Astrogenealogia, Plutone, Venere

I mille volti astrogenealogici di Venere: i rapporti Venere/Plutone

L’ultimo articolo della serie dedicata ai mille volti astrogenealogici di Venere è dedicata ai rapporti tra Venere e Plutone nel tema natale. Le tematiche interiori che si smuovono attraverso queste associazioni sono molteplici, delicate e profonde, a seconda anche se ci confrontiamo con Venere taurina o bilancina. In tutti i casi il fil rouge che unisce tali configurazioni è la necessità di purificazione, catarsi e rigenerazione: Plutone utilizza Venere per stringerla in una morsa dalla quale possa rinascere una nuova consapevolezza di sé, sia per quanto riguarda il proprio valore personale sia per quanto attiene il confronto con la propria Ombra nel campo relazionale.

Le due cose possono viaggiare in sincrono perché questi aspetti ci mostrano in maniera chiara ed inequivocabile in che modo facciamo dipendere il nostro valore personale dall’altrui convalida. Entriamo infatti nel precario e oscuro territorio delle dipendenze. La tendenza a dipendere è qualcosa che si origina in una fase lunare infantile, quando tutti dipendiamo dallo sguardo e attenzione materna per la nostra sopravvivenza, ecco perché all’interno di una disamina astrologica di questi aspetti, considero molto importante la parallela considerazione degli interaspetti lunari. E’ il rimanere congelati ad una paura antica ed ancestrale di morire, di essere abbandonati e non sopravvivere. Possiamo in tal senso anche vedere tutto ciò non solo come mera espressione di un abbandono infantile, sia esso fisico o emotivo, ma come l’urlo e l’emersione attraverso di noi di antiche memorie genealogiche relative a morti per fame o sfruttamento in varie forme con conseguente prosciugamento delle nostre risorse.

Quando poi in età adulta ci confrontiamo nuovamente con tematiche di manipolazione e ricatto emotivo oppure con dipendenze finanziarie dal partner o dinamiche di sfruttamento lavorativo, ciò che realmente accade è il ricontattare delle paure ancestrali, profonde e viscerali. Quante volte, all’interno delle nostre relazioni, cadiamo nel tranello di mascherarci per compiacere l’altro, dentro di noi è ancora presente un senso di morte interiore che non ci permette di darci il permesso di essere noi stessi, temiamo allora che se l’altro vedesse davvero ciò che siamo ci lascerebbe da soli, abbandonandoci. Non ci rendiamo conto che in tal modo abbandoniamo e tradiamo noi stessi nella nostra autenticità e preziosità di esseri unici ed irripetibili. Attraiamo allora all’esterno il traditore o la traditrice, colui che ci tradisce per mostrarci in che modo tradiamo noi stessi; incontriamo la persona leale quando siamo leali con noi stessi e abbiamo accolto luci e ombre di ciò che siamo.

Il potenziale seduttivo di Plutone diventa ossessione in campo relazionale, quando ci si fissa con una persona impossibile in base ad un’immagine distorta di essa non rispondente alla realtà.  Una delle tematiche plutoniane è infatti quella della distorsione della realtà. I rapporti triangolari, ad esempio, basati su menzogne o tradimenti, sono il frutto di proiezioni e ombre inconsce che legano le tre persone in una sorta di sortilegio, un incantesimo da cui è difficile ritrarsi. La proiezione poi si regge su un’immagine e su una storia poco aderente alla realtà, basata per lo più sui racconti, volutamente o inconsciamente frammentati del traditore solitamente. Eppure ci si crede e molti rapporti di questo tipo, sofferti e tribolati, si protraggono per anni sotto le mentite spoglie dell’ essere considerati come “rapporti karmici”.

Allo stesso modo però potremmo diventare vittima di un’immagine distorta di noi stessi a cui aderire. Ad esempio potremmo voler diventare magre come l’ultima modella del momento o seduttivi come l’ultimo ragazzo degli spot pubblicitari dei profumi da uomo. Inseguire un’immagine stereotipata rinnegando ciò che si è ci allontana dal riconoscere il nostro diritto di vivere così come siamo, rinnegandoci da soli ed attraendo all’esterno persone abbandoniche e rifiutanti.

In questa sede faccio per lo più riferimento a interaspetti Venere/Plutone di 150° (Quinconce) o a configurazioni Yod, sia radix che sinastriche, in quanto veicolo di tematiche di tipo familiare riproposte automaticamente per lealtà inconscia. Sono allora meccanismi genealogici particolari e Plutone sfrutta Venere come trampolino di trasformazione, smuovendo e scardinando tutti i meccanismi di difesa possibili attraverso la rimessa in scena di sentimenti scomodi. Dipende poi da noi accogliere la possibilità di vedere anche ciò che non ci piace di noi stessi, questo processo può risultare particolarmente faticoso per chi tende ad un’eccessiva identificazione con la propria parte luminosa. Così facendo infatti non fa altro che porre resistenze ad un processo trasmutativo che è inevitabile e la vibrazione plutoniana verrà allora necessariamente proiettata all’esterno, continuando ad attrarre qualcuno che farà da specchio, rimandandoci l’Ombra.

Le emozioni a tinte forti risvegliate da Plutone ci traghettano verso una rinnovata consapevolezza di noi stessi e delle nostre vulnerabilità, ma anche ad una presa di coscienza dei nostri punti di forza e in buona sostanza, ad una rinnovata autostima, spesso attraverso il processare senza giudizio ciò che Plutone porta in emersione dal mare dell’Inconscio.

Fondamentalmente, trattandosi del valore personale, Plutone ci guida negli oscuri meandri dei sensi di inadeguatezza ed impotenza rispetto a qualcuno a cui attribuiamo un valore esageratamente sbilanciato rispetto al nostro. Si necessita di un ripristino di una situazione di equilibrio all’interno di noi stessi, attraverso cui nutrirsi senza sentire di dover dipendere da qualcuno che alimenti e convalidi il nostro valore attraverso la sua presenza o assenza. La tematica della paura è molto presente in questi interaspetti, come se una minaccia incombesse perennemente, quella di essere lasciati e che cosa accade quando viviamo questi scenari? Ci sentiamo vuoti, privi di energia, stanchi.

Eppure nell’orrido vuoto in cui Plutone ci catapulta si cela il potenziale pieno, di risorse, di talenti, di creatività, della capacità che tutti noi abbiamo di uscire trasformati da questo tipo di energie, ri-orientando e nutrendo anche il nostro albero genealogico di nuova linfa, sradicando e scardinando modelli relazionali che hanno condannato i nostri Antenati. Ciò può coinvolgere ovviamente anche tutte le tematiche del potere personale e come viene utilizzato nelle relazioni e della sessualità come strumento per ricontattare una creatività congelata dai pregiudizi sociali ed educativi.

Ricordo in ogni caso che Plutone è catarsi e rigenerazione intensa, sempre.

Ross

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