondo Cielo e di Venere, dispositrice del Sole, opposta a Urano, il quale forma un quinconce (150°) con Marte, dispositore della Luna.
Bel movimento, cari affettuosi lettori! Tra luci e ombre si parla ancora delle dinamiche di relazione e in questo caso, secondo la mia visione, di quanto ci permettiamo di sentire i moti del nostro cuore e di quanto abbiamo il coraggio di stare ben centrati in noi stessi anche di fronte all’emersione delle nostre fragilità ed ombre sconosciute. E’ un momento in cui saltano improvvisamente i consueti schemi relazionali e, anche ciò che finora è stato portato avanti per lealtà inconscia alla famiglia, perché conosciuto anche se poco evolutivo, viene distrutto.

E’ in atto nel Collettivo una profonda catarsi che è frutto della rottura di schemi individuali che hanno liberato energie di non facile risoluzione. Assistiamo a una sorta di egregora di rabbia e ribellione quotidiana, un’energia di profonda irrequietudine e nervosismo smuove il nostro relazionarci con gli altri. A livello individuale ci stiamo liberando da molte obsolete sovrastrutture che risultano bloccanti o almeno rallentanti la nostra evoluzione. Anche se da anni ci siamo incamminati in un percorso di risveglio interiore, le energie attuali potrebbero portarci a diventare comunque più reattivi del solito, meno centrati, e meno tolleranti con gli altri.

Non parlo solo di relazioni sentimentali, anche se il contesto affettivo mette in movimento più intensamente l’incontro/scontro tra gli alberi genealogici delle due persone. Si può più facilmente entrare in rotta di collisione, soprattutto nei casi in cui le famiglie di origine avessero l’ardire di intromettersi o i figli avessero di che contestare: si tratta per la coppia, collaudata o nascente, di definire o ridefinire un senso del confine in cui gli altri, familiari o no, non possono entrare ed è quindi necessario strutturare una rinnovata complicità nella coppia.

Qualsiasi dinamica di dipendenza emotiva deve essere tagliata immediatamente, qualsiasi insano attaccamento vedrà la parola fine e qualsiasi relazione che non contenga in sé il seme della possibile matura evoluzione potrà semplicemente essere chiusa, possiamo qui intendere ad ampio raggio relazioni sentimentali, amicali o lavorative, anche se con manifestazioni potenzialmente diverse dipendentemente dalla situazione in atto.

Come sempre quando si passa per un momento di distruzione dove nulla rimane come prima, dove non ci sono più appigli di nessun genere, si possono attraversare le lande del profondo smarrimento interiore. Ci si sente in un limbo che, nel suo essere naturalmente un passaggio privo di definizione, porta a porsi degli importanti interrogativi esistenziali. Nulla di ciò che vivremo in questo momento può risultare limitativo, ma tutto sarà fonte di rinnovamento.

Perciò per chi si ritrova in una relazione stantìa che procede da anni in maniera comoda ma noiosa ed insoddisfacente, questo può essere il momento di scoprire le carte della propria frustrazione interiore in modo anche molto forte; dall’altra parte può darsi che la reazione sia molto impaurita, si può allora trovare una via per portare la relazione ad un livello diverso, più intenso e creativo. Per chi invece vive da anni libero da relazioni, può essere il momento in cui una passione irrompe violentemente scardinando nel profondo tutti i meccanismi di difesa rispetto alla paura dell’intimità, sia fisica che soprattutto emotiva. Nelle amicizie si possono vivere divergenze di opinione, scontri che per esprimere una matrice creativa devono stimolare la capacità di sentire, ascoltare e considerare ciò che si smuove nel nostro cuore, per non entrare solo in dinamiche di discussione che diventano puri sfoghi e basta. Anche nei luoghi di lavoro, alcune collaborazioni vedranno la parola fine mentre altre saranno passibili di enormi trasformazioni. In ogni caso Plutone quadra l’opposizione soli/lunare che si svolge tra IV e X casa e ciò che potrà emergere ha una matrice familiare e porterà un confronto nuovo con le polarità dentro di noi. A passaggio avvenuto non saremo più gli stessi, alcune tematiche che smuovono conflitti interiori in noi potranno trovare una nuova riarmonizzazione trasformata, trovando delle soluzioni divergenti dalle solite ma che ci porteranno ad un nuovo stadio di evoluzione. Le nostre immagini archetipali interiori di maschile e femminile cambieranno in maniera profonda.

Nuove ristrutturazioni allora e nuove consapevolezze su cosa può o non può l’essere umano, qual è l’equilibrio nei ruoli uomo/donna nella coppia, quali sono i confini corretti per preservare la propria energia, nel caso di genitori quali sono i limiti da definire o ridefinire con i figli, in caso di figli piccoli quali spazi sono da destinare alla coppia e in caso di figli grandi quali sono i nuovi spazi invece da dedicare ai figli in equilibrio con una rinnovata vita di relazione. E ancora si possono smuovere sentimenti scomodi, irrisolti che viaggiano sotto finte maschere di equilibri precari, molti vasi di Pandora si possono aprire. Plutone stavolta procede inesorabile e utilizza Venere e Mercurio, che opponendo Urano, attivano il dispositore della Luna, Marte; alle sue spalle si sta lentamente avvicinando anche Saturno per intrecciare l’alleanza che si mostrerà più apertamente nel 2020. Attenzione quindi alle parole dette sull’onda delle emozioni, in questi giorni contare fino a 10 prima di parlare potrebbe risultare molto complicato, cadono le maschere e i tentativi di mantenere una facciata di cortesia e circostanza.

Cari Amici, il Cielo ci propone sommovimenti forti, atti a provocare in noi un terremoto interiore, i temi cardine delle nostre incarnazioni emergono alla Luce per essere trasformati una volta per tutte, il Collettivo ormai preme per un cambiamento definitivo e quel cambiamento deve avvenire per prima cosa in ognuno di noi.

Cerchiamo di rimanere in ascolto interiore rispetto a quello che si smuoverà, in maniera da fertilizzare al massimo questo momento in cui alcuni eventi nelle nostre vite potranno raggiungere il massimo della manifestazione. Mercurio intanto sarà già entrato da un paio di giorni nella “zona d’ombra di retrogradazione“, fase in cui già inizia a rallentare impercettibilmente la propria marcia, accompagnandoci fino al prossimo Novilunio in Scorpione del 28 ottobre, il 31 si appresterà ad effettuare la terza ed ultima retrogradazione del 2019, quella in Scorpione.

In sintesi, come riportato nel titolo, il coraggio di sentire è una buona chiave, spesso entriamo in dinamica quando anche inconsapevolmente sentiamo toccata una corda interiore molto delicata per noi e la prima reazione è quella di rispondere senza prima pensare a quello che si dice. Questa, è una tematica che ci coinvolge tutti, anche quelli che tra di noi si sentono più in equilibrio. Il lavoro interiore infatti, secondo me, può aiutarci ad osservarci meglio e riconoscere i nostri abituali schemi automatici pur non preservandoci dalle umane cadute. La consapevolezza fa la differenza.

