Astrogenealogia, yod

Lo Yod: l’infinito mondo delle possibilità

geralt pixabay yod

Portare una configurazione yodale nel proprio Tema Natale è come vivere una costante caccia al tesoro. Spesso sentiamo parlare nel mondo della crescita personale dei talenti e della necessità per ognuno di noi di sviluppare il proprio, come direzione ed obiettivo per vivere una vita piena ed appagante. Tuttavia tutto ciò stimola in me alcuni interrogativi interiori e di conseguenza alcune riflessioni

Cosa si intende per talento?

Siamo abituati a parlare di talenti come fossero qualcosa che troviamo bello e pronto, già confezionati su misura per noi al momento della nascita, frutto di attitudini e competenze sviluppate in epoche anteriori da noi o dai nostri Antenati. Il talento pre-suppone il recupero di un’antica sapienza e poche volte consideriamo il fatto che per essere sviluppato il talento va prima visto, accolto e ripulito da eventuali utilizzi distorti precedenti.

Che ne è dell’espressione di un talento che rifiutiamo perché ereditato da un Antenato ghettizzato dalla famiglia? Quanto abbiamo mitizzato il concetto di talento come qualcosa di inarrivabile e legato a qualità parificate ai superpoteri quando un talento può essere anche saper stirare bene le camicie?

Il portatore di Yod ha una duplice sfida: da una parte deve trovare e recuperare i suoi talenti partendo dalla consapevolezza che sta trasformando un’energia utilizzata in modo sbilanciato dalle generazioni precedenti, dall’altro si trova nella condizione di fare a pugni con qualcosa che sente grande, inarrivabile o mai completamente visibile.

La sensazione è quella della mancanza di un punto di arrivo, la dimensione della ricerca è sempre attiva in lui ed il compito è quello di rimanere curiosi ed aperti al fluido scorrere del Viaggio, più che alla focalizzazione su un traguardo che può mutare nel corso degli avvenimenti, modellandosi in maniera totalmente diversa dagli obiettivi prefissati.

Eppure esiste una sorta di utero cosmico in cui ci si sente immersi ed in qualche modo guidati e protetti pur vivendo situazioni a volte paradossali e cambiamenti che d’emblée portano l’irruzione del Nuovo ed Inatteso. La connessione con il sincronismo delle Leggi Universali appartiene spesso al portatore di Yod che, in assenza di modelli precedenti di riferimento, è sfidato a trovare una via di vita completamente divergente ed inimmaginabile per il suo Albero Genealogico, pur sentendone il sostegno.

Il senso perfetto dei meccanismi che regolano l’Universo dona al portatore di Yod la capacità di sviluppare una fiducia avulsa dai classici ragionamenti della mente razionale nel soppesare i pro e i contro, è totale bussola interiore che agli occhi di molte persone, anche e soprattutto di quelle care e vicine, è totalmente incomprensibile.

Soprattutto se all’interno della configurazione troviamo un pianeta generazionale, la vibrazione energetica collettiva si cala nell’esperienza individuale all’interno dei settori/case contenenti il pianeta lento e si riverbera anche nella casa disposta da quel pianeta, è come se il portatore di Yod fosse un conduttore elettrico per soddisfare alcune esigenze collettive, bisogni di tutta l’Umanità, a partire da un bagaglio esperienziale in dotazione dal passato.

La seconda parte della vita di solito diverge profondamente dalla prima, il tempo viene scandito da una particolare situazione o da un accadimento che costituisce uno spartiacque di taglio col passato. E’ un taglio inconsapevole all’inizio, ma volgendosi all’indietro ci si rende conto profondamente di come ogni passaggio vissuto abbia contribuito a forgiare l’interiorità. 

Lo Yod dona alla persona flessibilità ed uno spirito sveglio, senza età, curioso di ogni giorno e che piano piano impara a vivere solo di giorno in giorno, per cui gli apprendimenti della vita lo mettono in condizione di volgersi all’interno di sé in cerca delle risposte perché all’esterno spesso la sensazione è di non sentirsi compresi appieno.

E a volte si ha la gioia di poter incontrare persone preziose con cui si stabiliscono delle amicizie uniche, rapporti unici ed irripetibili, e di essere profondamente grati anche per i momenti difficili, per i dolori e le sofferenze di cui si è il prodotto.

La programmazione non fa parte di queste vite, la routine e la sicurezza esteriore nemmeno perché l’obiettivo è quello di ritornare a sé, in sé, nell’unico porto sicuro possibile, quello interiore, che nessuno può toglierci. Ad un certo punto l’unica via possibile è quella dello sviluppo di una centratura interiore, di una saldezza che ha bisogno di tempo per strutturarsi e che contemporaneamente è certa del sostegno dal mondo dell’Invisibile.

Amo questa configurazione, e per questo motivo ho scritto anche altri articoli che ti condivido

Lo Yod: destino o scelta?

Lo Yod tra genitori e figli: Luci e Ombre a confronto

Lo Yod in un abbraccio: il gioco delle proiezioni

Asia Argento: forza e vulnerabilità in uno Yod

Se ti va di vedere una piccola diretta Facebook che avevo dedicato a questa affascinante figura clicca qui

Un caro abbraccio 

Ross

 

 

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