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Il valore del silenzio

angelo custode silenzio

Vi invito  a portare la vostra attenzione al significato profondo del silenzio, potremmo avvicinarci ad un’indagine interiore chiedendoci, ad esempio, quali sono i nostri argomenti di conversazione preferiti, quali le nostre compagnie predilette, quanto tempo dedichiamo alla compagnia e al dialogo con la persona più importante della nostra vita, noi stessi. Sì…proprio noi stessi. Spesso non ci rendiamo conto del valore inestimabile dell’ascolto interiore, facciamo le cose perché si deve, perché ce l’hanno insegnato, perché si è sempre fatto così; nella migliore delle ipotesi siamo consapevoli dell’importanza del dialogo nella coppia, con i figli, con gli amici: ciò è senz’altro vero ed è proprio attraverso il dialogo che acquisiamo notizie importanti anche su noi stessi.

La condivisione è importantissima, ma a volte può trasformarsi in una trappola, qualora diventiamo come zattere in mezzo al mare, bisognose di un appiglio, e cerchiamo sempre qualcuno con cui confrontarci; il rispecchiamento dall’altro diventa allora l’unica e imprescindibile fonte di sicurezza e fatichiamo a decidere da soli su cosa è meglio per noi.

Nelle relazioni il vuoto comunicativo spaventa moltissimo, diventa una voragine, un buco in cui le due individualità sentono di non valere più l’una per l’altra, e contemporaneamente si auto-svalorizzano, sentendo il proprio valore solo attraverso una convalida esteriore; la parola allora diventa spesso un riempitivo di quel buco, basta parlar di qualcosa pur di non stare zitti e sentire il vuoto relazionale ed esistenziale. Dall’altro lato invece, oggi si vedono spesso al ristorante persone sedute allo stesso tavolo, ognuno chino al suo cellulare, senza proferire parola che non sia l’ordinazione al cameriere, immersi nel proprio mondo virtuale, avulsi dal qui ed ora che stanno vivendo.

Il confronto attraverso il dialogo costruttivo è molto importante ma, molto di rado, ci si interroga sul valore altrettanto fondamentale di ciò che rappresenta la chiave di accesso ad una forma di dialogo interiorizzata: il silenzio.

Come ci poniamo di fronte al silenzio? Molte volte lo temiamo, sentendolo come una forma di vuoto, eppure in quel vuoto troviamo il nostro pieno di consapevolezza. Dedicare del tempo a stare in silenzio e, parimenti, dedicare anche attenzione all’essenzialità del nostro parlare è importantissimo, attraverso un ascolto silenzioso possiamo scoprire molto di noi e di ciò che si agita nella nostra interiorità .

Attraverso la capacità di stare in silenzio sviluppiamo indirettamente la capacità di espressione verbale, le parole giuste al momento giusto. Sappiamo come e quando intervenire in una conversazione, se è opportuno farlo o se è meglio tacere, interrogandoci con sincerità sulle motivazioni che ci spingono a parlare. Saper stare in silenzio è una forma di consapevole saggezza dell’anima, un dono che tutti abbiamo e presto o tardi emerge, sta a noi accogliere tale dono. Attraverso il silenzio impariamo a volgerci all’interno di noi stessi per acquisire quelle risposte che cerchiamo all’esterno, e alle quali in tal modo diamo il tempo di emergere coscientemente alla nostra consapevolezza.

Nel silenzio della natura ci connettiamo al Tutto, il dialogo silenzioso con il nostro animale domestico è la confidenza più preziosa, l’intimità più sottile che possiamo provare. Ciò che emerge in uno stato di attivo ascolto silenzioso della nostra interiorità è la capacità di dare importanza e tempo di comprensione agli stati d’animo che si manifestano nel nostro corpo, è  imparare a conoscere il significato delle posture, dei movimenti, dei gesti, di ciò che parla senza bisogno di parole

Nel silenzio si comunica, un sorriso, un abbraccio silenzioso aprono a sentimenti profondi. Così pure, un silenzio in una relazione, una mancata telefonata, una dimenticanza importante, ci accompagnano a dubbi interiori delicati e ci chiediamo: ” Nemmeno una telefonata per il mio compleanno?” oppure “Ho aspettato quella telefonata per giorni, ma invano”, a chi di noi non è capitato un momento di delusione e di consapevolezza relazionale passato attraverso un silenzio?.

Se è necessario prendersi la responsabilità delle conseguenze delle nostre parole, è anche importante farlo nei riguardi dei nostri silenzi.

Silenzio è ascolto di sé, di ciò che sentiamo davvero, della validità delle nostre scelte e di quanto invece esprimiamo un bisogno condizionato da ciò che altri si aspettano; nel silenzio ci connettiamo al dialogo con noi stessi, ascoltiamo in che modo ci rivolgiamo al nostro interno, se siamo gentili o se ci critichiamo continuamente.

Anche in famiglia, noi genitori abituati a trasmettere ai figli l’importanza del dialogo e della condivisione, possiamo gradualmente imparare a trasmettere loro l’importanza del silenzio. Si tratta di un passaggio verso la reciproca indipendenza, di un rispetto per la loro privacy che non deve farci sentire esclusi dalle loro vite, ma attraverso cui lasciamo gradualmente andare l’esigenza di presenza e controllo continui, soprattutto man mano che i figli diventano adulti.

E rispettando la privacy , riceveremo maggior apertura di dialogo, più profondità, lasceremo andare il bisogno di avere ragione, riuscendo a vedere le cose anche dall’altrui prospettiva, perché parola e silenzio sono due facce della stessa medaglia, un abbraccio.

La parola è un’ala del silenzio…
(Pablo Neruda)

Rossana

5 pensieri riguardo “Il valore del silenzio”

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