Questo Cielo potrà essere particolarmente impegnativo per chi ha pianeti o l’Ascendente a 20° dei Segni Cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), in quanto semplicemente può acutizzare in intensità il transito di Plutone già attivo. Teniamo conto però che può trattarsi di un momento di massima emersione e consapevolezza, avremo poi tutto il tempo anche per rielaborare meglio gli accadimenti durante i giorni di Luna calante che ci separano dal prossimo Novilunio in Scorpione.

Il Cielo è tutt’altro che statico, e ci esorta alla dinamicità nelle nostre vite, all’azione consapevole e all’auto-osservazione di quei meccanismi di reazione automatica che spesso feriscono le nostre relazioni. Si tratta quindi di un portale di grande guarigione, individuale e conseguentemente collettiva e si tratta di uno scambio perché in un Collettivo rinnovato anche l’individuo può beneficiare di un’energia individuale nuova, si tratta di un ricircolo virtuoso e una grande opportunità, vi abbraccio forte forte!

E’ il tempo di una grande e improvvisa ri-evoluzione

Buon Plenilunio in Ariete.

Ross

Astrogenealogia, Plutone, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Plutone

L’ultimo articolo della serie dedicata ai mille volti astrogenealogici di Venere è dedicata ai rapporti tra Venere e Plutone nel tema natale. Le tematiche interiori che si smuovono attraverso queste associazioni sono molteplici, delicate e profonde, a seconda anche se ci confrontiamo con Venere taurina o bilancina. In tutti i casi il fil rouge che unisce tali configurazioni è la necessità di purificazione, catarsi e rigenerazione: Plutone utilizza Venere per stringerla in una morsa dalla quale possa rinascere una nuova consapevolezza di sé, sia per quanto riguarda il proprio valore personale sia per quanto attiene il confronto con la propria Ombra nel campo relazionale.

Le due cose possono viaggiare in sincrono perché questi aspetti ci mostrano in maniera chiara ed inequivocabile in che modo facciamo dipendere il nostro valore personale dall’altrui convalida. Entriamo infatti nel precario e oscuro territorio delle dipendenze. La tendenza a dipendere è qualcosa che si origina in una fase lunare infantile, quando tutti dipendiamo dallo sguardo e attenzione materna per la nostra sopravvivenza, ecco perché all’interno di una disamina astrologica di questi aspetti, considero molto importante la parallela considerazione degli interaspetti lunari. E’ il rimanere congelati ad una paura antica ed ancestrale di morire, di essere abbandonati e non sopravvivere. Possiamo in tal senso anche vedere tutto ciò non solo come mera espressione di un abbandono infantile, sia esso fisico o emotivo, ma come l’urlo e l’emersione attraverso di noi di antiche memorie genealogiche relative a morti per fame o sfruttamento in varie forme con conseguente prosciugamento delle nostre risorse.

Quando poi in età adulta ci confrontiamo nuovamente con tematiche di manipolazione e ricatto emotivo oppure con dipendenze finanziarie dal partner o dinamiche di sfruttamento lavorativo, ciò che realmente accade è il ricontattare delle paure ancestrali, profonde e viscerali. Quante volte, all’interno delle nostre relazioni, cadiamo nel tranello di mascherarci per compiacere l’altro, dentro di noi è ancora presente un senso di morte interiore che non ci permette di darci il permesso di essere noi stessi, temiamo allora che se l’altro vedesse davvero ciò che siamo ci lascerebbe da soli, abbandonandoci. Non ci rendiamo conto che in tal modo abbandoniamo e tradiamo noi stessi nella nostra autenticità e preziosità di esseri unici ed irripetibili. Attraiamo allora all’esterno il traditore o la traditrice, colui che ci tradisce per mostrarci in che modo tradiamo noi stessi; incontriamo la persona leale quando siamo leali con noi stessi e abbiamo accolto luci e ombre di ciò che siamo.

Il potenziale seduttivo di Plutone diventa ossessione in campo relazionale, quando ci si fissa con una persona impossibile in base ad un’immagine distorta di essa non rispondente alla realtà.  Una delle tematiche plutoniane è infatti quella della distorsione della realtà. I rapporti triangolari, ad esempio, basati su menzogne o tradimenti, sono il frutto di proiezioni e ombre inconsce che legano le tre persone in una sorta di sortilegio, un incantesimo da cui è difficile ritrarsi. La proiezione poi si regge su un’immagine e su una storia poco aderente alla realtà, basata per lo più sui racconti, volutamente o inconsciamente frammentati del traditore solitamente. Eppure ci si crede e molti rapporti di questo tipo, sofferti e tribolati, si protraggono per anni sotto le mentite spoglie dell’ essere considerati come “rapporti karmici”.

Allo stesso modo però potremmo diventare vittima di un’immagine distorta di noi stessi a cui aderire. Ad esempio potremmo voler diventare magre come l’ultima modella del momento o seduttivi come l’ultimo ragazzo degli spot pubblicitari dei profumi da uomo. Inseguire un’immagine stereotipata rinnegando ciò che si è ci allontana dal riconoscere il nostro diritto di vivere così come siamo, rinnegandoci da soli ed attraendo all’esterno persone abbandoniche e rifiutanti.

In questa sede faccio per lo più riferimento a interaspetti Venere/Plutone di 150° (Quinconce) o a configurazioni Yod, sia radix che sinastriche, in quanto veicolo di tematiche di tipo familiare riproposte automaticamente per lealtà inconscia. Sono allora meccanismi genealogici particolari e Plutone sfrutta Venere come trampolino di trasformazione, smuovendo e scardinando tutti i meccanismi di difesa possibili attraverso la rimessa in scena di sentimenti scomodi. Dipende poi da noi accogliere la possibilità di vedere anche ciò che non ci piace di noi stessi, questo processo può risultare particolarmente faticoso per chi tende ad un’eccessiva identificazione con la propria parte luminosa. Così facendo infatti non fa altro che porre resistenze ad un processo trasmutativo che è inevitabile e la vibrazione plutoniana verrà allora necessariamente proiettata all’esterno, continuando ad attrarre qualcuno che farà da specchio, rimandandoci l’Ombra.

Le emozioni a tinte forti risvegliate da Plutone ci traghettano verso una rinnovata consapevolezza di noi stessi e delle nostre vulnerabilità, ma anche ad una presa di coscienza dei nostri punti di forza e in buona sostanza, ad una rinnovata autostima, spesso attraverso il processare senza giudizio ciò che Plutone porta in emersione dal mare dell’Inconscio.

Fondamentalmente, trattandosi del valore personale, Plutone ci guida negli oscuri meandri dei sensi di inadeguatezza ed impotenza rispetto a qualcuno a cui attribuiamo un valore esageratamente sbilanciato rispetto al nostro. Si necessita di un ripristino di una situazione di equilibrio all’interno di noi stessi, attraverso cui nutrirsi senza sentire di dover dipendere da qualcuno che alimenti e convalidi il nostro valore attraverso la sua presenza o assenza. La tematica della paura è molto presente in questi interaspetti, come se una minaccia incombesse perennemente, quella di essere lasciati e che cosa accade quando viviamo questi scenari? Ci sentiamo vuoti, privi di energia, stanchi.

Eppure nell’orrido vuoto in cui Plutone ci catapulta si cela il potenziale pieno, di risorse, di talenti, di creatività, della capacità che tutti noi abbiamo di uscire trasformati da questo tipo di energie, ri-orientando e nutrendo anche il nostro albero genealogico di nuova linfa, sradicando e scardinando modelli relazionali che hanno condannato i nostri Antenati. Ciò può coinvolgere ovviamente anche tutte le tematiche del potere personale e come viene utilizzato nelle relazioni e della sessualità come strumento per ricontattare una creatività congelata dai pregiudizi sociali ed educativi.

Ricordo in ogni caso che Plutone è catarsi e rigenerazione intensa, sempre.

Ross

Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: rapporti Venere/Urano

Venere è la Signora sia del Toro che della Bilancia, con connotazioni profondamente diverse; anche il suo eventuale rapporto con Urano quindi tocca tematiche diverse a seconda che ci occupiamo della Venere taurina o di quella bilancina. Ad ogni modo, all’interno della narrazione mitologica, Venere nasce a causa dell’evirazione di Urano da parte di Saturno e dal fatto che i testicoli vengono poi gettati in mare, dalla cui spuma emerge Venere. Il tema fondante dei rapporti tra Venere e Urano è quindi quello del taglio che rivoluziona, quella separazione che scardina completamente valori e sicurezze precedenti, dove la vita non può più essere quella di prima.

Le persone che nel tema natale portano un aspetto radix tra Venere e Urano si confrontano con un’esigenza forte di originalità e libertà, in molti casi si costella un bisogno ancestrale di riproporre uno schema familiare fatto di precarietà relazionale. Si possono incarnare memorie sistemiche relative a brusche separazioni familiari seguite poi da ricongiungimenti. Ad esempio, può essere il caso di una memoria di emigrazione da parte del padre in cerca di lavoro e del ricongiungimento familiare successivo. Ma spesso il cambiamento grande avviene durante il periodo della separazione e le persone poi non sono più le stesse, ragion per cui ci possono essere delle difficoltà nel processo di coesione di coppia

La lacerazione interiore si snoda tra il bisogno di sicurezza e la necessità di spazio, di libertà; tra la ricerca di un equilibrio e l’istinto imperante di fuga di fronte alla stabilità. Questi aspetti parlano anche della necessità di accogliere una stabilità interiore prima di poterla manifestare all’esterno e di sciogliere dentro di sé l’equazione tra stabilità e noia e tra libertà ed eccitazione. Le memorie sistemiche possono aver creato in noi delle convinzioni in base alle quali per essere liberi bisogna essere soli e ciò in realtà limita e rallenta la strutturazione di una relazione stabile, autosabotandone poi la realizzazione.

Dietro lo sbandieramento della propria presunta libertà in realtà possiamo trovare la paura dell’intimità (tematica plutoniana) e di condividere/scambiare con l’altro la nostra vita per paura che una relazione possa limitare al posto che arricchire. Qui si nascondono anche le antiche memorie sistemiche di limitatezza delle proprie risorse e gli schemi di attaccamento (tematica taurina) e della difficoltà a concepire un “nostro” al posto che “mio”, un “noi” al posto dell'”io” (di leonina memoria).

Ricordate quando da bimbi facevamo fatica a prestare i giochi? Ecco, questo può essere un semplice esempio, in realtà condividere con l’altro è creare maggior opportunità e ricchezza per entrambi, anche e soprattutto tra persone molto diverse, sarà sufficiente portare nella relazione un tocco di originalità e lavorare per renderla stimolante, non adagiandosi mai.

Sono aspetti che in realtà tengono molto vive le relazioni quando vengono incanalati nel modo corretto, nelle persone molto abitudinarie possono costituire quel pungolo al rinnovamento che nutre la relazione di brillantezza. Per persone con questi aspetti, è probabilmente più nutriente intessere relazioni aperte e libere, il che non significa assolutamente che ognuno fa quel che gli pare. Ognuno a casa propria può essere  più indicato rispetto al classico matrimonio e convivenza, una persona con aspetti Venere/Urano altrimenti, se si annoia, potrebbe cercare estemporanee vie di fuga esteriori.

Molto dipende dalla collocazione di questi aspetti all’interno del tema nel suo complesso naturalmente, ma qui necessariamente diamo delle indicazioni di massima che, parzialmente, possono riguardare anche le persone con Venere in Aquario, dove forse permane più forte lo smuoversi di un istinto alla rottura di alcuni schemi valoriali rispetto alle coppie dell’albero genealogico. Non dimentichiamo che il secondo pianeta governatore dell’Aquario è Saturno e che la libertà comporta anche un certo grado di responsabilità. Sono relazioni che ci insegnano a lavorare sulla parte che dentro di noi può sentirsi dipendente e fragile: niente appicciccosità quindi, quando si vive con una persona venusian/uraniana ci si trova a confronto col tema della libertà e della conseguente irrequietudine.

Il discorso del darsi libertà reciproca mette in gioco la tematica della fiducia nella coppia e della fiducia in primis verso sé stessi per sentirsi tranquilli all’interno di quello spazio libero e privo di possibilità di controllo. Cosa farà il partner infatti mentre noi non siamo assieme a lui/lei? Se saremo rafforzati nella nostra autostima possiamo respirare ossigeno in questo spazio libero anche noi, vivendo una dimensione relazionale diversa ma non per questo meno profonda o sincera. Alcune interpretazioni, a mio avviso, troppo superficiali descrivono i rapporti Venere/Urano come forieri di infedeltà e inaffidabilità; non necessariamente, secondo me, questi aspetti si esprimono in tal senso ma fanno sicuramente e parallelamente lavorare anche sulle tematiche che si risvegliano in tutta la croce dei segni fissi all’interno del tema, come sopra descritto.

Oserei dire che sono relazioni che probabilmente si vivono meglio nella seconda parte della nostra vita, in una seconda possibilità di relazione, attraverso l’esperienza e la consapevolezza acquisita nelle relazioni precedenti. Si accoglie allora più spontaneamente la possibilità di una relazione più libera, dove viene dato ampio spazio al coltivare ognuno i propri spazi e i propri interessi, come pure le proprie amicizie, condivise o no, dove non ci si relaziona di solito per bisogno ma per affinità elettiva e scelta quotidiana. 

Uno dei compiti di questi rapporti planetari è accogliere il processo di continuo mutamento e rinnovamento nelle relazioni e parallelamente nel proprio sistema valoriale, continuamente stimolato al confronto con i valori dell’altro, spesso profondamente diversi, in una diversità che arricchisce e mai limita.

Auguro dunque anche alle persone venusian/uraniane di permettersi la gioia di avere una relazione costruttiva, magari con un po’ di bollicine!

Baci e abbracci, come diceva il primo uomo della mia vita, mio padre, con Venere radix congiunta a Urano <3.

Ross

Astrogenealogia, Sinastria, yod

Lo Yod in un abbraccio: il gioco delle proiezioni

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Affrontiamo ora la tematica dello Yod in Astrogenealogia da un punto di vista diverso: le persone che incrociano il nostro cammino non arrivano a noi per caso e le relazioni che intratteniamo, indipendentemente dalla loro durata, ci offrono la possibilità di comprendere ciò che abilmente si cela nei recessi più profondi di noi stessi. A noi la scelta poi se cogliere l’occasione o chiuderla senza volerne vivere l’apprendimento.

Potremmo dire che l’altro da noi funge da cartina al tornasole, è infatti anche osservando la tipologia di persone che amiamo o non amiamo frequentare che possiamo accedere, attraverso la nostra capacità intuitiva, alla comprensione di ciò che stiamo imparando. Infatti, quando siamo in una fase di passaggio che ci sta conducendo a nuovi step di consapevolezza, spesso notiamo che alcune persone si allontanano mentre altre, nuove, compaiono lungo il nostro percorso.

Spesso si chiudono relazioni storiche, con persone che abbiamo frequentato a lungo e amato molto ma che non possono far parte del nostro futuro; il processo di elaborazione di questi distacchi può essere impegnativo perché risveglia antiche insicurezze e attaccamenti. Da esseri umani soffriamo molto e non vorremmo staccarcene, cerchiamo allora una motivazione razionale per questi distacchi, co-creando litigi e incomprensioni, in altri casi entra in scena una terza persona con la sola funzione di agevolare la separazione.

Alcune relazioni ci coinvolgono emotivamente più di altre, recando con sé un pathos maggiore ed uno screzio con un collega non ha lo stesso peso emozionale di un discussione con un figlio, ad esempio. Ma perché? Certo, il legame di sangue e la condivisione dello stesso inconscio mito familiare con i figli fa la differenza; con loro, in particolar modo, ci incontriamo e scontriamo anche con il mito familiare del loro padre presente in loro e col quale, soprattutto in caso di separazione, ci eravamo già in coppia incontrati e scontrati.

Quando incontriamo l’altro incontriamo soprattutto il mito familiare del quale è inconscio messaggero: tutti siamo il frutto dell’incontro degli Alberi Genealogici dei nostri genitori. Il mito familiare è funzionale al mantenimento dell’Omeostasi nel Sistema famiglia e ci dona appartenenza allo stesso.

La Sinastria Astrogenealogica (il confronto tra due temi natali) ci viene in soccorso e lo Yod ne è molto spesso il protagonista, sia individualmente che come cocreazione dei cosiddetti Yod Sinastrici.

Abbiamo precedentemente detto in altri articoli dedicati, che la consapevolezza e la liberazione delle energie racchiuse in una configurazione yodale avvengono piuttosto nella seconda parte della vita, che diverge profondamente dalla prima. La linea di demarcazione è spesso un evento spartiacque: un licenziamento, la scomparsa di una persona cara, la fine di una relazione importante o qualcosa che ci appare come quasi surreale.

Vi è mai capitato di sentirvi così strani, come se steste vivendo in un film? E di dire che non vi sembra possibile possa essere accaduto a voi…Ecco, quello è l’evento di confine tra il prima e il dopo. Questa situazione crea in noi incredulità e, prendendoci alla s-provvista, ci troviamo senza provviste per farvi fronte.

Tutte le volte che veniamo colti alla s-provvista si riattivano in noi le memorie dei nostri Antenati relative alla paura della morte, il loro essere senza provviste alimentari significava infatti avere fame e temere per la propria vita. In queste fasi noi sentiamo un dolore così antico e profondo che sembra quasi troppo grande e travolgente per appartenerci del tutto, infatti non è totalmente nostro ma ne siamo portavoce familiare.

Ci sentiamo quindi senza provviste emotive, abbiamo fame di affetto, di qualcuno che ci stia vicino e ci prenda per mano accompagnandoci dall’altra parte del nostro ponte pericolante incolumi, sani e salvi. Il fatto di sentirci impreparati, disorientati è solo il segno che, accedendo ad un diverso grado di consapevolezza, stiamo imparando a sviluppare delle nuove potenzialità che, ancora allo stato embrionale, stanno facendo capolino alla luce della coscienza.

Anche se nel nostro tema non siamo portatori di Yod, potremmo formarlo con chiunque in una Sinastria: infatti ogni sestile presente nel nostro radix è una base potenziale di cocreazione yodale con chiunque apponga un suo pianeta (o Lilith e Chirone) in posizione di quinconce (150°) rispetto al nostro sestile.

Facciamo un esempio pratico: se io nel tema porto un sestile tra Luna e Giove a 26° tra Toro e Cancro, qualsiasi persona che appone un pianeta a 26° del Sagittario (cioè tecnicamente a 150° sia da Toro che da Cancro), forma uno Yod sinastrico con me. I sestili sono territorio interessante di rimessa in scena delle dinamiche familiari irrisolte simili rispetto alle due persone: lo Yod Sinastrico potrebbe anche rimanere silente a lungo ma, presto o tardi, può venir attivato dal transito di un pianeta lento che in qualche modo interessa quindi entrambi e si risveglia la tematica in questione che, improvvisamente ed inaspettatamente, reclama attenzione.

Un altro caso interessante invece si crea qualora io sia portatore di Yod nel mio radix e l’altro apponga un pianeta al Midpoint (punto intermedio del sestile alla base), stimolando quindi il Punto Focale del mio Yod radix. In questo caso, l’altro funge solo da attivatore di una certa dinamica essendo solo marginalmente parte in causa o non rendendosi conto di essere così impegnativo per noi.

Ogni famiglia si distingue per una serie di convinzioni, abitudini e credenze che fungono da caratterizzazione di quel Sistema e, parallelamente, proteggono e diversificano il Sistema dal mondo esterno: tutto ciò rappresenta il mito familiare e l’Omeostasi sistemica si basa sul delicato gioco di equilibri rispetto a quali nuovi valori possono entrare dall’esterno senza comprometterne lo status quo e quali invece sono da escludere.

Le regole del Sistema sono per lo più tacite e silenziose, serpeggia un sottile malessere interiore quando siamo quasi in territorio trasgressivo o quando incontriamo qualcuno che, con i suoi valori, destabilizza il Sistema. Se i miti dell due persone sono profondamente divergenti, anche se spesso solo speculari, si pone la questione spinosa della lealtà inconscia. Accade infatti che dall’altra parte, il Sistema stesso richieda una rivoluzione interna attraverso l'”importazione” di una persona esterna: è il caso del marito della figlia, della fidanzata del figlio o del figlio adottato ad esempio.

Che fare dunque se un uomo si trova in bilico tra la moglie e la famiglia di origine?O per genitori adottivi che lottano quotidianamente per trasmettere amore ad un figlio ribelle?O per una figlia di una famiglia di pura facciata che ama un ragazzo non ben accolto a causa degli innumerevoli tatuaggi o piercing?

Quando tra due persone si attiva uno Yod o almeno un aspetto di Quinconce ci si può trovare in uno di questi frangenti, in caso di coppia stabile la lealtà verticale verso la famiglia di origine va ridefinita il linea orizzontale verso il partner. Laddove ciò non avvenisse, rimane molto presente un legame di “matrimonio” con la famiglia di origine che impedisce lo spazio di creazione di una reale coppia indipendente e porta i due partner ad agire abbandono emotivo l’uno verso l’altro. Ciò può anche essere il frutto di un modello di coppia sistemico che va superato, anche se non è detto che il superamento avvenga all’interno alla coppia in cui si è risvegliata la tematica, a volte ci si separa e si trasforma il modello di coppia con un partner successivo. Ci sono infatti accordi animici prenatali tra coniugi che possono prevedere la genitorialità ma non la costruzione di una coppia.

Nelle relazioni facciamo esperienza di noi stessi attraverso l’altro e, tanto più lavoriamo sulla consapevolezza, tanto meno saremo preda di proiezioni. Avere consapevolezza ci noi stessi ci aiuta a idealizzare il meno possibile la persona che ci sta al fianco, per non entrare in immagini distorte che poi portano a successive delusioni. Anche se a volte è doloroso, è meglio vedere da subito la persona per quello che è per evitare poi brutte sorprese e assumersi prima possibile il timone della responsabilità della scelta.

Personalmente, ho impiegato molti anni per elaborare la separazione che 15 anni fa ha costituito il mio evento cardine di cambiamento. Da quel momento in cui cominciava il mio risveglio ho attraversato molti passaggi, ponti pericolanti interiori e ogni volta che ce la facevo aggiungevo un mattoncino di consapevolezza e stima di me. Da brava Vergine avrei preferito un libriccino di istruzioni su come si fa ad amare, ad avere compassione ed accettarsi completamente, non lo sapevo e finché ho respiro comprenderò cose nuove. Il principio di base è la libera scelta però, si deve volere uscire dalla depressione, dalla tristezza e voler affrontare gli antichi dolori che caratterizzano le fasi di crisi. E non mollare mai, perché siamo nell’era del progresso delle coscienze individuali  e tutti possiamo lavorare in noi stessi per elevare le frequenze a tal punto da non dover più ripetere gli antichi schemi relazionali. Non è più il tempo della sofferenza in nome dell'”incontro karmico”, è il tempo dell’ascolto interiore però e, se qualcosa stona, ci si saluta con consapevolezza, non è più il tempo di avvinghiarsi ad antichi schemi familiari per trattenersi in una fase bambina, Saturno esorta alla crescita, al divenire adulti emotivamente oltre che anagraficamente.

Ho compreso poi molto bene che nessuno arriva mai da nessuna parte ma che tutti abbiamo una direzione, nessuno cambia se non vuole farlo, gli unici passi che possiamo fare sono quelli in direzione di noi stessi e del nostro valore personale.

L’Astrogenealogia ci aiuta a comprendere le dinamiche familiari in atto, prima di tutto per noi stessi e poi in cocreazione con l’altro e a comprendere che trasformando le dinamiche del nostro Albero, non attrarremo poi più persone attraverso cui rivivere quelle stesse tematiche.

Un abbraccio

Ross

Astrogenealogia, Plutone, visioni astrologiche

Quando il Sole incontra Plutone: la Luce nell’Ombra

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È veramente una sfida importante scegliere di far incontrare il Sole con Plutone nel tema natale, soprattutto se Plutone si trova in IV-VIII o XII casa oppure ne è il pianeta dispositore. 

Stamattina, mentre passeggiavo col mio assistente canino Jack, come spesso accade, attraverso il guinzaglio mi sono arrivate da lui alcune consapevolezze che condivido con l’intento di stimolare delle riflessioni.

La tematica che si snoda tra Sole e Plutone è quella tra Luce e Ombra, due facce della medesima medaglia  ancestralmente imprintate in noi fin dalla nascita, nel confronto giornaliero tra ore di luminosità e ore di buio. Il buio è legato a paure profonde, partendo dal fatto che tutti temiamo ciò che non vediamo o non conosciamo, l’ignoto spaventa l’Essere Umano da sempre. 

Alla Luce del Sole tutto è visibile, chiaro e paradossalmente più controllabile nel suo divenire o almeno così ci illudiamo che sia. Eppure l’abbaglio del Sole può accecare se è troppo diretto e forte, a tal punto da offuscare la nostra vista e, credendo illusoriamente di stare nella Luce, in realtà siamo già nell’inconsapevolezza dell’Ombra. L’identificazione troppo forte con la propria facciata luminosa porta inevitabilmente alla conseguenza che l’Ombra non riconosciuta in sé emerge attraverso gli altri.

I rapporti Sole/Plutone, anche quelli armoniosi, predispongono spesso all’irretirsi in relazioni che diventano lotte di potere, e perché?

Questo è quello che mi ha rivelato Jack in qualità di autorevole e profondo conoscitore delle dinamiche di Plutone, pianeta dispositore del suo Sole in Scorpione, all’interno del nostro quotidiano e silenzioso dialogo:

le lotte di potere nelle relazioni sorgono dalla necessità di far predominare la propria Luce su quella dell’altro, facendo così necessariamente emergere la reciproca Ombra rimossa. Ognuno di noi è Luce e Ombra insieme, le due parti sono indissolubili ma, solo dopo un profondo lavoro di consapevolezza, si può vedere anche l’Ombra e, gradualmente, si impara a non cadere nelle depressioni colpevoli di identificazione con l’Ombra come forma di ipercompensazione alla Luce.

Calimero è un personaggio che ha accompagnato la mia prima infanzia ed io ho versato molte lacrime di tenerezza per questo pulcino che si sentiva brutto e nero. Ero sempre felice quando poi la mamma lo lavava e lui ridiventava bianco ma, al tempo stesso, sapevo che per uniformarsi agli altri aveva rinunciato alla sua energia pura.

Tutti sappiamo brillare di Luce propria eppure spesso la Luce degli altri è vista come un pericoloso strumento di offuscamento della nostra. Ciò che avviene nelle relazioni solar-plutoniane è che l’altro è lo strumento attraverso cui riportare parità interiore tra le sopracitate polarità. Come?

Il partner potrebbe tentare di spegnere parzialmente la nostra Luce, perché per lui diventa accecante e potenzialmente sentita come pericolosa. Ciò avviene a livello inconscio se l’altro sente che la sua Luce dipende dal nutrirsi della Luce altrui, in altre parole se sente di non saper/poter brillare di Luce propria.

E, in tema tipicamente plutoniano, potremmo invece sentire che se noi splendiamo troppo, l’altro potrebbe esserne intimorito e scappare, abbandonandoci. Pur di non rimanere soli allora, siamo noi stessi a spegnere parzialmente la nostra Luce, vibrando quindi ad una frequenza più bassa, per accontentarci di quelle poche briciole in cambio del nostro potenziale. È ciò che si dice “vendere l’anima al diavolo”.

Si ha bisogno di un lungo e doloroso processo di lavoro interiore anche solo per vedere questi meccanismi automatici che sono essenzialmente maschere adottate per nascondersi. Possono esserci anche memorie familiari o di precedenti incarnazioni in cui è stato necessario occultare la propria vera identità, perché era pericoloso mostrarsi, possiamo ad esempio pensare alle spie o a qualche memoria di persecuzione. Ciò può ancora manifestarsi in determinate situazioni dove ci si porta appresso un senso di colpa ancestrale, antico, e si vivono situazioni in cui si tradisce o si è traditi o situazioni in cui qualcuno ci perseguita o ci rifiuta per le nostre idee. In quel momento si risveglia Plutone e tutto il carico di rimozioni e repressioni inconsce.

Eppure Plutone è il ricettacolo di tutte le più grandi risorse creative e, un lavoro di profonda consapevolezza può portare la persona solar-plutoniana a viaggiare nella propria Ombra per svelare a sé stesso ciò che di più importante vuole davvero scoprire: chi è davvero.

Può anche trattarsi di un traghettatore di anime perché è colui che può insegnare alle altre persone a fare il suo stesso viaggio, accompagnandole per avvisarle dei passaggi interiori più sconnessi e laboriosi e facilitandone il percorso. Senz’altro si tratta di una scoperta che dura tutta la vita e che porta poi la persona ad avere una sensibilità particolare nei confronti di Plutone e a cogliere solo da un tono di voce o da una parola il suo marchio.

Evolvere l’energia di Plutone significa scendere in profondità e sporcarsi le mani ma anche accedere al magma vulcanico interiore, il prezioso tesoro che se ne trae è imparare ad amarsi proprio perché ci si accoglie in tutto e con tutto; Luci e Ombre non sono più a confronto come in un duello dove l’una vuole predominare sull’altra, ma si incontrano per fondersi in una persona di rara profondità e magnetismo.

L’incontro con una persona solar-plutoniana lascia un segno, quello dell’esperienza della persona stessa che, per sua natura incontrastabile e ineluttabile, riforma e trasforma tutto ciò che tocca. Anche in anonimato, anche senza dire una parola, l’esplosione avviene ed il torbido stagnante nel sottofondo delle acque interiori di chi vi si relaziona, emerge con prepotenza.

La persona solar-plutoniana smuove i contenuti inconsci, le Ombre dell’ambiente, rende visibile il nascosto esterno e attraverso ciò che vive esteriormente si smuove anche ciò che è nascosto a lei stessa in lei stessa. Una volta visto, compreso ed incanalato Plutone, che rimane sempre e comunque un animale in-addomesticabile, il potenziale istintuale animalesco primordiale, si impara ad accogliere la propria energia di anima riformatrice e catalizzatrice di trasformazione.

Qualcuno la potrà amare profondamente, altri detestarla con tutto il loro essere eppure la persona solar-plutoniana non passa mai inosservata e difficilmente suscita indifferenza. E come si potrebbe passare inosservati quando per natura si smuovono i fondali ed emerge ciò che era rimasto sul fondo per anni, si aprono gli armadi ed escono tutti gli scheletri? Le persone solar-plutoniane lavorano nelle miniere interiori, scardinano porte e distruggono le maschere degli altri non prima di averlo fatto per sé stessi. Nulla viene regalato ma il premio è l’esplosione del proprio potenziale profondo, creatività allo stato puro e la realizzazione profonda di sé, accompagnata ad un fiuto eccezionale, quel fiuto che sostiene gli altri nel riconoscere e trasformare le proprie Ombre interiori.

Riconoscendo la propria Ombra, si evita di proiettarla ed in questo senso Plutone contribuisce sostanzialmente ad una trasformazione del Collettivo, solo a partire da un’elevazione della Coscienza individuale.

Ringrazio il mio Jack, per tutte le intuizioni che stimola silenziosamente e che spetta a me tradurre in parole utili.

Baci!

Ross & Jack

 

 

Astrogenealogia, yod

Lo Yod: una figura chiave nel tema natale

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In questo articolo desidero portare alla vostra attenzione una particolare configurazione astrologica molto presente e parlante in sede di studio Astrogenealogico, lo YOD, altrimenti denominato “il dito di Dio“).

Si tratta di una configurazione planetaria, cioè un raggruppamento di pianeti tenuti assieme da aspetti astrologici, spesso presente in temi natali di persone che sembrano dover chiudere certe dinamiche a livello familiare, persone che potremmo vedere come Anelli trasmutatori del loro Albero Genealogico, incaricati di portare ri-soluzione e dis-soluzione di alcuni nodi antichi.

È una figura geometrica che costituisce una chiave di lettura importantissima per spiegare, all’interno di un tema, tematiche familiari che con i soli aspetti classicamente considerati, non si vedono assolutamente.

LO YOD NEL TEMA NATALE

Tecnicamente la figura si compone di due pianeti in aspetto di sestile (60°), entrambi convergenti ad un punto focale attraverso due aspetti di quinconce (150°).

Secondo gli studi della scrittrice Karen Hamaker-Zondag, nel suo testo “The Yod Book:Including a complete discussion of Unaspected Planets

“Uno dei punti coinvolti, oltre che un pianeta, può essere l’Ascendente o il Medio Cielo…. Koch, che analizzò gli studi sugli aspetti di Keplero, descrive gli aspetti coinvolti come una tendenza a separare le possibilità in modo da metterle in netto contrasto tra loro. Nella sua visione, questa configurazione veicola limitazione e disaccordo, la situazione insiste per una decisione. Con l’aspetto di Quinconce si tende a focalizzarsi solo sulle opportunità perse e non su ciò che si è realizzato”.

Questa configurazione è particolarmente interessante: i tre (o più) pianeti o punti partecipanti allo yod partono da una situazione di disaccordo energetico. Si tratta di una geometria che coinvolge segni di elemento diverso, con un approccio energetico diverso alla vita; la polarità dei segni coinvolti è diversa perciò la tendenza a prediligere l’azione piuttosto che la re-azione è diversa;  la modalità dei segni coinvolti è diversa, quindi il modo di affrontare le cose.

La Zondag specifica che in uno yod convivono quindi tre elementi, due polarità e tre modalità,otto mondi diversi si confrontano, in una situazione interiore caratterizzata da agitazione, insicurezza e instabilità; immaginate di trovarvi in una sala dove otto persone parlano assieme, ognuno affermando le sue esigenze, come accade ad esempio alle assemblee condominiali; finché l’amministratore non ascolta uno alla volta, il caos è assicurato a causa di esigenze spesso divergenti.

Geometricamente, ne esce quindi una figura triangolare allungata, un triangolo isoscele per l’appunto. A livello di orbita, chiaramente, più la stessa è stretta più la configurazione si fa potentemente sentire nella vita di una persona.

Il discorso delle orbite è fondamentale per non accavallarci, attraverso delle orbite di tolleranza eccessive, con l’aspetto di biquintile di 144°, che veicola un altro tipo di energia.

Secondo la Zondag l’orbita ideale è di 3°, da parte mia considero preferibilmente Yod molto stretti, quelli con massimo 2° di orbita, notevolmente più forti, tendo ad ampliare lievemente l’orbita entro i 3° qualora nella configurazione siano coinvolti i Luminari.

Anche se uno dei punti può essere Ascendente o Medio Cielo (non assieme), rimane il fatto che l’incisività energetica è maggiore quando sono coinvolti pianeti personali, rappresentando gli stessi funzioni psicologiche in dinamica interazione.

Personalmente ho visto l’importanza di considerare nel settore astrologico familiare, anche Chirone e Lilith come potenziali punti di Yod, ne ho verificato anche l’importanza a livello di transiti, ad esempio quando Lilith di transito interessa un vertice dello Yod.

Si tratta di una configurazione astrologicamente ambivalente e, come espresso anche in un articolo di Rosaria Lentini e Clara Tozzi sulla preziosa mailing list di Convivio Astrologico:

“Il sestile, pur rappresentando un aspetto tradizionalmente positivo , se non viene usato consapevolmente e con un impegno preciso, tende a rimanere una qualità non impegnata nella vita.

Il quinconce nel tempo tende a dare una forte sensazione di frustrazione, causata dal non riuscire a indirizzare le energie coinvolte, pur ‘sapendo’ che se esse fossero padroneggiate permetterebbero una grande soddisfazione personale e la realizzazione di potenziali di cui si è avvertita nitidamente l’esistenza.

Uno Yod contiene una fortissima carica energetica ma chiusa in sé stessa e quindi foriera di ignote tensioni interne: la comprensione e risoluzione dello Yod e la liberazione delle energie intrappolate possono segnare un nuovo corso di vita, similmente a come può essere fortemente frustrante rimanere nelle strettezze di uno Yod che non ha avuto scioglimento”.

Ad un certo punto della vita, la spinta a mettersi in gioco attraverso un’indagine interiore, diventa importante e non può rimanere inascoltata.

Le energie racchiuse in uno yod sono completamente diverse e non compatibili tra loro e la tensione interna deriva proprio da questa Babele interiore tra lingue energetiche apparentemente inconciliabili.

Spinte ed orientamenti diversi dunque, la necessità è quella di creare un modello di conciliazione interiore tra le varie istanze, attraverso un profondo lavoro di crescita personale per accedere alla possibilità di armonizzazione delle parti, previo ascolto delle stesse.

DIVERSI TIPI DI YOD, DIVERSE LINGUE

Quindi, visualizzando uno schema riassuntivo su quanto espresso dalla Zondag nel suo testo :

  • Uno yod coinvolge tre pianeti posizionati in segni di diverso Elemento (es Ariete/Fuoco-Vergine/Terra-Scorpione/Acqua)

  • Uno yod coinvolge tre pianeti posizionati in segni di diversa Modalità (es Ariete/Cardinale-Vergine/Mobile-Scorpione/Fisso)

  • Il Pianeta Focale è posizionato sempre in segni di diversa polarità rispetto ai pianeti coinvolti nel sestile alla base (es Ariete/Maschile-Vergine/Femminile-Scorpione/Femminile)

  • Delle due “gambe” dello Yod, di sicuro una contiene in modo più forte lo stress derivante dal meccanismo studiato da Jung sulle funzioni inferiori/superiori, nel senso di consce/inconsce (ad es per la modalità Terra, le funzioni della modalità Fuoco inizialmente sono inconsce, per cui integrabili solo attraverso un lavoro interiore; per Jung queste polarità sono Aria-Acqua, Terra-Fuoco)

Il pianeta focale e’ il punto di trasmutazione del tema ma anche il punto di “scarico” dell’energia dei due quinconce che partono dai due partecipanti al sestile, il risultato è uno stato tensivo inconscio , solitamente compaiono irrequietudini, angosce, oppure si manifestano disturbi fisici, come modalità di messaggio da parte del corpo di qualcosa che va cambiato in modo imperante e definitivo.

Ciò deriva dal fatto che il Quinconce è considerato un aspetto collegato alle tematiche di VI e VIII casa: partendo da un Punto Focale ideale in Ariete ( a 0° Ariete, al Punto Vernale), noteremo che un ramo del Quinconce arriva alla Vergine, il sesto segno, l’altro invece allo Scorpione, l’ottavo segno: da ciò quindi la duplice manifestazione sia fisica che psicologica.

Rosanna Gosamo, nel suo articolo riassuntivo di diversi interventi approfonditi dalla mailing list Convivio Astrologico , definisce la natura del Quinconce che si snoda verso energie da VI casa(partendo dal Punto Vernale fino a 0° della Vergine in sento antiorario) come “correttiva” e quella del Quinconce che si snoda verso energie da VIII casa (partendo dal Punto Vernale fino a 0° dello Scorpione in senso orario) come “rigenerativa“. Dal punto di vista astrogenealogico considero maggiormente parlante quella rigenerativa, pensandoci tutti come tasselli che trasformano dinamiche familiari insite nell’Albero Genealogico, aggiungendo informazioni utili ai Predecessori e ai Posteri.

Rimane il fatto, segnalato dalla Zondag e su cui concordo, che questo aspetto può ovviamente partire da qualsiasi punto nel tema natale, coinvolgendo le energie più diverse.

Il pianeta focale può usare sia l’energia dinamica creativa sviluppata dai due Quinconce, sia le opportunità espresse dal sestile, per far nascere proprio un nuovo modo di essere.

Nei miei studi ho verificato anche l’importanza del Mid-point, cioè del punto intermedio tra i pianeti in sestile, come punto particolarmente sensibile ai transiti o in sinastria, nell’attivare l’energia yodale. In presenza di un pianeta situato al Midpoint, lo stesso va a fare aspetto di opposizione al Punto Focale e ci troviamo di fronte al cosiddetto Yod Tetraedico (altresì chiamato Yod Boomerang). Oppure ne ho appunto verificato l’importanza in sinastria, quando un pianeta personale di una persona attiva per sinastria il mid-point yodale di un’altra persona (indipendentemente dalla presenza o assenza di pianeti al Mid-Point).

LO YOD NELLA VITA QUOTIDIANA

Le persone portatrici di Yod, si trovano ad un certo punto della loro vita, a tu per tu con una crisi interiore molto forte a cui non sanno dare risposta razionale. Sembra un momento destinico, una chiamata al risveglio, che le porta su un qualche tipo di percorso di crescita interiore, vuoi attraverso una psicoterapia vuoi attraverso tecniche energetiche di tipo olistico. Questo passaggio solitamente si attiva in un particolare momento, in concomitanza con transiti di rilievo ad uno dei vertici della figura o al Mid-Point.

Durante il percorso intrapreso, la persona si trasforma visibilmente, anche in pochissimo tempo, ciò porta alla possibilità di trovare una nuova modalità creativa di espressione delle energie coinvolte.

Questa è la rappresentazione geometrica di uno Yod, in questa immagine, ad esempio, il Punto Focale parte dal grado 0 dello Scorpione, con un sestile di base Ariete-Gemelli e due Quinconce (Ariete/Scorpione e Gemelli/Scorpione):

Ogni Yod è un contenitore di conoscenza, le sue potenzialità tuttavia non si rivelano finché la persona, consapevolmente, decide di fare uno sforzo attivo per correggere gli effetti di profonda frustrazione interiore determinati dall’inconsapevolezza dell’energia portata in dono da questa configurazione.

Il Punto Focale contiene la missione spirituale del portatore di Yod, ma prima si deve obbligatoriamente passare attraverso una sorta di apprendimento karmico, imprescindibile per l’apertura dell’energia yodale verso la propria missione di vita, lo Yod contiene un alto insegnamento spirituale.

Astrogenealogicamente, in caso di yod presenti nei temi natali di svariati componenti della famiglia, è interessante l’analisi delle energie planetarie coinvolte: vi si trova un filo conduttore attraverso gli yod stessi e, nel caso che questo punto comune tra yod sia un pianeta personale, la missione familiare diventa ancora più specifica (ad esempio, Marte presente in tutti i temi natali dei familiari portatori di yod).

Nel tema natale singolo ovviamente maggiore è il coinvolgimento dei pianeti personali, soprattutto se sono coinvolti i Luminari, maggiore è la potenza di tale configurazione.

In sede di studio astrogenealogico questa configurazione assume una rilevanza fondamentale, tanto ci racconta della persona e delle sue sfide.

Un abbraccio!

Ross

Astrogenealogia, modelli astrogenealogici, Saturno

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Saturno

venere saturno symbolon

La scorsa settimana ho dedicato un articolo ai rapporti tra Venere e Nettuno, oggi parliamo invece di colui che si occupa di congelare nella forma le dilaganti fantasie nettuniane, Saturno. I rapporti tra Venere e Saturno nel tema ci parlano di una necessità (più o meno ben accolta a seconda del tipo di aspetto e della posizione di Nettuno nel tema stesso) di arrivare a vivere la relazione in maniera costruttiva e profonda, scevra da idealizzazioni e quindi più protetta da eventuali delusioni.

Il processo che avviene tra Venere e Saturno è un viaggio all’interno dell’essenzialità attraverso la relazione, gli eventuali aspetti disarmonici non tolgono spessore a questa esigenza ma esprimono semplicemente una maggior resistenza interiore nell’arrivarci. In presenza, ad esempio, di una Luna d’Aria potremmo trovarci di fronte a due esigenze interiori profondamente diverse ed il passaggio alla maturità relazionale può essere più elaborato, una contestuale analisi della Luna infatti ci da indicazione dei bisogni di rassicurazione emotiva di una persona. Ciò si rende necessario per scoprire le radici dell’aspettativa affettiva, la quale origina nel rapporto d’amore con la figura materna, la prima storia d’amore della nostra vita.

Entriamo in una relazione attraendo la persona che risuona fortemente con i nostri viscerali bisogni inconsci, non con il nostro ideale razionale. In una relazione tra Venere e Saturno non c’è spazio per le dinamiche simbiotiche, entrambi possono nutrire l’esigenza espressa dal rapporto di Venere con Saturno lavorando su sé stessi in modo da scolpire un’identità ben definita e consapevole dei propri confini.

Sono relazioni che ci mettono a confronto con dei Maestri di vita e non è inconsueto trovare rapporti Venere-Saturno nei temi di persone che hanno incontrato l’amore in un’età non propriamente giovanile o che hanno un partner considerevolmente divergente a livello di età o di maturità, senza che ciò sia necessariamente legato all’età anagrafica.

Accogliere questo aspetto nel tema significa ascoltare una profonda esigenza interiore di crescita all’interno della relazione, e non sempre ciò è semplice perché le relazioni venusian/saturnine possono ad un primo approccio sembrare prive di quell’alone di magia o di fantasia, sono relazioni però che donano affidabilità, presenza e consapevolezza di sé, nel pieno rispetto della crescita dell’altro.

Sono relazioni che si nutrono di una progettualità comune, di qualcosa che cementi il rapporto, traghettano verso una spontanea forma di impegno e responsabilità reciproci. Bisogna tuttavia, soprattutto in presenza di aspetti disarmonici, imparare a non caricarsi eccessivamente le responsabilità del partner oppure a non proiettare sul partner delle responsabilità di limitazione nei confronti della nostra realizzazione personale.

In entrambi i casi ci si potrebbe chiedere:

“Perché mi adopero tanto per sentirmi indispensabile e insostituibile? Qual è l’esigenza interiore che viene smossa nel togliere al partner le sue responsabilità? In che modo mi è funzionale delegare al partner il potere di farmi sentire limitata o non realizzata? Faccio forse dipendere il mio valore personale dal riconoscimento del partner?”

Venere esprime anche i propri valori ed in primis l’auto-stima. Saturno, nell’apparente disincanto relazionale, porta Venere a costruire un valore di sé in evoluzione nel tempo e nel giusto tempo, si tratta quindi di relazioni che spesso non decollano finché entrambi i partner non abbiano camminato interiormente verso la centratura e la responsabilità di sé. 

La persona venusian-saturnina è esigente, rispettosa dei propri valori e difficilmente adotterà comportamenti innaturali per accontentare l’altro, pur tuttavia potrebbe sentir necessario anche uno spazio di solitudine dove l’altro sente di  non poter entrare. Questo è dovuto al tocco di Saturno e possiamo trovare questa caratteristica anche nei rapporti con la Luna, sebbene in diversa misura.

Uno spazio di silenzio che confina, una sorta di torre isolata dove ritirarsi soprattutto nei momenti in cui l’altro richiede maggior tenerezza. Una delle sfide veicolate da questa configurazione è infatti il contatto col proprio mondo emotivo e con le esigenze del cuore, non si vive di sola praticità ed il confine che Saturno pone alla nettuniana simbiosi può avere come conseguenza una tendenza al congelamento emozionale come difesa all’invasione emotiva nettuniana.

Sono rapporti presenti nel tema di artisti che, nel dare forma fisica alle loro creazioni possono sentire il tormento dell’incompiutezza, nessuna opera infatti che prende vita nel mondo fisico può soddisfare l’ideale. Saturno limita, confina e asciuga ma conferisce forma e ci ricorda i limiti dell’essere incarnato, in una relazione venusian-saturnina è importante che ognuno dei partner abbia il suo spazio di consapevolezza della propria individualità umana.

La relazione è considerata come una scelta di responsabilità ed in questo senso, eventuali aspetti disarmonici nel tema tra Venere e Saturno possono anche utilizzare il paradosso della polarità opposta per farsi riconoscere; ad esempio, si potrebbero incontrare persone disimpegnate per imparare ciò che si vuole attraverso chi mostra ciò che non si vuole, stimolando delle crisi interiori dalle quali si esce più consapevoli e rafforzati.

Come sempre, l’ultima parola la racconta il complesso del tema. Chiudo quindi con questa meravigliosa quanto essenziale frase di Osho.

Essere consapevoli è la fonte di ogni bontà, di ogni virtù.

Osho

Un abbraccio!

Ross

Bibliografia: “L’arte di rubare il Fuoco” Liz Greene Ed.Astrolabio